Abies cilicica

Abies cilicica

L’abete della Cilicia (Abies cilicica (Antoine & Kotschy) Carrière) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Pinophyta,
Classe Pinopsida,
Ordine Pinales,
Famiglia Pinaceae,
Genere Abies,
Specie A. cilicica.
È basionimo il termine:
– Pinus cilicica Antoine & Kotschy;
Sono sinonimi i termini:
– Abies rinzii Godr.;
– Abies rinzii Gordon;
– Abies tchugatskoi C.Lawson;
– Abies tchugatskoi C.Lawson ex Godr.;
– Abies tchugatskoi P.Lawson;
– Abies tchugatskoi P.Lawson ex Gordon;
– Picea cilicica (Antoine & Kotschy) Rauch;
– Picea cilicica (Antoine & Kotschy) Rauch ex Godr.;
– Pinus tchugatskoi Fisch.;
– Pinus tchugatskoi Fisch. ex Henkel & Hochst..
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Abies cilicica subsp. cilicica;
– Abies cilicica subsp. isaurica Coode & Cullen.

Etimologia –
Il termine Abies viene da Abies che è il nome classico latino (Virgilio, Egloghe, dalla radice sanscrita abh sgorgare della resina); secondo un’altra interpretazione deriverebbe dalla parola greca ἄβιος = longevo.
Il nome specifico cilicica è in riferimento alla Cilicia, antica provincia dell’impero romano che comprendeva i territori dell’attuale Turchia.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Abies cilicica è una pianta endemica della Turchia, della Siria e del Libano.
Nel suo habitat naturale può formare boschi puri, dove risiede la stragrande maggioranza della popolazione, Siria e Libano (parte settentrionale del Monte Libano) con subpopolazioni ristrette e frammentate. Predilige quote montane comprese tra i 1.000 e i 2.000 m, con piovosità annua compresa tra 1.000 e 1.500 mm, con estati calde e secche e inverni umidi e non troppo freddi. Vegeta su suoli calcarei, asciutti, ben drenati, talvolta rocciosi. Si ritrova spesso in associazione con Cedrus libani, Taxus baccata, e specie del genere Quercus; meno frequenti le associazioni con Pinus nigra e Juniperus excelsa.
Purtroppo oltre 5.000 anni di disboscamento, incendio e pascolo hanno ridotto queste foreste a delle enclavi.

Descrizione –
L’ Abies cilicica è un albero sempreverde alto fino a 35 m.
Il tronco può raggiungere i 2 m di diametro, a portamento conico. La corteccia è di colore grigio-cenere e liscia da giovane; diviene con l’età fessurata in scaglie.
I rami principali hanno portamento ascendente; i rami secondari sono di colore dal rosso giallastro al marrone olivastro, glabri.
Le gemme sono di forma ovoidale, non resinose, di colore castano; le perule che le rivestono sono carenate e libere in punta.
Ha foglie aghiformi, di colore verde scuro superiormente, verde biancastro inferiormente, lunghe fino a 4 cm, con apice intero o lievemente bifido.
Gli strobili femminili sono di color verde inizialmente, marroni a maturazione, sono cilindrici, lunghi fino a 20 cm e larghi fino a 6 cm, talvolta disposti in coppia, con corto peduncolo; le scaglie sono a forma di ventaglio, lunghe 3 cm, larghe 3,5 cm, lisce.
Gli strobili maschili sono lunghi 1,5 cm, giallastri con microsporofilli rossi. I semi, di colore marrone chiaro, sono lunghi fino a 12 mm, a forma di uovo rovesciato, con ali marrone chiaro di 17 mm, cuneate.

Coltivazione –
L’Abies cilicica è un albero che è stato utilizzato da tempi remoti per il suo legno che, tuttora viene commercializzato localmente.
Nel suo areale forma boschi misti, a volte formando popolamenti puri, prediligendo substrati calcarei poco profondi, rocciosi e ben drenati; ad altitudini comprese tra 1.000 e 2.000 metri.
È una pianta delle zone temperate calde e subtropicali. Gli alberi dormienti sono molto resistenti al gelo, ma la vegetazione primaverile è molto soggetta a danni da gelo.
La pianta predilige substrati calcarei poco profondi, rocciosi e ben drenati.
Le piante sono molto tolleranti all’ombra, soprattutto quando sono giovani, ma la crescita è più lenta in condizioni di ombra densa.
È un albero a rapida crescita.
Gli alberi dovrebbero essere piantati nelle loro posizioni permanenti quando sono piuttosto piccoli, tra i 30 ei 90 cm di altezza. Gli alberi più grandi tendono ad attecchire male, cosa che influisce negativamente anche sullo sviluppo delle radici e sulla resistenza al vento.
La propagazione può avvenire per seme, con semina a fine inverno in serra o all’aperto all’inizio della primavera. La germinazione è spesso scarsa, di solito richiede circa 6 – 8 settimane.
Viene riportato che la stratificazione produca una germinazione più uniforme, quindi è probabilmente meglio seminare il seme in un semenzaio freddo non appena è maturo in autunno.
Il seme rimane vitale fino a 5 anni se ben conservato.
Il trapianto delle giovani piantine va effettuato in primavera o all’inizio dell’estate, dopo le ultime gelate previste.

Usi e Tradizioni –
L’abete della Cilicia è una pianta i cui reperti certificano un antico utilizzo e impiego.
Nel 2009 a Berenice Troglodytica, porto egitto-romano sul Mar Rosso, gli archeologi hanno rinvenuto: “due blocchi di resina di Abies cilicica, uno del peso di circa 190 g e l’altro di circa 339 g, recuperati dal 1°- secolo d.C. in una delle trincee portuali. Prodotta nelle aree della maggiore Siria e dell’Asia Minore, questa resina e il suo derivato oleoso erano usati nella mummificazione, come antisettico, diuretico, per curare le rughe, vermifugo e favorire la crescita dei capelli.
Il suo legno viene tuttora utilizzato per la fabbricazione di compensati. L’utilizzo in giardini e orti botanici è invece limitato, a causa della sua fragilità nei confronti delle gelate primaverili.
Dal punto di vista ecologico questa pianta ha una distribuzione relativamente ampia in Turchia, Libano e Siria, sebbene le piccole sottopopolazioni della sottospecie tipica in Libano e Siria siano entrambe fortemente degradate e dovrebbero essere considerate in pericolo critico a livello nazionale. La vegetazione mediterranea della Turchia meridionale, in particolare le aree montane, è considerata ad alto rischio di cambiamento climatico, con dati che mostrano chiaramente che le temperature estive sono in aumento e negli ultimi cinque decenni le precipitazioni annuali sono diminuite in modo significativo. Queste tendenze stanno creando un aumento del rischio di incendio e stanno anche contribuendo a una diminuzione della salute generale degli alberi, che a sua volta li rende più vulnerabili agli attacchi dei patogeni. Anche le montagne del Tauro stanno assistendo a un forte aumento del numero di turisti che aumenta anche il rischio di incendi boschivi. La pianta è attualmente classificata come “quasi minacciata” nella Lista rossa IUCN delle specie minacciate (2013), anche se il suo areale è vasto (stimato in 3.397 km²).

Modalità di Preparazione –
L’Abies cilicica è una pianta di remoto utilizzo non solo per il suo legname ma, come hanno riportato reperti archeologici, anche per la sua resina e il suo derivato oleoso che erano usati nella mummificazione, come antisettico, diuretico, per curare le rughe, come vermifugo e per la crescita dei capelli.
Oggi, dopo secoli di deforestazione e incendi la specie è minacciata anche dal riscaldamento globale per cui si stanno programmando interventi di tutela e salvaguardia e se ne sconsigliano usi impropri.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
http://temperate.theferns.info/plantimages/8/8/88f88447b79cf31167d8e099aa6f24b394c2fe1c.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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