Diaphorina citri

Diaphorina citri

La Psillide asiatica degli agrumi (Diaphorina citri Kuwayama, 1908) è un insetto appartenente alla famiglia dei Liviidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Ramo Bilateria,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Exopterygota,
Subcoorte Neoptera,
Superordine Paraneoptera,
Sezione Rhynchotoidea,
Ordine Rhynchota,
Sottordine Homoptera,
Sezione Sternorrhyncha,
Superfamiglia Psylloidea,
Famiglia Liviidae,
Sottofamiglia Euphyllurinae,
Genere Diaphorina,
Specie D. citri.
Sono sinonimi i termini:
– Dysphoria citri Kuwayama, 1908;
– Euphalerus citri (Kuwayama, 1908).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Psillide asiatica degli agrumi è un insetto originario dell’Asia ma che in seguito si è diffuso in atre parti del mondo; è presente in Medio Oriente, America meridionale e centrale, Messico e Caraibi e di recente arrivata anche nel bacino del Mediterraneo.
Negli Stati Uniti, la psillide è stata rilevata per la prima volta in Florida nel 1998 da dove si è diffusa in vari Stati federati ed in queste aree sono state adottate regole di lotta e quarantena.

Morfologia –
La Diaphorina citri adulta è un insetto lungo circa quattro millimetri con un corpo fulvo e screziato marrone e una testa marrone chiaro.
Il corpo è ricoperto da una secrezione biancastra e cerosa che lo fa sembrare polveroso. Le ali anteriori sono più larghe nella parte posteriore e hanno un bordo scuro attorno alla periferia con uno spazio pallido vicino all’apice.
Le antenne sono marrone chiaro con punte nere.
La si riconosce perché in genere adotta una postura a testa in giù e coda in su mentre aspira la linfa.
La ninfa di questo insetto ha cinque mute ed è di colore giallo-arancio e non presenta macchie addominali. I cuscinetti alari sono prominenti, specialmente negli stadi successivi.
Le uova si riconoscono perché sono lunghe circa 0,3 millimetri, a forma di mandorla, più spesse alla base e si assottigliano verso l’alto. All’inizio sono di colore pallido ma diventano gialle e successivamente arancioni prima che si schiudano. L’asse lungo è posizionato verticalmente rispetto alla superficie della foglia.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il ciclo biologico della Diaphorina citri inizia con la deposizione delle uova; la deposzione avviene sulle punte dei germogli in crescita, nel punto di apertura delle foglie.
In genere una femmina può deporre fino a 800 uova durante la sua vita, che possono durare diversi mesi.
L’intero ciclo di sviluppo questo insetto dura da due a sette settimane a seconda della temperatura e del periodo dell’anno.
Le ninfe di questo insetto vivono su nuovi germogli di alberi di agrumi. Mentre si nutrono, succhiando la linfa, producono una tossina che fa morire o contorcersi le punte delle piante, impedendo alle foglie di espandersi normalmente. Tuttavia, il danno diretto dell’alimentazione da parte di questo insetto è considerato minore rispetto al ruolo svolto come vettore dell’Huanglongbing (HLB), definita anche citrus greening, che è una malattia batterica mortale per gli alberi di agrumi. Già presente in quasi tutte le regioni produttrici, l’HLB sta ora minacciando il bacino del Mediterraneo con l’arrivo della psillide.

Ruolo Ecologico –
La Diaphorina citri è un insetto emittero che succhia la linfa della famiglia degli agrumi.
È uno dei due vettori confermati della malattia dell’inverdimento degli agrumi ed un areale di distribuzione sempre più ampio nelle aree di coltivazione degli agrumi.
L’alimentazione di questo insetto può essere vettore di batteri che causano una delle malattie più devastanti degli agrumi, appunto la malattia dell’inverdimento degli agrumi. Gli alberi colpiti producono piccoli frutti asimmetrici, parzialmente verdi e invendibili a causa della loro scarsa dimensione e qualità. Inoltre esistono prove di laboratorio che indicano che può anche trasmettere un’altra grave malattia degli agrumi causata dal Citrus tristeza virus (CTV) che è un virus appartenente al genere Closterovirus, che causa la patologia chiamata tristezza degli agrumi.
La Diaphorina citri ha una serie di nemici naturali tra cui sirfidi, diverse specie di coccinelle, un certo numero di specie di vespe parassitarie ed altri insetti. Una di queste vespe, la Tamarixia radiata, si è dimostrata molto efficace nel controllare il parassita ed è stata rilasciata con successo e si è affermata in numerose aree di coltivazione di agrumi, come in Florida.
Anche la vespa Brachygastra è un parassitoide della D. citri ed il ruolo delle coccinelle può svolgere un importante contenimento dell’insetto.
Anche se gli adulti e le ninfe della psillide possono essere controllati mediante l’uso di un’ampia gamma di insetticidi si sottolinea come la malattia dell’inverdimento degli agrumi può essere controllata al meglio attraverso una strategia integrata che prevede l’uso di materiale vegetale sano, il controllo dei vettori e la pronta rimozione di alberi e rami infetti.
Inoltre l’uso di insetticidi va ad alterare pesantemente l’entomofauna utile, il rapporto delle biocenosi, ed altri sistemi ecologici come l’avifauna e via di seguito.
Di recente la ricerca si è concentrata, inoltre, sulla comprensione dei vari segnali sensoriali che la Diaphorina citri usa per localizzare la sua pianta ospite. La comprensione del comportamento dell’insetto può portare a metodi migliori per il suo controllo. Uno studio ha dimostrato che la percezione delle lunghezze d’onda ultraviolette riflesse aumentava l’attrazione verso una trappola gialla. I tentativi di dimostrare l’attrazione della psillide per gli odori volatili (dispersi nell’aria) non sono riusciti a produrre un attrattivo efficace. Sembra che questo minuscolo insetto sia attratto dal colore (lunghezza d’onda gialla e UV) e decida di rimanere e nutrirsi di una particolare pianta solo dopo essersi posato su una foglia e averla assaporata sondando con il suo apparato boccale. Piccole molecole come l’acido formico e l’acido acetico stimolano l’attività di sondaggio. Queste sostanze possono essere utilizzate in trappole nuove e innovative o altri dispositivi.
Ulteriori ricerche hanno appurato che la distribuzione spaziale delle uova e delle ninfe è il risultato dei modelli di movimento delle femmine gravide in risposta ai siti di deposizione delle uova. Gli indici di dispersione sono stati utilizzati per confermare il modello di distribuzione aggregato o contagioso della popolazione di D. citri all’interno dell’albero e potrebbero essere espressi dalla distribuzione binomiale negativa. Test misurabili hanno mostrato che le distribuzioni di uova e ninfe nelle popolazioni di psillidi presenti in natura erano altamente aggregate, a seguito di migrazioni inizialmente aggregate di adulti e di una dispersione contagiosa di adulti all’interno degli alberi con l’aumento della densità di popolazione.
Si è visto, inoltre, che l’aumento della densità di popolazione nei campi sottoposti a controllo ha comportato una maggiore dispersione della popolazione ed è stata la conseguenza della dispersione delle femmine e della loro selezione dei siti di deposizione delle uova. Poiché l’aumento esponenziale della dispersione può essere previsto per mezzo della densità di popolazione degli stadi immaturi, è stato sviluppato un piano di campionamento dalla relazione tra il comportamento di dispersione e la densità di popolazione piuttosto che dalla relazione tra danno economico e densità di popolazione.
Al di la dell’evolversi delle tecniche di distribuzione statistica e della dinamica dell’insetto appare evidente che il contenimento di questo insetto debba tenere conto di pratiche agronomiche e, soprattutto, agroecologiche con diminuzione delle specializzazioni colturali, aumenta della biodiversità specifica ed intraspecifica (usando, a tal proposito, in fase d’impianto, un maggior numero di varietà autoctone) e facendo ricorso anche a consociazioni, ecc.
L’uso ulteriore di insetticidi o altri presidi sanitari può comportare un ulteriore aggravarsi dello status ecologico di interi comprensori con pericoloso collasso dei già delicati equilibri naturali.
In tal senso bisogna avvalersi di tecnici specializzati in lotta biologica e competenti nel settore dell’agroeoclogia.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Pollini A., 2002. Manuale di entomologia applicata. Edagricole, Bologna.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/5441533/original.jpg



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.