Sium latifolium

Sium latifolium

La Sedanina selvatica, Berula a foglie larghe o Sedanina latifoglia (Sium latifolium L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Apiales,
Famiglia Apiaceae,
Genere Sium,
Specie S. latifolium.
Sono sinonimi i termini:
– Cicuta latifolia (L.) Crantz;
– Cicuta latifolia (L.) G.Gaertn., B.Mey. & Scherb., 1799;
– Coriandrum latifolium (L.) Crantz;
– Drepanophyllum latifolium (L.) Koso-Pol.;
– Drepanophyllum palustre Hoffm.;
– Pimpinella latifolia (L.) Stokes;
– Selinum sium E.H.L.Krause;
– Sisarum germanorum Schur;
– Sisarum macrophyllum Schur;
– Sisarum palustre Bubani;
– Sium aquaticum Gueldenst.;
– Sium aquaticum Gueldenst. ex Ledeb.;
– Sium berula J.F.Gmel.;
– Sium lancifolium Schrank;
– Sium latifolium var. grandifolium N.Coleman;
– Sium latifolium var. univittatum J.M.Black;
– Sium latijugum J.M.Black;
– Sium latissimum Boreau;
– Sium longifolium J.Presl & C.Presl;
– Sium macrophyllum Schur;
– Sium palustre Wender., 1846;
– Sium sulcatum Pers.;
– Sium vulgare Gueldenst.;
– Sium vulgare Gueldenst. ex Ledeb..

Etimologia –
Il termine Sium proviene dal greco σίον síon, nome di una pianta perenne di luoghi umidi e paludosi nell’emisfero settentrionale.
L’epiteto specifico latifolium viene da latus largo, esteso e da fólium foglia: cioè con foglie larghe.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Sedanina selvatica è una specie a distribuzione prevalentemente nel centro Europa, originaria di un areale che comprende gran parte dell’Europa, del Kazakistan e della Siberia.
In Italia è presente dalla Lombardia al Friuli, in Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo e Campania.
Il suo habitat è quello degli ambienti umidi, presso acque stagnanti, paludi, sponde di laghetti, al di sotto della fascia montana, a quote comprese tra i 0-600 metri sul livello del mare.

Descrizione –
Il Sium latifolium è una pianta erbacea perenne con un fusto cavo e scanalato che raggiunge una dimensione fino a 2 metri di altezza.
Si presenta di colore verde intenso e glabra.
Le foglie sono lunghe fino a 30 centimetri con lame sostenute da piccioli cavi che sono attaccati allo stelo alla loro base.
L’infiorescenza è un’ombrella che porta fiori bianchi, profumati, ermafroditi. L’impollinazione è tramite coleotteri, mosche e api.
Il suo periodo di fioritura è compreso tra i mesi di luglio-settembre.

Coltivazione –
Il Sium latifolium è una pianta perenne che cresce allo stato spontaneo e che, soprattutto in passato, veniva raccolta ed utilizzata come utilizzo alimentare, medicinale ed altri utilizzi.
Quando viene mangiata dalle mucche da latte, la pianta tende a impregnare il loro latte con un sapore sgradevole; inoltre è considerata una pianta tossica.
La pianta può essere coltivata soprattutto in suoli organici e molto umidi o sommersi in pieno sole.
La propagazione avviene per seme; la semina va effettuata da fine inverno a inizio primavera, direttamente in pieno campo ed il seme può essere lento a germogliare.
Si può propagare anche per divisione all’inizio della primavera, appena prima della nuova fase vegetativa. Si consiglia di prelevare le divisioni che si dipartono dalle radici laterali.

Usi e Tradizioni –
Il Sium latifolium appartiene a quelle piante utilizzate nei tempi antichi ma, oggi, quasi non più utilizzate.
Si ricorda che tutta la pianta, e soprattutto la radice, è velenosa.
Nell’uso commestibile si sono utilizzate le foglie cotte ma, si consiglia una certa cautela, viste le note sulla sua tossicità.
Nell’uso medicinale è annoverata tra le piante officinali anche se le informazioni non sempre sono chiare. Tuttavia pare che sia stata utilizzata l’intera parte epifita.
Dal seme si ottiene un olio essenziale.

Modalità di Preparazione –
Il Sium latifolium è una pianta con potenziali utilizzi in campo medico ma non esistono particolari ricerche in materia soprattutto nei riguardi del suo olio essenziale.
È stata utilizzata in passato per uso alimentare impiegando le foglie cotte.
In campo medicinale si utilizza l’erba ma le notizie a tal proposito sono frammentarie.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://observation.org/photos/38266214.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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