Yohimbina

Yohimbina

La yohimbina, il cui termine nella nomenclatura ufficiale IUPAC è: Estere metilico dell’acido 17α-idrossi-yohimban-16α-carbossilico è un alcaloide.
La yohimbina ha formula bruta o molecolare: C21H26N2O3 ed un alcaloide indolico con effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale.
La yohimbina è una sostanza derivate dalla corteccia dell’albero africano Johimbe o yohimbe (Pausinystalia johimbe (K.Schum.) Pierre ex Beille, 1906).
La yohimbina è un antagonista adrenergico alfa-2 ed è stata utilizzata in una varietà di progetti di ricerca. È un farmaco veterinario utilizzato per invertire la sedazione nei cani e nei cervi.
Mentre la yohimbina si comporta come afrodisiaco in alcuni mammiferi, non lo fa negli esseri umani. È stato prescritto come trattamento per la disfunzione erettile, ma i suoi benefici clinici riportati sono stati modesti ed è stato ampiamente sostituito dalla classe di farmaci inibitori della PDE5.
Le sostanze che sono state estratte dall’albero di yohimbe sono state commercializzate come integratori alimentari per vari scopi, ma contengono quantità altamente variabili di yohimbina, se presenti; ad oggi non esiste nessuna prova scientifica pubblicata che supporta la loro efficacia.
Il composto è anche dotato di effetto antidiuretico e produce un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. La molecola presenta una spiccata azione psicoattiva ed è stato riportato che possa determinare risposte alterate del sistema nervoso centrale (SNC), fra cui ansia e reazioni maniacali. Altri effetti che, potrebbero spiegare la sua spiccata psicoattività e alcuni effetti collaterali (sebbene non sia stato ancora del tutto delucidato il ruolo neurobiologico dei seguenti effetti) sono: l’agonismo ai recettori della serotonina 5-HT1d e 5-HT2a e l’antagonismo dei 5-HT1b e 5-HT2b.

È stato segnalato che questa molecola potrebbe comportare una riduzione del grasso corporeo ma, a tal proposito, persistono molti dubbi.
La yohimbina è stata anche studiata come rimedio per il diabete di tipo 2 in modelli animali ed umani portatori del polimorfismo del gene per il recettore alfa2-adrenergico sottotipo “A”.
Tra gli effetti collaterali ed indesiderati, in funzione del dosaggio assunto la yohimbina può comportare anche innalzamento della pressione arteriosa, che spesso si accompagna ad aumento della frequenza cardiaca. Si possono manifestare, inoltre, sintomi avversi a carico del tratto gastrointestinale comprendono nausea e vomito. Per i suoi effetti eccitatori a carico del SNC la molecola suscita spesso irritabilità, ansia generalizzata, eccitazione, iperattività motoria, reazioni maniacali, allucinazioni, insonnia, tremore e vertigine.
La yohimbina viene controindicata in casi di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti utilizzati nella formulazione farmacologica. È inoltre controindicata nell’insufficienza epatica e renale.
Inoltre la contemporanea assunzione di yohimbina e farmaci antidepressivi o fenotiazine può comportare un aumentato rischio di effetti collaterali.

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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