Mappa Geografica del Sudan

Mappa Geografica del Sudan

Il Sudan o Repubblica del Sudan è uno Stato arabo-africano, situato nella parte nord-orientale dell’Africa. Il paese, che ha una superficie pari a 1.886.068 km², confina con l’Egitto a nord, col mar Rosso a nord-est, con l’Eritrea e l’Etiopia ad est, con il Sudan del Sud a sud, con la Repubblica Centrafricana a sud-ovest, con il Ciad a ovest e con la Libia a nord-ovest.
La capitale del Sudan è Khartum, il centro politico, culturale e commerciale della nazione.
Il paese è diviso longitudinalmente dal Nilo in due metà (orientale e occidentale). La popolazione del Sudan è una combinazione di abitanti autoctoni della valle del Nilo e di discendenti di immigrati dalla Penisola arabica. La stragrande maggioranza della popolazione oggi abbraccia l’Islam a nord, ma ci sono forti concentrazioni di cristiani e di animisti a sud. Il nome Sudan deriva dall’espressione araba Bilād al-Sūdān, ossia “Paese degli uomini neri”.
Il territorio del Sudan è per lo più pianeggiante con la parte nord prevalentemente desertica.
La popolazione del Sudan è prevalentemente araba con minoranze nilotiche. Le principali etnie di origine nilotica sono:
– Dolicocefali; gli Scilluc, i Dinka, i Nuer, i Lokuto;
– Mesocefali; i Nuba, i Fungi, i Bongo, i Nittu, i Madi;
– gli Agnuak, i Bari e le popolazioni del Darfur, i Belanda e i Luo, detti per errore anche Jur;
– alcune tribù di origine nilotica come gli Acholi, i Lango, i Gialuo si sono stanziate in Uganda e in Kenya.
A partire dal Medioevo, con il sopravvento arabo, queste popolazioni autoctone nere si sono mischiate con le popolazioni camitiche e semitiche con pelle più chiara e tipo somatico simile al mediterraneo. Esistono anche delle etnie nere di origine non nilotica che sono gli azandè, soprannominati Niam-Niam.
Le popolazioni del Darfur si suddividono in quattro etnie più numerose: Zagawa, Mazalit, Tama e Fūr (da cui il nome: Dar = sede + Fūr); esistono poi molte altre etnie meno numerose.
Le lingue ufficiali del Sudan sono l’arabo (che è la più diffusa e parlata) e l’inglese. Tra i gruppi di minoranza, l’idioma più diffuso è il nubiano.
Per quanta riguarda le religioni, l’islam è quella dominante, professata dal 97% della popolazione, dopo che il Sudan del Sud, in prevalenza animista e cristiano, è divenuto indipendente nel luglio del 2011.
Dal punto di vista ambientale il Sudan è caratterizzato da una parte settentrionale desertica, mentre scendendo verso il sud s’incontra la steppa che nella parte centrale lascia il posto alla savana. La parte meridionale, sotto il decimo parallelo di latitudine nord, è verdeggiante, umida e ricoperta da estese distese paludose. Ai margini della vasta conca del territorio sudanese si elevano il Gebel Marra e il Gebel Oda. Il Nilo attraversa completamente il paese da sud a nord ed è per il Sudan quasi altrettanto importante che per l’Egitto, sia per i trasporti, sia per la possibilità di irrigare le terre aride toccate dal suo corso. La zona più fertile, intensamente coltivata, è quella compresa fra il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro, che si uniscono nei pressi della capitale Khartum. Questa “terra fra i fiumi” prende il nome di Gezira, che in arabo significa “isola”. Il clima è ovunque assai caldo: la piovosità aumenta progressivamente partendo dalle aree desertiche del nord fino ai valori massimi delle savane del sud.

Flora –
Importanti sono soprattutto le foreste di Acacia senegal (Senegalia senegal (Britton)) o Acacia nilotica (Acacia nilotica (L.) Willd. ex Delile) che sono presenti soprattutto nel Sahel. Da queste piante si ottiene la gomma arabica, un prodotto naturale che trasuda dal tronco e dai rami.
Il Sudan è il primo esportatore mondiale di gomma arabica (seguito dal Ciad e dalla Nigeria): la gomma proveniente dal Sudan copre circa il 60% del commercio globale di gomma arabica.
Purtroppo la mancanza di una politica di gestione del territorio ha portato allo sfruttamento incontrollato delle risorse forestali. La regione del Kordofan settentrionale ha sofferto di una continua siccità fino alla metà degli anni ‘60 del Novecento. La deforestazione ha comportato, inoltre, gravi danni per la flora locale.
Inoltre la scarsità di acqua e i lunghi periodi di siccità sono tra le cause dell’erosione e dell’impoverimento del suolo. L’aumento della popolazione e l’espansione degli insediamenti umani minaccia le foreste del paese. I combustibili tradizionali come la legna forniscono il 75,1% dell’approvvigionamento energetico del Sudan e la domanda di carbone di legna è una delle cause principali dell’abbattimento di molte foreste.

Fauna –
La ricchezza della zona meridionale del Sudan è data dal bestiame, perno della cultura delle popolazioni nomadi. Se un giovane uomo dinka vuole sposarsi, deve pagare un prezzo di 100 capi di bestiame al padre della sposa.
Tra gli animali caratteristici del Sudan ricordiamo Il cobo o kob (Kobus kob (Erxleben, 1777)) che è un mammifero africano della famiglia dei Bovidi. Questo animale, che somiglia ad un impala, è un’antilope rara e minacciata, che vive lungo la fascia dell’Africa sub-sahariana, nell’area del Sahel. Il kob predilige le zone umide come le praterie erbose o i margini delle foreste.
In questo senso svolge una funzione ecologica importante il Sudd, che è una vasta regione paludosa formata dal Nilo Bianco nel Sudan del Sud.
Questa è una vasta area paludosa, dove il Bahr el Jebel confluisce lungo il suo percorso verso nord. Sulla sponda opposta del Sudd, il fiume riemerge attraversando Khartoum per dirigersi verso l’Egitto. Per 25 anni, durante la guerra civile del Sudan, questa palude ha rappresentato il luogo di rifugio per gli animali selvatici: grandi branchi di elefanti, antilopi kobus kob, antilopi topi, giraffe, orici, struzzi. Inoltre anche il bracconaggio minaccia le popolazioni di animali in tutto il paese.
Per quanta riguarda la fauna entomologica si ricorda che la fascia equatoriale è abitata da numerosi insetti, tra cui la mosca tse-tse che trasmette all’uomo il Trypanosoma brucei gambiense, agente della malattia del sonno, e nella maggior parte del territorio abbondano zanzare portatrici di malaria (detta anche paludismo).
Dal punto di vista ecologico esiste una relazione tra l’incidenza delle malattie e i cambiamenti ambientali: la deforestazione, ad esempio, crea condizioni che favoriscono la diffusione della zanzara che trasmette la malaria. Per questo motivo sono necessarie politiche di recupero ecologico senza le quali, nono solo il Sudan ma tutti i Paesi centro africani rischiano di scomparire nel giro di qualche decennio.

Guido Bissanti




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *