Riproduzione del Melo selvatico

Riproduzione del Melo selvatico

Il melo selvatico o melastro (Malus sylvestris Mill., 1768) è una pianta della famiglia delle Rosaceae originaria di un areale tra l’Europa e l’Asia occidentale.

Habitat idoneo di riproduzione –
Il Melo selvatico è un albero originario dell’Europa ed Asia occidentale per ibridazione con altre specie ed in Italia è coltivato sino alla fascia montana.
Questa specie appare anche in forme inselvatichite che si avvicinano alla specie selvatica M. sylvestris che è tipicamente un albero dell’Europa centro-meridionale presente in tutte le regioni d’Italia salvo forse che in Valle d’Aosta.
Il suo habitat è quello dei boschi e arbusteti, al di sotto della fascia montana superiore e al di sopra della fascia mediterranea. Secondo alcuni autori non merita di essere distinto dal melo coltivato, di cui rappresenta soltanto una forma inselvatichita. Il melo è una delle piante da frutto più coltivate e diffuse.

Propagazione –
Il Malus sylvestris è una pianta di facile coltivazione che vegeta nella maggior parte dei terreni fertili, compresi quelli pesanti, preferendo un terreno argilloso e ben drenato che trattiene l’umidità.
La pianta predilige una posizione soleggiata ma vegeta anche a mezz’ombra anche se fruttifica meno bene in tale condizione.
Questa specie viene utilizzata spesso come portainnesto.
La compatibilità incrociata tra le diverse specie di Malus è comune. L’ibridazione può avvenire naturalmente nei giardini botanici e in natura, o artificialmente attraverso l’allevamento.
Riproduzione del Melo selvatico può avvenire per seme con semina appena è maturo in autunno in semenzaio non riscaldato.
Di solito germina a fine inverno. Il seme immagazzinato richiede una stratificazione per 3 mesi a 1 °C e dovrebbe essere seminato in semenzaio freddo prima possibile.
In certi casi prima di germogliare potrebbero essere necessari anche 12 mesi o più. Dopo la germinazione si consiglia di porre le singole piantine in vasi singoli e in un substrato mediamente organico per accelerare la crescita.
In queste condizioni possono essere piantate alla fine dell’estate con l’accortezza però di proteggerle dal freddo invernale, soprattutto in areali più a nord o latitudini maggiori.
In caso contrario si può aspettare l’inverno e trapiantarle in pieno campo la primavera successiva.
È possibile anche la propagazione attraverso talee ottenute da tagli di legno maturo; in questo caso il periodo ottimale è il tardo autunno e le talee vanno poste in ambiente protetto per radicare meglio.

Ecologia –
Il Malus sylvestris è noto anche come Malus domestica Borkh., in tal caso il nome specifico allude alla sua coltivazione presso le case (la parola latina ‘domus’ significa appunto ‘casa’).
Questa pianta è originaria del continente europeo e del Caucaso, dove è componente delle formazioni a latifoglie subtermofile (rovere, roverella, farnia, carpino, ecc.) della fascia collinare e sub-montana.
In passato si pensava che M. sylvestris fosse l’antenato più importante del melo coltivato (M. domestica), che da allora è stato dimostrato essere originariamente derivato dalla specie dell’Asia centrale M. sieversii. Tuttavia, un’altra recente analisi del DNA conferma che M. sylvestris ha contribuito in modo significativo al genoma.
Lo studio ha rilevato che l’introgressione secondaria da altre specie del genere Malus ha notevolmente plasmato il genoma di M. domestica, con M. sylvestris che è il principale contributore secondario. Si è anche visto che le attuali popolazioni di M. domestica sono più strettamente imparentate con M. sylvestris che con M. sieversii. Tuttavia, nei ceppi più puri di M. domestica, l’ascendenza M. sieversii predomina ancora.
I fiori di questa pianta sono ermafroditi ed impollinati dagli insetti e, dal punto di vista ecologico, i frutti sono una buona fonte di cibo per la fauna selvatica, soprattutto per gli uccelli.
La pianta ha, inoltre, oltre 90 specie di insetti associate.




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