Come coltivare l’Acero

Come coltivare l’Acero

Gli aceri sono delle specie arboree, o anche arbustive, di interessante utilizzo per scopi ornamentali. Si tratta di un genere in cui rientrano almeno 150 specie, provenienti da tutto l’emisfero boreale, soprattutto da Europa, Nord America, Asia. Sono piante spesso decidue, dotate di foglie opposte quasi sempre lobate, solo raramente pennate. Hanno dei piccoli fiori, che presentano un caratteristico profumo un po’ dolciastro, raccolti in pannocchie o corimbi collocati alle ascelle delle foglie o anche all’apice dei getti. Tra questi ricordiamo: Acer saccharinum, Acer platanoides, Acer palmatum, Acer opalus, Acer negundo, Acer monspessulanum, Acer pseudoplatanus ed Acer cappadocicum lobelii. Inoltre gli Aceri sono un bel gruppo di piante dotate di una corteccia ad alto valore decorativo, sia per il colore rosso-ramato oppure striato, sia per la prerogativa di sfaldarsi in strisce e riccioli. Ottime, dunque, d’inverno.
In questa scheda vedremo come coltivare l’Acero mettendo in pratica tutti gli accorgimenti più utili e necessari.
Bisogna comunque mettere in conto la gran quantità di forme e portamenti, che fanno di questa categoria di alberi ornamentali una delle più importanti e rilevanti nella formazione di giardini di superfici medio-grandi.

In generale l’utilizzo degli aceri porta solo effetti positivi sull’ambiente e non ha contro-indicazioni. Interessante è inoltre la colorazione autunnale di molti Aceri che non è affatto inferiore a quella di tutti gli altri generi di alberi noti per tale prerogativa: come Liriodendron, Fagus, Liquidambar ecc.
Inoltre, le infiorescenze primaverili, che sono piccole, ma assai graziose e abbondanti, quasi sempre sbocciano alla fine dell’inverno, quando il fogliame non si è ancora del tutto sviluppato.
Nella scelta dell’Acero bisognerà tener conto, ovviamente, della sua dimensione per capire in quale ambito poterlo collocare. Inoltre gli Aceri orientali sono fra le piante più belle e più indicate per la coltivazione di bonsai: oltre ai già noti “giapponesi”, vanno raccomandati A. buergerianum, A. tataricum e A. griseum.
Comunque va detto che la coltivazione degli aceri è molto facile, perché si tratta di piante rustiche e che richiedono poche cure. In generale, preferiscono un terreno ben drenato, ma costantemente umido: questo consente agli arbusti di svilupparsi meglio, rispetto a suoli poveri e aridi. Inoltre prima di acquistare la pianta assicurarsi che sia indicata per il pH del vostro terreno; infatti la natura del suolo cambia a seconda delle specie: alcuni aceri crescono bene con un pH tendente all’alcalino, mentre altri preferiscono una certa acidità.
Per quanto riguarda la temperatura invernale non sussistono particolari problemi, in quanto la maggior parte delle specie degli Aceri occidentali resiste bene fino a -20°/-25°C. Un po’ meno rustici sono alcuni aceri orientali meno noti, per i quali è necessaria una protezione invernale, soprattutto in zone climaticamente più rigide.
L’esposizione più indicata in cui vanno coltivati gli aceri è quella in pieno sole o, nelle aree più calde, a mezz’ombra, tenendo presente la regola secondo cui quanto più intenso è l’insolazione tanto più umido va mantenuto il terreno. Inoltre, va ricordato che in genere le varietà a foglia variegata tollerano meno l’esposizione prolungata ai raggi solari.
Per quanto riguarda l’irrigazione, gli Aceri ne hanno necessità quando la pianta è stata messa a dimora da poco, ma va osservato che l’eccesso di acqua è dannoso almeno quanto la sua mancanza.
Inoltre una indicazione per la concimazione. Questa è bene che venga fornita, utilizzando possibilmente del letame bovino maturo, nella buca prima dell’impianto. Per le concimazioni periodiche il periodo adatto è sempre quello di fine inverno, sempre con sostanza organica da mescolare con una lavorazione leggera nei primi starti di suolo.
Infine la tecnica della potatura. La potatura dell’acero è essenziale solo se si desidera conferire una bella forma all’esemplare. In tal caso, l’operazione va fatta nel periodo della piena crescita, per far sì che le ferite si rimarginino in fretta.

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