Amaranthus retroflexus

Amaranthus retroflexus

L’ Amaranto comune (Amaranthus retroflexus L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Amaranthaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Divisione Magnoliophyta, Classe Rosopsida, Sottoclasse Caryophyllidae, Ordine Caryophyllales, Famiglia Amaranthaceae e quindi al Genere Amaranthus ed alla Specie A. retroflexus.
Sono sinonimi i terimini: Amaranthus spicatus Lam., nom. illeg., Amaranthus delilei Loret, Amaranthus strictus Ten..

Etimologia –
Il termine Amaranthus proviene dal greco, α- alfa privativo e μαραίνω maráino io appassisco: cioè di pianta che non appassisce. L’epiteto specifico retroflexus deriva dal prefisso retro- indietro e da flecto piegare: piegato all’indietro.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Amaranto comune è una specie di origine del nord America ed oggi diffusa ovunque in tutto il pianeta. Il suo habitat sono i campi, posti ghiaiosi, incolti, ruderi, macerie e lungo il greto dei fiumi da 0 a 900 m slm..

Descrizione –
L’Amaranthus retroflexus è una specie erbacea annuale monoica che può crescere ad altezze variabili da 20 a 100 cm e che può raggiungere nel suo habitat naturale fino ai 300 cm. Si presenta con un fusto eretto, legnoso nella parte inferiore, di colore verde chiaro e rossastro alla base, semplice o ramoso e pubescente nella parte distale formata da una grossa e densa infiorescenza. Anche i rami e i gambi sono rossicci alla base. Le foglie sono lungamente picciolate (1,5 – 5,5 cm) con lamina intera, ovato romboide o ellittica con apice acuto, ottuso o piano, margine lievemente ondulato con nervature della pagina inferiore marcate e pubescenti 2-10 (15) x 1-5(7) cm. Ha una infiorescenza a pannocchia compatta con spiga terminale più o meno simile alle laterali con cima retroflessa o eretta, di colore verde o talvolta argentea o rossastra o giallastra. Presenta dei tepali spatolato-obovati o lanceolato-spatolati con apice troncato o smarginato e pari agli stimmi (2)2,5 – 3,5(4) mm. Le brattee dei fiori femminili sono lanceolate o subulate, con mucrone terminale rigido e pungente e superanti i tepali ((2,5) 3,5 – 5 (6) mm. I fiori sono unisessuali, pentameri con petali bianchicci. Gli stami sono 5 e più lunghi del perianzio; gli stimmi sono 3 o raramente 2. Il frutto e un pissidio ellissoidale quanto il perianzio e deiscente orizzontalmente. Produce dei semi di colore marrone scuro o rossastro, di forma lenticolare a superficie rugosa e lucida (1)1,1 – 1,3(1,4) mm di diametro. L’antesi è nel periodo tra Giugno e Ottobre.

Coltivazione –
Per la coltivazione dell’amaranto si ricorda che si riproduce solo per seme, e una singola pianta può produrne fino a un milione, anche se la media è di ducentomila. La germinazione è stimolata dalla luce e dall’umidità, per questo motivo il seme deve trovarsi in superficie. Il periodo di emergenza è quello primaverile, verso gli inizi di giugno. Oltre che nei campi coltivati, l’amaranto cresce nei prati e nei bordi dei sentieri, dal piano fino all’alta collina. Le piante sono vive per tutto il periodo autunnale. Un consiglio che diamo per la raccolta è quello di evitare zone inquinate o dove sono stati usati pesticidi per l’agricoltura ed azoto in quanto questi li ritroveremo in maniera concentrata nella pianta.

Usi e Tradizioni –
La pianta dell’amaranto era già conosciuta ed apprezzata dai nativi americani. I Cherokee usavano l’amaranto comune come erba cerimoniale religiosa, come astringente per un ciclo femminile troppo abbondante e medicamento ginecologico; i Keres gli riconoscevano proprietà curative per l’apparato gastrointestinale; i Mohegan ne facevano un infuso per il mal di gola. I Navajo ne ricavavano pane e dolci.
Una ricerca ha dimostrato che l’Amaranthus retroflexus è in grado di immagazzinare l’isotopo radioattivo cesio-137.
L ’amaranto comune è una pianta robusta e resistente ed è molto comune anche negli orti, spesso assieme al farinello comune o farinaccio comune (Chenopodium album). Per il contenuto di vit. A e C e di sali di calcio e ferro gli sono riconosciute proprietà astringenti e per rivitalizzare individui particolarmente defedati.

Modalità di Preparazione –
L’Amaranthus retroflexus, come tutti gli amaranti, ha le foglie, allo stato di rosetta, edibili per farne minestre bollite insieme ad altre erbe. Ha un sapore simile allo spinacio. Il fusto ancora tenero, prima che compaia l’infiorescenza, può essere utilizzato come gli asparagi. I semi triturati possono essere usati come la farina dei cereali o mescolati insieme arricchendola di proteine.
La farina di amaranto è ideale per chi è affetto da celiachia o desidera eliminare il glutine. Si tratta infatti di una farina gluten free, piuttosto gustosa (ideale per torte, pane, biscotti e tutti gli altri prodotti che potete preparare in casa).
Per qualunque finalità, non bisogna mai usare l’acqua di bollitura dell’amaranto comune perché anche questa pianta è in grado di sintetizzare i nitrati quindi l’acqua di cottura risulta inquinata da questi; per questo motivo andrebbero raccolte quelle piante che crescono lontano da campi coltivati dove si utilizza la concimazione nitrica. Di solito l’amaranto si cucina in semplici insalate, condite con olio extra-vergine d’oliva e limone. Si usa spesso anche in zuppe e minestre.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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