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Imleria badia

Il Boleto badio, o anche Boleto baio o Porcino bruno (Imleria badia (Fr.) Vizzini, 2014) è un fungo basidiomicete della famiglia delle Boletaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Boletales, Famiglia Boletacea e quindi al Genere Imleria ed alla Specie I. badia.
Sono sinonimi i termine: Boletus badius (Fr. : Fr.) Fr. 1821 e Xerocomus badius (Fr. : Fr.) E.-J. Gilbert 1931.

Etimologia –
Il termine Imleria è stato attribuito in onore del micologo belga Louis Imler (1900 – 1993). L’epiteto specifico badia gli è stato dato per il colore del carpoforo bruno rossastro.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Boleto badio cresce in terreni acidi, in prossimità di ceppaie, nei boschi di conifere e più raramente nei boschi di latifoglie; è un fungo abbastanza diffuso nel nord Italia e fruttifica nel periodo tra l’estate e l’autunno.

Riconoscimento –
L’ Imleria badia si riconosce per il cappello di 6–15 cm di diametro, prima convesso e poi un po’ pianeggiante e carnoso, con cuticola vellutata, asciutta, che diventa viscida con tempo umido, di colore marroncino – bruno-rossastro; il margine è involuto, leggermente eccedente e regolare.
I tubuli terminano in pori angolari di colore giallo-pallidi che, di frequente diventano, di colore blu-verdi quando sono pressati. Il viraggio è improvviso e più marcato negli esemplari maturi, e quando si toccano i pori rilasciano una macchia blu intensa sulle mani. Sono lunghi fino a 12 mm, adnati. I Pori sono tondi, giallo pallido, viranti al blu se compressi. Il gambo è di 12 x 4 cm, fibroso alla base, cilindrico, leggermente ventricoso, attenuato alla base, alcune volte incurvato, di colore giallo sporco oppure nocciola, più chiaro all’apice. La carne è compatta, di color bianco sporco oppure giallastra, bruno-rossiccia sotto la cuticola del cappello, anch’essa leggermente virante al blu al tocco e con odore leggero, fruttato e sapore mite e dolciastro. Al microscopio si notano delle spore che misurano 11-14 x 4-5,5 µm, fusiformi, bruno-olivastre in massa.

Coltivazione –
Il Boleto baio o Porcino bruno non è un fungo coltivato.

Usi e Tradizioni –
Il termine Imleria badia è un nome scientifico attribuito di recente dal micologo Alfredo Vizzini nel 2014; precedentemente era considerato appartenente al genere Xerocomus o anche al genere Boletus. Tra le specie simili ricordiamo alcuni Boletus del gruppo Edulis, da cui si differenzia, però, per i pori più larghi e che virano al verde-blu al tocco. Il Boleto baio è dotato di commestibilità discreta, anche se non al livello del porcino vero e proprio, con il quale può essere scambiato, data la notevole somiglianza d’aspetto. Anche se di media qualità è un fungo localmente molto apprezzato.
Da segnalare che in zone a rischio di contaminazione radioattiva, è stato segnalato come specie che accumula elementi radioattivi; infatti in analisi di laboratorio condotte in Francia, è stato misurato il quantitativo di cesio 137 che è risultato essere al di sotto dei 60 becquerel nei campioni di confronto di Boletus aestivalis, mentre in Imleria badia è apparso un valore molto alto, oltre i 1000 becquerel.

Modalità di Preparazione –
Il Boleto baio può essere consumato crudo ed è un fungo che si presta per essere conservato essiccato in quanto si asciuga molto facilmente per la conservazione se viene prima tagliato in sottili fette verticali; in alternativa, può essere tagliato a pezzi, cotti e poi congelati per un uso successivo.
In qualunque modo venga preparato si consiglia di scartare il gambo troppo fibroso. Ha un sapore gradevole ed a volte leggermente acidulo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Imleria badia

Bay Bolete (Imleria badia (Fr.) Vizzini, 2014) is a basidiomycete mushroom of the Boletaceae family.

Systematic –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Fungi, Basidiomycota Division, Basidiomycetes Class, Order Boletales, Boletacea Family and then to the Genus Imleria and to the I. Badia Species.
The term is synonymous: Boletus badius (Fr.: Fr.) Fr. 1821 and Xerocomus badius (Fr.: Fr.) E.-J. Gilbert 1931.

Etymology –
The term Imleria was attributed in honor of the Belgian mycologist Louis Imler (1900 – 1993). The specific epithet has been given to him for the color of the reddish brown carpophore.

Geographic Distribution and Habitat –
Boleto badio grows in acid soils, near stumps, in coniferous forests and more rarely in broadleaf woods; it is a fairly common mushroom in northern Italy and bears fruit in the period between summer and autumn.

Recognition –
L ‘Imleria badia is recognized for the hat of 6-15 cm in diameter, first convex and then a little flat and fleshy, with a velvety, dry cuticle, which becomes slimy with wet weather, brownish-brown-reddish in color; the margin is involved, slightly exceeding and regular.
The tubules terminate in pale-yellow angular pores that frequently become blue-green in color when pressed. The color change is sudden and more pronounced in the mature specimens, and when you touch the pores release an intense blue stain on the hands. They are up to 12 mm long, adnate. Pores are round, pale yellow, turning blue if compressed. The stem is 12 x 4 cm, fibrous at the base, cylindrical, slightly ventricose, attenuated at the base, sometimes curved, of dirty yellow or hazel, lighter at the apex. The meat is compact, of off-white or yellowish, reddish-brown under the cuticle of the cap, also slightly turning to blue at the touch and with a light, fruity smell and a mild and sweetish taste. The microscope shows spores measuring 11-14 x 4-5.5 μm, fusiform, brown-olivasters in mass.

Cultivation –
Bay Bolete is not a cultivated mushroom.

Uses and Traditions –
The term Imleria badia is a scientific name recently attributed by mycologist Alfredo Vizzini in 2014; previously it was considered belonging to the genus Xerocomus or also to the genus Boletus. Among the similar species we remember some Boletus of the Edulis group, from which it differs, however, by the wider pores and which turn to the green-blue to the touch. The Bay Bolete is endowed with discrete edibility, even if not at the level of the porcino proper, with which it can be exchanged, given the remarkable resemblance of appearance. Although of medium quality it is a locally appreciated mushroom.
It should be noted that in areas at risk of radioactive contamination, it has been reported as a species that accumulates radioactive elements; in fact, in laboratory analyzes conducted in France, the quantity of cesium 137 was measured which was found to be below 60 becquerel in the comparison samples of Boletus aestivalis, while in Imleria badia a very high value appeared, over 1000 becquerel .

Preparation Mode –
Bay Bolete can be eaten raw and is a fungus that lends itself to be kept dried as it dries very easily for storage if it is first cut into thin vertical slices; alternatively, it can be cut into pieces, cooked and then frozen for later use.
Whichever way it is prepared it is advisable to discard the stem too fibrous. It has a pleasant taste and sometimes slightly acidic.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Cetto B., 2008. Real mushrooms, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only and do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Imleria badia

Boleto baio o Porcino bruno (Imleria badia (Fr.) Vizzini, 2014) es un hongo basidiomiceto de la familia Boletaceae.

Sistemático –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Hongos del Reino, División Basidiomycota, Clase Basidiomycetes, Orden Boletales, Familia Boletacea y luego al Género Imleria y a la Especie I. Badia.
El término es sinónimo: Boletus badius (Fr .: Fr.) Fr. 1821 y Xerocomus badius (Fr .: Fr.) E.-J. Gilbert 1931.

Etimología –
El término Imleria fue atribuido en honor del micólogo belga Louis Imler (1900 – 1993). El epíteto específico le ha sido dado por el color del carpóforo de color marrón rojizo.

Distribución geográfica y hábitat –
Boleto badio crece en suelos ácidos, cerca de tocones, en bosques de coníferas y más raramente en bosques de hoja ancha; Es un hongo bastante común en el norte de Italia y da frutos en el período comprendido entre el verano y el otoño.

Reconocimiento –
L ‘Imleria badia es reconocida por el sombrero de 6-15 cm de diámetro, primero convexo y luego un poco plano y carnoso, con una cutícula aterciopelada y seca, que se vuelve viscosa con el clima húmedo, de color marrón-pardo-rojizo; El margen está involucrado, ligeramente superior y regular.
Los túbulos terminan en poros angulares de color amarillo pálido que con frecuencia se vuelven de color azul verdoso cuando se presionan. El cambio de color es repentino y más pronunciado en las muestras maduras, y al tocar los poros se libera una mancha azul intensa en las manos. Son hasta 12 mm de largo, adnados. Los poros son redondos, de color amarillo pálido, se vuelven azules si se comprimen. El tallo es 12 x 4 cm, fibroso en la base, cilíndrico, ligeramente ventricoso, atenuado en la base, a veces curvado, de color amarillo sucio o avellana, más claro en el ápice. La carne es compacta, de color blanquecino o amarillento, de color marrón rojizo debajo de la cutícula de la tapa, también se torna ligeramente azul al tacto y con un olor ligero, afrutado y un sabor suave y dulce. El microscopio muestra esporas que miden 11-14 x 4-5.5 μm, fusiformes, olivasters marrones en masa.

Cultivo –
Boleto baio o Porcino bruno no es un hongo cultivado.

Usos y tradiciones –
El término Imleria badia es un nombre científico recientemente atribuido por el micólogo Alfredo Vizzini en 2014; anteriormente se consideraba que pertenecía al género Xerocomus o también al género Boletus. Entre las especies similares recordamos algunos Boletus del grupo Edulis, de los cuales se diferencia, sin embargo, por los poros más anchos y que se vuelven del azul verdoso al tacto. El Boleto baio está dotado de una discreta comestibilidad, incluso si no se encuentra al nivel del porcino propiamente dicho, con el que se puede intercambiar, dada la notable semejanza de la apariencia. Aunque de calidad media es un hongo apreciado localmente.
Cabe señalar que en áreas con riesgo de contaminación radiactiva, se ha reportado como una especie que acumula elementos radiactivos; de hecho, en análisis de laboratorio realizados en Francia, se midió la cantidad de cesio 137 que se encontró que estaba por debajo de 60 becquerel en las muestras de comparación de Boletus aestivalis, mientras que en Imleria badia apareció un valor muy alto, más de 1000 becquerel .

Modo de preparación –
Boleto baio se puede comer crudo y es un hongo que se presta para que se mantenga seco, ya que se seca muy fácilmente para el almacenamiento si primero se corta en cortes verticales delgados; como alternativa, puede cortarse en trozos, cocinarse y congelarse para su uso posterior.
Sea cual sea la forma en que se prepare, es aconsejable descartar el tallo demasiado fibroso. Tiene un sabor agradable y, a veces, ligeramente ácido.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Cetto B., 2008. Setas reales, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos y no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso para fines curativos, estéticos o alimentarios.




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