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Achillea ptarmica

Il millefoglio palustre (Achillea ptarmica L., 1753), è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Asteroideae, Tribù Anthemideae, Sottotribù Achilleinae e quindi al Genere Achillea ed alla Specie A. ptarmica
È sinonomo il termine: Ptarmica vulgaris DC.

Etimologia –
Il termine Achillea del genere è stato dedicato ad Achille (in greco Aχιλλειοϛ Achilleios), mitico eroe greco che avrebbe usato qualche specie di questo genere per curare le ferite riportate in battaglia dai suoi soldati; un rimedio molto antico tanto che questa è una delle erbe medicinali rinvenute in una necropoli irachena dell’uomo di Neanderthal risalente a 60.000 anni fa. Il nome Achillea era già presente nel De simplicium medicamentorum facultatibus del medico greco Galeno (129-200 d.C.)
L’epiteto specifico ptarmica proviene dal greco πταρμικός ptarmicòs che fa starnutire, starnutatorio.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il millefoglio palustre è una pianta con origine nelle zone fredde o temperato-fredde dell’Eurasia.
In Italia è una pianta comune, ma solo al nord, soprattutto nelle zone alpine.
Il suo habitat è rappresentato dai prati umidi in prossimità di zone acquose, con substrato preferito di natura calcareo ma anche siliceo con pH acido, dove cresce, sui rilievi fino a 1600 m s.l.m..

Descrizione –
L’ Achillea ptarmica è una pianta erbacea, in forma cespugliosa, che cresce tra 20 e 60 cm, nella forma di una emicriotifita scaposa, cioè pianta erbacea perenni con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve.
Questa pianta possiede un rizoma orizzontale strisciante dal quale partono diversi fusti semplici.
Le radici sono secondarie da rizoma.
Le foglie sono disposte in spirale ed hanno un contorno lineare-lanceolato.
Le infiorescenze sono composte da corimbi di 6 o 12 capolini, con struttura tipica di tutte le Asteraceae, a squame (o brattee), embriciate articolate in tre serie che fanno da protezione al ricettacolo piano o leggermente convesso, munito di pagliette oblanceolate sul quale s’inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati (da 8 a 12) trilobati di colore bianco e quelli interni tubulosi, divisi in cinque lobi, di colore bianco-grigiastro. L’involucro ha una larghezza i 5-7 mm ed i capolini un dimetro di 12-17 mm.
L’antesi è tra Luglio a Settembre.
Il frutto è un achenio formato da minuscole cipsele di 1,5 mm, privo di pappo, con forma compressa e quasi appiattita.

Coltivazione –
L’Achillea ptarmica è una pianta che, per poter essere coltivata, preferisce terreni ricchi di humus, freschi, con pH tendenzialmente acido e con esposizione in pieno sole, anche se si adatta alla mezz’ombra.
Questa pianta viene per lo più coltivata, oltre che per scopi officinali, anche per impieghi ornamentali ed utilizzata per aiuole e sul bordo di laghetti.
Si consiglia di porre le piante a distanza di 50/60 cm, tra una e l’altra.

Usi e Tradizioni –
Il gambo del millefoglio palustre si ramifica, così come si distribuiscono le sue foglie nei vari livelli del gambo, seguendo la successione di Fibonacci.
I fiori e le foglie di questa achillea, come per altre dello stesso genere, contengono olio essenziale (azulene, camazulene, ß-pinene, cariofillene), flavonoidi, acidi organici (caffeico e salicilico), tannini idrolizzabili, steroli, lattoni, cumarine.
Ha proprietà cicatrizzante e riparatrice tissutale e per questa ragione, soprattutto un tempo, veniva ed è ancora impiegata per curare lesioni della pelle, ferite e piaghe d’ogni genere.
La pianta è oggi considerata un ottimo rimedio antispasmodico, in quanto aiuta a rilassare la muscolatura liscia, in presenza di dolori mestruali, colite o intestino irritabile accompagnato da crampi addominali; mentre per le proprietà stomachiche, viene usata per favorire la funzionalità digestiva ed epatica.
Inoltre la presenza della flavonoidi gli conferisce un’azione riequilibrante del sistema ormonale, utile per tutti quei sintomi connessi alla fase premestruale, associati a nervosismo, irritabilità, sbalzi d’umore, debolezza e nella stanchezza.
Possiede, inoltre, anche proprietà astringenti, antinfiammatorie ed emostatiche e quindi è in grado di arrestare le emorragie, e vari problemi di sanguinamento dovuti a gengive infiammate, mestruazioni abbondanti o emorroidi; mentre l’achilleina sarebbe in grado di controllare gli sbalzi di pressione e ristabilire la normale circolazione sanguigna.
Attenzione perché l’uso di questo genere di piante è sconsigliato per i soggetti che assumono farmaci anticoagulanti a causa delle sue proprietà coagulanti (che potrebbero influenzare l’efficacia del farmaco).Inoltre può determinare reazioni allergiche nei soggetti sensibili alle piante della famiglia delle Astaraceae.

Modalità di Preparazione –
Con il millefoglio palustre si possono preparare infusi per uso interno (1 cucchiaio di fiori di Achillea, 1 tazza d’acqua ) versando la pianta nell’acqua bollente e spegnendo il fuoco. Si copre e si lascia in infusione per 10 min, dopo di ché si filtra e si può bere nella dose consigliata di 2 tazze al giorno lontano dai pasti. L’infuso e il decotto sono indicati per ragadi, emorroidi, ulcerazioni, diarrea.
Si può preparare anche una Tintura madre con 40 gocce in mezzo bicchiere d’acqua, da bere 2 volte al giorno, lontano dai pasti.
Per uso esterno invece si possono fare degli impacchi di bellezza; in questo caso si prepara un infuso di achillea lasciando riposare 10 gr di droga in mezzo litro d’acqua bollente, se ne fanno degli impacchi con pezze di cotone che vengono posti sul viso per eliminare punti neri e combattere l’eccesso sebaceo della pelle. Infine si può utilizzare l’erba per semicupi ponendone a macerare una bella manciata in acqua fredda per una dozzina di ore e facendo bollire poi per qualche minuto. Dopo aver filtrato si mescola all’acqua del bagno e ci si immerge fino alle reni, per cicatrizzare ragadi o per lenire spasmi addominali.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Achillea ptarmica

The Sneezewort (Achillea ptarmica L., 1753), is a herbaceous species belonging to the Asteraceae family.

Systematic –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, the Plantae Kingdom, the Spermatophyta Superdivision, the Magnoliophyta Division, the Magnoliopsida Class, the Asteridae Subclass, the Asterales Order, the Asteraceae Family, the Asteroidea Subfamily, the Anthemideae Tribe, the Achilleinae Subtribe and therefore to the Genus Achillea and the Species A.
The term is synonymous: Ptarmica vulgaris DC.

Etymology –
The term Achillea of ​​the genus was dedicated to Achilles (in Greek Aχιλλειοϛ Achilleios), mythical Greek hero who would have used some species of this genus to heal the wounds suffered in battle by his soldiers; a very ancient remedy so that this is one of the medicinal herbs found in an Iraqi necropolis of the Neanderthal man dating back to 60,000 years ago. The name Achillea was already present in the Greek physician Galen’s De simplicium medicamentorum facultatibus (129-200 AD)
The specific ptarmic epithet comes from the Greek πταρμικός ptarmicòs which causes sneezing, sneezing.

Geographical Distribution and Habitat –
Sneezewort is a plant originating in cold or temperate-cold areas of Eurasia.
In Italy it is a common plant, but only in the north, especially in the alpine areas.
Its habitat is represented by wet meadows near aqueous areas, with a preferred substrate of a limestone nature but also acidic with acid pH, where it grows, on the reliefs up to 1600 m a.s.l.

Description –
The Achillea ptarmica is a herbaceous plant, in a bushy form, which grows between 20 and 60 cm, in the form of a scapose hemicryotyphy, that is, a perennial herbaceous plant with wintering buds at ground level and protected by bedding or snow.
This plant has a horizontal creeping rhizome from which several simple stems start.
The roots are secondary from rhizome.
The leaves are arranged in a spiral and have a linear-lanceolate outline.
The inflorescences are composed of corymbs of 6 or 12 flower heads, with a typical structure of all Asteraceae, with scales (or bracts), arranged in three series which protect the flat or slightly convex receptacle, equipped with oblanceolate scourers on which s ‘insert two types of flowers: the external ligulate ones (from 8 to 12) trilobed in white color and the internal tubular ones, divided into five lobes, of gray-white color. The casing has a width of 5-7 mm and the heads are 12-17 mm in diameter.
The antesis is between July and September.
The fruit is an achene formed by tiny 1.5 mm cipseles, free of pappus, with a compressed and almost flattened shape.

Cultivation –
The Achillea ptarmica is a plant that, in order to be cultivated, prefers humus-rich, fresh soils, with a tendency to be acidic and exposed to full sun, even if it adapts to partial shade.
This plant is mostly cultivated, as well as for medicinal purposes, also for ornamental uses and used for flower beds and on the edge of ponds.
It is recommended to place the plants at a distance of 50/60 cm, between one and the other.

Uses and Traditions –
The stalk of the Sneezewort branches, just as its leaves are distributed in the various levels of the stalk, following the succession of Fibonacci.
The flowers and leaves of this yarrow, as for others of the same genus, contain essential oil (azulene, camazulene, ß-pinene, caryophyllene), flavonoids, organic acids (caffeic and salicylic), hydrolyzable tannins, sterols, lactones, coumarins.
It has healing and tissue repairing properties and for this reason, especially in the past, it was and is still used to treat skin lesions, wounds and sores of all kinds.
The plant is now considered an excellent antispasmodic remedy, as it helps to relax smooth muscle, in the presence of menstrual pain, colitis or irritable bowel accompanied by abdominal cramps; while for stomachic properties, it is used to promote digestive and liver function.
In addition, the presence of flavonoids gives it a rebalancing action on the hormonal system, useful for all those symptoms related to the premenstrual phase, associated with nervousness, irritability, mood swings, weakness and tiredness.
It also has astringent, anti-inflammatory and hemostatic properties and is therefore able to stop bleeding, and various bleeding problems due to inflamed gums, abundant menstruation or hemorrhoids; while the achillein would be able to control pressure fluctuations and restore normal blood circulation.
Attention because the use of this kind of plants is not recommended for subjects taking anticoagulant drugs because of its coagulant properties (which could affect the effectiveness of the drug). It can also cause allergic reactions in subjects sensitive to plants of the Astaraceae family .

Method of Preparation –
With Sneezewort, infusions can be prepared for internal use (1 tablespoon of yarrow flowers, 1 cup of water) by pouring the plant into boiling water and putting out the fire. It is covered and left to infuse for 10 minutes, after which it is filtered and can be drunk in the recommended dose of 2 cups a day between meals. The infusion and decoction are indicated for fissures, hemorrhoids, ulcerations, diarrhea.
A mother tincture can also be prepared with 40 drops in half a glass of water, to be drunk 2 times a day, between meals.
For external use instead you can make beauty wraps; in this case, an yarrow infusion is prepared by letting 10 g of the drug rest in half a liter of boiling water, they are made of compresses with cotton patches that are placed on the face to eliminate blackheads and fight the excess sebaceous skin. Finally, you can use the herb for sitz baths by placing a nice handful in cold water for a dozen hours and then boiling for a few minutes. After filtering, mix with the water in the bath and dive to the kidneys, to heal fissures or to soothe abdominal spasms.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.



[:es]

Achillea ptarmica

El Botón de oro (Achillea ptarmica L., 1753), es una especie herbácea perteneciente a la familia Asteraceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, el Reino Plantae, la Superdivisión de Spermatophyta, la División Magnoliophyta, la Clase Magnoliopsida, la Subclase Asteridae, la Orden Asterales, la Familia Asteraceae, la Subfamilia Asteroidea, la Tribu Anthemideae, la Subfamilia Achilleinae y la Subespecie Achilleina A y la Subespecie A, por lo tanto, la Subespecie A.
El término es sinónimo: Ptarmica vulgaris DC.

Etimología –
El término Achillea del género se dedicó a Aquiles (en griego Aχιλλειοϛ Achilleios), héroe griego mítico que habría utilizado algunas especies de este género para curar las heridas sufridas en la batalla por sus soldados; un remedio muy antiguo para que esta sea una de las hierbas medicinales encontradas en una necrópolis iraquí del hombre de Neanderthal que data de hace 60,000 años. El nombre Achillea ya estaba presente en el médico griego Galen’s De simplicium medicamentorum facultatibus (129-200 AD)
El epíteto ptarmico específico proviene del griego πταρμικός ptarmicòs que causa estornudos, estornudos.

Distribución geográfica y hábitat –
El Botón de oro es una planta que se origina en áreas frías o templadas y frías de Eurasia.
En Italia es una planta común, pero solo en el norte, especialmente en las zonas alpinas.
Su hábitat está representado por prados húmedos cerca de áreas acuosas, con un sustrato preferido de naturaleza caliza pero también ácido con pH ácido, donde crece, en los relieves de hasta 1600 m.s.n.m.

Descripción –
La Achillea ptarmica es una planta herbácea, en forma espesa, que crece entre 20 y 60 cm, en forma de hemicryotyphy escasa, es decir, una planta herbácea perenne con yemas de invernada a nivel del suelo y protegida por camas o nieve.
Esta planta tiene un rizoma horizontal progresivo a partir del cual comienzan varios tallos simples.
Las raíces son secundarias del rizoma.
Las hojas están dispuestas en espiral y tienen un contorno lineal-lanceolado.
Las inflorescencias se componen de corimbos de 6 o 12 cabezas de flores, con una estructura típica de todas las Asteraceae, con escamas (o brácteas), dispuestas en tres series que protegen el receptáculo plano o ligeramente convexo, equipadas con estropajos oblanceolados en los que s ‘inserte dos tipos de flores: las liguladas externas (de 8 a 12) trilobuladas en color blanco y las tubulares internas, divididas en cinco lóbulos, de color blanco grisáceo. La carcasa tiene un ancho de 5-7 mm y las cabezas tienen un diámetro de 12-17 mm.
El antesis es entre julio y septiembre.
El fruto es un aquenio formado por diminutos cipseles de 1.5 mm, libres de pappus, con una forma comprimida y casi aplanada.

Cultivo –
La Achillea ptarmica es una planta que, para ser cultivada, prefiere suelos frescos, ricos en humus, con tendencia a ser ácida y expuesta a pleno sol, incluso si se adapta a la sombra parcial.
Esta planta se cultiva principalmente, así como con fines oficiales, también para usos ornamentales y para macizos de flores y en el borde de estanques.
Se recomienda colocar las plantas a una distancia de 50/60 cm, entre una y otra.

Usos y Tradiciones –
El tallo de las ramas de Botón de oro, al igual que sus hojas se distribuyen en los distintos niveles del tallo, siguiendo la sucesión de Fibonacci.
Las flores y las hojas de esta milenrama, al igual que otras del mismo género, contienen aceite esencial (azuleno, camazuleno, ß-pineno, cariofileno), flavonoides, ácidos orgánicos (cafeico y salicílico), taninos hidrolizables, esteroles, lactonas, cumarinas.
Tiene propiedades curativas y reparadoras de tejidos y, por esta razón, especialmente en el pasado, fue y aún se usa para tratar lesiones de la piel, heridas y llagas de todo tipo.
La planta ahora se considera un excelente remedio antiespasmódico, ya que ayuda a relajar el músculo liso, en presencia de dolor menstrual, colitis o intestino irritable acompañado de calambres abdominales; mientras que por sus propiedades estomacales, se usa para promover la función digestiva y hepática.
Además, la presencia de flavonoides le da una acción de reequilibrio en el sistema hormonal, útil para todos aquellos síntomas relacionados con la fase premenstrual, asociados con nerviosismo, irritabilidad, cambios de humor, debilidad y cansancio.
También tiene propiedades astringentes, antiinflamatorias y hemostáticas y, por lo tanto, puede detener el sangrado y diversos problemas de sangrado debido a encías inflamadas, menstruación abundante o hemorroides; mientras que el achillein podría controlar las fluctuaciones de presión y restablecer la circulación sanguínea normal.
Atención porque el uso de este tipo de plantas no se recomienda para sujetos que toman medicamentos anticoagulantes debido a sus propiedades coagulantes (que podrían afectar la efectividad del medicamento). También puede causar reacciones alérgicas en sujetos sensibles a plantas de la familia Astaraceae .

Método de preparación –
Con el Botón de oro, las infusiones se pueden preparar para uso interno (1 cucharada de flores de milenrama, 1 taza de agua) vertiendo la planta en agua hirviendo y apagando el fuego. Se cubre y se deja en infusión durante 10 minutos, después de lo cual se filtra y se puede beber en la dosis recomendada de 2 tazas al día entre comidas. La infusión y decocción están indicadas para fisuras, hemorroides, ulceraciones, diarrea.
Una tintura madre también se puede preparar con 40 gotas en medio vaso de agua, para beber 2 veces al día, entre comidas.
Para uso externo, en su lugar, puede hacer envolturas de belleza; En este caso, se prepara una infusión de milenrama dejando que 10 g del medicamento descansen en medio litro de agua hirviendo, están hechas de compresas con parches de algodón que se colocan en la cara para eliminar los puntos negros y combatir el exceso sebáceo de la piel. Finalmente, puede usar la hierba para baños de asiento colocando un buen puñado en agua fría durante una docena de horas y luego hirviendo durante unos minutos. Después de filtrar, mezcle con el agua en el baño y sumérjase en los riñones, para curar fisuras o para aliviar los espasmos abdominales.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.



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