Come coltivare il Chlorophytum

Come coltivare il Chlorophytum

Il Chlorophytum, conosciuto col nome di falangio o nastrino (Chlorophytum Ker Gawl., 1807) è un genere di piante erbacee sempreverdi della famiglia delle Agavaceae ed originarie dell’Africa subsahariana.
Il Chlorophytum è una pianta caratterizzata da un denso cespo di foglie radicali, lineari, acuminate, verdi spesso variegate di bianco, che in primavera inoltrata produce lunghi fusti carnosi ad effetto ricadente su cui dopo la fioritura crescono numerosissime piccole piante a rosetta.
Di questa specie alcuni ibridi vengono coltivati come piante ornamentali e si riconoscono per la caratteristica striscia bianco-crema o bianco-giallino che corre al centro delle foglie arcuate.
Tra i Chlorophytum le specie più conosciute sono:
– il C. comosum con foglie verdi o variegate a margine ondulato formanti una rosetta da cui originano fusti biancastri che portano piccoli fiori bianchi, dopo la caduta dei petali, inizia la crescita di nuovi ciuffi di foglie e relative radici sugli scapi floreali dei fusti penduli;
– il C. laxum originario del Ghana e della Nigeria è di piccole dimensioni con foglie di colore verde brillante, delicatamente orlate di bianco, i fiorellini riuniti in pannocchie si formano all’estremità dei fusti;
– il C.undulatum, originario del Sudafrica, ha foglie strette, dure con i margini ruvidi, i fiori a spiga sono bianchi con sfumature rosso scuro.
Per la coltivazione dei nastrini bisogna ricordarsi che sono piante che hanno bisogno di particolari esigenze climatiche. La temperatura minima invernale non deve essere inferiore a 7°C e non superare i 10-12 °C (sono preferibili ambienti non riscaldati).
La zona dove coltivare queste piante deve possedere una luminosità buona e diffusa, ma non ai raggi diretti del sole. Inoltre bisogna tenere le piante in una posizione aerata, ma al riparo da correnti d’aria.
Per quanto riguarda gli apporti idrici le annaffiature devono essere abbondanti nel periodo che va dalla primavera all’estate, tanto da mantenere il terreno costantemente umido; vanno ridotte in autunno-inverno, avendo cura, però, di non lasciare seccare il terreno. Per aumentare l’umidità ambientale sono utili spruzzature del fogliame durante il periodo estivo, preferibilmente con acqua deionizzata.

Il substrato più idoneo deve essere costituito da un miscuglio a base di torba con aggiunta di sabbia, per aumentare la permeabilità. Si consiglia inoltre di porre alla base dei vasi della ghiaia molto grossa o argilla espansa per aumentare la capacità drenante dei vasi.
Inoltre per evitare che le punte delle foglie ingialliscano, le piante devono essere rinvasate ogni anno nel periodo che va da marzo ad aprile; arrivati nei mesi tra giugno e settembre, si deve somministrare concime liquido una volta alla settimana.
I Chlorophytum sono piante soggette ai marciumi radicali in quanto le radici carnose tendono a mal sopportare i ristagni idrici.
A causa delle radici carnose, sono piante soggette ai marciumi; per questo motivo bisognerà porre particolare attenzione ad evitare i ristagni d’acqua.
Passiamo alla propagazione. I Chlorophytum sono piante che si moltiplicano per divisione dei cespi o facendo radicare, in piccoli vasi con terriccio idoneo, le piantine che si trovano all’estremità degli stoloni, avendo cura di tagliare lo stolone solo a radicamento avvenuto. Per effettuare questa operazione si consiglia il periodo primaverile.
Tra le malattie, parassiti e avversità ricordiamo:
– Il Ragnetto rosso: si manifesta in climi caldi e secchi con ingiallimento e scoloramento delle foglie. Si previene elevando l’umidità ambientale e spruzzando le foglie; si combatte con prodotti acaricidi;
– L’imbrunimento degli apici fogliari: può essere causato da scarse annaffiature o carenze nutrizionali, specie se associata a crescita stentata. Occorre annaffiare più frequentemente o concimare la pianta;
– La Cocciniglia cotonosa: può attaccare le piante, specie in presenza di clima caldo e secco. Bisogna asportarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico naturale, come il sapone di Marsiglia, ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale). In alternativa si possono strofinare le parti colpite con un batuffolo di cotone bagnato con acqua e alcool.




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