Nettastoma melanurum

Nettastoma melanurum

Il becco d’anatra o pesce serpe codanera (Nettastoma melanurum Rafinesque, 1810) è un pesce abissale appartenente alla famiglia dei Nettastomatidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Subphylum Vertebrata,
Infraphylum Gnathostomata,
Classe Actinopterygii,
Sottoclasse Neopterygii,
Infraclasse Teleostei,
Superordine Elopomorpha,
Ordine Anguilliformes,
Famiglia Nettastomatidae,
Genere Nettastoma,
Specie N. melanurum.
Sono sinonimi i termini:
– Hyoprorus messanensis Kölliker, 1853;
– Hyoprorus messinensis Kölliker, 1853;
– Leptocephalus longirostris Kaup, 1856;
– Leptocephalus urosema Lea, 1913;
– Mettastoma melanurum Rafinesque, 1810;
– Muraena saga (Risso, 1810);
– Muraenophis saga Risso, 1810;
– Muraenosaurus guentheri Osório, 1909;
– Muraenosaurus güntheri Osorio, 1909;
– Murenophis saga Risso, 1810;
– Nettastoma melanorum Rafinesque, 1810;
– Nettastoma melanura Rafinesque, 1810;
– Nettastoma mendax Facciolà, 1893;
– Nettastoma saga (Risso, 1810);
– Osorina guentheri (Osorio, 1909).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il becco d’anatra è un pesce che vive nelle acque costiere dell’Oceano Atlantico e anche nel Mar Mediterraneo occidentale. È più frequente nelle acque che circondano i Caraibi, le Azzorre, le Isole Canarie e il Mar Mediterraneo settentrionale mentre è molto raro nel mar Adriatico.
Nei mari italiani è abbastanza comune nel Mar Ligure, nel Tirreno, nello Jonio e nei mari di Sicilia.
Il suo habitat è quello delle acque profonde, tra i 37 ed i 1647 metri ma la massima densità si ha attorno ai 600 m. Popola fondi fangosi al cui interno vive infossato.

Descrizione –
Il Nettastoma melanurum è un pesce anguilliforme, solitamente lungo 50–60 centimetri ma può arrivare ad 80 cm, con corpo allungato, cilindrico anteriormente e compresso nella parte posteriore mentre la coda è sottile e a punta.
Il corpo è di colore grigio-marrone, più scuro sul dorso e con riflessi argentei sull’addome. La dorsale va da bruno scuro all’inizio a un bruno più chiaro nella zona centrale, fino a diventare nera verso la zona caudale. L’anale è più chiara anteriormente, nera posteriormente. Sia dorsale sia l’anale sono marginate di bianco.
Presenta pelle senza scaglie e lungo la linea laterale sono presenti una serie di pori. Le aperture branchiali sono di forma ovale.
La testa e il muso sono allungati e quest’ultimo è anche appiattito e con un tubercolo carnoso all’estremità superiore.
Gli occhi sono sviluppati e ovali. Le narici anteriori sono tubolari, quelle posteriori sono munite di un lembo dermico mobile.
La bocca è ampia e con la mascella superiore prominente. La lingua aderisce al pavimento boccale. In ambedue le mascelle vi sono delle serie di piccoli denti.
La pinna dorsale è alta e la membrana interradiale è solida. L’anale è un poco più bassa e si collega con la dorsale alla estremità codale. Mancano invece le pinne pettorali.

Biologia –
Il Nettastoma melanurum è un pesce in cui la riproduzione avviene tutto l’anno.
Le larve sono leptocefale. Hanno un corpo molto appiattito lateralmente, a forma di foglia di salice.
Le larve attraversano una metamorfosi secondo le seguenti fasi:
– Prelarva;
– Larva (leptocefalo nastriforme);
– Semilarva (leptocefalo cilindrico);
– Forma di transizione con l’adulto.
Queste larve sono planctoniche e si nutrono di piccoli crostacei ed altri animaletti del plancton.

Ruolo Ecologico –
Il Nettastoma melanurum è un pesce che vive in buche ed anfratti sul fondo dei pendii continentali dove vive in acque profonde su fondali fanfodi. I suoi predatori naturali sono pesci simili al merluzzo come il nasello europeo.
È invece un pesce predatore che si ciba di invertebrati bentonici e di pesci, principalmente pesci lanterna.
Questo pesce viene catturato dalle reti a strascico dei motopescherecci d’altura e abbocca anche ai palamiti, tuttavia le sue piccole dimensioni e la sua posizione sul fondo dei pendii continentali non lo rendono pericoloso per l’uomo e inoltre non è di alcuna utilità per la pesca a causa dell’abbondanza di altre anguille che sono più facili da individuare e catturare. Tra l’altro le carni, anche se commestibili, sono liscose e per questo non si trova quasi mai sui mercati.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Louisy P., 2016. Guida all’identificazione dei pesci marini d’Europa e del Mediterraneo. Il Castello Editore, Milano.
– Nikiforos G., 2008. Fauna del Mediterraneo. Giunti Editore, Firenze.
Fonte foto:
http://photos.gbif.fr/mnhn_nice/aquarelles_animaux_marins_et_plantes/2005-0-1057.jpg
https://fishesofaustralia.net.au/home/species/3414




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