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Pterocarpus indicus

L’Amboina (Pterocarpus indicus Willd.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Fabales,
Famiglia Fabaceae,
Sottofamiglia Faboideae,
Tribù Dalbergieae,
Genere Pterocarpus,
Specie P. indicus.
Sono sinonimi i termini:
– Echinodiscus echinatus Miq.;
– Lingoum echinatum (Pers.) Kuntze;
– Lingoum indicum (Willd.) Kuntze;
– Lingoum rubrum Rumph.;
– Lingoum saxatile Rumph.;
– Lingoum wallichii Pierre;
– Pterocarpus blancoi Merr.
– Pterocarpus carolinensis Kaneh.
– Pterocarpus casteelsi var. ealaensis Hauman;
– Pterocarpus echinatus Pers.;
– Pterocarpus klemmei Merr.
– Pterocarpus obtusatus Miq.
– Pterocarpus pallidus Blanco
– Pterocarpus papuanus F.Muell.
– Pterocarpus pubescens Merr.
– Pterocarpus vidalianus Rolfe
– Pterocarpus wallichii Wight & Arn.
– Pterocarpus zollingeri Miq.
– Pterocarpus santalinus Blanco;
– Pterocarpus vidalianus Rolfe.

Etimologia –
Il termine Pterocarpus proviene dal greco πτερóν pterόn ala e da carpos frutto: con frutti alati.
L’epiteto specifico indicus è in riferimento alle sue origine dalle Indie, nel senso più vasto di Indie Orientali.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Pterocarpus indicus è una pianta con un areale di origine che comprende l’Asia dell’est e con precisione: Brunei, Cambogia, Cina (Guangdong e Yunnan), Filippine, Giappone (Isole Nansei-Shoto), Indonesia, Isole Salomone, Malaysia, Micronesia, Myanmar, Palau, Papua Nuova Guinea, Taiwan, Thailandia, Vanuatu e Vietnam.
Il suo habitat è quello delle foreste, spesso in prossimità di corsi d’acqua, dal livello del mare fino a circa 1300 m di altitudine.

Descrizione –
Il Pterocarpus indicus è un albero sempreverde o brevemente deciduo, che può raggiungere i 30 m di altezza.
Ha un’ampia e densa chioma e rami inizialmente ascendenti, poi arcuati ed eventualmente ricadenti.
Il tronco è eretto, con un diametro fino a 2 metri, provvisto alla base di radici tabulari (radici appiattite simili a contrafforti che contribuiscono al sostegno di grandi alberi), con corteccia grigiastra, che nei vecchi esemplari tende a sfaldarsi in strisce longitudinali, dalle cui ferite essuda una resina rossa.
Questa pianta possiede un apparato radicale che è capace di fissare l’azoto atmosferico arricchendone il suolo.
Le foglie sono alterne, imparipennate, lunghe 15-30 cm, con 5-11 foglioline alterne ovato-ellittiche con margine intero e apice bruscamente appuntito, lunghe 5-12 cm e larghe 3-7 cm, di colore verde brillante.
Le infiorescenze sono ascellari, raramente terminali, racemose o a pannocchia, lunghe 10-18 cm, portanti numerosi fiori ermafroditi fragranti, su un pedicello lungo 0,8-1 cm, con calice campanulato verde, lungo 0,5 cm, e corolla papilionacea, di circa 1,6 cm di lunghezza, di colore giallo o giallo arancio, con vessillo ovato-oblungo e ali oblunghe con margini ondulati, carena più piccola delle ali e 10 stami, di cui 9 con i filamenti saldati tra loro ed uno libero (stami diadelfi).
Fiorisce in modo gregario colorando progressivamente l’intera chioma di giallo.
Il frutto è un legume indeiscente orbicolare appiattito, di 5-7 cm di diametro, alato lungo i margini, inizialmente di colore verde chiaro, poi bruno a maturità, contenente 1-2 semi reniformi, di 1-2 cm di lunghezza, di colore bruno; i frutti sono dispersi principalmente dal vento e in misura minore dall’acqua, potendo galleggiare, per le popolazioni rivierasche.

Coltivazione –
Il Pterocarpus indicus è un albero a rapida crescita che può essere coltivato nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido.
Non sopporta temperature di poco inferiori a 6-8 °C se non eccezionali e per brevissimo periodo, dove viene spesso utilizzato in parchi e giardini di grande estensione o come alberatura stradale, per il fogliame ornamentale e la brillante fioritura, ma va attentamente studiata la sua collocazione per l’esteso apparato radicale superficiale.
Nei tropici umidi si trova ad altitudini fino a 750 metri, sebbene possa essere coltivata ad altitudini più elevate e cresce meglio in aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese tra 24 e 32 °C, ma può tollerare tra 12 e 37 °C.
Preferisce una piovosità media annua compresa tra 2.000 e 3.000 mm, ma tollera 1.500 – 3.500 mm.
Questa pianta richiede una esposizione in pieno sole, o al più una leggera ombreggiatura, e si adatta ad un’ampia varietà di suoli, ma cresce al meglio in quelli profondi, drenanti e fertili, da leggermente acidi a leggermente alcalini. Tollera livelli moderati di sale nel suolo e preferisce un pH compreso tra 5,5 e 6,5, tollerando tra 5 e 7,5.
La riproduzione avviene per seme, in substrato organico drenante, mantenuto costantemente umido alla temperatura di 25-28 °C, con tempi di germinazione di 1-12 settimane e prima fioritura dopo 5-7 anni, e per talea anche legnosa, rami fino a 6 cm di diametro radicano facilmente e iniziano a fiorire dopo 2-3 anni.
Gli alberi di solito iniziano a fiorire e fruttificare tra i 5 ei 10 anni di età e le piante possono fiorire e produrre frutti tutto l’anno.

Usi e Tradizioni –
Il Pterocarpus indicus è conosciuto con vari nomi, in funzione dell’areale dove cresce. Tra questi nomi ricordiamo: Amboyna wood, Andaman redwood, Burmese rosewood, narra, Malay padauk, Papua New Guinea rosewood, Philippine-mahogany (inglese); angsanah, paduk (birmano); bluwota (bislama); zi tan (cinese); narra (filippino); santal rouge amboine (francese); almug (giavanese); lal chandan (hindi); bethonne, hanemara (kannada); yaeyama-shitan (giapponese); angsana (indonesiano); pitasala (sanscrito); mai pradoo (thailandese); peddagi (telegu).
Le ampie fronde ricadenti, di un bel verde brillante, ne fanno una pianta ornamentale per i giardini dei tropici. Da secoli il Pterocarpus indicus è utilizzato nella medicina tradizionale per varie patologie. Studi di laboratorio hanno di recente evidenziato la presenza nelle radici, corteccia e foglie di composti bioattivi con attività antibatterica.
Questa pianta ha comunque anche impieghi alimentari.
Nelle aree di origine pare che si mangino le giovani foglie e i fiori profumati.
I fiori vengono visitati dalle api è producono miele mentre gli infusi di foglie sono usati come shampoo. Le foglie sono presumibilmente buone per la ceretta e la lucidatura di ottone e rame. È anche una fonte di kino o resina.
Le foglie sono usate anche nella medicina tradizionale per trattare una varietà di problemi di salute. Le foglie contengono flavonoidi. I flavonoidi sono antiossidanti che forniscono benefici per la salute degli esseri umani, come benefici antinfiammatori e antiallergici. I flavonoidi nelle foglie possono essere in grado di prevenire danni ai reni.
Nella medicina popolare è usato per combattere i tumori.Questa proprietà potrebbe essere dovuta a un polipeptide acido trovato nelle sue foglie che inibisce la crescita delle cellule del carcinoma dell’ascite di Ehrlich mediante l’interruzione delle membrane cellulari e nucleari.
Inoltre un tempo era anche una delle fonti di lignum nephriticum, un diuretico usato in Europa dal XVI al XVIII secolo. La sua reputazione era dovuta ai suoi infusi di legno, che sono fluorescenti.
Il Pterocarpus indicus ha, comunque, anche usi agroforestali.
Albero che, come detto, fissa l’azoto, è stato raccomandato per l’uso nei sistemi agroforestali e come albero da ombra per caffè e altre colture.
Dalla corteccia si ottiene un colorante rosso ed è una fonte di kino, una sostanza rossa che ricorda la resina, ottenuta picchiettando diversi alberi tropicali non correlati. Si usa localmente, come astringente e abbronzante.
Il legno, di colore rosso bruno, presenta ottime caratteristiche di durezza, durata, facilità di lavorazione e resistenza alle termiti, ed è altamente apprezzato e utilizzato in molti dei paesi di origine per mobili di pregio, pannellature, pavimenti, strumenti musicali e oggetti artistici. Per l’eccessivo sfruttamento, anche illegale, la sua presenza in molte delle aree di origine si è rarefatta, tanto da essere inserito, come “vulnerabile” (specie a rischio di estinzione in natura), nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature). Viene anche impiegato nei programmi di riforestazione e stabilizzazione dei suoli, e per la sua resistenza anche come barriera frangivento.
Da sottolineare che la pregiatissima radica di Amboyna, uno dei prodotti in legno più rari e apprezzati al mondo, è contrassegnata da piccoli riccioli e nodi contorti.
Quando si lavora il legno si avverte un caratteristico odore dolce. Inoltre più il legno è rosso, più è pesante, ma una densità media potrebbe essere di 720 kg/m³. È poco utilizzato per la tornitura ornamentale, ma poiché la radica è così figurata trova un importante impiego per intarsi ed altre decorazioni.
Inoltre, sebbene la legna è raccomandata come legna da ardere, potrebbe certamente essere utilizzata come combustibile; tra l’altro brucia anche quando è verde.
Questa pianta è l’albero nazionale delle Filippine.

Modalità di Preparazione –
Tutte le parti del Pterocarpus indicus sono variamente utilizzate nella medicina tradizionale per varie patologie.
Per uso medicinale, invece, dal tronco della pianta si estrae una resina appiccicosa, amara e oleosa.
Si dice che sia antibiliare, emetico e starnutatorio ed è usato per trattare disturbi di gola, piaghe della bocca ed è un rimedio popolare per i tumori, soprattutto della bocca.
Un tempo veniva somministrata nel trattamento della diarrea, spesso in combinazione con l’oppio.
Le foglie essiccate vengono mescolate con acqua e bevute quotidianamente per curare il mal di testa.
Dalle giovani foglie si ottiene un infuso che viene usato nel trattamento di costipazione, mal di stomaco, febbri, asma e ulcere della bocca.
Le foglie fresche vengono masticate con noce di betel per alleviare la tosse.
Le foglie giovani vengono applicate esternamente su foruncoli, calore pungente e ulcere.
Le foglie triturate finemente in polvere vengono applicate sulla vagina si dice che le foglie inibiscano significativamente la crescita delle cellule del carcinoma dell’ascite di Ehrlich.
Un succo ricavato dalle radici viene usato per curare la sifilide.
La corteccia viene masticata dalle donne con ciclo irregolare per indurre le mestruazioni.
Un’infusione della corteccia essiccata viene utilizzata nel trattamento della polmonite.
Il succo della corteccia fresca viene applicato localmente per curare ferite e piaghe.
L’infuso di foglie è usato come shampoo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/121273963/original.jpeg
https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:516487-1

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Pterocarpus indicus

Amboyna wood or Malay padauk, Papua New Guinea rosewood, Philippine mahogany, Andaman redwood, Burmese rosewood, narra, asana, angsana, Pashu padauk (Pterocarpus indicus Willd.) is an arboreal species belonging to the Fabaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Fabales Order,
Fabaceae family,
Faboideae subfamily,
Dalbergieae tribe,
Genus Pterocarpus,
P. indicus species.
The terms are synonymous:
– Echinodiscus echinatus Miq.;
– Lingoum echinatum (Pers.) Kuntze;
– Lingoum indicum (Willd.) Kuntze;
– Lingoum rubrum Rumph.;
– Lingoum saxatile Rumph.;
– Lingoum wallichii Pierre;
– Pterocarpus blancoi Merr.
– Pterocarpus carolinensis Kaneh.
– Pterocarpus casteelsi var. ealaensis Hauman;
– Pterocarpus echinatus Pers.;
– Pterocarpus klemmei Merr.
– Pterocarpus obtusatus Miq.
– Pterocarpus pallidus Blanco
– Pterocarpus papuanus F.Muell.
– Pterocarpus pubescens Merr.
– Pterocarpus vidalianus Rolfe
– Pterocarpus wallichii Wight & Arn.
– Pterocarpus zollingeri Miq.
– Pterocarpus santalinus Blanco;
– Pterocarpus vidalianus Rolfe.

Etymology –
The term Pterocarpus comes from the Greek πτερóν pterόn ala and from carpos fruit: with winged fruits.
The specific epithet indicus refers to its origin from the Indies, in the broadest sense of East Indies.

Geographic Distribution and Habitat –
Pterocarpus indicus is a plant with an origin range that includes East Asia and precisely: Brunei, Cambodia, China (Guangdong and Yunnan), Philippines, Japan (Nansei-Shoto Islands), Indonesia, Solomon Islands, Malaysia , Micronesia, Myanmar, Palau, Papua New Guinea, Taiwan, Thailand, Vanuatu and Vietnam.
Its habitat is that of forests, often near water courses, from sea level up to about 1300 m above sea level.

Description –
Pterocarpus indicus is an evergreen or briefly deciduous tree, which can reach 30 m in height.
It has a large and dense crown and branches that are initially ascending, then arched and eventually drooping.
The trunk is erect, with a diameter of up to 2 meters, provided at the base of tabular roots (flattened roots similar to buttresses that contribute to the support of large trees), with greyish bark, which in the old specimens tends to flake off in longitudinal strips, from whose wounds exudes a red resin.
This plant has a root system that is capable of fixing atmospheric nitrogen, enriching the soil.
The leaves are alternate, imparipinnate, 15-30 cm long, with 5-11 alternate ovate-elliptic leaflets with entire margin and sharply pointed apex, 5-12 cm long and 3-7 cm broad, of bright green color.
The inflorescences are axillary, rarely terminal, racemose or panicle, 10-18 cm long, carrying numerous fragrant hermaphroditic flowers, on a 0.8-1 cm long pedicel, with green campanulate calyx, 0.5 cm long, and papilionaceous corolla, about 1.6 cm long, yellow or orange yellow, with ovate-oblong banner and oblong wings with wavy margins, keel smaller than the wings and 10 stamens, of which 9 with the filaments welded together and one free ( stamens diadelfi).
It blooms in a gregarious way, progressively coloring the entire crown of yellow.
The fruit is a flattened indehiscent orbicular legume, 5-7 cm in diameter, winged along the margins, initially light green, then brown when ripe, containing 1-2 kidney-shaped seeds, 1-2 cm long, colored Bruno; the fruits are mainly dispersed by the wind and to a lesser extent by water, being able to float, for the coastal populations.

Cultivation –
Pterocarpus indicus is a fast-growing tree that can be grown in tropical and humid subtropical climate zones.
It does not tolerate temperatures slightly below 6-8 ° C if not exceptional and for a very short period, where it is often used in parks and gardens of great extension or as a road tree, for the ornamental foliage and the brilliant flowering, but the its location due to the extensive superficial root system.
In the humid tropics it is found at altitudes up to 750 meters, although it can be grown at higher altitudes and grows best in areas where annual daytime temperatures are between 24 and 32 ° C, but can tolerate between 12 and 37 ° C.
It prefers an average annual rainfall between 2,000 and 3,000 mm, but tolerates 1,500 – 3,500 mm.
This plant requires full sun exposure, or at most a slight shade, and adapts to a wide variety of soils, but grows best in deep, draining and fertile ones, from slightly acidic to slightly alkaline. It tolerates moderate levels of salt in the soil and prefers a pH between 5.5 and 6.5, tolerating between 5 and 7.5.
Reproduction occurs by seed, in draining organic substratum, kept constantly humid at a temperature of 25-28 ° C, with germination times of 1-12 weeks and first flowering after 5-7 years, and also by woody cutting, branches up to 6 cm in diameter root easily and start flowering after 2-3 years.
Trees usually begin flowering and fruiting between 5 and 10 years of age, and plants can flower and bear fruit all year round.

Customs and Traditions –
Pterocarpus indicus is known by various names, depending on the area where it grows. Among these names we remember: Amboyna wood, Andaman redwood, Burmese rosewood, narra, Malay padauk, Papua New Guinea rosewood, Philippine-mahogany (English); angsanah, paduk (Burmese); bluwota (bislama); zi tan (Chinese); narra (Filipino); santal rouge amboine (French); almug (Javanese); lal chandan (Hindi); bethonne, hanemara (kannada); yaeyama-shitan (Japanese); angsana (Indonesian); pitasala (Sanskrit); mai pradoo (Thai); peddagi (telegu).
The large drooping fronds, of a beautiful bright green, make it an ornamental plant for tropical gardens. For centuries, Pterocarpus indicus has been used in traditional medicine for various pathologies. Laboratory studies have recently highlighted the presence in the roots, bark and leaves of bioactive compounds with antibacterial activity.
However, this plant also has food uses.
In the areas of origin it seems that the young leaves and fragrant flowers are eaten.
The flowers are visited by bees and produce honey while the infusions of the leaves are used as a shampoo. The leaves are supposedly good for waxing and polishing brass and copper. It is also a source of kino or resin.
The leaves are also used in traditional medicine to treat a variety of health problems. The leaves contain flavonoids. Flavonoids are antioxidants that provide health benefits for humans, such as anti-inflammatory and anti-allergic benefits. The flavonoids in the leaves may be able to prevent kidney damage.
In folk medicine it is used to fight cancer.This property may be due to an acidic polypeptide found in its leaves that inhibits the growth of Ehrlich ascites carcinoma cells by disrupting cell and nuclear membranes.
It was also once one of the sources of lignum nephriticum, a diuretic used in Europe from the 16th to the 18th century. Its reputation was due to its wood infusions, which are fluorescent.
However, Pterocarpus indicus also has agroforestry uses.
A tree that, as mentioned, fixes nitrogen, has been recommended for use in agroforestry systems and as a shade tree for coffee and other crops.
A red dye is obtained from the bark and is a source of kino, a red substance that resembles resin, obtained by tapping several unrelated tropical trees. It is used locally, as an astringent and bronzer.
The red-brown wood has excellent characteristics of hardness, durability, ease of processing and resistance to termites, and is highly appreciated and used in many of the countries of origin for fine furniture, paneling, floors, musical instruments and artistic objects. . Due to excessive exploitation, even illegal, its presence in many of the areas of origin has become rarefied, so much so that it is included, as “vulnerable” (species at risk of extinction in nature), in the red list of the IUCN (International Union for the Conservation of Nature). It is also used in reforestation and soil stabilization programs, and for its resistance also as a windbreak barrier.
It should be emphasized that the precious Amboyna briar, one of the rarest and most appreciated wood products in the world, is marked by small curls and twisted knots.
When working with wood there is a characteristic sweet smell. Furthermore, the redder the wood, the heavier it is, but an average density could be 720 kg / m³. It is little used for ornamental turning, but since the briar is so figured it finds an important use for inlays and other decorations.
Also, although wood is recommended as firewood, it could certainly be used as a fuel; among other things, it burns even when it is green.
This plant is the national tree of the Philippines.

Preparation Method –
All parts of Pterocarpus indicus are variously used in traditional medicine for various pathologies.
For medicinal use, however, a sticky, bitter and oily resin is extracted from the trunk of the plant.
It is said to be antibiliary, emetic and sneezing and is used to treat throat ailments, mouth sores and is a popular remedy for cancers, especially of the mouth.
It was once used to treat diarrhea, often in combination with opium.
The dried leaves are mixed with water and drunk daily to cure headaches.
An infusion is obtained from the young leaves which is used in the treatment of constipation, stomach pain, fevers, asthma and mouth ulcers.
Fresh leaves are chewed with betel nut to relieve cough.
Young leaves are applied externally on boils, prickly heat and ulcers.
Finely ground powdered leaves are applied to the vagina the leaves are said to significantly inhibit the growth of Ehrlich ascites carcinoma cells.
A juice made from the roots is used to treat syphilis.
The bark is chewed by women with irregular periods to induce menstruation.
An infusion of the dried bark is used in the treatment of pneumonia.
The juice from the fresh bark is applied topically to heal wounds and sores.
The infusion of leaves is used as a shampoo.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/121273963/original.jpeg
https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:516487-1

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Pterocarpus indicus

La Amboyna o padauk malayo, palo de rosa de Papúa Nueva Guinea, caoba filipina, secoya de Andaman, palo de rosa birmano, narra,​ asana,​ dungou, naga, sangre de drago, pashu padauk (Pterocarpus indicus Willd.) es una especie arbórea perteneciente a la familia Fabaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
orden fabales,
familia de las fabáceas,
subfamilia Faboideae,
tribu Dalbergieae,
Género Pterocarpus,
Especies de P. indicus.
Los términos son sinónimos:
– Echinodiscus echinatus Miq.;
– Lingoum echinatum (Pers.) Kuntze;
– Lingoum indicum (Willd.) Kuntze;
– Lingoum rubrum Rumph.;
– Lingoum saxatile Rumph.;
– Lingoum wallichii Pierre;
– Pterocarpus blancoi Merr.
– Pterocarpus carolinensis Kaneh.
– Pterocarpus casteelsi var. ealaensis Hauman;
– Pterocarpus echinatus Pers.;
– Pterocarpus klemmei Merr.
– Pterocarpus obtusatus Miq.
– Pterocarpus pallidus Blanco
– Pterocarpus papuanus F.Muell.
– Pterocarpus pubescens Merr.
– Pterocarpus vidalianus Rolfe
– Pterocarpus wallichii Wight & Arn.
– Pterocarpus zollingeri Miq.
– Pterocarpus santalinus Blanco;
– Pterocarpus vidalianus Rolfe.

Etimología –
El término Pterocarpus proviene del griego πτερóν pterόn ala y de carpos fruto: con frutos alados.
El epíteto específico indicus hace referencia a su origen en las Indias, en el sentido más amplio de Indias Orientales.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Pterocarpus indicus es una planta con un rango de origen que incluye el Este de Asia y precisamente: Brunei, Camboya, China (Guangdong y Yunnan), Filipinas, Japón (Islas Nansei-Shoto), Indonesia, Islas Salomón, Malasia, Micronesia, Myanmar, Palau, Papúa Nueva Guinea, Taiwán, Tailandia, Vanuatu y Vietnam.
Su hábitat es el de los bosques, a menudo cerca de cursos de agua, desde el nivel del mar hasta unos 1300 m sobre el nivel del mar.

Descripción –
Pterocarpus indicus es un árbol perennifolio o de hoja caduca breve, que puede alcanzar los 30 m de altura.
Tiene una copa grande y densa y ramas que inicialmente son ascendentes, luego arqueadas y finalmente caídas.
El tronco es erecto, de hasta 2 metros de diámetro, provisto en la base de raíces tabulares (raíces aplanadas similares a contrafuertes que contribuyen al sostenimiento de grandes árboles), de corteza grisácea, que en los ejemplares viejos tiende a desprenderse. en tiras longitudinales, de cuyas heridas exuda una resina roja.
Esta planta tiene un sistema radicular que es capaz de fijar nitrógeno atmosférico, enriqueciendo el suelo.
Las hojas son alternas, imparipinnadas, de 15-30 cm de largo, con 5-11 folíolos alternados ovado-elípticos de margen entero y ápice agudamente puntiagudo, de 5-12 cm de largo y 3-7 cm de ancho, de color verde brillante.
Las inflorescencias son axilares, raramente terminales, racemosas o en panícula, de 10-18 cm de largo, llevando numerosas flores hermafroditas aromáticas, sobre un pedicelo de 0,8-1 cm de largo, con cáliz campanulado verde, de 0,5 cm de largo y corola papilionácea, de cerca de 1,6 cm de largo. , amarillo o amarillo anaranjado, con estandarte ovado-oblongo y alas oblongas con márgenes ondulados, quilla más pequeña que las alas y 10 estambres, de los cuales 9 con los filamentos soldados y uno libre (estambres diadelfi).
Florece de forma gregaria, coloreando progresivamente toda la copa de amarillo.
El fruto es una leguminosa orbicular, indehiscente, aplanada, de 5-7 cm de diámetro, alada en los márgenes, inicialmente de color verde claro, luego marrón en su madurez, que contiene 1-2 semillas arriñonadas, de 1-2 cm de largo, de color Bruno; los frutos son dispersados ​​principalmente por el viento y en menor medida por el agua, ya que pueden flotar, para las poblaciones costeras.

Cultivo –
Pterocarpus indicus es un árbol de rápido crecimiento que se puede cultivar en zonas de clima tropical y subtropical húmedo.
No tolera temperaturas ligeramente inferiores a 6-8°C si no excepcionales y por brevísimo período, donde se suele utilizar en parques y jardines de gran extensión o como árbol de caminos, por el follaje ornamental y la brillante floración, pero su ubicación debido al extenso sistema de raíces superficiales.
En los trópicos húmedos se encuentra en altitudes de hasta 750 metros, aunque se puede cultivar a mayor altura y crece mejor en áreas donde las temperaturas diurnas anuales oscilan entre 24 y 32 °C, pero puede tolerar entre 12 y 37 °C.
Prefiere una precipitación media anual entre 2.000 y 3.000 mm, pero tolera 1.500 – 3.500 mm.
Esta planta requiere una exposición total al sol, o como mucho una ligera sombra, y se adapta a una amplia variedad de suelos, pero crece mejor en suelos profundos, drenantes y fértiles, de ligeramente ácidos a ligeramente alcalinos. Tolera niveles moderados de sal en el suelo y prefiere un pH entre 5,5 y 6,5, tolerando entre 5 y 7,5.
La reproducción se da por semilla, en sustrato orgánico drenante, mantenido constantemente húmedo a una temperatura de 25-28 °C, con tiempos de germinación de 1-12 semanas y primera floración después de 5-7 años, y también por esqueje leñoso, ramas hasta 6 cm de diámetro enraízan fácilmente y empiezan a florecer después de 2-3 años.
Los árboles generalmente comienzan a florecer y dar frutos entre los 5 y los 10 años de edad, y las plantas pueden florecer y dar frutos durante todo el año.

Costumbres y tradiciones –
Pterocarpus indicus es conocido con varios nombres, dependiendo de la zona donde crezca. Entre estos nombres recordamos: Amboyna wood, Andaman redwood, Burmese rosewood, narra, Malay padauk, Papua New Guinea rosewood, Philippine-mahogany (inglés); angsanah, paduk (birmano); bluwota (bislama); zitan (chino); narra (filipino); santal rouge amboine (francés); almug (javanés); lal chandan (hindi); Bethonne, Hanemara (Canadá); yaeyama-shitan (japonés); angsana (indonesio); pitasala (sánscrito); mai pradoo (tailandés); peddagi (telegu).
Las grandes frondas caídas, de un hermoso verde brillante, la convierten en una planta ornamental para jardines tropicales. Durante siglos, Pterocarpus indicus se ha utilizado en la medicina tradicional para diversas patologías. Estudios de laboratorio han puesto de manifiesto recientemente la presencia en raíces, cortezas y hojas de compuestos bioactivos con actividad antibacteriana.
Sin embargo, esta planta también tiene usos alimentarios.
En las áreas de origen parece que se comen las hojas tiernas y las flores fragantes.
Las flores son visitadas por las abejas y producen miel mientras que las infusiones de las hojas se utilizan como champú. Se supone que las hojas son buenas para encerar y pulir latón y cobre. También es una fuente de kino o resina.
Las hojas también se utilizan en la medicina tradicional para tratar una variedad de problemas de salud. Las hojas contienen flavonoides. Los flavonoides son antioxidantes que brindan beneficios para la salud de los humanos, como beneficios antiinflamatorios y antialérgicos. Los flavonoides en las hojas pueden prevenir el daño renal.
En la medicina popular se usa para combatir el cáncer. Esta propiedad puede deberse a un polipéptido ácido que se encuentra en sus hojas y que inhibe el crecimiento de las células del carcinoma de ascitis de Ehrlich al alterar las membranas celulares y nucleares.
También fue una vez una de las fuentes de lignum nephriticum, un diurético utilizado en Europa desde el siglo XVI al XVIII. Su reputación se debió a sus infusiones de madera, que son fluorescentes.
Sin embargo, Pterocarpus indicus también tiene usos agroforestales.
Un árbol que, como se mencionó, fija nitrógeno, ha sido recomendado para su uso en sistemas agroforestales y como árbol de sombra para café y otros cultivos.
Se obtiene un tinte rojo de la corteza y es una fuente de kino, una sustancia roja que se asemeja a la resina, obtenida al tocar varios árboles tropicales no relacionados. Se utiliza localmente, como astringente y bronceador.
La madera de color marrón rojizo tiene excelentes características de dureza, durabilidad, facilidad de procesamiento y resistencia a las termitas, y es muy apreciada y utilizada en muchos de los países de origen para muebles finos, revestimientos, pisos, instrumentos musicales y objetos artísticos. Debido a la explotación desmedida, incluso ilegal, su presencia en muchas de las zonas de origen se ha enrarecido, tanto que está incluida, como “vulnerable” (especie en peligro de extinción en la naturaleza), en la lista roja de la UICN. (Unión Internacional para la Conservación de la Naturaleza). También se utiliza en programas de reforestación y estabilización de suelos, y por su resistencia también como barrera cortavientos.
Cabe destacar que el precioso brezo Amboyna, uno de los productos de madera más raros y apreciados del mundo, está marcado por pequeños rizos y nudos retorcidos.
Cuando se trabaja con madera hay un olor dulce característico. Además, cuanto más roja es la madera, más pesada es, pero una densidad media podría ser de 720 kg/m³. Se usa poco para torneado ornamental, pero dado que el brezo está tan tallado, encuentra un uso importante para incrustaciones y otras decoraciones.
Además, aunque la madera se recomienda como leña, ciertamente podría usarse como combustible; entre otras cosas, arde incluso cuando está verde.
Esta planta es el árbol nacional de Filipinas.

Método de preparación –
Todas las partes de Pterocarpus indicus se utilizan de diversas formas en la medicina tradicional para diversas patologías.
Sin embargo, para uso medicinal, se extrae del tronco de la planta una resina pegajosa, amarga y aceitosa.
Se dice que es antibiliar, emético y estornudo y se usa para tratar dolencias de garganta, llagas en la boca y es un remedio popular para los cánceres, especialmente de la boca.
Alguna vez se usó para tratar la diarrea, a menudo en combinación con opio.
Las hojas secas se mezclan con agua y se beben diariamente para curar los dolores de cabeza.
De las hojas tiernas se obtiene una infusión que se utiliza en el tratamiento del estreñimiento, dolor de estómago, fiebres, asma y aftas bucales.
Las hojas frescas se mastican con nuez de betel para aliviar la tos.
Las hojas tiernas se aplican externamente sobre forúnculos, sarpullido y úlceras.
Se aplican hojas en polvo finamente molidas a la vagina. Se dice que las hojas inhiben significativamente el crecimiento de las células del carcinoma de ascitis de Ehrlich.
Un jugo hecho de las raíces se usa para tratar la sífilis.
Las mujeres con períodos irregulares mastican la corteza para inducir la menstruación.
Una infusión de la corteza seca se usa en el tratamiento de la neumonía.
El jugo de la corteza fresca se aplica tópicamente para curar heridas y llagas.
La infusión de hojas se utiliza como champú.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/121273963/original.jpeg
https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:516487-1

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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