Eutrema japonicum

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Eutrema japonicum

Il Wasabi o ravanello giapponese (Eutrema japonicum (Miq.) Koidz.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Capparales,
Famiglia Brassicaceae,
Genere Eutrema,
Specie E. japonicum.
Sono sinonimi i termini:
– Alliaria wasabi (Siebold) Prantl;
– Cochlearia wasabi Siebold;
– Eutrema japonicum f. terrestris (Makino) Nemoto;
– Eutrema japonicum var. sachalinensis (Miyabe & T.Miyake) Nemoto;
– Eutrema okinosimense Taken.;
– Eutrema wasabi (Siebold) Maxim.;
– Eutrema wasabi f. terrestris Makino;
– Eutrema wasabi var. sachalinensis Miyabe & T.Miyake;
– Lunaria japonica Miq.;
– Wasabia japonica (Miq.) Matsum.;
– Wasabia okinosimensis (Taken.) Hatus.;
– Wasabia pungens Matsum.;
– Wasabia tenue var. okinosimense (Taken.) Kitam.;
– Wasabia wasabi (Siebold) Makino.

Etimologia –
Il termine Eutrema è di origine incerta.
L’epiteto specifico japonicum è in relazione alla sua origine giapponese.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Eutrema japonicum è una pianta di origine giapponese che, allo stato naturale, cresce spontaneamente in vicinanza dei fiumi in zone fredde del Giappone, come per esempio in montagna o nelle valli in quota.
È una pianta diffusa e coltivata, oltre che in Giappone, in alcune zone dell’Asia.
Il suo habitat è quello dei luoghi umidi e lungo i corsi d’acqua, sia in pianura che in montagna.

Descrizione –
Il wasabi è una pianta erbacea semi-acquatica che può raggiungere un’altezza di 0,30 metri.
Le radici sono spesse poco più di un cm e lunghe fino a 18 cm.
Le foglie, che si dipartono da lunghi steli dal livello del colletto, sono di forma ovata tondeggiante, con una colorazione verde intensa e nervature ben visibili.
I fiori, sono piccoli, composti da 4 petali e sono separati formando una corolla dialipetala. Sono presenti anche 4 sepali. Sono presenti 6 stami, di cui 4 a croce come i petali e 2 esterni più corti.
L’ovario è supero e bicarpellare.
Il frutto è una siliqua secca e deiscente.

Coltivazione –
L’ Eutrema japonicum è una pianta perenne che viene coltivata o raccolta in natura per uso locale come alimento e medicinale.
La pianta è originaria del Giappone, dove cresce allo stato selvatico lungo i ruscelli protette da grandi alberi che forniscono abbondante ombra.
La pianta può essere coltivata a condizione che il terreno sia abbastanza umido o in acqua poco profonda ed ombreggiato.
Le piante crescono con temperature temperate purché non superino i 27 °C circa.
Di questa pianta si utilizzano le radici, per la loro piccantezza, e quelle della migliore qualità si ottengono da piante che crescono in semi-ombra in acque limpide e correnti di sorgente ad una temperatura compresa tra 11 – 14 °C.
Questa specie è coltivata nell’Asia orientale per la sua radice commestibile che viene utilizzata più o meno allo stesso modo del rafano.
Le due cultivar più diffuse sul mercato sono E. japonicum var. Daruma e var. Mazuma ma ne sono coltivate molte altre.
La propagazione avviene per seme. La semina va effettuata in primavera avendo cura di mantenere il terreno umido.
Il trapianto va effettuato quando le piantine hanno raggiunto una dimensione maneggiabile nel periodo che va dalla tarda primavera all’inizio dell’estate.
Si può moltiplicare anche per divisione in primavera quando la pianta è in vegetazione.
Le divisioni più grandi possono essere trapiantate direttamente in pieno campo.

Usi e Tradizioni –
L’ Eutrema japonicum è una pianta dai cui rizomi si ricava il wasabi, tuttavia tutte le parti della pianta sono commestibili, quindi possono essere mangiate sia foglie che fiori mentre si attende che il rizoma si sviluppi per essere raccolto intorno ai 18 mesi.
I rizomi carnosi vengono finemente grattugiati e preparati in un’attraente pasta verde fresca che è molto usata come condimento, da oltre mille anni, in Giappone.
Si ottiene una salsa, appunto il wasabi (山葵), dalla consistenza pastosa, tanto da essere distribuita in commercio in tubi simili a quello del dentifricio.
Della pianta si utilizzano sia le foglie che il rizoma: le prime sono essiccate e aggiunte alle pietanze come insaporitore; il secondo, germoglio perenne della pianta spesso confuso con la radice, è usato per preparare la famosa salsa verde, dalla piccantezza profonda e audace.
Tuttavia possono essere usate nella preparazione del wasabi anche i rizomi di altre specie come p.es. Cardamine pseudowasabi.
Il wasabi, infatti, dato il suo alto costo, si presta spesso a falsificazioni. In Giappone il vero wasabi è denominato hon-wasabi (本山葵) termine che significa “wasabi originale”.
Il wasabi è anche soprannominato namida, ossia “lacrime”, perché se usato in quantità eccessiva può far lacrimare. A differenza del peperoncino, il cui effetto agisce prevalentemente in bocca, il wasabi stimola fortemente la mucosa nasale e un boccone in cui ci sia una dose eccessiva di wasabi può provocare un dolore tale da portare alla lacrimazione. Il dolore è comunque di breve durata e non persiste come quello del peperoncino. Si dice che abbia una funzione antibatterica e digestiva che lo renderebbe indispensabile quando si mangia il pesce crudo.
Secondo il lavoro di un gruppo di ricercatori della Facoltà di medicina dell’Università di Firenze, pubblicato dalla rivista statunitense Proceedings of the national academy of sciences (Pnas), il consumo regolare di wasabi sarebbe in grado di alzare la soglia di percezione del dolore, grazie all’effetto del wasabi receptor (Trpa1).
Dal punto di vista biochimico le foglie contengono circa il 6,1% di proteine, lo 0,2% di grassi, il 22,3% di carboidrati, l’1,3% di ceneri.
Le molecole che, inoltre, conferiscono al wasabi il suo inconfondibile aroma sono degli isotiocianati tra cui: 6-metiltioesil isotiocianato, 7-metiltioeptil isotiocianato e 8-metiltiottil isotiocianato.
Tra gli altri usi di questa pianta si ricorda che le foglie di Eutrema japonicum si utilizzano secche come aroma per insaporire insalate, formaggio o semplicemente pane. Dalla stessa pianta si ottengono anche un vino e un forte liquore venduti in Giappone dai negozi di specialità locali.
Nei ristoranti economici di stile giapponese nonché nei supermercati e mercati si trovano quasi sempre paste simili al wasabi, di fatto un surrogato: le più frequenti sono fatte con polvere di rafano colorato, spesso con la microalga Spirulina.

Modalità di Preparazione –
I rizomi carnosi vengono finemente grattugiati e preparati in un’attraente pasta verde fresca che è molto usata come condimento in Giappone. Questa pasta possiede una notevole piccantezza che, allo stato fresco, si deteriora rapidamente una volta tagliata la radice. Le radici delle piante di 15 – 24 mesi sono le migliori.
Di questa pianta si possono utilizzare le foglie, i fiori e i piccioli, cotti.
Le foglie, i fiori, i gambi delle foglie e il rizoma appena affettato vengono messi a bagno in acqua salata e poi mescolati con fecce di saki per fare un popolare sottaceto giapponese chiamato ‘wasabi-zuke’.
Il wasabi è reperibile sotto forma di pasta e di polvere. Il wasabi perde il proprio aroma quando essiccato, pertanto le polveri di wasabi non ne conservano l’aroma. Il rafano, insieme ad altre spezie, viene di norma aggiunto al vero wasabi per riprodurne l’odore tipico del prodotto fresco che si perde con l’essiccazione.
La pasta wasabi viene spesso usata per accompagnare pesce crudo e, in particolare, il sushi e il sashimi, a volte sciolta nella salsa di soia. Nel sushi ne viene spalmata una piccola quantità tra il pesce e il riso; nel sashimi si scioglie nella salsa di soia, in cui viene poi intinto il pesce crudo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/84486999/original.jpeg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Eutrema japonicum

Wasabi or Japanese radish (Eutrema japonicum (Miq.) Koidz.) Is a herbaceous species belonging to the Brassicaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Capparales Order,
Brassicaceae family,
Genus Eutrema,
E. japonicum species.
The terms are synonymous:
– Alliaria wasabi (Siebold) Prantl;
– Cochlearia wasabi Siebold;
– Eutrema japonicum f. terrestris (Makino) Nemoto;
– Eutrema japonicum var. sachalinensis (Miyabe & T.Miyake) Nemoto;
– Eutrema okinosimense Taken.;
– Eutrema wasabi (Siebold) Maxim.;
– Eutrema wasabi f. terrestris Makino;
– Eutrema wasabi var. sachalinensis Miyabe & T.Miyake;
– Lunaria japonica Miq.;
– Wasabia japonica (Miq.) Matsum.;
– Wasabia okinosimensis (Taken.) Hatus.;
– Wasabia pungens Matsum.;
– Wasabia tenue var. okinosimense (Taken.) Kitam.;
– Wasabia wasabi (Siebold) Makino.

Etymology –
The term Eutrema is of uncertain origin.
The specific epithet japonicum is related to its Japanese origin.

Geographic Distribution and Habitat –
Eutrema japonicum is a plant of Japanese origin that, in its natural state, grows spontaneously near rivers in cold areas of Japan, such as in the mountains or in high-altitude valleys.
It is a widespread and cultivated plant, as well as in Japan, in some areas of Asia.
Its habitat is that of humid places and along waterways, both in the plains and in the mountains.

Description –
Wasabi is a semi-aquatic herbaceous plant that can reach a height of 0.30 meters.
The roots are just over a cm thick and up to 18 cm long.
The leaves, which branch off from long stems from the level of the collar, are roundish ovate in shape, with an intense green color and clearly visible veins.
The flowers are small, composed of 4 petals and are separated forming a dialipetala corolla. There are also 4 sepals. There are 6 stamens, 4 of which cross like the petals and 2 shorter external ones.
The ovary is superior and bicarpellar.
The fruit is a dry and dehiscent siliqua.

Cultivation –
Eutrema japonicum is a perennial plant that is grown or harvested in nature for local use as a food and medicine.
The plant is native to Japan, where it grows wild along streams protected by large trees that provide abundant shade.
The plant can be grown provided the soil is moist enough or in shallow, shady water.
Plants grow with temperate temperatures as long as they do not exceed about 27 ° C.
The roots of this plant are used, for their spiciness, and those of the best quality are obtained from plants that grow in semi-shade in clear waters and spring currents at a temperature between 11 – 14 ° C.
This species is grown in East Asia for its edible root which is used in much the same way as horseradish.
The two most common cultivars on the market are E. japonicum var. Daruma and var. Mazuma but many others are cultivated.
Propagation occurs by seed. Sowing should be done in spring taking care to keep the soil moist.
The transplant must be carried out when the seedlings have reached a manageable size in the period from late spring to early summer.
It can also multiply by division in spring when the plant is in vegetation.
Larger divisions can be transplanted directly into the open field.

Customs and Traditions –
Eutrema japonicum is a plant from whose rhizomes wasabi is obtained, however all parts of the plant are edible, so both leaves and flowers can be eaten while waiting for the rhizome to develop to be harvested around 18 months.
The fleshy rhizomes are finely grated and prepared into an attractive fresh green paste that has been widely used as a condiment in Japan for over a thousand years.
A sauce is obtained, precisely wasabi (山葵), with a pasty consistency, so much so that it is distributed on the market in tubes similar to that of toothpaste.
Both the leaves and the rhizome of the plant are used: the former are dried and added to dishes as a seasoning; the second, a perennial shoot of the plant often confused with the root, is used to prepare the famous green sauce, with a deep and bold spiciness.
However, rhizomes of other species such as Cardamine pseudowasabi can also be used in the preparation of wasabi.
In fact, given its high cost, wasabi often lends itself to falsifications. In Japan, real wasabi is called hon-wasabi (本 山葵), which means “original wasabi”.
Wasabi is also nicknamed namida, meaning “tears”, because if used in excessive quantities it can cause tears. Unlike chilli, whose effect acts mainly in the mouth, wasabi strongly stimulates the nasal mucosa and a bite in which there is an overdose of wasabi can cause pain that leads to tearing. However, the pain is short-lived and does not persist like that of hot peppers. It is said to have an antibacterial and digestive function which would make it indispensable when eating raw fish.
According to the work of a group of researchers from the Faculty of Medicine of the University of Florence, published by the US journal Proceedings of the national academy of sciences (Pnas), the regular consumption of wasabi would be able to raise the pain perception threshold, thanks to the effect of wasabi receptor (Trpa1).
From the biochemical point of view, the leaves contain about 6.1% of proteins, 0.2% of fats, 22.3% of carbohydrates, 1.3% of ashes.
The molecules that also give wasabi its unmistakable aroma are isothiocyanates including: 6-methylthiohexyl isothiocyanate, 7-methylthioeptyl isothiocyanate and 8-methylthioctyl isothiocyanate.
Among the other uses of this plant it should be remembered that the leaves of Eutrema japonicum are used dry as a flavoring to flavor salads, cheese or simply bread. A wine and a strong liqueur sold in Japan by local specialty shops are also obtained from the same plant.
In Japanese-style cheap restaurants as well as in supermarkets and markets there are almost always pastas similar to wasabi, in fact a substitute: the most frequent are made with colored horseradish powder, often with Spirulina microalgae.

Preparation Method –
The fleshy rhizomes are finely grated and prepared into an attractive fresh green paste that is widely used as a condiment in Japan. This paste has a notable spiciness which, when fresh, deteriorates rapidly once the root is cut. 15 – 24 month old plant roots are best.
You can use the leaves, flowers and petioles of this plant, cooked.
The leaves, flowers, leaf stems and freshly sliced ​​rhizome are soaked in salted water and then mixed with saki lees to make a popular Japanese pickle called ‘wasabi-zuke’.
Wasabi is available in paste and powder form. Wasabi loses its aroma when dried, so wasabi powders do not retain its aroma. Horseradish, along with other spices, is usually added to real wasabi to reproduce the typical smell of fresh product that is lost with drying.
Wasabi paste is often used to accompany raw fish and, in particular, sushi and sashimi, sometimes dissolved in soy sauce. In sushi, a small amount is spread between the fish and the rice; in sashimi it dissolves in soy sauce, in which raw fish is then dipped.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/84486999/original.jpeg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Eutrema japonicum

Wasabi o rábano japonés (Eutrema japonicum (Miq.) Koidz.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Brassicaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Orden Capparales,
familia de las brasicáceas,
Género Eutrema,
especies de E. japonicum.
Los términos son sinónimos:
– Alliaria wasabi (Siebold) Prantl;
– Cochlearia wasabi Siebold;
– Eutrema japonicum f. terrestris (Makino) Nemoto;
– Eutrema japonicum var. sachalinensis (Miyabe & T.Miyake) Nemoto;
– Eutrema okinosimense Taken.;
– Eutrema wasabi (Siebold) Maxim.;
– Eutrema wasabi f. terrestris Makino;
– Eutrema wasabi var. sachalinensis Miyabe & T.Miyake;
– Lunaria japonica Miq.;
– Wasabia japonica (Miq.) Matsum.;
– Wasabia okinosimensis (Taken.) Hatus.;
– Wasabia pungens Matsum.;
– Wasabia tenue var. okinosimense (Taken.) Kitam.;
– Wasabia wasabi (Siebold) Makino.

Etimología –
El término Eutrema es de origen incierto.
El epíteto específico japonicum está relacionado con su origen japonés.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Eutrema japonicum es una planta de origen japonés que, en su estado natural, crece espontáneamente cerca de los ríos en las zonas frías de Japón, como en las montañas o en los valles de gran altitud.
Es una planta muy extendida y cultivada, así como en Japón, en algunas zonas de Asia.
Su hábitat es el de lugares húmedos ya lo largo de cursos de agua, tanto en los llanos como en las montañas.

Descripción –
Wasabi es una planta herbácea semiacuática que puede alcanzar una altura de 0,30 metros.
Las raíces tienen poco más de un cm de grosor y hasta 18 cm de largo.
Las hojas, que se ramifican en largos tallos desde el nivel del cuello, son de forma ovada redondeada, de color verde intenso y con nervaduras bien visibles.
Las flores son pequeñas, compuestas de 4 pétalos y se separan formando una corola dialipetala. También hay 4 sépalos. Tiene 6 estambres, 4 de los cuales se cruzan como los pétalos y 2 externos más cortos.
El ovario es superior y bicarpelar.
El fruto es una siliqua seca y dehiscente.

Cultivo –
Eutrema japonicum es una planta perenne que se cultiva o cosecha en la naturaleza para uso local como alimento y medicina.
La planta es originaria de Japón, donde crece de forma silvestre a lo largo de los arroyos protegida por grandes árboles que proporcionan abundante sombra.
La planta se puede cultivar siempre que el suelo esté lo suficientemente húmedo o en aguas poco profundas y con sombra.
Las plantas crecen con temperaturas templadas siempre que no superen unos 27°C.
Las raíces de esta planta se aprovechan, por su picante, y las de mejor calidad se obtienen de plantas que crecen en semisombra en aguas claras y corrientes de manantial a una temperatura entre 11 – 14 °C.
Esta especie se cultiva en el este de Asia por su raíz comestible que se usa de la misma manera que el rábano picante.
Los dos cultivares más comunes en el mercado son E. japonicum var. Daruma y var. Mazuma pero muchos otros son cultivados.
La propagación se produce por semilla. La siembra debe hacerse en primavera cuidando de mantener la tierra húmeda.
El trasplante debe realizarse cuando las plántulas hayan alcanzado un tamaño manejable en el período comprendido entre finales de primavera y principios de verano.
También puede multiplicarse por división en primavera cuando la planta está en vegetación.
Las divisiones más grandes se pueden trasplantar directamente al campo abierto.

Costumbres y tradiciones –
Eutrema japonicum es una planta de cuyos rizomas se obtiene el wasabi, sin embargo todas las partes de la planta son comestibles, por lo que tanto las hojas como las flores se pueden comer mientras se espera que se desarrolle el rizoma para ser cosechado alrededor de los 18 meses.
Los rizomas carnosos se rallan finamente y se preparan en una atractiva pasta verde fresca que se ha utilizado ampliamente como condimento en Japón durante más de mil años.
Se obtiene una salsa, precisamente de wasabi (山葵), de consistencia pastosa, tanto que se distribuye en el mercado en tubos parecidos a los de la pasta de dientes.
Se utilizan tanto las hojas como el rizoma de la planta: las primeras se secan y se añaden a los platos como condimento; el segundo, un brote perenne de la planta que a menudo se confunde con la raíz, se usa para preparar la famosa salsa verde, con un picante profundo y audaz.
Sin embargo, también se pueden utilizar rizomas de otras especies como Cardamine pseudowasabi en la preparación de wasabi.
De hecho, dado su alto costo, el wasabi a menudo se presta a falsificaciones. En Japón, el wasabi real se llama hon-wasabi (本 山葵), que significa “wasabi original”.
Wasabi también recibe el sobrenombre de namida, que significa “lágrimas”, porque si se usa en cantidades excesivas puede causar lágrimas. A diferencia de la guindilla, cuyo efecto actúa principalmente en la boca, el wasabi estimula fuertemente la mucosa nasal y una picadura en la que hay una sobredosis de wasabi puede provocar un dolor que lleva al lagrimeo. Sin embargo, el dolor es de corta duración y no persiste como el de los pimientos picantes. Se dice que tiene una función antibacteriana y digestiva que lo haría indispensable al comer pescado crudo.
Según el trabajo de un grupo de investigadores de la Facultad de Medicina de la Universidad de Florencia, publicado por la revista estadounidense Proceedings of the national academy of sciences (Pnas), el consumo regular de wasabi sería capaz de elevar el umbral de percepción del dolor. , gracias al efecto del receptor de wasabi (Trpa1).
Desde el punto de vista bioquímico, las hojas contienen alrededor de 6,1% de proteínas, 0,2% de grasas, 22,3% de carbohidratos, 1,3% de cenizas.
Las moléculas que también le dan al wasabi su inconfundible aroma son los isotiocianatos, entre ellos: isotiocianato de 6-metiltiohexilo, isotiocianato de 7-metiltioeptilo y isotiocianato de 8-metiltioctilo.
Entre los otros usos de esta planta cabe recordar que las hojas de Eutrema japonicum se utilizan secas como aromatizante para aromatizar ensaladas, quesos o simplemente pan. De la misma planta también se obtienen un vino y un licor fuerte vendidos en Japón por las tiendas especializadas locales.
En los restaurantes baratos de estilo japonés, así como en los supermercados y mercados, casi siempre hay pastas similares al wasabi, de hecho un sustituto: las más frecuentes están hechas con polvo de rábano picante coloreado, a menudo con microalga Spirulina.

Método de preparación –
Los rizomas carnosos se rallan finamente y se preparan en una atractiva pasta verde fresca que se usa ampliamente como condimento en Japón. Esta pasta tiene un notable picante que, cuando está fresca, se deteriora rápidamente una vez que se corta la raíz. Las raíces de las plantas de 15 a 24 meses de edad son las mejores.
Puedes utilizar las hojas, flores y pecíolos de esta planta, cocidos.
Las hojas, las flores, los tallos de las hojas y el rizoma recién cortado se sumergen en agua con sal y luego se mezclan con posos de saki para hacer un popular encurtido japonés llamado ‘wasabi-zuke’.
Wasabi está disponible en forma de pasta y polvo. Wasabi pierde su aroma cuando se seca, por lo que los polvos de wasabi no retienen su aroma. El rábano picante, junto con otras especias, se suele añadir al wasabi real para reproducir el olor típico del producto fresco que se pierde con el secado.
La pasta de wasabi se suele utilizar para acompañar pescado crudo y, en particular, sushi y sashimi, a veces disuelta en salsa de soja. En el sushi se reparte una pequeña cantidad entre el pescado y el arroz; en sashimi se disuelve en salsa de soja, en la que luego se sumerge el pescado crudo.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/84486999/original.jpeg

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