Citrus × microcarpa

Citrus × microcarpa

Il calamondino (Citrus ×microcarpa ) è un ibrido intragenerico tra il Citrus reticolata e il Citrus japonica, appartenente quindi alla famiglia delle Rutaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Rutaceae, Sottofamiglia Aurantioideae, Tribù Citreae e quindi al Genere Citrus ed alla Specie C. x micro carpa.
Sono sinonimi e termini obsoleti:
– Citrus mitis Blanco;
– Citrus microcarpa Bunge;
– Citrus madurensis Lour;
– x Citrofortunella mitis;
– x Citrofortunella micro carpa.

Etimologia –
Il termine Citrus è il nome latino del cedro e limone, proveniente dal greco greco κέδρος kédros cedro e κίτρον kítron limone.
L’epiteto specifico microcarpa proviene dal greco μικρός micrós piccolo e da καρπός carpόs frutto: cioè dai frutti piccoli.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Citrus ×microcarpa ha origine che coincidono con quelle delle due specie che lo hanno generato ed è una pianta diffusa nell’area delle Filippine, nel sud-est asiatico, in India, nelle Hawaii, nelle Antille e nell’America centrale e settentrionale.

Descrizione –
Il calamondino è una pianta dall’aspetto arbustivo o di piccolo albero che può crescere fino a 3–6 metri.
Le foglie presentano due appendici alla base del picciolo, mentre i fiori sono di colore bianco-violaceo.
Il frutto è simile da una piccola palla, con diametro di 25-35mm e che può raggiungere anche i 45 mm.
Sia la polpa che il succo sono di colore arancione, somigliando ad un mandarino. Il frutto contiene da 8 a 12 semi.

Coltivazione –
Per la coltivazione di questo agrume si tenga conto che è una pianta sensibile al freddo estremo o prolungato e quindi la sua are di coltura può essere limitata ai climi tropicali e subtropicali. Viste le sue dimensioni è possibile comunque coltivarla in vasi grandi in modo da poterla trasferire al coperto durante il periodo invernale.
Questa pianta si sviluppa bene in suoli sabbiosi, ricchi di sostanza organica e senza ristagni. Le piante innestate danno frutto in uno o due anni dopo l’impianto ed hanno una vita che può andare anche oltre i quaranta anni.

Usi e Tradizioni –
Il calamondino è un agrume coltivato in occidente soprattutto come albero ornamentale, piuttosto che come alimento.
Il calamondino è conosciuto con diversi nomi, tra cui: calamonding, calamondin orange, calamansi, calamandarin, golden lime, kalamunding, kalamansi, Philippine lime, “හින්නාරං”, Panama orange, Chinese orange, musk orange e acid orange.
Oggi il Citrus ×microcarpa è coltivato soprattutto nelle Filippine, in Malaysia, nelle parti settentrionali della vicina Indonesia e nella Cina meridionale. Nelle Filippine, è disponibile durante tutto l’anno e si trova comunemente nella forma acerba, non completamente maturo. Esiste una varietà arancione regolare che presenta invece una colorazione esterna a strisce verdi su un frutto giallo.
I frutti sono generalmente aspri e vengono impiegati soprattutto dopo cottura.
In generale i frutti del calamondino vengono usati per insaporire cibi e bevande.
Il sapore del frutto è piuttosto aspro, anche se la buccia è dolce. Consumare il frutto intero dà una sorprendente sensazione di dolce e aspro e, come tutti gli agrumi, anche il calamondino è ricco di vitamina C.
Il calamondino possiede una quantità rilevante di oli essenziali nella buccia. Questi vengono estratti tramite distillazione in corrente di vapore, alternativamente si usa la pressatura a freddo o la centrifugazione. L’olio essenziale di calamondino – oltre a alcuni usi terapeutici locali – è ampiamente utilizzato come sostituto dell’olio essenziale di limone o di lime.

Modalità di Preparazione –
Con i frutti del Citrus ×microcarpa si possono preparare ottime marmellate nello stesso modo in cui si producono quelle di arancia.
Il frutto può essere surgelato e usato intero come un cubetto di ghiaccio per insaporire bevande come il te, l’acqua o i cocktails. Il succo può sostituire quello del Persian lime (Citrus x latifolia). Il succo si estrae per pressione del frutto intero dal quale si ottiene una piacevole bevanda aromatica, simile alla limonata, frequentemente offerto come rinfrescante nei ristoranti.
Dai frutti interi, si ottiene anche un liquore, che si usa in combinazione con vodka e zucchero.
Nei paesi asiatici orientali, il succo dei frutti acerbi viene usato per condire il pesce, l’anatra e il maiale. Nella cucina filippina, in particolare, è molto comune nei piatti come gli spaghettini di riso (pancit) e nel congee, oppure come salsa sawsawan fatta di “calamansi juice” e di salsa di soia, per i pesci, gli involtini primavera, i ravioli al vapore e vari tipi di carne.
I frutti di questo agrume vengono inoltre usati in alcune preparazioni locali dell’Indonesia settentrionale, particolarmente nell’area di Sulawesi settentrionale. I pesci vengono spruzzati con il succo prima di essere cucinati per eliminare l’odore “di pesce”. Il kuah asang (“zuppa acida”) è un brodo chiaro di pesce insaporito con il succo di calamondino.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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