Lagopus muta

Lagopus muta

La pernice bianca (Lagopus muta Montin, 1758) è un uccello appartenente alla famiglia dei Phasianidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eucariota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Aves,
Sottoclasse Neornithes,
Superordine Neognathae,
Ordine Galliformes,
Famiglia Phasianidae,
Sottofamiglia Tetraoninae,
Genere Lagopus,
Specie L. muta.
Sono sinonimi i termini:
– Tetrao mutus Montin, 1776;
– Lagopus mutus Montin, 1776.
All’interno di questa specie si riconoscono parecchie sottospecie che,secondo alcuni autori, arrivano fino a 230.
All’interno di questa si elencano le seguenti:
– Lagopus muta muta Montin, 1776;
– Lagopus muta rupestris Gmelin, 1789;
– Lagopus muta helvetica Thienemann, 1829;
– Lagopus muta japonica H. L. Clark, 1907;
– Lagopus muta millaisi Hartert, 1923;
– Lagopus muta hyperborea Sundevall, 1845.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La pernice bianca è una specie sedentaria che nidifica nell’Eurasia artica e subartica e nel Nord America (compresa la Groenlandia). Questa specie è diffusa nella Cordigliera Artica e si trova in popolazioni isolate nelle montagne della Norvegia, della Scozia, dei Pirenei, delle Alpi, della Bulgaria, degli Urali, dei Monti del Pamir, dei Monti Altai e del Giappone, dove si trova solo nelle Alpi giapponesi e sul monte Haku. Inoltre è stata introdotta in Nuova Zelanda, Georgia del Sud, Isole Kerguelen e Isole Crozet.
Durante l’ultima era glaciale, la specie era molto più diffusa nell’Europa continentale.
Il suo habitat è quello dei pendii rocciosi e della tundra dove vive dai 2000 ai 3400 metri di quota. A causa dell’habitat remoto in cui vive, ha solo pochi predatori, come le aquile reali, e può essere sorprendentemente avvicinabile.
La piccola popolazione che vive nella Terra di Franz Josef nell’Alto Artico russo sverna durante la notte polare e sopravvive nutrendosi di una ricca vegetazione sopra e sotto le alte scogliere dove in estate si trovano le colonie di uccelli marini.

Descrizione –
La Lagopus muta è un uccello di medie dimensioni con una lunghezza totale di 32,5-41 cm, un’apertura alare di 54-66 cm, per un peso medio che oscilla tra 420 e 540 grammi.
Si riconosce per il corpo massiccio, simile a quelle di un piccione, con piumaggio superiormente fulvo-giallastro, macchiettato di bruno scuro, con addome biancastro (nella femmina), bruno-grigiastro, macchiettato di bruno scuro, con addome biancastro (maschio); nei giovani è più simile a quello delle femmine. Inoltre ha un caratteristico dimorfismo stagionale in quanto, da novembre a marzo il piumaggio è interamente candido e solo in volo sono visibili le penne nere della coda.
A partire da aprile viene assunto l’abito nuziale: il maschio presenta il petto nerastro e le parti superiori grigio-brune, la femmina è bruno-giallastra barrata di nero, mentre entrambi i sessi mantengono le ali e il ventre bianchi. L’abito estivo, grigio-brunastro, viene progressivamente mutato nella livrea invernale a partire da settembre.
Il maschio di norma è più grosso, con colorazione estiva più scura, caruncole più sviluppate e rendine nera in inverno.
Ha un becco relativamente robusto, breve e nero e la testa relativamente piccola, con caruncole rosse sopraoculari, più sviluppate nel maschio.
Le ali sono sempre bianche, larghe e arrotondate.
La coda è di media lunghezza, nera con bordo biancastro.
Le zampe sono di media lunghezza, completamente piumate tutto l’anno.
In volo ricorda un piccione, con rapidi battiti d’ala alternati a brevi planate; al suolo la silhouette è resa relativamente slanciata dal lungo collo e dalla coda, tenuta spesso sollevata.
Il richiamo e il canto sono un rauco “kroo rr kkkk” inconfondibili; la Lagopus muta può essere udita in canto soprattutto nei mesi di aprile, maggio e giugno durante le prime ore di luce.

Biologia –
La pernice bianca è un uccello tendenzialmente gregario e in estate e autunno può formare stormi di alcune decine di individui. In primavera i maschi divengono territoriali e difendono superfici di ampiezza pari a poche decine di ettari (sulle Alpi densità dell’ordine di 4-5 maschi per chilometro quadrato sono considerate buone); con comportamenti dimostrativi, quali il canto ripetutamente emesso da speroni rocciosi e i voli circolari con punti di decollo e atterraggio ravvicinati, attirano le femmine con le quali formano stabili coppie per un periodo di due o tre mesi.
Questa specie si riproduce in maggio-luglio ed è la femmina che si assume tutte le responsabilità per l’annidamento e la cura dei pulcini, tipico degli uccelli da gioco. Nel nido, costruito al suolo spesso al riparo di un masso o di un arbusto nano, vengono deposte 6-8 uova ocracee chiazzate di bruno, covate dalla femmina per 21-23 giorni. Il maschio funge da sentinella localizzando i potenziali predatori e abbandona di solito la compagna poco dopo la schiusa. I pulcini, subito in grado di seguire la chioccia, si sviluppano molto rapidamente e raggiungono l’80-90% del peso corporeo definitivo nel giro di tre mesi.
L’età massima registrata in libertà è di più di 6 anni.

Ruolo Ecologico –
La Lagopus muta è un uccello che vive nelle aree erbose pietrose e rocciose d’alta quota. È prevalentemente diurna-crepuscolare, solitaria, in coppia o in piccoli gruppi; inoltre è sedentaria, nidificante, in parte erratica.
La si osserva esclusivamente al di sopra del limite superiore delle foreste in aree ove si alternano praterie alpine, pietraie, barre rocciose e vallette nivali. In estate predilige i versanti più freschi e quote di norma non inferiori a 2400–2500 m; in inverno sfrutta i versanti esposti nei quadranti meridionali e le creste ventate, ove il manto nevoso è meno duraturo ed è quindi possibile reperire i vegetali di cui si nutre.
Dal punto di vista dell’alimentazione sono uccelli ostinatamente vegetariani, ma i piccoli in crescita assumono anche insetti. Gli adulti si nutrono pressoché interamente di vegetali e comprendono foglie, fiori, frutti, germogli di piante erbacee e di arbusti prostrati. In inverno vengono selezionati i vegetali più ricchi di zuccheri e proteine, raccolti nelle zone ove il manto nevoso è meno persistente e mangiano anche “pulci della neve” che misurano 2,5 mm e sono ricche di proteine.
In questo uccello l’intestino cieco è lungo ed ospita una ricca flora batterica che ottimizza l’assimilazione delle componenti meno digeribili; ciononostante, il bilancio energetico complessivo può essere mantenuto soltanto riducendo al minimo i consumi dovuti all’attività muscolare e alla dispersione di calore: tale scopo viene raggiunto concentrando in limitate fasce orarie i periodi di attività e riducendo al minimo indispensabile gli spostamenti.
Dal punto di vista dello stato di conservazione questo volatile, fino a pochi anni fa, era considerato in buono stato di conservazione. Oggi, a causa della caccia (seppure questa rarefazione avviene anche in zone protette) dei cambiamenti climatici e del troppo disturbo arrecato dal turismo durante tutto l’anno (soprattutto durante il periodo di cova), è inserito nella lista rossa di alcuni Paesi come in Italia dove è a rischio di estinzione come specie “vulnerabile”, ovvero in cattivo stato di conservazione. A livello europeo è classificata come Spec 3 (specie in declino, ma non concentrata in Europa).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.




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