Pinus mugo subsp. uncinata

Pinus mugo subsp. uncinata

Il Pino uncinato (Pinus mugo subsp. uncinata (Ramond ex DC.) Domin) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Pinophyta, Classe Pinopsida, Ordine Pinales, Famiglia Pinaceae e quindi al Genere Pinus, Specie P. mugo, Subspecie uncinata.

Etimologia –
Il termine Pinus deriva dal nome latino del pino, connesso con il sanscrito pítu resinoso, citato da Plinio, Virgilio e altri. L’epiteto specifico mugo proviene dal francese antico musguét mughetto, diminutivo dall’arabo musk muschio, un ruminante dotato di ghiandola odorifera: aromatico, muschioso. Il termine della sottospecie uncinata deriva da uncinus uncino: uncinato, cioè di pianta con parti a forma di uncino.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Pinus mugo subsp. Uncinata è una specie arborea originaria delle montagne dell’Europa meridionale e occidentale (Pirenei, Massiccio Centrale, Giura, Vosgi, Foresta Nera, Alpi Centrali e Occidentali). Si tratta di una pianta delle aree alpine con clima freddo-continentale. Predilige suoli calcarei o misti e colonizza versanti rocciosi e ricchi di detrito. A volte forma pinete molto estese. In Italia è presente dalle Alpi Marittime fino all’Ortler, in provincia di Sondrio.

Descrizione –
Il Pino uncinato è un albero, di piccole-medie dimensioni che può raggiungere comunque anche i 20 metri di altezza, con chioma densa, verde scuro, con le terminazioni dei rami rivolte verso l’alto. Ha un tronco diritto, snello, ricoperto di scorza grigia, opaca, rugosa da giovane poi fittamente solcata in piccole placche rettangolari. Le foglie sono degli aghi disposti a coppie lunghi da 1,3 a 4 mm, pungenti, un po’ ricurvi e con colore verde intenso.
I coni maschili sono gialli, piccoli e numerosi situati alla base dei germogli; i coni femminili sono prima globosi poi allungati, di 4-5 cm, con punta rosso-violacea. Le squame delle pigne, specialmente quelle inferiori, presentano un’apofisi molto sporgente, con evidente carena longitudinale e umbone ripiegato in basso a uncino.
La fioritura avviene tra maggio e giugno.

Coltivazione –
Il Pino uncinato si propaga per seme nel periodo primaverile, dopo un periodo di vernalizzazione di 6-7 settimane, soprattutto nel caso di semente conservata tramite disidratazione del 10% e mantenimento in contenitore ermetico a 0-5°C oppure a -15°C in caso di tempi di conservazione particolarmente lunghi (superiori ai 5 anni). I semi vanno posti in contenitori singoli, per evitare lo stress da ripicchettamento, e messo successivamente a dimora quanto prima fornendo però protezione nel corso dei primi due inverni trascorsi all’aperto.

Usi e Tradizioni –
Il legno di Pino uncinato è fine, non particolarmente duro e viene utilizzato come combustibile, per fabbricare arredi da interno e rivestimenti.
Di questa sub specie esistono diverse varietà di cui ricordiamo:
– Morak, che cresce al massimo 5 cm all’anno, piccolo cespuglio compatto e rotondeggiante. Ideale in contenitori o rock garden o piccole collezioni di conifere, magari insieme a cultivar di mugo;
– Paradekissen, simile a Morak, ma con aghi più sottili. Forma un cuscino molto denso e compatto. Cresce meno di 30 cm in 10 anni. Utilizzabile come la Morak in collezioni, contenitori o rock garden;
– Georgenfeld, molto rara ed è una cultivar con crescita contorta e nana.
Le cultivar nane possono far parte di bordure miste, o essere coltivate in ampi terrazzi all’interno di capaci contenitori, insieme a altre conifere nane o a piante compatibili come eriche o piante aromatiche come rosmarino, salvia o lavanda. La specie tipica invece può essere un’aggiunta interessante sia come esemplare isolato che a gruppi nei giardini naturali, dove attrarrà la fauna selvatica tra cui la Loxia curvirostra (cioè il Crociere, un piccolo uccello il cui becco si è modificato nel corso dell’evoluzione proprio per potersi cibare dei semi delle conifere).
Dalle sue gemme, come da quelle del Pino mugo, si estrae il mugolio, un olio essenziale ad azione balsamica, indicato per la cura delle malattie respiratorie.

Modalità di Preparazione –
Da questa pianta, per l’estrazione del mugolio, un tempo si utilizzavano esclusivamente le gemme, molto ricche in resina, ma oggi a livello industriale si effettua la distillazione degli aghi e dei piccoli rami, ricavandone, appunto il mugolio, che è un olio essenziale odoroso, ottimo come balsamico, antinfiammatorio, espettorante, fluidificante della secrezione bronchiale, sedativo della tosse e degli attacchi di asma. Ha anche effetto diuretico ed è un buon antisettico per uso esterno.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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