Pterocarya fraxinifolia

Pterocarya fraxinifolia

Il Noce del Caucaso (Pterocarya fraxinifolia (Poir.) Spach) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Juglandaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fagales, Famiglia Juglandaceae e quindi al Genere Pterocarya ed alla Specie Pt. Fraxinifolia.

Etimologia –
Il termine Pterocarya proviene dal greco πτερóν pterόn ala e da κάρυον cáryon noce: per i frutti costituiti da nucule alate. L’epiteto specifico fraxinifolia proviene da Fraxinus (nome in latino classico del frassino in Virgilio e altri, derivato dal greco φράξο phráxo assiepare, chiudere: albero adatto per formare siepi) frassino e da folium foglia: quindi con foglie simili a quelle del frassino.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Noce del Caucaso è un grande albero originario dell’Asia occidentale e, con precisione, di un’area sita tra Armenia, Azerbaigian, Georgia, Iran, Russia e Turchia. È stato introdotto in Francia nel 1784 dal botanico francese André Michaux e in Gran Bretagna dopo il 1800. Viene coltivato nei parchi e nei giardini, specie nel Nord Europa, dove questi alberi maestosi trovano un habitat a loro più congeniale, nel clima fresco ed umido, caratterizzato da piogge abbondanti e temperature più rigide.

Descrizione –
La Pterocarya fraxinifolia è un albero che può raggiungere i 30 metri di altezza, con una chioma espansa in orizzontale e di colore verde intenso. Negli esemplari più giovani la scorza è liscia e grigiastra; successivamente col passare degli anni questa si screpola longitudinalmente, diventando brunastra. Ha foglie decidue, alterne, imparipennate con 11-21 segmenti lanceolati a margine seghettato, lunghe fino a 30-50 cm.
È una specie monoica con fiori maschili piccoli e disposti in spighe lineari lunghe fino a 10 cm; i fiori femminili sono riuniti in amenti verdastri lunghi fino a 15 cm; questi ultimi sono provvisti di una corolla che dopo l’impollinazione si accresce basalmente fino ad avvolgere il frutto (diclesio), che a maturità è dotato di due brevi ali coriacee che ne facilitano la dispersione col vento.
Le foglie composte, lunghe, pendule, formate da numerosi segmenti fogliari, possono essere confuse con quelle frassino, del noce nero e dell’ailanto. I frutti delle 4 specie, se presenti, tolgono ogni dubbio. Basta osservare con attenzione le gemme, diverse nei 4 casi: nere nel frassino, piccole e scarlatte nell’ailanto, nude e marroni nella Pterocarya, grigio chiaro nel noce nero.

Coltivazione –
Il Noce del Caucaso, per le dimensioni dell’apparato radicale, va coltivato in terreni profondi, fertili, umido ma dotati di buon drenaggio. La pianta, per una crescita perfetta, ha bisogno di pieno sole. Si coltiva con facilità, resiste alle intemperie ed è quasi immune da malattie. Le radici sono molto vigorose e possono danneggiare la pavimentazione stradale. L’ampia chioma, sorretta da un breve tronco, non la rende una specie adatta alle alberature stradali.

Usi e Tradizioni –
La Pterocarya fraxinifolia viene chiamata in inglese “wingnut”, cioè noce alato, per via dei piccoli frutti che sono circondati da due ali semicircolari verdi, e portati da esili amenti penduli.
È una pianta con chioma molto decorativa, con foglie di forma lanceolata a margine dentato, che in autunno assumono un colore giallo dorato. Questa pianta raggiunge nel tempo notevoli dimensioni, principalmente come esemplare isolato. Per la sua bellezza, è ideale coltivato nei parchi cittadini vicino ai laghetti o in grandi piazze. Il suo legno è leggero e resistente per cui è molto apprezzato per la costruzione di mobili.

Modalità di Preparazione –
Il Noce del Caucaso oltre agli utilizzi ornamentali e per il legno non ha particolari usi alimentari o farmaceutici.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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