Come coltivare il Clerodendro

Come coltivare il Clerodendro

Il Clerodendro (Clerodendrum L., 1753) è un genere di piante della famiglia delle Lamiaceae che comprendente oltre 300 specie tra arboree ed arbustive; le specie arboree raggiungono anche i 9 m di altezza. Si tratta di piante, originarie dell’Asia e dell’Africa, molto apprezzate come piante ornamentali, sia nei parchi che nei giardini, per i fiori profumati riuniti in grandi cime paniculate e le foglie ovate o cuoriformi, dal caratteristico aroma.
Tra queste specie ricordiamo il Clerodendrum ugandense, meno rustico del Clerodendrum trichotomum, ma molto decorativo, con numerosissimi fiori viola e lilla a forma di farfalla; il Clerodendrum thomsonae è invece un rampicante a fiori bianchi da appartamento.
In questa scheda vedremo come coltivare il Clerodendro con gli accorgimenti agronomici più utili.
Il clerodendro è una pianta che ha bisogno di una posizione soleggiata, o a mezz’ombra; è una specie alquanto rustica che riesce a sopportare senza problemi temperature inferiori ai -10°C, anche se può gelate persistenti possono causare il disseccamento della parte aerea degli esemplari giovani; per questo motivo, è opportuno riparare le piante per i primi due inverni dopo la messa a dimora.
Anche in tema di temperature estive è una pianta resistente anche se può soffrire di una prolungata esposizione in climi con temperature eccessive; inoltre nelle zone vicine al mare o in montagna è bene riparare il clerodendro dal vento.
Il terreno dove coltivare il clerodendro è bene che venga mantenuto costantemente umido, soprattutto nel periodo estivo, mentre in inverno le annaffiature possono essere sospese in quanto la pianta entra in riposo vegetativo.

Il substrato di coltivazione, per questo motivo deve, essere più leggero e dotato di sostanza organica onde avere una buona fertilità ed un ottimo drenaggio e, possibilmente, povero di calcio. Se coltivato in ambiente chiuso la pianta ama un ambiente umido e può essere utile vaporizzare dell’acqua che consenta di creare un microclima umido.
Sempre in tema di elementi nutritivi è bene fornire da marzo a ottobre del concime per piante da fiore ad intervalli regolari, quindi più ricco di potassio e microelementi.
Per la messa a dimora del clerodendro si consiglia di preparare una buca profonda in cui creare una miscela di sabbia, torba e terriccio da compostaggio. Il periodo più adatto è quello primaverile evitando, soprattutto in climi più freddi, i primi giorni in cui si possono verificare ritorni di freddo e gelate.
La moltiplicazione di questo tipo di arbusto avviene per seme, utilizzando in primavera i semi dell’anno precedente, che si possono prelevare dalla pianta al momento della semina; in primavera è anche possibile praticare talee e margotte.
Per quanto riguarda malattie e fitopatie il clerodendro, soprattutto in terreni poco drenanti, può andare incontro a marciume radicale.
Tra le avversità entomologiche ricordiamo le cocciniglie, che se non contrastate possono compromettere la salute della pianta. Per evitarlo è opportuno ricorrere a dei prodotti a base di sapone di Marsiglia da distribuire nell’ambiente intorno alla pianta, prima del periodo di fioritura. Inoltre evitando l’uso di fertilizzanti a base di nitrati si eviterà un eccessivo intenerimento delle parti vegetate con maggiori attacchi di cocciniglie ed afidi.
Gli acari talvolta possono rovinare vistosamente le foglie.

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