Citrus japonica

Citrus japonica

Il kumquat o cumquat, conosciuto anche col nome di fortunella o mandarino cinese o kingen (Citrus japonica Thumb., 1784) è una piccola specie arborea della famiglia delle Rutacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Rutaceae, Sottofamiglia Aurantioideae, Tribù Citreae e quindi al Genere Citrus ed alla Specie C. japonica.
Sono sinonimi i termini: Citrus madurensis Lour., Citrus margarita Lour., Citrus microcarpa Bunge, Fortunella japonica (Thunb.) Swingle, Fortunella bawangica C.C.Huang, Fortunella chintou (Swingle) C.C. Huang, Fortunella crassifolia Swingle, Fortunella hindsii (Champ. ex Benth.) Swingle, Fortunella margarita (Lour.) Swingle e Fortunella obovata Tanaka.

Etimologia –
Il termine Citrus viene dal nome latino del cedro e limone, dal greco greco κέδρος kédros cedro e κίτρον kítron limone. L’epiteto specifico japonica, per la sua antica coltivazione in Giappone.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Citrus japonica è una specie originaria dalla Cina ed è stato a lungo coltivato in Giappone. Le prime piante di kumquat furono introdotte in Europa nel 1846 da Robert Fortune, collezionista della London Horticultural Society. Oggi viene coltivato un po’ in tutte le aree con clima temperato.

Descrizione –
Il Citrus japonica è una piccola specie arborea, in forma di albero sempreverde, che può raggiungere la dimensione di 2,5-4,5 m; i rami sono fitti e che possono portare piccole spine. Le foglie sono di colore verde scuro intenso, i fiori bianchi, che si formano singoli o in gruppo dalle gemme. Il frutto è un piccolo agrume, lungo 3-4 cm e largo 2-4 cm, con colore della buccia dal giallo al rosso e con forma ovale o rotonda, a seconda della varietà. Il frutto viene prodotto nel periodo che va dalla fine di novembre fino a febbraio. Rispetto alle altre specie del genere Citrus, il Kumquat in nverno entra in un periodo di letargo in cui non mette più nuove gemme o getti.

Coltivazione –
Il kumquat viene coltivato un po’ in tuette le aree con clima temperato e soprattutto in Cina, Corea, Giappone, Europa (Corfù e Grecia) e nel sud degli Stati Uniti (Florida). In Italia, il kumquat cresce e fruttifica dalla Liguria alla Sicilia lungo tutto il litorale tirrenico. Per la sua coltivazione richiede estati calde, dai 25 °C ai 38 °C, ma può resistere a temperature molto basse fino ai −10 °C senza problemi.
Il kumquat, per le sue dimensioni è ideale per essere coltivato in ambito domestico, anche in vaso. Inoltre, non essendo delicato come gli altri agrumi, può essere piantato ovunque, non solo al Sud. A dispetto delle dimensioni, riesce a essere molto produttivo; bastano infatti poche piante per ottenere moltissimi frutti che sono direttamente commestibili anche con la buccia. Sotto il nome di kumquat ricadono diverse varietà. Per i dettagli della tecnica di coltivazione si può consultare la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Il Citrus japonica viene riportato in documenti e descrizioni già dal XII secolo. Successivamente questa specie fu descritta nel 1780 da Carl Peter Thunberg come Citrus japonica. Nel 1915, Walter Swingle la riclassificò in un genere a sé stante, Fortunella, così denominato in omaggio al botanico britannico Robert Fortune (1812–1880). Oltre a Fortunella japonica, all’interno del genere Fortunella sono state a lungo riconosciute diverse specie (F. margarita, F. crassifolia, F. hindsii, F. obovata). Gli ibridi tra il kumquat e le altre specie di Citrus (il più noto dei quali è il calamondino (Citrus x microcarpa) venivano attribuiti al genere x Citrofortunella. Negli ultimi tempi, studi di dettaglio hanno messo in discussione la separazione dal genere Citrus e anche le singole specie sono state riclassificate come semplici varietà del Citrus japonica, fatta eccezione per la specie Fortunella polyandra segregata nel genere Clymenia.
Il Kumquat è un agrume ricco di oli essenziali, utile per il sistema immunitario, le vie respiratorie e il sistema nervoso. Questo frutto contiene 71 kcal ogni 100 g. Inoltre, 100 g di prodotto contengono mediamente: Grassi 0.9 g, Colesterolo 0 mg, Sodio 10 mg, Potassio 186 mg, Fibre 7 g, Zucchero 9 g e Proteine 1.9 g.
Il Kumquat contiene anche oli essenziali; il principale olio è in assoluto il limonene, seguito dall’alfa-pinene, alfa-bergamotene, alfa-muurolene, alfa e beta-cariofillene e da vari composti carbonilici e terpenoidi (come il citronellolo o il nerolo) che conferiscono al frutto il suo gusto unico. Grazie a questa ricchezza unica in natura (alcuni di questi composti sono estremamente rari nelle sostanze organiche naturali), il kumquat ha numerose proprietà: antimicrobico e antibatterico, antinfiammatorio, antitumorale; è eccellente contro gli agenti patogeni che attaccano la pelle, fortemente antiossidante grazie alla vitamina C e ai numerosi fenoli bioattivi.
Oltre ad essere molto ricco di vitamina C, contiene anche acido pantotenico, riboflavina e acido folico. È, inoltre, una buona fonte di oligoelementi, soprattutto di ferro, manganese e calcio.

Modalità di Preparazione –
Il frutto è commestibile ed è usato per la preparazione di marmellate e canditi. La consistenza sottile e dal gusto delicato della buccia consente di mangiare il frutto senza sbucciarlo. Tra le varie possibilità di preparazione di questo frutto, ricordiamo che si può conservare sotto spirito, sciroppato ed ovviamente, come detto, per la preparazione di ottimi canditi e marmellate.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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