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Carum ajowan

L’ ajowan (Carum ajowan Benth. & Hook.f.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Apiales,
Famiglia Apiaceae,
Sottofamiglia Apioideae,
Genere Carum,
Specie C. ajowan.
È basionimo il termine:
– Trachyspermum ammi (L.) Sprague ex Turrill.
Sono sinonimi i termini:
– Ammi copticum L.;
– Ammi glaucifolium Blanco;
– Ammios muricata Moench;
– Apium ammi (L.) Urb.;
– Athamanta ajowan Wall.;
– Bunium copticum (L.) Spreng.;
– Carum ajowan Benth. & Hook.f.;
– Carum aromaticum Druce;
– Carum copticum (L.) Benth. & Hook.f. Ex C.B.Clarke;
– Cyclospermum ammi (L.) Lag.;
– Daucus anisodorus Blanco;
– Daucus copticus (L.) Lam.;
– Daucus copticus (L.) Pers.;
– Helosciadium ammi (L.) Britton;
– Helosciadium ammi (L.) Oken;
– Ligusticum ajawain Roxb. ex Fleming;
– Ligusticum ajawain Spreng.;
– Ptychotis ajowan DC.;
– Ptychotis coptica (L.) DC.;
– Selinum copticum E.H.L.Krause;
– Seseli foeniculifolium Poir.;
– Sison ammi L.;
– Trachyspermum copticum (L.) Link..

Etimologia –
Il termine Carum è di etimologia controversa: secondo alcuni autori, da κάρον cáron nome greco del Carum carvi in Dioscoride; per altri dal greco κάρυον cáryon ogni frutto con il guscio duro, legnoso; secondo Plinio deriverebbe dal paese di origine, in Asia Minore, Κᾱρία Carίa in greco e Caria in latino.
L’epiteto specifico ajowan è un termine derivato dall’hindi अजवाइन (ajvāin).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Carum ajowan è una pianta erbacea annuale originaria del Medio Oriente, in un territorio tra la Persia e l’India e, probabilmente, anche l’Egitto, da cui si è diffusa in altre regioni ed è attualmente coltivata e utilizzata nel subcontinente indiano ed Asia meridionale, ma anche in Iran, India, Pakistan, Egitto e in Afghanistan e, comunque presente dall’Europa all’Asia orientale e nell’Himalaya. Gujarat e Rajasthan sono regioni dell’India ben note per la coltivazione di questa pianta.
Il suo habitat è quello dei sufficienti umidi per la sua germinazione ma comunque nelle regioni aride e subaride e subtropicali, ad altitudini dal livello del mare fino a 2.200 metri.

Descrizione –
L’Ajowan è un’erba annuale eretta, aromatica e ramificata, che cresce tra 60 e 160 cm di altezza.
Il fusto è striato ed i fiori, di colore bianco sono raccolti in infiorescenze.
I fiori sono piccoli, pentameri, a simmetria raggiata, e sono costituiti quindi da 5 petali e 5 sepali ridotti, l’androceo è formato da 5 stami, l’ovario è infero formato da due carpelli. L’ovario porta due stili che si allargano alla base in un disco nettarifero.
I frutti, secchi, sono dei diacheni che si scindono in due a maturità, ogni parte contenente un seme; sono piccoli e di colore bruno-grigiastro.

Coltivazione –
Il Carum ajowan è una pianta che in natura tende a crescere in regioni aride o sub aride.
La pianta è spesso coltivata, soprattutto nell’Asia meridionale, per il suo seme che viene utilizzato come spezia ma ha anche una vasta gamma di applicazioni medicinali.
L’Ajowan può essere coltivato nelle zone tropicali e subtropicali ad altitudini dal livello del mare fino a 2.200 metri. Cresce meglio nelle aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese tra 16 e 24 °C, ma può tollerare tra 10 e 30 °C. in generale preferisce una piovosità media annua nell’intervallo 800 – 1.000 mm, ma tollera 700 – 1.100 mm.
Per le migliori rese richiede un terreno umido in posizione soleggiata e, dal punto di vista pedologico, predilige terreni argillosi non troppo pesanti, ma può essere coltivato su tutti i tipi di terreno e preferisce un pH compreso tra 6,5 e 7,5, tollerando 6 – 8.
La fioritura inizia 2 – 4 mesi dopo la semina e i semi maturano 2 mesi dopo.
Circa il 70 – 80% del raccolto è impollinato in modo incrociato e l’impollinazione viene effettuata principalmente dalle api.
Poiché le piante sono ampiamente ramificate, la fioritura avviene in modo non uniforme, quindi i semi maturano in modo non uniforme, il che li rende difficili da raccogliere.
I semi vengono spesso raccolti prima che siano completamente maturi, per evitare perdite dovute alla frantumazione.
La qualità dell’olio essenziale di questi frutti è considerata uguale a quella dei frutti maturi.
In India, le rese dell’Ajowan coltivato tradizionalmente sono più elevate in condizioni di apporti di sola pioggia rispetto alle coltivazioni irrigue e ammontano a circa 225 kg/Ha di frutti. Le cultivar selezionate possono dare rese di 1,2 – 2,2 tonnellate/Ha e si sono raggiunte produzioni di oltre 8o kg/Ha di olio essenziale.
La propagazione avviene per seme. La germinazione richiede solitamente 10 – 15 giorni, anche se può richiedere fino a 1 mese.
Il clima fresco e nuvoloso e la pioggia leggera dopo la semina sono importanti per l’insediamento della coltura.
Il seme viene spesso sparso in ragione di 2,3 – 3,5 kg per ettaro, o anche in consociazione con colture di cereali o altre Apiaceae.
Il seme deve essere ricoperto da un sottile strato di terriccio per una buona germinazione e per evitare che il sole ed il caldo ne compromettano la germinazione.
È difficile ottenere un buon seme, poiché molti frutti in vendita sul mercato sono vuoti.

Usi e Tradizioni –
Il Carum ajowan, conosciuto anche col sinonimo di Trachyspermum ammi, prende vari nomi tra cui: ajwain, ajowan ma anche carom, Ethiopian cumin, wild parsley e bishop’s weed, in Inglese ed altri numerosi nomi in altri linguaggi, tra cui: netch (white) azmad (Amharic), kamun al-mulaki, taleb el koub (Arabic), joni-gutti (Assamese), jowan, yamani (Bengali), yan-jhon-wuihheung (Cantonese), nanava (Farsi), ajowan (tedesco, francese e italiano), ayamo, yavan (gujarati), ajwain, carom omum (hindi), ajamoda, oma (kannada), ayowan (coreano), ajowan (giapponese e spagnolo), ayamodakam (malese), yin-dou-zeng-hui-xiang (mandarino ), javano (nepalese), oregano-semente, ajowan (portoghese), ajavain (punjabi), assamodum (singalese), omam (tamil), omu (Telegu), chilan (thailandese) e misir anason (turco).
Sia le foglie che il frutto, simile a un seme, della pianta vengono consumati dall’uomo. Il “seme” (cioè il frutto) è spesso confuso con il “seme” di levistico.
I piccoli frutti di Ajwain hanno un sapore amaro e piccante, con un sapore simile all’anice e all’origano. Odorano quasi esattamente come il timo perché contengono anche timolo, ma hanno un sapore più aromatico e meno sottile, oltre ad essere un po’ amari e pungenti. Anche un piccolo numero di frutti tende a dominare il sapore di un piatto.
Questa pianta trova impiego sia in campo alimentare che medicinale.
I frutti sono ampiamente utilizzati, soprattutto in India, nel Mediterraneo e in Etiopia, come condimento in piatti salati, tra cui curry, legumi, pane e snack di pasticceria.
Il frutto viene solitamente essiccato, quindi tostato e ridotto in polvere.
Dalla pianta intera e dal seme si può estrarre un olio essenziale che è più dolce dell’olio di timo ed usato come aroma.
Nell’uso medicinale si utilizzano sia i semi che l’olio essenziale.
Il seme di Ajowan, e l’olio essenziale che contiene, ha una lunga storia di uso medicinale in tutto il suo areale e la pianta viene spesso coltivata in altre aree.
In India l’olio essenziale è conosciuto come ‘olio di ajowan’, ed entra nella Farmacopea indiana.
Sono state effettuate notevoli ricerche sulle proprietà medicinali della pianta, ed in particolare sull’olio essenziale di timolo che contiene.
Il timolo, il principale costituente dell’olio essenziale, è fortemente antisettico, mentre l’intero olio essenziale del seme mostra una forte attività antibatterica contro molti batteri gram-positivi e gram-negativi. Ha anche mostrato un’attività antimicotica a lungo termine contro una serie di funghi presenti nel suolo e nei magazzini.
Il timolo ha anche mostrato significativi effetti molluschicidi, nematodicidi e larvicidi.
L’olio essenziale ha dimostrato di avere attività vasodilatatrice e ipotensiva, producendo una riduzione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca; inoltre, ha mostrato un’efficace attività antiossidante.
In generale quindi il seme, e soprattutto l’olio essenziale contenuto nel seme, sono fortemente antisettici, antispasmodici, aromatici, amari, carminativi, diaforetici, digestivi, diuretici, espettoranti e tonici.
Viene impiegato internamente nel trattamento di raffreddori, tosse, influenza, asma, diarrea, colera, coliche, indigestione, vento, edema, artrite e reumatismi.
L’olio essenziale è considerato fortemente antisettico e viene utilizzato per rimuovere i parassiti interni.
Il seme viene raccolto quando è completamente maturo e distillato per l’olio essenziale o essiccato per un uso successivo.
Il seme contiene circa il 4 – 6% di olio essenziale, di cui il 45 – 55% è l’olio essenziale fortemente antisettico costituito da timolo.
L’olio essenziale viene aggiunto anche ai medicinali per la tosse.
La radice è carminativa e diuretica.
Tra gli altri usi si ricorda che l’olio essenziale viene aggiunto ai derivati epossidici.
È usato in medicina e nei profumi. L’olio essenziale è un potente inibitore della germinazione delle patate conservate a temperatura ambiente.
Dal seme si ottiene un olio semiessiccante che viene utilizzato per scopi tecnici.
Tra gli effetti collaterali si sottolinea che l donne in gravidanza non dovrebbero usare l’ ajowan a causa dei potenziali effetti negativi sullo sviluppo fetale e il suo uso è sconsigliato durante l’allattamento. Inoltre in elevate quantità assunta per via orale, questa pianta è considerata tossica e può provocare avvelenamento mortale.
L’idrodistillazione dei frutti di Carum ajowan produce un olio essenziale costituito principalmente da timolo, gamma-terpinene, p-cimene e più di 20 composti in traccia che sono prevalentemente terpenoidi.

Modalità di Preparazione –
I frutti di Carum ajowan sono ampiamente utilizzati, soprattutto in India, nel Mediterraneo e in Etiopia, come condimento in piatti salati, tra cui curry, legumi, pane e snack di pasticceria.
Il frutto viene solitamente essiccato, quindi tostato e ridotto in polvere prima di essere usato come spezia.
Dalla pianta intera e dal seme, come detto, si può estrarre un olio essenziale usato come aroma.
I frutti vengono consumati raramente crudi; sono comunemente arrostiti a secco o fritti nel burro chiarificato. Ciò consente alla spezia di sviluppare un aroma più sottile e complesso. È ampiamente utilizzato nella cucina del subcontinente indiano, spesso come parte di un chaunk (detto anche tarka), una miscela di spezie – a volte con un po’ di aglio o cipolla tritati – fritta in olio o burro chiarificato, che serve per insaporire un piatto a fine cottura. È anche un ingrediente importante per la fitoterapia che viene praticata lì. In Afghanistan, i frutti vengono cosparsi su pane e biscotti.
Altre applicazioni dell’ajwain includono l’incorporazione dei semi in tipi specifici di pane, come naan e parathas. I semi possono anche essere usati come rinfrescanti per la bocca se mescolati con succo di limone e pepe nero e poi asciugati. Oppure, i semi possono essere semplicemente usati come ingrediente nel tè caldo.
Talvolta è utilizzato come ingrediente della miscela di spezie chiamata berberé. Cotto con i fagioli, oltre a insaporirli, riduce gli effetti flatulenti da questi causati.
Tra le spezie che si ottengono con questa pianta ricordiamo il Radhuni, ricavato dai frutti del Carum roxburghianum, equivalente in sapore all’ajowan, usata esclusivamente in India, Indonesia e nel sud est asiatico.
Per uso farmacologico ci sono ancora poche prove cliniche di alta qualità che ajwain abbia proprietà anti-malattie negli esseri umani; tuttavia è venduto come integratore alimentare in capsule, liquidi o polveri.
Un estratto della pianta viene prodotto come farmaco da prescrizione chiamato methoxsalen (Uvadex, 8-Mop, Oxsoralen) fornito come crema per la pelle o capsula orale per il trattamento della psoriasi, della ripigmentazione della vitiligine o dei disturbi della pelle del linfoma cutaneo. Poiché il methoxsalen ha numerose interazioni con farmaci specifici per la malattia, deve essere prescritto solo da medici esperti.
È tradizionalmente conosciuto come digestivo e antisettico.
Infine si evidenzia come l’Ajwain è usato nelle pratiche di medicina tradizionale, come l’Ayurveda, nelle miscele di erbe nella convinzione che possa trattare vari disturbi. Non ci sono ancora prove che l’uso orale di ajwain nelle miscele di erbe sia efficace o sicuro.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Carum ajowan

Ajowan (Carum ajowan Benth. & Hook.f.) is a herbaceous species belonging to the Apiaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Asteridae,
Order Apiales,
Apiaceae family,
Subfamily Apioideae,
Genus Carum,
C. ajowan species.
Basionimo is the term:
– Trachyspermum ammi (L.) Sprague ex Turrill.
The terms are synonymous:
– Ammi copticum L.;
– Ammi glaucifolium Blanco;
– Ammios muricata Moench;
– Apium ammi (L.) Urb.;
– Athamanta ajowan Wall.;
– Bunium copticum (L.) Spreng.;
– Carum ajowan Benth. & Hook.f.;
– Carum aromaticum Druce;
– Carum copticum (L.) Benth. & Hook.f. Ex C.B.Clarke;
– Cyclospermum ammi (L.) Lag.;
– Daucus anisodorus Blanco;
– Daucus copticus (L.) Lam.;
– Daucus copticus (L.) Pers.;
– Helosciadium ammi (L.) Britton;
– Helosciadium ammi (L.) Oken;
– Ligusticum ajawain Roxb. ex Fleming;
– Ligusticum ajawain Spreng.;
– Ptychotis ajowan DC.;
– Ptychotis coptica (L.) DC.;
– Selinum copticum E.H.L.Krause;
– Seseli foeniculifolium Poir.;
– Sison ammi L.;
– Trachyspermum copticum (L.) Link..

Etymology –
The term Carum is of controversial etymology: according to some authors, from κάρον cáron Greek name of Carum carvi in ​​Dioscorides; for others from the Greek κάρυον cáryon every fruit with a hard, woody shell; according to Pliny it would derive from the country of origin, in Asia Minor, Κᾱρία Carίa in Greek and Caria in Latin.
The specific epithet ajowan is a term derived from the Hindi अजवाइन (ajvāin).

Geographic Distribution and Habitat –
Carum ajowan is an annual herbaceous plant native to the Middle East, in a territory between Persia and India and, probably, also Egypt, from which it spread to other regions and is currently cultivated and used in the Indian subcontinent and South Asia, but also in Iran, India, Pakistan, Egypt and Afghanistan and, in any case, present from Europe to East Asia and the Himalayas. Gujarat and Rajasthan are regions of India well known for growing this plant.
Its habitat is that of humid enough for its germination but in any case in arid and subarid and subtropical regions, at altitudes from sea level up to 2,200 meters.

Description –
Ajowan is an upright, aromatic, branching annual herb that grows between 60 and 160cm tall.
The stem is streaked and the white flowers are collected in inflorescences.
The flowers are small, pentamers, with radiated symmetry, and therefore consist of 5 petals and 5 reduced sepals, the androecium is formed by 5 stamens, the ovary is inferior formed by two carpels. The ovary bears two styles which widen at the base in a nectarous disk.
The dried fruits are diachenes which split in two when ripe, each part containing a seed; they are small and grayish-brown in color.

Cultivation –
Carum ajowan is a plant that naturally tends to grow in arid or sub arid regions.
The plant is often cultivated, especially in South Asia, for its seed which is used as a spice but also has a wide range of medicinal applications.
Ajowan can be grown in tropical and subtropical areas at altitudes from sea level up to 2,200 meters. It grows best in areas where annual daytime temperatures are between 16 and 24 ° C, but can tolerate between 10 and 30 ° C. in general it prefers an average annual rainfall in the range 800 – 1,000 mm, but tolerates 700 – 1,100 mm.
For the best yields it requires a moist soil in a sunny position and, from a pedological point of view, it prefers clay soils that are not too heavy, but it can be grown on all types of soil and prefers a pH between 6.5 and 7.5. tolerating 6 – 8.
Flowering begins 2 – 4 months after sowing and the seeds ripen 2 months later.
About 70 – 80% of the crop is cross pollinated and pollination is done mainly by bees.
Since the plants are widely branched, flowering occurs unevenly, so the seeds ripen unevenly, which makes them difficult to harvest.
The seeds are often harvested before they are fully ripe, to avoid losses due to crushing.
The quality of the essential oil of these fruits is considered equal to that of ripe fruits.
In India, traditionally grown Ajowan yields are higher in rain-only conditions than in irrigated crops and amount to about 225 kg / Ha of fruit. The selected cultivars can give yields of 1.2 – 2.2 tons / Ha and productions of over 8o kg / Ha of essential oil have been reached.
Propagation occurs by seed. Germination usually takes 10 – 15 days, although it can take up to 1 month.
Cool, cloudy weather and light rain after sowing are important for the establishment of the crop.
The seed is often spread at a rate of 2.3 – 3.5 kg per hectare, or even in intercropping with cereal crops or other Apiaceae.
The seed must be covered with a thin layer of soil for good germination and to prevent the sun and heat from compromising germination.
It is difficult to get a good seed, as many fruits for sale in the market are empty.

Customs and Traditions –
Carum ajowan, also known by the synonym of Trachyspermum ammi, takes various names including: ajwain, ajowan but also carom, Ethiopian cumin, wild parsley and bishop’s weed, in English and many other names in other languages, including: netch (white ) azmad (Amharic), kamun al-mulaki, taleb el koub (Arabic), joni-gutti (Assamese), jowan, yamani (Bengali), yan-jhon-wuihheung (Cantonese), nanava (Farsi), ajowan (German, French and Italian), ayamo, yavan (Gujarati), ajwain, carom omum (Hindi), ajamoda, oma (kannada), ayowan (Korean), ajowan (Japanese and Spanish), ayamodakam (Malay), yin-dou-zeng- hui-xiang (Mandarin), java (Nepalese), oregano-semente, ajowan (Portuguese), ajavain (Punjabi), assamodum (Sinhala), omam (Tamil), omu (Telegu), chilan (Thai) and misir anason (Turkish ).
Both the leaves and the seed-like fruit of the plant are consumed by humans. The “seed” (ie the fruit) is often confused with the “seed” of lovage.
The small fruits of Ajwain have a bitter and spicy flavor, with a flavor similar to anise and oregano. They smell almost exactly like thyme because they also contain thymol, but they taste more aromatic and less subtle, as well as being a little bitter and pungent. Even a small number of fruits tend to dominate the flavor of a dish.
This plant is used both in food and medicine.
The fruits are widely used, especially in India, the Mediterranean and Ethiopia, as a condiment in savory dishes, including curries, legumes, bread and pastry snacks.
The fruit is usually dried, then toasted and ground into a powder.
From the whole plant and from the seed, an essential oil can be extracted which is sweeter than thyme oil and used as a flavoring.
In medicinal use, both seeds and essential oil are used.
Ajowan seed, and the essential oil it contains, has a long history of medicinal use throughout its range and the plant is often grown in other areas.
In India the essential oil is known as ‘ajowan oil’, and is included in the Indian Pharmacopoeia.
Considerable research has been carried out on the medicinal properties of the plant, and in particular on the essential oil of thymol it contains.
Thymol, the main constituent of the essential oil, is strongly antiseptic, while the whole essential oil of the seed exhibits strong antibacterial activity against many gram-positive and gram-negative bacteria. It also showed long-term antifungal activity against a range of soil and storage fungi.
Thymol also showed significant molluscicidal, nematodicidal and larvicidal effects.
The essential oil has been shown to have vasodilating and hypotensive activity, producing a reduction in blood pressure and heart rate; moreover, it showed effective antioxidant activity.
In general, therefore, the seed, and especially the essential oil contained in the seed, are strongly antiseptic, antispasmodic, aromatic, bitter, carminative, diaphoretic, digestive, diuretic, expectorant and tonic.
It is used internally in the treatment of colds, coughs, flu, asthma, diarrhea, cholera, colic, indigestion, wind, edema, arthritis and rheumatism.
Essential oil is considered strongly antiseptic and is used to remove internal parasites.
The seed is harvested when fully ripe and distilled for essential oil or dried for later use.
The seed contains about 4 – 6% of essential oil, of which 45 – 55% is the highly antiseptic essential oil consisting of thymol.
Essential oil is also added to cough medicines.
The root is carminative and diuretic.
Among other uses, it should be remembered that the essential oil is added to epoxy derivatives.
It is used in medicine and in perfumes. Essential oil is a potent germination inhibitor of potatoes stored at room temperature.
A semi-drying oil is obtained from the seed which is used for technical purposes.
Among the side effects, it is emphasized that pregnant women should not use ajowan due to the potential negative effects on fetal development and its use is not recommended during breastfeeding. Also in high quantities taken orally, this plant is considered toxic and can cause fatal poisoning.
Hydrodistillation of Carum ajowan fruits produces an essential oil consisting mainly of thymol, gamma-terpinene, p-cymene and more than 20 trace compounds which are predominantly terpenoids.

Preparation Method –
Carum ajowan fruits are widely used, especially in India, the Mediterranean and Ethiopia, as a condiment in savory dishes, including curries, legumes, breads and pastry snacks.
The fruit is usually dried, then toasted and ground into a powder before being used as a spice.
From the whole plant and from the seed, as mentioned, it is possible to extract an essential oil used as an aroma.
The fruits are rarely eaten raw; they are commonly dry roasted or fried in clarified butter. This allows the spice to develop a more subtle and complex aroma. It is used extensively in Indian subcontinent cooking, often as part of a chaunk (also called tarka), a blend of spices – sometimes with a little minced garlic or onion – fried in oil or ghee, which serves to flavor a dish at the end of cooking. It is also an important ingredient in the herbal medicine that is practiced there. In Afghanistan, the fruit is sprinkled on bread and biscuits.
Other applications of ajwain include incorporating the seeds into specific types of bread, such as naan and parathas. The seeds can also be used as a mouth freshener when mixed with lemon juice and black pepper and then dried. Or, the seeds can simply be used as an ingredient in hot tea.
It is sometimes used as an ingredient in the spice blend called berberé. Cooked with beans, in addition to flavoring them, reduces the flatulent effects caused by them.
Among the spices obtained with this plant we remember the Radhuni, obtained from the fruits of Carum roxburghianum, equivalent in flavor to Ajowan, used exclusively in India, Indonesia and Southeast Asia.
For pharmacological use there is still little high-quality clinical evidence that ajwain has anti-disease properties in humans; however it is sold as a dietary supplement in capsules, liquids or powders.
An extract of the plant is made as a prescription drug called methoxsalen (Uvadex, 8-Mop, Oxsoralen) supplied as a skin cream or oral capsule for the treatment of psoriasis, vitiligo re-pigmentation, or skin disorders of cutaneous lymphoma. Since methoxsalen has numerous interactions with disease-specific medications, it should only be prescribed by experienced doctors.
It is traditionally known as a digestive and antiseptic.
Finally, it is highlighted how Ajwain is used in traditional medicine practices, such as Ayurveda, in herbal blends in the belief that it can treat various ailments. There is still no evidence that the oral use of ajwain in herbal blends is effective or safe.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Carum ajowan

Ajowan (Carum ajowan Benth. & Hook.f.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Apiaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Subclase Asteridae,
Orden Apiales,
familia de las apiáceas,
Subfamilia Apioideae,
Género Carum,
especies de C. ajowan.
Basionimo es el término:
– Trachyspermum ammi (L.) Sprague ex Turrill.
Los términos son sinónimos:
– Ammi copticum L.;
– Ammi glaucifolium Blanco;
– Ammios muricata Moench;
– Apium ammi (L.) Urb.;
– Athamanta ajowan Wall.;
– Bunium copticum (L.) Spreng.;
– Carum ajowan Benth. & Hook.f.;
– Carum aromaticum Druce;
– Carum copticum (L.) Benth. & Hook.f. Ex C.B.Clarke;
– Cyclospermum ammi (L.) Lag.;
– Daucus anisodorus Blanco;
– Daucus copticus (L.) Lam.;
– Daucus copticus (L.) Pers.;
– Helosciadium ammi (L.) Britton;
– Helosciadium ammi (L.) Oken;
– Ligusticum ajawain Roxb. ex Fleming;
– Ligusticum ajawain Spreng.;
– Ptychotis ajowan DC.;
– Ptychotis coptica (L.) DC.;
– Selinum copticum E.H.L.Krause;
– Seseli foeniculifolium Poir.;
– Sison ammi L.;
– Trachyspermum copticum (L.) Link..

Etimología –
El término Carum es de etimología controvertida: según algunos autores, de κάρον cáron nombre griego de Carum carvi en Dioscórides; para otros, del griego κάρυον cáryon toda fruta con una cáscara dura y leñosa; según Plinio derivaría del país de origen, en Asia Menor, Κᾱρία Carίa en griego y Caria en latín.
El epíteto específico ajowan es un término derivado del hindi अजवाइन (ajvāin).

Distribución Geográfica y Hábitat –
Carum ajowan es una planta herbácea anual originaria de Oriente Medio, en un territorio entre Persia e India y, probablemente, también Egipto, desde donde se ha extendido a otras regiones y actualmente se cultiva y utiliza en el subcontinente indio y el sur de Asia, pero también en Irán, India, Pakistán, Egipto y Afganistán y, en todo caso, presentes desde Europa hasta el Este de Asia y el Himalaya. Gujarat y Rajasthan son regiones de la India conocidas por cultivar esta planta.
Su hábitat es el de bastante húmedo para su germinación pero en todo caso en regiones áridas y subáridas y subtropicales, en altitudes desde el nivel del mar hasta los 2.200 metros.

Descripción –
Ajowan es una hierba anual erguida, aromática y ramificada que crece entre 60 y 160 cm de altura.
El tallo es rayado y las flores blancas se recogen en inflorescencias.
Las flores son pequeñas, pentámeras, con simetría radiada, y por tanto constan de 5 pétalos y 5 sépalos reducidos, el androceo está formado por 5 estambres, el ovario es inferior formado por dos carpelos. El ovario tiene dos estilos que se ensanchan en la base en un disco nectaroso.
Los frutos secos son diachenes que se parten en dos cuando están maduros, conteniendo cada parte una semilla; son pequeños y de color marrón grisáceo.

Cultivo –
Carum ajowan es una planta que naturalmente tiende a crecer en regiones áridas o subáridas.
La planta se cultiva a menudo, especialmente en el sur de Asia, por su semilla, que se usa como especia pero también tiene una amplia gama de aplicaciones medicinales.
Ajowan se puede cultivar en áreas tropicales y subtropicales en altitudes desde el nivel del mar hasta los 2200 metros. Crece mejor en áreas donde las temperaturas diurnas anuales oscilan entre 16 y 24 °C, pero puede tolerar entre 10 y 30 °C. en general prefiere una precipitación media anual en el rango de 800 – 1000 mm, pero tolera 700 – 1100 mm.
Para obtener los mejores rendimientos, requiere un suelo húmedo en una posición soleada y, desde el punto de vista pedológico, prefiere suelos arcillosos que no sean demasiado pesados, pero se puede cultivar en todo tipo de suelo y prefiere un pH entre 6,5 y 7,5. tolerando 6 – 8.
La floración comienza de 2 a 4 meses después de la siembra y las semillas maduran 2 meses después.
Alrededor del 70 – 80% de la cosecha es de polinización cruzada y la polinización la realizan principalmente las abejas.
Dado que las plantas están muy ramificadas, la floración ocurre de manera desigual, por lo que las semillas maduran de manera desigual, lo que dificulta su cosecha.
Las semillas a menudo se cosechan antes de que estén completamente maduras, para evitar pérdidas por aplastamiento.
La calidad del aceite esencial de estos frutos se considera igual a la de los frutos maduros.
En India, los rendimientos de Ajowan cultivados tradicionalmente son más altos en condiciones de solo lluvia que en cultivos de regadío y ascienden a alrededor de 225 kg / Ha de fruta. Los cultivares seleccionados pueden dar rendimientos de 1,2 – 2,2 ton/Ha y se han alcanzado producciones superiores a los 8o kg/Ha de aceite esencial.
La propagación se produce por semilla. La germinación suele tardar entre 10 y 15 días, aunque puede tardar hasta 1 mes.
El clima fresco y nublado y la lluvia ligera después de la siembra son importantes para el establecimiento del cultivo.
La semilla a menudo se esparce a razón de 2,3 a 3,5 kg por hectárea, o incluso en cultivos intercalados con cultivos de cereales u otras Apiaceae.
La semilla debe cubrirse con una fina capa de tierra para una buena germinación y para evitar que el sol y el calor comprometan la germinación.
Es difícil obtener una buena semilla, ya que muchas frutas a la venta en el mercado están vacías.

Costumbres y tradiciones –
Carum ajowan, también conocido como sinónimo de Trachyspermum ammi, toma varios nombres, entre ellos: ajwain, ajowan pero también carambola, comino etíope, perejil silvestre y hierba del obispo, en inglés y muchos otros nombres en otros idiomas, entre ellos: netch (blanco) azmad (amárico), kamun al-mulaki, taleb el koub (árabe), joni-gutti (asamés), jowan, yamani (bengalí), yan-jhon-wuihheung (cantonés), nanava (farsi), ajowan (alemán, francés y italiano), ayamo, yavan (gujarati), ajwain, carom omum (hindi), ajamoda, oma (kannada), ayowan (coreano), ajowan (japonés y español), ayamodakam (malayo), yin-dou-zeng-hui- xiang (mandarín), java (nepalí), orégano-semente, ajowan (portugués), ajavain (punyabí), assamodum (cingalés), omam (tamil), omu (telegu), chilan (tailandés) y misir anason (turco).
Tanto las hojas como el fruto de la planta, similar a una semilla, son consumidos por los humanos. La “semilla” (es decir, el fruto) se confunde a menudo con la “semilla” del apio.
Los pequeños frutos de Ajwain tienen un sabor amargo y picante, con un sabor similar al anís y al orégano. Huelen casi exactamente como el tomillo porque también contienen timol, pero tienen un sabor más aromático y menos sutil, además de ser un poco amargo y picante. Incluso una pequeña cantidad de frutas tiende a dominar el sabor de un plato.
Esta planta se utiliza tanto en alimentos como en medicina.
Los frutos son muy utilizados, especialmente en la India, el Mediterráneo y Etiopía, como condimento en platos salados, como curry, legumbres, pan y bollería.
La fruta generalmente se seca, luego se tuesta y se muele hasta convertirla en polvo.
De la planta entera y de la semilla se puede extraer un aceite esencial que es más dulce que el aceite de tomillo y se utiliza como aromatizante.
En uso medicinal se utilizan tanto semillas como aceite esencial.
La semilla de Ajowan, y el aceite esencial que contiene, tiene una larga historia de uso medicinal en toda su área de distribución y la planta a menudo se cultiva en otras áreas.
En India, el aceite esencial se conoce como ‘aceite de ajowan’ y está incluido en la Farmacopea india.
Se han realizado numerosas investigaciones sobre las propiedades medicinales de la planta y, en particular, sobre el aceite esencial de timol que contiene.
El timol, el componente principal del aceite esencial, es fuertemente antiséptico, mientras que todo el aceite esencial de la semilla exhibe una fuerte actividad antibacteriana contra muchas bacterias grampositivas y gramnegativas. También mostró actividad antifúngica a largo plazo contra una variedad de hongos del suelo y de almacenamiento.
El timol también mostró efectos molusquicidas, nematocidas y larvicidas significativos.
El aceite esencial ha demostrado tener actividad vasodilatadora e hipotensora, produciendo una reducción de la presión arterial y del ritmo cardíaco; además, mostró una actividad antioxidante eficaz.
En general, por tanto, la semilla, y especialmente el aceite esencial contenido en la semilla, son fuertemente antisépticos, antiespasmódicos, aromáticos, amargos, carminativos, diaforéticos, digestivos, diuréticos, expectorantes y tónicos.
Se utiliza internamente en el tratamiento de resfriados, tos, gripe, asma, diarrea, cólera, cólicos, indigestión, gases, edemas, artritis y reumatismo.
El aceite esencial se considera fuertemente antiséptico y se usa para eliminar los parásitos internos.
La semilla se cosecha cuando está completamente madura y se destila para obtener aceite esencial o se seca para su uso posterior.
La semilla contiene alrededor de 4 a 6% de aceite esencial, de los cuales 45 a 55% es el aceite esencial altamente antiséptico que consiste en timol.
El aceite esencial también se agrega a los medicamentos para la tos.
La raíz es carminativa y diurética.
Entre otros usos, cabe recordar que el aceite esencial se añade a los derivados epoxi.
Se utiliza en medicina y en perfumería. El aceite esencial es un potente inhibidor de la germinación de las papas almacenadas a temperatura ambiente.
De la semilla se obtiene un aceite semiseco que se utiliza con fines técnicos.
Entre los efectos secundarios, se destaca que las mujeres embarazadas no deben usar ajowan debido a los posibles efectos negativos sobre el desarrollo fetal y no se recomienda su uso durante la lactancia. También en grandes cantidades por vía oral, esta planta se considera tóxica y puede provocar una intoxicación mortal.
La hidrodestilación de los frutos de Carum ajowan produce un aceite esencial que consiste principalmente en timol, gamma-terpineno, p-cimeno y más de 20 compuestos traza que son predominantemente terpenoides.

Método de preparación –
Los frutos de Carum ajowan se utilizan mucho, especialmente en la India, el Mediterráneo y Etiopía, como condimento en platos salados, como curry, legumbres, panes y aperitivos de repostería.
La fruta generalmente se seca, luego se tuesta y se muele en polvo antes de usarse como especia.
De la planta entera y de la semilla, como se mencionó, es posible extraer un aceite esencial utilizado como aroma.
Los frutos rara vez se comen crudos; comúnmente se asan en seco o se fríen en mantequilla clarificada. Esto permite que la especia desarrolle un aroma más sutil y complejo. Se usa mucho en la cocina del subcontinente indio, a menudo como parte de un chaunk (también llamado tarka), una mezcla de especias, a veces con un poco de ajo o cebolla picada, frita en aceite o manteca, que sirve para dar sabor a un plato al final. de cocinar También es un ingrediente importante en la medicina herbaria que allí se practica. En Afganistán, la fruta se rocía sobre pan y galletas.
Otras aplicaciones de ajwain incluyen incorporar las semillas en tipos específicos de pan, como naan y parathas. Las semillas también se pueden usar como refrescante bucal cuando se mezclan con jugo de limón y pimienta negra y luego se secan. O bien, las semillas se pueden usar simplemente como ingrediente en té caliente.
A veces se usa como ingrediente en la mezcla de especias llamada berberé. Cocido con habas, además de aromatizarlas, reduce los efectos flatulentos que provocan.
Entre las especias obtenidas con esta planta recordamos la Radhuni, obtenida a partir de los frutos de Carum roxburghianum, equivalente en sabor al Ajowan, utilizada exclusivamente en India, Indonesia y el sudeste asiático.
Para uso farmacológico, todavía hay poca evidencia clínica de alta calidad de que ajwain tenga propiedades contra enfermedades en humanos; sin embargo, se vende como suplemento dietético en cápsulas, líquidos o polvos.
Un extracto de la planta se produce como un medicamento recetado llamado metoxaleno (Uvadex, 8-Mop, Oxsoralen) que se suministra como crema para la piel o cápsula oral para el tratamiento de la psoriasis, la repigmentación del vitíligo o los trastornos cutáneos del linfoma cutáneo. Dado que el metoxsaleno tiene numerosas interacciones con medicamentos específicos de enfermedades, solo debe ser recetado por médicos experimentados.
Es tradicionalmente conocido como digestivo y antiséptico.
Finalmente, se destaca cómo Ajwain se utiliza en prácticas de medicina tradicional, como Ayurveda, en mezclas de hierbas en la creencia de que puede tratar diversas dolencias. Todavía no hay evidencia de que el uso oral de ajwain en mezclas de hierbas sea efectivo o seguro.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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