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Parmentiera aculeata

Parmentiera aculeata

Il cuajilote (Parmentiera aculeata (Kunth) Seem., 1854) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Bignoniaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al.
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Scrophulariales,
Famiglia Bignoniaceae,
Tribù Crescentieae,
Specie Parmentiera,
Genere P. aculeata.
È basionimo il termine:
– Crescentia aculeata Kunth.
Sono sinonimi i termini:
– Crescentia edulis Desv.;
– Crescentia edulis Moc. ex DC.;
– Crescentia edulis Sessé & Moc.;
– Crescentia musaecarpa Zaldivar;
– Crescentia musaecarpa Zaldivar ex C.Heller, 1853;
– Crescentia musaecarpa Zaldivar ex F.Heller;
– Crescentia musicarpa Zaldivar;
– Crescentia musicarpa Zaldivar ex C.Heller;
– Parmentiera aculeata (Kunth) Seem.;
– Parmentiera adulis;
– Parmentiera edulis DC.;
– Parmentiera foliolosa Miers;
– Parmentiera lanceolata Miers.

Etimologia –
Il termine Parmentiera è stato dato in onore dell’agronomo e farmacista francese Antoine Augustin Parmentier (1737-1813).
L’epiteto specifico aculeata viene dal latino aculeatus, a, um, cioè munito di spine, spinoso, con ovvio riferimento.
Il nome comune cuajilote deriva dal nahuatl “cuahuitl”, albero, e “xilotl”, cioè albero Jilote.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Parmentiera aculeata è una pianta originarioa del Messico e dell’America centrale settentrionale. Questa specie è ampiamente distribuita nelle regioni tropicali del Messico, il suo areale naturale raggiunge El Salvador e Honduras; inoltre si è naturalizzata in alcune parti dell’Australia e viene coltivata in altre zone dell’America tropicale e nel Vecchio Mondo.
In Messico è presente negli stati di Sinaloa, Tamaulipas, San Luis Potosí, Querétaro, Hidalgo, Nayarit, Colima, Michoacán, Edo. dal Messico, Morelos, Puebla, Veracruz, Guerrero, Oaxaca, Tabasco, Chiapas, Sinaloa.
Il suo habitat è quello della foresta pluviale decidua e sempreverde; macchia xerica, foresta nebbiosa montana, querce e pini. Si trova nei climi caldi, semi-caldi e temperati dal livello del mare fino a 2.240 m sopra il livello del mare. La temperatura media annuale dove si sviluppa meglio è di 20 – 29 °C e con una precipitazione annua compresa tra 800 e 1.200 mm all’anno, in suolo da sedimentari a vulcanici.

Descrizione –
La Parmentiera aculeata è un albero sempreverde o deciduo facoltativo che cresce fino a 12 o 15 metri di altezza, con tronchi spessi e corteccia fessurata, molto ramificato fin dalla base.
Il tronco principale arriva fino a 30 cm di diametro all’altezza del petto, scanalato alla base e con dentellature lungo di esso, di colore bruno giallastro leggermente marcato, con spine ricurve ai nodi dei rami. I rametti sono leggermente pubescenti da giovani.
Le foglie sono portate da un picciolo alato, lungo 2,5-5,5 cm; sono opposte, sub opposte o fascicolate, solitamente trifogliate, con foglioline da ellittiche a obovate con apice ottuso o appuntito e margine intero, lunghe 2-7 cm e larghe 1,5-3 cm; la terminale è leggermente più grande delle laterali, di colore verde intenso lucido.
I fiori sono ermafroditi solitari o fascicolati; crescono direttamente sul tronco o i rami principali (caulifloria), inodori. Il calice è tubolare, aperto lateralmente, lungo circa 3 cm, di colore verde; la corolla è campanulata, lunga 5-7 cm, di colore bianco verdastro a volte percorsa da qualche linea bruno porpora, con 5 lobi ricurvi con margini ondulati leggermente disuguali e 5 stami di cui uno sterile.
Il frutto è una bacca carnosa e fibrosa, allungata, lungo fino a 20 cm e 6,5 cm di diametro, provvisto di nervature prominenti, di colore verde giallastro e fibrose all’interno. Contiene numerosi piccoli semi, di circa 3,5 mm di diametro e sottili, simili a quelli del peperoncino.

Coltivazione –
La Parmentiera aculeata è un albero che viene spesso coltivato come albero da ombra intorno alle abitazioni ai tropici o per i suoi dolci frutti commestibili.
Viene coltivato soprattutto in Messico per i suoi molteplici usi.
Per la coltivazione si tenga conto che è una pianta che può adattarsi sia alla pianura che ad altitudini moderate ai tropici, che cresce in aree con precipitazioni da medie ad elevate.
Specie adatta alle zone a clima tropicale e subtropicale, preferibilmente con elevata piovosità annua, richiede una esposizione in pieno sole e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, purché ben drenato; da adulta può resistere a temperature prossime a 0 °C, se eccezionali e di breve durata.
A volte viene utilizzato come albero da ombra e ornamentale e negli orti familiari per i suoi frutti, prodotti quasi con continuità, utilizzati nella alimentazione animale e, in misura minore, umana, dal sapore piuttosto dolce, consumati crudi o bolliti.
Le giovani piante possono essere coltivate in vaso per essere riparate in ambiente protetto, particolarmente luminoso, dove il clima non consente la permanenza all’aperto nei mesi invernali, con minime notturne preferibilmente non inferiori a 15 °C.
Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti durante il periodo vegetativo, più diradate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il substrato.
Dal punto di vista pedologico preferisce un terreno ben drenato in posizione soleggiata.
Le piante non fioriscono finché non sono abbastanza grandi e gli alberi, propagati per via agamica, possono iniziare a fruttificare quando hanno 3-5 anni.
Le piante possono fiorire tutto l’anno.
La pianta si riproduce facilmente per seme in substrato drenante mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C, con tempi di germinazione di 1-5 settimane.

Usi e Tradizioni –
La Parmentiera aculeata è una pianta conosciuta con vari nomi locali, tra questi ricordiamo: candle tree, cat, cow okra, cucumber tree, snake okra (inglese); bananinha, guajilote (Brasile); cuajilote, palo de velas (Costa Rica); ají de Cabaiguán (Cuba); fruto de cera (Ecuador); camburito (Guatemala); chayote, chucho, cuajilote, guachilote, huajilote, palo de jilote, pepino cat, pepino kat, pepino de árbol, pepino de monte (Messico); camburito (Venezuela).
Di questa pianta si consumano i frutti, sia crudi che cotti; tuttavia il suo consumo è praticamente limitato alle zone dove prospera il cuajilote, dove viene utilizzato anche come foraggio.
Inoltre ha anche applicazioni medicinali.
Sia il frutto, la corteccia che la radice sono utilizzati dai guaritori messicani nel trattamento di alcune patologie renali, in particolare calcoli renali e vescicali (Morales-Sánchez, 2015). Perez et al. (2000) riportano la presenza del guaianolide lattucina-8-metilacrilato ottenuto dall’estratto cloroformio di frutta secca, come composto attivo. Il suo frutto è ricco di vitamina A ma, come è stato detto, non è molto apprezzato nel mercato alimentare messicano.
Dal punto di vista pratico ed ecologico è un albero i cui frutti sono ampiamente utilizzati come foraggio per il bestiame, come ombra per il bestiame, come legna da ardere, come recinti viventi, per il consumo umano, per uso medicinale e per la produzione di vari utensili agricoli. Si tratta quindi di una specie dai molteplici usi, da Veracruz a El Salvador e Guatemala. León e Poveda (2000) segnalano anche la pianta come specie foraggera e a uso multiplo nell’area forestale secca e subumida di Guanacaste, Costa Rica, probabilmente come introduzione preispanica. Nonostante sia una specie a uso multiplo, non è una specie che rientra in nessuna categoria della norma SEMARNAT 059 2010.

Modalità di Preparazione –
La Parmentiera aculeata è una pianta che trova impiegi sia in campo alimentare che medicinale.
Si consumano i frutti, sia crudi che cotti o conservati.
Hanno una polpa carnosa, molto fibrosa, di sapore dolce; si dice che il sapore assomigli alla canna da zucchero.
In campo medicinale, vengono utilizzate tutte le parti della pianta: radici, rami, foglie, corteccia, fiori e frutti.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/309595389/original.jpeg
https://fm-digital-assets.fieldmuseum.org/376/786/30770.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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