Rhus typhina

Rhus typhina

Il Sommacco maggiore o Sommacco americano (Rhus typhina L., 1756) è una specie arbustiva o piccolo albero appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae.

Sistematica –
Dal putno di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Rosidae,
Ordine Sapindales,
Famiglia Anacardiaceae,
Genere Rhus,
Specie R. typhina.
Sono sinonimi i termini:
– Datisca hirta L.;
– Rhus americana Hort.Batav.;
– Rhus americana Hort.Batav. ex Dippel;
– Rhus canadensis Mill.;
– Rhus filicifolia Demcker;
– Rhus frutescens G.Nicholson;
– Rhus frutescens Hort.;
– Rhus gracilis hort.;
– Rhus gracilis hort. ex Engl.;
– Rhus hirta (L.) Südw.;
– Rhus hirta f. dissecta (Rehder) Reveal;
– Rhus hirta f. typhina (L.) Reveal;
– Rhus hirta var. dissecta (Rehder) Nash;
– Rhus hirta var. laciniata C.K.Schneid.;
– Rhus hirta var. typhina (L.) Farw.;
– Rhus hypselodendrum Moench;
– Rhus typhia Crantz;
– Rhus typhina f. dissecta Rehder;
– Rhus typhina f. laciniata (Alph.Wood) Rehder, 1907;
– Rhus typhina f. typhina;
– Rhus typhina var. arborescens Jess.;
– Rhus typhina var. arborescens Willd.;
– Rhus typhina var. filicifolia Demcker;
– Rhus typhina var. filicina Sprenger;
– Rhus typhina var. frutescens Jess.;
– Rhus typhina var. frutescens Willd.;
– Rhus typhina var. laciniata Alph.Wood;
– Rhus typhina var. laciniata Manning;
– Rhus typhina var. laciniata Manning ex Rehder;
– Rhus typhina var. viridiflora Wirtg.;
– Rhus virginiana Garsault;
– Rhus viridiflora Duhamel;
– Schmaltzia hirta (L.) Small;
– Schmalzia hirta Small;
– Toxicodendron typhinum (L.) Kuntze.
All’interno di questa specie vengono riconosciute due sottospecie:
– Rhus typhina var. laciniata Hort;
– Rhus typhina var. typhina.

Etimologia –
Il termine Rhus proviene dal celtico rhudd rosso, in riferimento al colore delle infruttescenze.
L’epiteto specifico typhina proviene dalla spiegazione della descrizione della pianta di Carl Linnaeus ed Ericus Torner con la frase “Ramis hirtis uti typhi cervini”, che significa “i rami sono ruvidi come corna di velluto”. Secondo altri autori viene da typhinus, simile alle piante del genere Typha, forse per la compattezza delle infruttescenze.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Rhus typhina è una pianta originaria del Nord America orientale. Si trova principalmente nel Canada sud-orientale, negli Stati Uniti nord-orientali e centro-occidentali e sui monti Appalachi.
Oggi questa pianta è ampiamente coltivata come specie ornamentale in tutte le zone con clima temperato.
La pianta fu importata in Europa nel 1623, spesso coltivata in parchi e giardini e localmente inselvatichita.
In Italia è diffusa come pianta ornamentale soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. Sui Colli Euganei ne sono presenti pochissimi individui inselvatichiti nella parte centro-occidentale, presso Cinto Euganeo.
Il suo habitat è solitamente quello delle zone di montagna dove cresce su terreni ricchi, ma si trova anche in terreni ghiaiosi e sabbiosi poveri di nutrienti. Cresce presso ruscelli e paludi, lungo i bordi delle strade, lungo le scarpate ferroviarie e ai margini dei boschi.

Descrizione –
Il Rhus typhina è un arbusto deciduo dioico o un piccolo albero che cresce fino a 5 m di altezza, con una chioma di 6 m di larghezza.
Le foglie sono alterne, composte, in modo pennato e lunghe 25–55 cm, ciascuna con 9–31 foglioline seghettate, lunghe 6–11 cm. I piccioli e gli steli delle foglie sono densamente ricoperti di peli color ruggine.
Il fogliame autunnale è caratterizzato da brillanti sfumature di rosso, arancione e giallo.[
I rami hanno una consistenza vellutata e sono biforcuti, ricordando nella conformazione, le corna di cervo.
I fiori sono piccoli, di colore dal bianco-verdastro al giallastro e riuniti in fitte pannocchie terminali.
L’antesi va dal periodo di maggio a luglio.
Le infruttescenze sono lunghe 10–20 cm e larghe 4–6 cm alla base. I frutti sono delle piccole drupe di colore dal verde al rossastro, che maturano da giugno a settembre, e possono rimanere sulle piante dalla fine dell’estate fino alla primavera.

Coltivazione –
Il Rhus typhina è una pianta ornamentale che suscita interesse durante tutto l’anno; sebbene il suo portamento vigoroso lo renda inadatto a giardini più piccoli.
Questa pianta può crescere in una vasta gamma di condizioni, ma si trova più spesso in terreni asciutti e poveri su cui altre piante non possono sopravvivere.
Alcuni giardinieri rimuovono tutti tranne i rami superiori per creare un effetto “corona” per assomigliare a una piccola palma.
La pianta ha un apparato radicale diffuso e può produrre liberamente polloni, formando spesso colonie grandi e dense.
È una pianta che si presta a molti utilizzi. In natura viene raccolta per uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali. Può essere utilizzata come specie pioniera durante il ripristino di boschi ed è anche spesso coltivata come ornamentale, in particolare forme ornamentali che hanno meno probabilità di produrre polloni.
È una pianta che germoglia facilmente e cresce rapidamente, il che può eliminare o ridurre la presenza di molte altre specie che non possono crescere all’ombra che crea. Per questo motivo è stata identificata come infestante o invasiva in alcuni Paesi come negli USA e nella Repubblica Ceca.
Per la sua coltivazione si riporta che è una pianta molto resistente al freddo; quando è completamente dormiente può tollerare temperature fino ad almeno -25 °C; tuttavia i nuovi germogli sono più sensibili e possono essere danneggiati dalle gelate tardive.
Può tollerare climi semi-aridi con precipitazioni medie annue fino a 300 mm, sebbene preferisca climi più umidi con precipitazioni di 1.200 mm o più.
È una pianta che cresce bene in terreni fertili, ben drenati e in pieno sole o ombra parziale. Tuttavia tollera i terreni poveri e vegeta anche in terreni asciutti ed è resistente alla siccità una volta che la pianta è attecchita.
È una pianta abbastanza resistente al vento, anche se i rami sono fragili e possono essere spezzati in presenza di venti molto forti.
Dal punto di vista pedologico tollera un intervallo di pH compreso tra 4,5 e 7,2.
Inoltre la pianta tollera l’inquinamento atmosferico dei centri abitati.
Si ricorda che è un albero a crescita rapida ma di breve durata. Inoltre ha un apparato radicale poco profondo e diffuso e, vista la sua capacità di attingere acqua può formare dei boschetti, prendendo il sopravvento sul resto della vegetazione se coltivata in piccole aree.
Le piante coltivate a stelo singolo sono di breve durata ma se vengono tagliate regolarmente e lasciate formare boschetti, allora vivranno più a lungo e saranno anche più ornamentali e con foglie più grandi; inoltre qualsiasi ceduazione si effettua meglio all’inizio della primavera.
Alla fine dell’estate alcuni germogli possono presentare delle galle sulla parte inferiore delle foglie, causate dall’afide delle foglie del sommacco, Melaphis rhois. Le galle non sono marcatamente dannose per l’albero.
La propagazione può avvenire per seme; questo va seminato non appena è maturo. Si consiglia, prima della semina, di immergere il seme per 24 ore in acqua calda (iniziando a una temperatura di 80 – 90 °C e lasciandolo raffreddare, per eliminare eventuali inibitori della germinazione.
L’acqua di ammollo può essere bevuta e ha un delizioso sapore di limone. Anche il seme immagazzinato necessita anche di un trattamento con acqua calda e può essere seminato all’inizio della primavera in semenzaio non riscaldato.
Le giovani piantine vanno poi messe in singoli vasi o contenitori e fatte crescere in serra non riscaldata per il loro primo inverno. Il trapianto va effettuato poi in primavera o all’inizio dell’estate, comunque dopo le ultime gelate previste.
Si può propagare anche per via agamica per mezzo di talee di legno semimaturo, di 10 nel periodo di metà estate e fatte radicare in ombraio.
È possibile riprodurre la pianta anche tramite talee di radice, lunghe 4 cm, prelevate a dicembre e messe in vaso verticalmente in una serra; hanno una buona percentuale di attecchimento.
In generale è una pianta che si trapianta facilmente.

Usi e Tradizioni –
Il Rhus typhina è un sommacco che ha trovato parecchi utilizzi nel tempo, soprattutto nelle sue zone di origine.
Un tempo era spesso impiegato in medicina da diverse tribù indiane nordamericane native che lo apprezzavano soprattutto per le sue qualità astringenti.
Oggi è poco usato nell’erboristeria moderna. Si consiglia una certa cautela nell’uso delle foglie e dei gambi di questa pianta, per via di una potenziale tossicità.
Parti della pianta, tranne le radici, possono essere utilizzate sia come colorante naturale e come mordente. La pianta è ricca di tannini e può essere aggiunta alle tinture per migliorare la persistenza alla luce.
I frutti sono commestibili e possono essere messi a bagno e lavati in acqua fredda, filtrati, addolciti e trasformati in una bevanda simile nel sapore ad una limonata rosa a volte chiamata “limonata indiana”.
L’estratto della bevanda può anche essere usato per fare la gelatina.
I germogli possono essere sbucciati e mangiati crudi.
Le foglie e le bacche sono state mescolate con tabacco e altre erbe e affumicate dalle tribù dei nativi americani. Questa pratica continua in piccola parte fino ad oggi.
Tutte le parti della pianta, ad eccezione delle radici, possono essere utilizzate sia come colorante naturale che come mordente. La pianta è ricca di tannini e può essere aggiunta ad altri bagni di tintura per migliorare la solidità alla luce.
I frutti, che possono essere mangiati, anche cotti, hanno un sapore molto aspro e si usano nelle torte.
Nell’uso medicinale si utilizzano varie parti.
La corteccia è antisettica, astringente, galattogoga e tonica.
Un infuso viene utilizzato nel trattamento di diarrea, febbri, emorroidi, debolezza generale, prolasso uterino, ecc..
Si dice anche che un infuso aumenti notevolmente il flusso di latte di una madre che allatta: a questo scopo venivano mangiati anche piccoli pezzi di legno.
Si dice che la corteccia interna sia un valido rimedio contro le emorroidi.
Le radici sono astringenti, depurative del sangue, diuretiche ed emetiche.
Un infuso delle radici, combinato con l’Echinacea purpurea, è stato utilizzato nel trattamento delle malattie veneree.
Un impiastro di radici è stato usato per curare le bolle.
Le foglie sono astringenti. Sono state usate nel trattamento dell’asma, della diarrea e della stomatosi.
Un infuso dei frutti è stato usato come tonico per migliorare l’appetito e come cura per la diarrea.
Le bacche sono astringenti e purificanti del sangue; queste venivano masticate come rimedio contro l’enuresi notturna.
Un tè a base di bacche è stato usato per curare il mal di gola.
Anche i fiori sono astringenti e stomachici. Un infuso è stato usato per trattare i dolori di stomaco.
La linfa è stata applicata esternamente come trattamento delle verruche; tuttavia si consiglia una certa cautela poiché può causare eruzioni cutanee a molte persone.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali.
La pianta ha un apparato radicale esteso e viene piantata come schermo frangivento e per prevenire l’erosione del suolo, risultando particolarmente utile sui pendii asciutti e nei terreni più poveri.
La pianta ha un apparato radicale esteso e pollonifero; è in grado di crescere in terreni poveri e in zone disturbate; è un’ottima specie pioniera che può essere utilizzata per il ripristino del bosco autoctono e può essere coltivata anche in siti minerari.
Le foglie sono ricche di tannino; in una piantagione controllata si è ottenuto fino al 48%.
Le foglie possono essere raccolte man mano che cadono in autunno e usate come colorante bruno o come mordente.
Anche la corteccia, specialmente quella della radice, ed i frutti sono molto ricchi di tannino.
Dalle radici si può ottenere un colorante giallo. Un colorante arancione può essere ottenuto dalla corteccia interna e dal midollo centrale dello stelo, mescolati con Sanguinaria canadensis.
Si può fare un inchiostro nero bollendo le foglie e il frutto.
Dai semi si estrae un olio che raggiunge una consistenza simile al sego ed è usato per fare candele. Questiebruciano brillantemente, anche se emettono un fumo pungente.
Dai giovani germogli si ricavano delle pipe che sono utilizzate per estrarre la linfa degli aceri da zucchero (Acer spp); inoltre vengono anche usate come flauti.
Un estratto delle foglie è usato come ingrediente nelle preparazioni cosmetiche commerciali come protettore e balsamo per la pelle.
Il legno è tenero, leggero, fragile, a grana grossa; pesa poco più di 12 Kg ogni 0,028 circa metri cubi.
Il legno non ha nessun valore commerciale, sebbene a volte sia usato come legno da costruzione grezzo o sia impiegato nella tornitura e per l’artigianato.
Dal punto di vista ecologico si sottolinea che i frutti vengono mangiato da molti uccelli nel periodo invernale; inoltre è una pianta molto buona per le api, i fiori producono un’abbondanza di polline e nettare.
Il Rhus typhina è una pianta molto diffusa e si trova ampiamente in siti disturbati, quindi la popolazione è considerata numerosa e stabile. La pianta è classificata come “Least Concern” nella Lista rossa IUCN delle specie minacciate (2018).

Modalità di Preparazione –
Il Rhus typhina è una pianta che trova vari utilizzi, sia alimentari che medicinali.
Le foglie possono essere raccolte in estate e la corteccia tutto l’anno.
Se i frutti vengono immersi per 10 – 30 minuti in acqua calda o fredda producono una bevanda molto rinfrescante simile alla limonata.
Un infuso di corteccia viene utilizzato nel trattamento di diarrea, febbri, emorroidi, debolezza generale, prolasso uterino, ecc..
Un infuso delle radici, combinato con l’Echinacea purpurea, veniva utilizzato, soprattutto un tempo, nel trattamento delle malattie veneree.
Un impiastro di radici è stato usato per curare le bolle.
Le foglie sono state usate nel trattamento dell’asma, della diarrea e della stomatosi.
Un infuso dei frutti è stato usato come tonico per migliorare l’appetito e come cura per la diarrea.
Le bacche venivano masticate come rimedio contro l’enuresi notturna.
Un tè a base di bacche è stato usato per curare il mal di gola.
Un infuso dei fiori è stato usato per trattare i dolori di stomaco.
La linfa è stata applicata esternamente come trattamento delle verruche; tuttavia si consiglia una certa cautela poiché può causare eruzioni cutanee a molte persone.
La miscela non deve essere bollita poiché questo rilascerà acidi tannici e renderà la bevanda astringente.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8f/Addisonia_01-037_Rhus_typhina.png

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *