Acer saccharum

Acer saccharum

L’acero zuccherino (Acer saccharum Marshall), conosciuto anche come acero da zucchero o acero del Canada è una specie arborea della famiglia delle Aceracee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Sapindales, Famiglia Aceraceae e quindi al Genere Acer ed alla Specie A. saccharum. Sono presenti le sottospecie: Acer saccharum floridanum, Acer saccharum leucoderme, Acer saccharum nigrum ed Acer saccharum ozarkense.

Etimologia –
Il termine Acer proviene dal nome latino dell’Acero, citato in Plinio e Ovidio che dovrebbe derivare da acer acris a punta, pungente, sia per la forma appuntita delle foglie che per l’uso che si faceva dell’acero per fabbricare lance. L’epiteto specifico saccharum proviene dal greco σάκχἄρ, -αρος sácchar, -aros zucchero (dal sanscrito sarkara, originariamente grani di sabbia): per via della linfa dolce e zuccherina di questa pianta da cui si ottiene un delizioso sciroppo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’areale dell’Acer saccharum è compreso tra la zona sudorientale del Canada e quella nordorientale degli Stati Uniti, da Terranova e Manitoba a nord ed a sud fino alla Florida e ad ovest allo Utah.

Descrizione –
L’Acer saccharum è un albero con portamento espanso, con crescita iniziale piuttosto lenta ma che successivamente può raggiungere, soprattutto nei boschi i 30–35 m, potendo arrivare anche a 40 m; i suoi rami sono fragili e glabri ed ha foglie sono opposte palmato-lobate (in genere a 5 lobi), decidue, lungamente picciolate, con una lamina lunga fino a 15 cm e con la pagina superiore verde scuro e quella inferiore più chiara. I fiori di questa pianta sono sia unisessuali che bisessuali, con tendenza a ripartirsi su individui distinti e sono provvisti di un lungo peduncolo e disposti in corimbi eretti; hanno un calice giallino a 5 lobi e sono privi di corolla. Il frutto è un samario con piccoli semi. negli aceri zuccherini coltivati il frutto si forma raramente. La corteccia è grigia o grigio-bruna, liscia, o solcata da leggere e distinte linee verticali, che con l’età tende a scurirsi ed a fessurarsi.

Coltivazione –
L’acero zuccherino può essere coltivata su terreni fertili, profondi e freschi ed in climi freddi continentali, con una adeguata differenza termica tra estate e inverno. Questo albero non si è acclimatato bene nei sistemi pedoclimatici Europei, mentre è diffuso nei grandi parchi pubblici e privati americani. Viene coltivato anche per la produzione delle sciroppo d’acero (maple syrup); questo si ottiene attraverso l’incisione del tronco e la raccolta della linfa zuccherina, che viene successivamente concentrata per ottenere un liquido sciropposo giallo-bruno dal gusto gradevole. La sua coltivazione per scopo ornamentale è legata anche al fogliame che in autunno si colora di giallo e rosso in una incredibile gamma di tonalità. Anche per questo motivo esistono alcune cultivar quali: la “Temple’s Upright” o “Monumentale”, la “Globosum”, la “Green mountain” e la “Legacy”.

Usi e Tradizioni –
L’Acer saccharum trova impiego ed interesse, come detto, per la linfa zuccherina che contiene contiene dall’1 al 4% di saccarosio e da cui si ottiene lo sciroppo d’acero. La raccolta si perde nei secoli ed un tempo si otteneva facendo gocciolare la linfa con apposite cannucce dentro secchi posti alla base degli alberi, dove veniva anche fatta evaporare; oggi il sistema di raccolta è stato modificato con tubazioni centralizzate. L’acero zuccherino viene coltivato anche per il suo legname che ha diversi utilizzi commerciali. La sua foglia è il simbolo della bandiera del Canada.

Modalità di Preparazione –
Oltre che per il legname dall’Acer saccharum si ottiene lo sciroppo d’acero. Questo è un liquido zuccherino che si ottiene bollendo la linfa dell’acero zuccherino ma anche dall’acero nero. È il terzo dolcificante naturale meno calorico (circa 250 calorie per cento grammi) superato solo dalla melassa e dalla stevia; lo sciroppo d’acero ha un alto contenuto di sali minerali e mediamente occorrono più di 40 litri di linfa per ottenerne un litro.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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