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Prunus padus

Il Pado, conosciuto anche come Ciliegio a grappoli (Prunus padus L.) è una specie arborea della famiglia delle Rosacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Rosales, Famiglia Rosaceae e quindi al Genere Prunus ed alla Specie P. padus.
È sinonimo il termine Padus avium Miller.

Etimologia –
Il termine Prunus lo troviamo già in Plinio, latinizzazione del greco προῦμνη proúmne susino, pruno in Teofrasto e Dioscoride, probabilmente derivato da una lingua pre-greca dell’Asia Minore, vedi anche prunum prugna, susina dal greco προῦνον proúnon in Galeno. L’epiteto specifico padus proviene da Padus, nome latino del fiume Po: la specie si rinviene infatti sul versante alpino della regione padano-veneta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Pado è una pianta con diffusione dalla Scandinavia e dalla Spagna alla Siberia Occidentale, con una presenza in tutta Europa eccetto nell’area mediterranea e nell’Asia centro-settentrionale. In Italia si prevalentemente al nord, soprattutto sulle Alpi dove può raggiungere il limite della vegetazione forestale ma anche nella pianura padana.

Descrizione –
Il Prunus padus è un albero che può raggiungere i 15 metri di altezza, con chiamo densa ed espansa. Presenta un tronco diritto che diventa un po’ sinuoso con l’età. Ha una scorza simile al ciliegio che si sfalda in nastri circolari. Le foglie sono lunghe 5-10 cm, decidue ed alterne, con una lamina ovoidale ellittica e con margine finemente seghettato; queste presentano una o due ghiandole rosse sul picciolo vicino al margine inferiore della lamina. La pianta porta fiori ermafroditi, di colore biancastro, profumati, larghi fino a 1,5 cm e disposti in folti racemi cilindrici molli e penduli che sono lunghi fino a 16 cm. Il frutto è una drupa di colore nero e lucido a maturità, presente in grappoli, con scarso mesocarpo ed endocarpo simile a quello della ciliegia.

Coltivazione –
Il Pado è una pianta che si adatta a climi freddi e predilige terreni freschi, silicei posti in penombra ed è molto resistente all’acidità del suolo e riesce a vivere anche nei terreni torbosi. È comunque una pianta rustica, potendosi adattare anche a suoli calcarei, e resiste bene sia alla siccità che all’umidità. Nei parchi e giardini può essere facilmente coltivata, per la realizzazione di siepi o di esemplari singoli. Per favorire un migliore accestimento dei cespugli si possono effettuare delle cimature durante la fase di riposo o anche vegetativa, favorendo così l’emissione di getti laterali avventizi. Se annaffiata e concimata cresce molto velocemente.
E’ molto più resistente del ciliegio dolce, normalmente non ha parassiti specifici, sopporta bene tutte le più comuni malattie fungine e di conseguenza non necessita di trattamenti anticrittogamici. Per quanto riguarda la propagazione questa può essere effettuata sia per seme che per talea.

Usi e Tradizioni –
Il pado o Ciliegio a grappoli è una specie molto utilizzata per motivi ornamentali, soprattutto nell’Europa centrale, anche nell’arredo urbano per via della sua appariscente fioritura. È inoltre una essenza di interesse forestale.
L’utilizzo come pianta ornamentali, anche nei giardini privati, li dove il clima lo consente è molto consigliata, in quanto è una pianta frugale, e con un interessante aspetto estetico, sia in primavera con le sue fenomenali fioriture, che in autunno, quando la livrea assume toni dal giallo all’arancione e persino all’amaranto.
Nel Medioevo l’infuso con la sua corteccia veniva utilizzato come tonico sedativo per il mal di stomaco e ritenuto utile per prevenire la peste.

Modalità di Preparazione –
I frutti del Pado hanno un sapore amaro per cui non è usato in cucina. I semi e le foglie di questa specie contengono quantità elevate di acido cianidrico, un veleno che dà loro il caratteristico sapore delle mandorle amare.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Prunus padus

The Bird cherry or hackberry or hagberry or Mayday tree (Prunus padus L.) is an arboreal species of the Rosaceae family.

Systematic –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Rosales Order, Rosaceae Family and therefore to the Genus Prunus and to the Specie P. padus.
The term Padus avium Miller is synonymous.

Etymology –
The term Prunus we find already in Pliny, Latinization of the Greek προῦμνη proúmne plum, pruno in Theophrastus and Dioscorides, probably derived from a pre-Greek language of Asia Minor, see also prunum plum, plum from the Greek προῦνον proúnon in Galen. The specific epithet of Padus comes from Padus, Latin name of the river Po: the species is found on the mountain side of the Po Valley-Veneto region.

Geographic Distribution and Habitat –
Bird cherry is a plant with diffusion from Scandinavia and Spain to Western Siberia, with a presence throughout Europe except in the Mediterranean area and in north-central Asia. In Italy it is mainly in the north, especially in the Alps where it can reach the limit of forest vegetation but also in the Po Valley.

Description –
The Prunus padus is a tree that can reach 15 meters in height, with a dense and expanded call. It presents a straight trunk that becomes a little sinuous with age. It has a peel similar to cherry that flakes in circular ribbons. The leaves are 5-10 cm long, deciduous and alternate, with an elliptical ovoidal lamina and with a finely serrated edge; these present one or two red glands on the petiole near the lower edge of the lamina. The plant bears hermaphrodite flowers, whitish in color, fragrant, up to 1.5 cm wide and arranged in thick, soft cylindrical racemes that are up to 16 cm long. The fruit is a drupe of black and glossy when ripe, present in clusters, with poor mesocarp and endocarp similar to that of cherry.

Cultivation –
The Bird Cherry is a plant that adapts to cold climates and prefers fresh, siliceous soils placed in dim light and is very resistant to soil acidity and can also live in peaty soils. It is however a rustic plant, being able to adapt also to calcareous soils, and it resists well both to the drought and to the humidity. In parks and gardens can be easily cultivated, for the construction of hedges or single specimens. In order to favor a better preparation of the bushes, it is possible to perform cuttings during the resting or even vegetative phase, thus favoring the emission of adventitious lateral jets. If watered and fertilized it grows very quickly.
It is much more resistant than sweet cherry, normally it does not have specific parasites, it tolerates all the most common fungal diseases well and consequently does not require anticryptogamic treatments. As far as propagation is concerned this can be done both by seed and by cutting.

Uses and Traditions –
The Bird Cherry is a species widely used for ornamental motifs, especially in central Europe, also in urban furniture because of its showy flowering. It is also an essence of forest interest.
The use as an ornamental plant, even in private gardens, where the climate allows it is very recommended, as it is a frugal plant, and with an interesting appearance, both in spring with its phenomenal blooms, and in autumn, when the livery has tones ranging from yellow to orange and even amaranth.
In the Middle Ages the infusion with its bark was used as a sedative tonic for stomach ache and considered useful to prevent the plague.

Preparation Mode –
The fruits of the Bird Cherry have a bitter taste for which it is not used in the kitchen. The seeds and leaves of this species contain high amounts of hydrogen cyanide, a poison that gives them the characteristic taste of bitter almonds.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only and do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Prunus padus

El cerezo de racimos​ o cerezo aliso (Prunus padus L.) es una especie arbórea de la familia Rosaceae.

Sistemático –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Orden Rosales, Familia Rosaceae y, por lo tanto, al Género Prunus y a la Especie P. padus.
El término Padus avium Miller es sinónimo.

Etimología –
El término Prunus ya lo encontramos en Plinio, latinización del griego προῦμνη proúmne plum, pruno en Teofrasto y Dioscórides, probablemente derivado de una lengua pre-griega de Asia Menor, véase también prunum ciruela, ciruela del griego προῦνον en Galen. El epíteto específico de Padus proviene de Padus, nombre latino del río Po: la especie se encuentra en la ladera de la montaña de la región del valle del Po-Véneto.

Distribución geográfica y hábitat –
Cerezo de racimos es una planta con difusión desde Escandinavia y España hasta Siberia occidental, con presencia en toda Europa, excepto en el área del Mediterráneo y en el norte y centro de Asia. En Italia se encuentra principalmente en el norte, especialmente en los Alpes, donde puede alcanzar el límite de la vegetación forestal, pero también en el valle del Po.

Descripción –
El Prunus padus es un árbol que puede alcanzar los 15 metros de altura, con una llamada densa y expandida. Presenta un tronco recto que se vuelve un poco sinuoso con la edad. Tiene una cáscara similar a la cereza que se escamas en cintas circulares. Las hojas miden de 5 a 10 cm de largo, son deciduas y alternas, con una lámina ovoide elíptica y un borde finamente serrado; estos presentan una o dos glándulas rojas en el pecíolo cerca del borde inferior de la lámina. La planta tiene flores hermafroditas, de color blanquecino, fragantes, de hasta 1,5 cm de ancho y dispuestas en racimos cilíndricos gruesos y suaves de hasta 16 cm de largo. La fruta es una drupa de color negro y brillante cuando está madura, presente en racimos, con mesocarpio pobre y endocarpio similar al de la cereza.

Cultivo –
El Cerezo de racimos es una planta que se adapta a los climas fríos y prefiere los suelos silíceos frescos colocados en condiciones de poca luz y es muy resistente a la acidez del suelo y también puede vivir en suelos de turba. Sin embargo, es una planta rústica, pudiendo adaptarse también a suelos calcáreos, y resiste bien tanto a la sequía como a la humedad. En parques y jardines se pueden cultivar fácilmente, para la construcción de setos o especímenes individuales. Para favorecer una mejor preparación de los arbustos, es posible realizar recortes durante la fase de reposo o incluso vegetativa, favoreciendo así la emisión de chorros laterales adventicios. Si se riega y se fertiliza, crece muy rápidamente.
Es mucho más resistente que la cereza dulce, normalmente no tiene parásitos específicos, tolera bien todas las enfermedades fúngicas más comunes y, por lo tanto, no requiere tratamientos anticriptogámicos. En lo que se refiere a la propagación, esto puede hacerse tanto por semilla como por corte.

Usos y tradiciones –
El pado o Ciliegio en racimos es una especie ampliamente utilizada para motivos ornamentales, especialmente en Europa central, también en mobiliario urbano debido a su floración llamativa. También es una esencia de interés forestal.
El uso como planta ornamental, incluso en jardines privados, donde el clima lo permite, es muy recomendable, ya que es una planta frugal, y con un aspecto interesante, tanto en primavera como con flores fenomenales, y en otoño, cuando La librea tiene tonos que van desde el amarillo hasta el naranja e incluso el amaranto.
En la Edad Media, la infusión con su corteza se usaba como un tónico sedante para el dolor de estómago y se consideraba útil para prevenir la plaga.

Modo de preparación –
Los frutos del Cerezo de racimos tienen un sabor amargo por lo que no se utiliza en la cocina. Las semillas y las hojas de esta especie contienen altas cantidades de cianuro de hidrógeno, un veneno que les da el sabor característico de las almendras amargas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejo y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos y no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso para fines curativos, estéticos o alimentarios.




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