[:it] Linee guida nella lotta contro le zanzare e reato penale [:en] Guidelines in the fight against mosquitoes and criminal offense [:es] Directrices en la lucha contra los mosquitos y la delincuencia [:]

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Linee guida nella lotta contro le zanzare e reato penale

Per combattere l’eccedente presenza di zanzare, amministrazioni pubbliche, aziende private e singoli cittadini svolgono, spesso, ripetuti interventi antiparassitari, riversando ingenti quantitativi di pesticidi nell’ambiente.
L’uso dei pesticidi, i cui principi attivi sono sostanze chimiche di sintesi, in ambiente urbano rappresenta una quota poco significativa, solo lo 0,2-2,7%, rispetto all’uso totale annuo. Tuttavia l’uso ‘non agricolo’ dei pesticidi, su terreni e superfici dure desta una serie di preoccupazioni, soprattutto per via della velocità di ruscellamento delle acque superficiali, almeno 10 volte maggiore rispetto a quella dei terreni agricoli. Inoltre, gli insetticidi impiegati non hanno tempo di degradare, raggiungendo rapidamente gli habitat naturali e determinandone la contaminazione anche a notevole distanza dai luoghi di irrorazione.
La diffusione di grandi quantitativi di sostanze chimiche di sintesi e la conseguente contaminazione degli ecosistemi ha ridotto drasticamente le popolazioni dei predatori delle zanzare stesse (pipistrelli, uccelli insettivori, libellule, gechi) col paradossale risultato di una sempre maggiore presenza di zanzare e altri fastidiosi parassiti.
Le zanzare, anche quella tigre (Aedes albopictus Skuse, 1894) di recente importazione, però non rappresentano in Italia un pericolo mortale, mentre l’inquinamento generalizzato da insetticidi nebulizzati o sparsi nell’ambiente, non ancora tenuto nella giusta considerazione, porta conseguenze sia sugli ambienti naturali che sull’uomo a breve, medio e lungo termine e dovrebbe essere evitato a favore di misure preventive e localizzate.
L’uso di insetticidi nebulizzati nell’ambiente dovrebbe essere un’opzione a cui ricorrere in via straordinaria e solo nel caso di una comprovata elevata densità di adulti in siti sensibili quali scuole, ospedali, strutture residenziali protette, ecc. o in presenza di rischio epidemico.
Tra l’altro l’uso continuato e ripetuto di queste sostanze di sintesi, oltre a causare un effetto domino sugli ecosistemi, con perdita di fauna e predatori specifici delle zanzare, altera sensibilmente lo stato di salute dei cittadini.

Dati Ufficiali e Procedure –
Le statistiche europee mostrano una crescita costante dei tumori e delle malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi multipla ecc., dei disordini del sistema riproduttivo, della sterilità, delle patologie del sistema endocrino, delle allergie, dell’asma e dell’autismo (20 anni fa era autistico un bambino su 2000, oggi lo è uno su 150). I recenti test effettuati sul sangue umano hanno confermato che l’aumento di queste patologie è favorito dall’inquinamento chimico (Lopopolo, 2011).
Tra le altre patologie e malattie indotte stanno aumentando, in particolare ed esponenzialmente le persone affette da Sensibilità Chimica Multipla, una perdita della tolleranza immunologica indotta da sostanze tossiche, tra cui i pesticidi (Millet & Mitzel, 1995), che, a seconda dei gradi di gravità, causa una ridotta qualità di vita con disturbi invalidanti o, nelle forme più gravi, l’impossibilita di uscire dalla propria abitazione, completamente bonificata dalla presenza di sostanze chimiche (Miller 1996, 1997).
Nella lotta contro le zanzare si impone, pertanto, alle Amministrazioni ed ai cittadini, ove di loro competenza, l’adozione esclusiva di interventi di:
– risanamento ambientale atto ad eliminare i luoghi di riproduzione, che è uno dei fondamenti della lotta integrata contro le zanzare;
– lotta biologica con agenti biologici quali, ad esempio: Bacillus thuringiensis, alcuni nematodi e funghi, ecc. da effettuare nei periodi fenologici idonei e sotto la responsabilità tecnica di un Dottore Agronomo e Dottore Forestale che ne certifichi necessità e modalità.

Ordinamento Normativo –
Si ricorda altresì che, ove non vengano rispettate le vigenti indicazioni e normative in materia dell’uso di biocidi e/o sostanze tossiche, chiunque operi immissione nell’aria, acqua o suolo di tali sostanze è passibile di reato ambientale di tipo penale ai sensi della direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente che elenca una serie di violazioni ambientali che sono punibili come reati in tutti i paesi dell’UE.
In Italia tale reato, come detto di ordine penale, è punito con la legge 22 maggio 2015, n. 68, che introduce nell’ordinamento nazionale fattispecie di aggressione all’ambiente costituite sotto forma di delitto e la cui pena prevista è la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 1.000 € a 100.000 €.
Inoltre la recente riforma della Costituzione, in riferimento agli arrtt. 9 e 41, che rafforza la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni e … che l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali, pone nuove responsabilità ed obblighi sia dei privati che del pubblico.
Si ricorda, altresì che le “Le linee guida” delle autorità sanitarie raccomandano il ricorso alla lotta adulticida esclusivamente come mezzo necessario nelle situazioni in cui è in corso un’epidemia di cui le zanzare sono vettori o in presenza di un rischio di sua insorgenza.

Conclusione –
Per quanto detto, al di fuori delle situazioni di emergenza sanitaria, la lotta alle zanzare è da considerarsi solo in via straordinaria, nel caso di gravi livelli di infestazione e, tuttavia, adottando criteri di tutela delle altre specie faunistiche tra cui, tra le altre soprattutto entomofauna ed avifauna.
Tra l’altro la lotta alle zanzare adulte, oltre a risultare spesso inefficace, comporta gravi rischi per la salute pubblica e alcuni insetticidi, oltre che dannosi per l’ecosistema sono classificati come possibili cancerogeni per l’uomo. Inoltre è dimostrato da numerose ricerche scientifiche che le zanzare diventano resistenti alle sostanze chimiche con cui le si vorrebbe combattere.
Per questo motivo la lotta adulticida non deve essere considerata un mezzo da adottarsi “a calendario”, ma solo a seguito di verifica del livello di infestazione presente e corredata, nel dettaglio, dalla relazione di un Dottore Agronomo o Dottore forestale, ai sensi dell’art. 2 della Legge 152/92.
In tale relazione il tecnico deve indicare le corrette misure di prevenzione nella lotta alle zanzare e cioè, tra le altre: eliminazione dei ristagni d’acqua, anche di piccole dimensioni, dove le zanzare si riproducono, trattamento dei tombini con prodotti larvicidi e copertura con rete zanzariera, ed altri accorgimenti tesi ad eliminare i luoghi di riproduzione.
In tal senso è fatto divieto alle amministrazioni ed ai cittadini di operare, nella lotta contro le zanzare, interventi che non siano in linea con le indicazioni suddette, onde non incappare nei reati previsti per legge e nelle conseguenti sanzioni.

Guido Bissanti





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Guidelines in the fight against mosquitoes and criminal offense

To combat the excess presence of mosquitoes, public administrations, private companies and individual citizens often carry out repeated pesticide interventions, pouring large quantities of pesticides into the environment.
The use of pesticides, whose active ingredients are synthetic chemicals, in an urban environment represents an insignificant share, only 0.2-2.7%, compared to the total annual use. However, the ‘non-agricultural’ use of pesticides on soils and hard surfaces raises a number of concerns, especially due to the speed of runoff of surface water, at least 10 times greater than that of agricultural land. Furthermore, the insecticides used do not have time to degrade, rapidly reaching natural habitats and causing their contamination even at a considerable distance from the spraying sites.
The spread of large quantities of synthetic chemicals and the consequent contamination of ecosystems has drastically reduced the predator populations of mosquitoes themselves (bats, insectivorous birds, dragonflies, geckos) with the paradoxical result of an increasing presence of mosquitoes and other annoying parasites .
Mosquitoes, including tiger mosquitoes (Aedes albopictus Skuse, 1894) of recent import, however, do not represent a mortal danger in Italy, while generalized pollution from sprayed or scattered insecticides, not yet taken into due consideration, has consequences both on natural environments and on humans in the short, medium and long term and should be avoided in favor of preventive and localized measures.
The use of sprayed insecticides in the environment should be an option to be resorted to in an extraordinary way and only in the case of a proven high density of adults in sensitive sites such as schools, hospitals, protected residential structures, etc. or in the presence of epidemic risk.
Among other things, the continued and repeated use of these synthetic substances, in addition to causing a domino effect on ecosystems, with the loss of fauna and specific predators of mosquitoes, significantly alters the state of health of citizens.

Official Data and Procedures –
European statistics show a steady growth in tumors and neurodegenerative diseases such as Alzheimer’s, Parkinson’s, multiple sclerosis etc., reproductive system disorders, infertility, endocrine system diseases, allergies, asthma and autism (20 years ago one child in 2000 was autistic, today one in 150 is). Recent tests carried out on human blood have confirmed that the increase of these diseases is favored by chemical pollution (Lopopolo, 2011).
Among the other pathologies and induced diseases, in particular and exponentially people suffering from Multiple Chemical Sensitivity, a loss of immunological tolerance induced by toxic substances, including pesticides (Millet & Mitzel, 1995), which, depending on the degree of severity, causes a reduced quality of life with disabling disorders or, in the most serious forms, the inability to leave one’s home, completely reclaimed by the presence of chemicals (Miller 1996, 1997).
In the fight against mosquitoes, therefore, administrations and citizens, where they fall within their competence, are required to adopt exclusive interventions of:
– environmental remediation aimed at eliminating breeding sites, which is one of the cornerstones of the integrated fight against mosquitoes;
– biological control with biological agents such as, for example: Bacillus thuringiensis, some nematodes and fungi, etc. to be carried out in suitable phenological periods and under the technical responsibility of an Agronomist and Forestry Doctor who certifies the need and methods.

Regulatory system –
It is also recalled that, if the current indications and regulations regarding the use of biocides and / or toxic substances are not respected, anyone who releases these substances into the air, water or soil is liable to an environmental crime of a criminal type pursuant to of the Directive 2008/99 / EC on the criminal protection of the environment which lists a series of environmental violations that are punishable as criminal offenses in all EU countries.
In Italy this offense, as mentioned in the criminal law, is punished with the law of 22 May 2015, n. 68, which introduces in the national law cases of aggression to the environment constituted in the form of a crime and whose penalty is imprisonment from 2 to 6 years and with a fine from € 1,000 to € 100,000.
Furthermore, the recent reform of the Constitution, in reference to the arrtt. 9 and 41, which strengthens the protection of the environment, biodiversity and ecosystems, also in the interest of future generations and … that public and private economic activity can be directed and coordinated for social and environmental purposes, poses new responsibilities and obligations of both individuals and the public.
It is also recalled that the “guidelines” of the health authorities recommend the use of the fight against adulticides exclusively as a necessary means in situations where an epidemic is underway for which mosquitoes are vectors or in the presence of a risk of its onset.

Conclusion –
For what has been said, outside of health emergency situations, the fight against mosquitoes is to be considered only in an extraordinary way, in the case of serious levels of infestation and, however, adopting criteria for the protection of other fauna species including, among others mainly entomofauna and avifauna.
Among other things, the fight against adult mosquitoes, in addition to being often ineffective, involves serious risks to public health and some insecticides, as well as harmful to the ecosystem, are classified as possible carcinogens for humans. Furthermore, it is proven by numerous scientific researches that mosquitoes become resistant to the chemicals with which one would like to fight them.
For this reason, the adulticidal fight should not be considered a means to be adopted “on schedule”, but only following verification of the level of infestation present and accompanied, in detail, by the report of an Agronomist or Forestry Doctor, pursuant to art. 2 of Law 152/92.
In this report the technician must indicate the correct prevention measures in the fight against mosquitoes, that is, among others: elimination of stagnant water, even small ones, where mosquitoes reproduce, treatment of manholes with larvicidal products and covering with mosquito net, and other measures aimed at eliminating breeding sites.
In this sense it is forbidden for administrations and citizens to operate, in the fight against mosquitoes, interventions that are not in line with the aforementioned indications, in order not to run into the offenses provided for by law and the consequent sanctions.

Guido Bissanti





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Directrices en la lucha contra los mosquitos y la delincuencia

Para combatir el exceso de presencia de mosquitos, las administraciones públicas, las empresas privadas y los particulares realizan a menudo intervenciones pesticidas repetidas, vertiendo grandes cantidades de pesticidas en el medio ambiente.
El uso de pesticidas, cuyos ingredientes activos son químicos sintéticos, en un ambiente urbano representa una parte insignificante, solo 0.2-2.7%, en comparación con el uso anual total. Sin embargo, el uso ‘no agrícola’ de pesticidas en suelos y superficies duras plantea una serie de preocupaciones, especialmente debido a la velocidad de escorrentía de las aguas superficiales, al menos 10 veces mayor que la de las tierras agrícolas. Además, los insecticidas utilizados no tienen tiempo de degradarse, alcanzando rápidamente los hábitats naturales y provocando su contaminación incluso a una distancia considerable de los sitios de fumigación.
La propagación de grandes cantidades de productos químicos de síntesis y la consiguiente contaminación de los ecosistemas ha reducido drásticamente las propias poblaciones depredadoras de mosquitos (murciélagos, aves insectívoras, libélulas, geckos) con el paradójico resultado de una presencia cada vez mayor de mosquitos y otros molestos parásitos.
Sin embargo, los mosquitos, incluidos los mosquitos tigre (Aedes albopictus Skuse, 1894) de reciente importación, no representan un peligro mortal en Italia, mientras que la contaminación generalizada por insecticidas rociados o esparcidos, que aún no se han tenido debidamente en cuenta, tiene consecuencias tanto en los entornos naturales como en los en humanos a corto, mediano y largo plazo y debe evitarse en favor de medidas preventivas y localizadas.
El uso de insecticidas rociados en el ambiente debe ser una opción a recurrir de manera extraordinaria y solo en el caso de una alta densidad comprobada de adultos en sitios sensibles como escuelas, hospitales, estructuras residenciales protegidas, etc. o en presencia de riesgo epidémico.
Entre otras cosas, el uso continuado y reiterado de estas sustancias sintéticas, además de provocar un efecto dominó en los ecosistemas, con la pérdida de fauna y de depredadores específicos de los mosquitos, altera significativamente el estado de salud de los ciudadanos.

Datos Oficiales y Trámites –
Las estadísticas europeas muestran un crecimiento constante de tumores y enfermedades neurodegenerativas como el Alzheimer, Parkinson, esclerosis múltiple, etc., trastornos del sistema reproductivo, infertilidad, enfermedades del sistema endocrino, alergias, asma y autismo (hace 20 años un niño en 2000 era autista, hoy uno en 150 ha). Recientes pruebas realizadas en sangre humana han confirmado que el aumento de estas enfermedades se ve favorecido por la contaminación química (Lopopolo, 2011).
Entre las demás patologías y enfermedades inducidas, en particular y de forma exponencial las personas que padecen Sensibilidad Química Múltiple, una pérdida de tolerancia inmunológica inducida por sustancias tóxicas, incluidos los plaguicidas (Millet & Mitzel, 1995), que, según el grado de gravedad, provoca una reducción de la calidad de vida con trastornos incapacitantes o, en las formas más graves, la imposibilidad de salir del hogar, completamente recuperada por la presencia de productos químicos (Miller 1996, 1997).
En la lucha contra los mosquitos, por tanto, las administraciones y los ciudadanos, cuando sean de su competencia, están obligados a adoptar intervenciones exclusivas de:
– la remediación ambiental dirigida a eliminar los criaderos, que es uno de los pilares de la lucha integrada contra los mosquitos;
– control biológico con agentes biológicos como, por ejemplo: Bacillus thuringiensis, algunos nematodos y hongos, etc. a realizarse en épocas fenológicas adecuadas y bajo la responsabilidad técnica de un Ingeniero Agrónomo y Médico Forestal que certifique la necesidad y métodos.

Sistema regulatorio –
Asimismo, se recuerda que, si no se respetan las indicaciones y normativas vigentes relativas al uso de biocidas y/o sustancias tóxicas, quien libere estas sustancias al aire, al agua o al suelo incurre en un delito ambiental de tipo penal conforme a la de la Directiva 2008/99/CE relativa a la protección penal del medio ambiente que enumera una serie de infracciones ambientales que son punibles como delitos en todos los países de la UE.
En Italia, este delito, como se menciona en la ley penal, se castiga con la ley del 22 de mayo de 2015, n. 68, que introduce en el ordenamiento jurídico nacional los supuestos de agresión al medio ambiente constituidos en forma de delito y cuya pena es de prisión de 2 a 6 años y con multa de 1.000 a 100.000 €.
Además, la reciente reforma de la Constitución, en referencia al arrtt. 9 y 41, que fortalece la protección del medio ambiente, la biodiversidad y los ecosistemas, también en interés de las generaciones futuras y… que la actividad económica pública y privada pueda ser dirigida y coordinada con fines sociales y ambientales, plantea nuevas responsabilidades y obligaciones de tanto los particulares como el público.
También se recuerda que las “directrices” de las autoridades sanitarias recomiendan el uso de la lucha contra los adulticidas exclusivamente como medio necesario en situaciones de epidemia en curso de la que los mosquitos son vectores o en presencia de riesgo de su aparición.

Conclusión –
Por lo dicho, fuera de las situaciones de emergencia sanitaria, la lucha contra los mosquitos sólo debe plantearse de forma extraordinaria, en caso de niveles graves de infestación y, no obstante, adoptando criterios de protección de otras especies de fauna incluyendo, entre otras otros principalmente entomofauna y avifauna.
Entre otras cosas, la lucha contra los mosquitos adultos, además de ser muchas veces ineficaz, implica graves riesgos para la salud pública y algunos insecticidas, además de nocivos para el ecosistema, están catalogados como posibles carcinógenos para el ser humano. Además, numerosas investigaciones científicas han demostrado que los mosquitos se vuelven resistentes a los productos químicos con los que se desea combatirlos.
Por esta razón, la lucha adulticida no debe ser considerada como un medio a ser adoptado “a tiempo”, sino sólo después de la verificación del nivel de infestación presente y acompañada, en detalle, por el informe de un Ingeniero Agrónomo o Médico Forestal, de conformidad con el art. . 2 de la Ley 152/92.
En este informe el técnico deberá indicar las correctas medidas de prevención en la lucha contra los mosquitos, es decir, entre otras: eliminación de aguas estancadas, incluso pequeñas, donde se reproducen los mosquitos, tratamiento de pozos de registro con productos larvicidas y tapado con mosquitera, y otros medidas encaminadas a eliminar los criaderos.
En este sentido queda prohibido que las administraciones y los ciudadanos operen, en la lucha contra los mosquitos, intervenciones que no se ajusten a las indicaciones anteriores, para no incurrir en las infracciones previstas en la ley y las consiguientes sanciones.

Guido Bissanti





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