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Pterocarpus erinaceus

Il Kino africano (Pterocarpus erinaceus Poir.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Fabales,
Famiglia Fabaceae,
Sottofamiglia Faboideae,
Tribù Dalbergieae,
Genere Pterocarpus,
Specie P. erinaceus.
Sono sinonimi i termini:
– Drepanocarpus senegalensis T.Nees & C.H.Eberm.;
– Echinodiscus erinaceus Benth.;
– Echinodiscus erinaceus Benth. ex Walp.;
– Lingoum erinaceum Kuntze;
– Pterocarpus adansonii DC.;
– Pterocarpus africanus Hook.;
– Pterocarpus senegalensis Vahl;
– Pterocarpus senegalensis Vahl ex DC..

Etimologia –
Il termine Pterocarpus proviene dal greco πτερóν pterόn ala e da carpos frutto: con frutti alati.
L’epiteto specifico erinaceus viene da erícius il riccio: per l’aspetto aculeato, spinoso, pungente delle piante o dei carpofori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Kino africano è una pianta in via di estinzione originaria della regione saheliana dell’Africa occidentale. È presente nell’Africa tropicale occidentale, dalla Sierra Leone alla Repubblica Centrafricana.
Il suo habitat è quello di aperta campagna, savana boscosa, bosco, anche ai margini di foreste umide fitte, a volte su terreni poco profondi, suoli ghiaiosi e lateritici, spesso ai piedi dei pendii; ad altitudini comprese tra 200 e 1.030 metri s.l.m..

Descrizione –
Il Pterocarpus erinaceus è un albero di medie dimensioni che cresce fino a 15 (massimo 25 m) di altezza con una chioma arrotondata e aperta.
I rami hanno lunghi germogli che si piegano verso il basso.
In buone condizioni di crescita il tronco è diritto, cilindrico e senza rami fino a 10 m di altezza. In condizioni peggiori, il tronco è spesso contorto, scanalato e poco ramificato. Il tronco può avere un diametro fino a 75 (-100) cm, leggermente rinforzato.
Ha una superficie della corteccia di colore variabile da marrone grigiastro a nerastro, fessurata e squamosa. La corteccia interna è invece marrone giallastra, con striature rossastre, e al cui taglio emana una gomma traslucida rossastra.
I ramoscelli sono densamente pelosi da giovani.
Ha foglie alterne, imparipennate composte con (5-) 7- 11(-15) foglioline. Le foglie sono portate su piccioli lunghi 3–7 cm, con pinne pelose, lunghe (7-) 10-17 (-22) cm. Le foglioline sono spesso di consistenza cartacea, generalmente alterne, venate, pelose da giovani, di forma da ovata a ellittica, (4-) 6-11 cm di lunghezza × (2-) 3-6 cm di larghezza e di colore brunastro.
L’infiorescenza è una pannocchia ascellare o terminale lunga 7-20 cm. I fiori sono bisessuali, di colore giallo dorato, papilionacei, con uno stendardo di forma quasi circolare, fino a 15 mm × 13 mm, ali lunghe fino a 13 mm, e chiglia lunga fino a 10 mm.
Il frutto è un baccello di colore paglierino, circolare, appiattito, indeiscente, con 1-2 semi, di 4–7 cm di diametro. Il baccello ha un’ala cartacea, finemente venata con margine ondulato o intrecciato. La porzione contenente semi porta spine. I semi sono lisci, reniformi, da piatti a leggermente ispessiti, 10 mm di lunghezza × 5 mm di larghezza, di colore da rosso a marrone scuro.

Coltivazione –
Il Pterocarpus erinaceus è un albero che produce uno dei legni più pregiati nelle regioni in cui cresce: il legno viene solitamente utilizzato a livello locale e scambiato a livello internazionale.
È una delle tre specie principali utilizzate come legname Hongmu (legno rosso), utilizzato per la produzione di mobili cinesi di alta qualità seguendo le tradizioni della dinastia Ming e Quing.
L’albero ha, inoltre, anche una serie di usi medicinali, e fornisce tannini e coloranti per la popolazione locale. La resina ottenuta dall’albero veniva esportata in Europa per uso medicinale, ma ora è stata sostituita da nuovi farmaci.
Per via di questi utilizzi l’albero è stato gravemente sovrasfruttato in passato, per cui sono stati fatti tentativi di rimboschimento della savana e la creazione di soprassuoli nelle fattorie.
Inoltre è una pianta di grande interesse ornamentale; è completamente ricoperto da copiosi racemi di fiori di colore giallo dorato brillante durante la stagione secca, questi cadono creando un tappeto dorato sotto gli alberi con le nuove foglie che vengono poi prodotte così l’ombra viene rapidamente ripristinata.
Per la sua coltivazione si consideri che è una pianta che si trova, allo stato naturale, nella savana arborea da semi-arida a sub-umida dei tropici, dove cresce solitamente ad altitudini fino a 600 metri, eccezionalmente fino a 1.200 metri.
Questa specie cresce meglio in zone con una temperatura media annua di 15 – 32 °C e preferisce una piovosità media annua di 600 – 1.200 mm, ma può tollerare precipitazioni annuali fino a 1.600 mm. Può tollerare fino a 4.000 mm di pioggia.
Cresce naturalmente in zone con una lunga stagione secca fino a 9 mesi e richiede una posizione soleggiata.
Dal punto di vista pedologico tollera la maggior parte dei tipi di terreno, ma preferisce un terreno da leggero a medio, drenante, con pH compreso tra 5 e 5,5, tollerando tra 4,5 e 6,5.
L’albero riesce a crescere bene anche in terreni poveri e poco profondi, sebbene la crescita sia spesso stentata.
Gli alberi rispondono bene al ceduo, si riprendono bene e crescono più di 1 metro all’anno.
Nell’utilizzo per il legname e per foraggi si consiglia un ceduo a un’altezza di 10 cm dal suolo, ma è stata raccomandata anche un’altezza di 50 cm.
La propagazione avviene per seme; il preammollo in acqua per 12 – 24 ore o il trattamento con acido solforico per 30 – 60 minuti migliorano i tassi di germinazione dal 50% al 70%.
È stato ottenuto un tasso di germinazione del 100% mediante scarificazione meccanica, semina in agar all’1%, incubazione a 21 °C e con un fotoperiodo di 12 ore.
I semi possono essere seminati in vaso o in aiuole a una distanza di circa 20 cm × 30 cm. La germinazione è ottimale a una temperatura di 25 – 35 °C, con la germinazione dei primi semi dopo 6 – 10 giorni.
Le piantine sviluppano un lungo fittone e crescono lentamente e possono essere piantate in vaso o come piante a radice nuda, sia come ceppi, che come piantine intere. Il tasso di sopravvivenza è generalmente elevato quando le piantine sono protette dal pascolo del bestiame e dagli erbivori selvatici.
Anche i polloni possono essere utilizzati per la riproduzione e sistemi di propagazione per talea hanno dato buoni risultati.

Usi e Tradizioni –
Il Kino africano, conosciuto in varie aree con i nomi di: kosso, barwood, muninga, vène o mukwa è una pianta tropicale dell’Africa occidentale e centrale che è stata a lungo una delle principali fonti di foraggio e legname nel suo areale nativo. Tra la fine del 20° secolo e l’inizio del 21° secolo, lo sfruttamento eccessivo di questa specie a crescita lenta e la riduzione del suo habitat, a causa della conversione della terra, ha portato al calo significativo della sua popolazione un tempo numerosa. L’albero è ora scomparso in alcune regioni ed è stato elencato come specie in via di estinzione nel 2018. L’attuale tasso di sfruttamento è considerato insostenibile e minaccia la sopravvivenza della specie in natura (Barstow, 2018).
Nel suo areale viene utilizzato per la legna da ardere, per scopi medicinali, come materiale per la lavorazione del legno ed è utile come pianta che fissa l’azoto per migliorare i terreni agricoli impoveriti di nutrienti.
Il Pterocarpus erinaceus fu portato in Europa nel 19° secolo dall’esploratore scozzese Mungo Park. Anche se minacciato a causa dello sfruttamento eccessivo, del degrado ambientale e dei cambiamenti climatici, è un albero alquanto prolifico e facile da coltivare, quindi gli sforzi di riforestazione hanno mostrato un certo successo.
Questa specie è una delle tante che forniscono una resina rossa. Questa resina, spesso nota come “Sangue di drago”, viene spesso utilizzata come applicazione esterna per trattare una serie di problemi e lesioni della pelle.
Ha anche impieghi alimentari in quanto si utilizzano le sue foglie cotte e consumate come verdura.
I semi, inoltre, possono essere consumati ben cotti per evitare effetti emetici o inebrianti.
Per uso medicinale si impiega soprattutto la resina, soprattutto nella medicina tradizionale africana.
Sono state condotte alcune ricerche sulle proprietà medicinali dell’albero, molte delle quali hanno confermato gli usi tradizionali.
L’essudato della corteccia, che si indurisce rapidamente dopo l’esposizione all’aria, contiene il 30 – 80% di acido chinotannico, che è un forte astringente. Questi estratti, in vitro, hanno mostrato attività antibatteriche e antimicotiche contro diversi agenti patogeni umani. Nei test hanno bloccato l’ovulazione e il ciclo dell’estro attraverso l’attività antigonadotropica.
Inoltre è stata inoltre dimostrata una moderata attività antimalarica dell’estratto di corteccia contro ceppi di Plasmodium falciparum.
L’efficacia della corteccia come cicatrizzante è stata confermata dai test e l’attività può essere spiegata dalla presenza di composti fenolici che hanno un effetto sul sistema immunitario.
La corteccia ha mostrato una significativa attività antiossidante. Estratti di acqua e metanolo hanno mostrato attività inibitorie in vitro contro Mycobacterium smegmatis e Mycobacterium tuberculosis, quest’ultimo essendo un agente eziologico della tubercolosi.
La resina, nota come kino, è astringente ed emostatica. Viene assunta internamente per trattare la diarrea, dissenteria, febbre, gonorrea ed infezioni da vermi intestinali.
Per via esterna viene utilizzata per il trattamento di disturbi agli occhi, ulcere e piaghe.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali. Il Pterocarpus erinaceus, nel suo habitat naturale, è infatti una specie pioniera che colonizza prontamente i terreni incolti. Fissa l’azoto atmosferico, anche se da giovane ha una crescita abbastanza lenta.
L’albero può essere, inoltre, utilizzato come recinzione viva ed è una buona fonte di un nettare di buona qualità per le api.
Di questa pianta si utilizza per vari scopi il durame che ha un colore che va da marrone giallastro a bruno rossastro, spesso con striature bruno violacee; è nettamente demarcato dall’alburno spesso 2 – 8 cm, giallastro o color crema pallido. La grana è da dritta a intrecciata, tessitura da fine a moderatamente grossolana; il legno fresco ha un odore sgradevole. Il legno è da moderatamente pesante a molto pesante; consistente, molto durevole, essendo molto resistente a funghi, insetti xilofagi del legno secco e termiti; è anche resistente agli organismi d’acqua dolce. Stagiona lentamente ma con pochissimi rischi di controllo o distorsione; una volta asciutto è stabile.
Il legno ha un effetto smussato abbastanza elevato ed è piuttosto difficile da segare e lavorare, richiedendo una notevole potenza; tiene bene chiodi e viti, ma è necessaria la preforatura perché è fragile; le proprietà di incollaggio sono spesso scarse a causa della presenza nel legno di essudati ma accetta prende facilmente la vernice e si lucida bene.
Il legno è molto apprezzato per mobili e lavori di ebanisteria, ma viene utilizzato anche per costruzioni pesanti tra cui acquedotti, pavimenti in parquet, scale, attrezzi, tornitura, scultura e tranciato. È adatto anche per falegnameria, finiture interne, mortai, pestelli, pali di case, puntelli da miniera, costruzione di navi e imbarcazioni, carrozzerie di veicoli, articoli sportivi, giocattoli, novità, strumenti musicali (es. Balafons) e attrezzature di precisione.
Inoltre il legno è adatto come combustibile e viene utilizzato per fare una buona qualità del carbone che è molto apprezzato dai fabbri locali.
Dal durame di questa pianta, picchettandolo, si ottiene una sostanza rossa che ricorda la resina. Questa è ricca di tannini e può essere usata come colorante rosso e in medicina come astringente.
Questo colorante rosso viene utilizzato per tingere i tessuti, il corpo o i capelli; viene polverizzato e mescolato con acqua, il tessuto viene immerso e asciugato e viene strofinato con olio di karité o olio di palma per produrre un colore viola scuro.
La corteccia è usata occasionalmente per la concia.
I decotti delle foglie sono usati come repellenti per insetti.
Le radici diventano archi.

Modalità di Preparazione –
Il Pterocarpus erinaceus è una pianta che nell’ Africa occidentale e centrale ha avuto ed ha ancora, anche se diminuita per lo sfruttamento, largo impiego per vari usi.
Oltre ad usi alimentari, in cui si utilizzano le foglie cotte e consumate come verdura ed i semi molto cotti, trova largo impiego in campo medicinale.
Della corteccia o dalle radici si preparano dei decotti o infusi che vengono usati nel trattamento di infezioni bronchiali, mal di denti, dissenteria, disturbi mestruali, anemia, gonorrea, emorragie post-partum, infezioni da tigna, lebbra, ferite, tumori e ulcere e come antiemetici, purganti e tonici.
I preparati a base di radici vengono somministrati come clistere per curare le malattie veneree.
Inoltre dalle foglie si ottengono decotti usati per curare la febbre, la sifilide e sono usati come afrodisiaci.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto: https://www.gbif.org/occurrence/1453218370

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Pterocarpus erinaceus

The African Kino (Pterocarpus erinaceus Poir.) Is an arboreal species belonging to the Fabaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Fabales Order,
Fabaceae family,
Faboideae subfamily,
Dalbergieae tribe,
Genus Pterocarpus,
P. erinaceus species.
The terms are synonymous:
– Drepanocarpus senegalensis T.Nees & C.H.Eberm.;
– Echinodiscus erinaceus Benth.;
– Echinodiscus erinaceus Benth. ex Walp.;
– Lingoum erinaceum Kuntze;
– Pterocarpus adansonii DC.;
– Pterocarpus africanus Hook.;
– Pterocarpus senegalensis Vahl;
– Pterocarpus senegalensis Vahl ex DC..

Etymology –
The term Pterocarpus comes from the Greek πτερóν pterόn ala and from carpos fruit: with winged fruits.
The specific epithet erinaceus comes from erícius the hedgehog: due to the aculeate, thorny, pungent appearance of the plants or carpophores.

Geographic Distribution and Habitat –
African Kino is an endangered plant native to the Sahelian region of West Africa. It is present in tropical western Africa, from Sierra Leone to the Central African Republic.
Its habitat is that of open countryside, wooded savannah, wood, even on the edge of dense humid forests, sometimes on shallow soils, gravelly and lateritic soils, often at the foot of the slopes; at altitudes between 200 and 1,030 meters above sea level.

Description –
Pterocarpus erinaceus is a medium sized tree that grows up to 15 (maximum 25m) in height with a rounded and open crown.
The branches have long shoots that bend downward.
In good growing conditions the trunk is straight, cylindrical and branchless up to 10 m in height. In worse conditions, the trunk is often twisted, grooved and not very branched. The trunk can have a diameter of up to 75 (-100) cm, slightly reinforced.
It has a grayish brown to blackish, fissured and scaly bark surface. The inner bark is instead yellowish brown, with reddish streaks, and at the cut of which emanates a reddish translucent gum.
The twigs are densely hairy when young.
It has alternate, imparipinnate leaves made up of (5-) 7- 11 (-15) leaflets. The leaves are carried on 3–7 cm long petioles, with hairy fins, (7-) 10-17 (-22) cm long. The leaflets are often of paper consistency, generally alternate, veined, hairy when young, ovate to elliptical in shape, (4-) 6-11 cm long × (2-) 3-6 cm wide and brownish in color.
The inflorescence is an axillary or terminal panicle 7-20 cm long. The flowers are bisexual, golden yellow, papilionaceous, with an almost circular banner, up to 15 mm × 13 mm, wings up to 13 mm long, and keel up to 10 mm long.
The fruit is a straw-colored, circular, flattened, indehiscent pod with 1-2 seeds, 4-7 cm in diameter. The pod has a papery, finely veined wing with a wavy or intertwined margin. The portion containing seeds bears thorns. Seeds are smooth, kidney-shaped, flat to slightly thickened, 10mm long × 5mm wide, red to dark brown in color.

Cultivation –
Pterocarpus erinaceus is a tree that produces one of the most valuable woods in the regions where it grows: the wood is usually used locally and traded internationally.
It is one of the three main species used as Hongmu lumber (red wood), used for the production of high quality Chinese furniture following the traditions of the Ming and Quing dynasty.
The tree also has a number of medicinal uses, and provides tannins and dyes for the local population. The resin obtained from the tree was exported to Europe for medicinal use, but has now been replaced by new drugs.
Due to these uses, the tree has been severely over-exploited in the past, so attempts have been made to reforest the savannah and create stands on farms.
It is also a plant of great ornamental interest; it is completely covered with copious racemes of bright golden yellow flowers during the dry season, these fall creating a golden carpet under the trees with the new leaves that are then produced so the shade is quickly restored.
For its cultivation it should be considered that it is a plant that is found, in its natural state, in the semi-arid to sub-humid arboreal savannah of the tropics, where it usually grows at altitudes up to 600 meters, exceptionally up to 1,200 meters.
This species grows best in areas with an average annual temperature of 15 – 32 ° C and prefers an average annual rainfall of 600 – 1,200 mm, but can tolerate annual rainfall of up to 1,600 mm. It can tolerate up to 4,000mm of rain.
It grows naturally in areas with a long dry season of up to 9 months and requires a sunny location.
From a pedological point of view it tolerates most types of soil, but prefers a light to medium, draining soil, with a pH between 5 and 5.5, tolerating between 4.5 and 6.5.
The tree can grow well even in poor and shallow soils, although growth is often stunted.
Trees respond well to coppice, recover well and grow more than 1 meter per year.
When used for timber and forage, a coppice is recommended at a height of 10 cm from the ground, but a height of 50 cm has also been recommended.
Propagation occurs by seed; pre-soaking in water for 12 – 24 hours or treatment with sulfuric acid for 30 – 60 minutes improves germination rates from 50% to 70%.
A germination rate of 100% was achieved by mechanical scarification, seeding on 1% agar, incubation at 21 ° C and with a photoperiod of 12 hours.
The seeds can be sown in pots or in flower beds at a distance of about 20cm × 30cm. Germination is optimal at a temperature of 25 – 35 ° C, with the first seeds germinating after 6 – 10 days.
The seedlings develop a long taproot and grow slowly and can be planted in pots or as bare root plants, either as stumps or as whole seedlings. The survival rate is generally high when the seedlings are protected from cattle grazing and wild herbivores.
Suckers can also be used for reproduction and propagation systems by cuttings have given good results.

Customs and Traditions –
African Kino, known in various areas by the names of: kosso, barwood, muninga, vène or mukwa is a tropical plant from West and Central Africa that has long been a major source of forage and wood in its native range. Between the end of the 20th century and the beginning of the 21st century, the overexploitation of this slow-growing species and the reduction of its habitat, due to the conversion of the land, led to the significant decline of its once numerous population. . The tree has now disappeared in some regions and was listed as an endangered species in 2018. The current exploitation rate is considered unsustainable and threatens the survival of the species in the wild (Barstow, 2018).
In its range it is used for firewood, for medicinal purposes, as a material for wood processing and is useful as a nitrogen-fixing plant to improve nutrient-depleted agricultural soils.
Pterocarpus erinaceus was brought to Europe in the 19th century by the Scottish explorer Mungo Park. Although threatened due to overexploitation, environmental degradation and climate change, it is a somewhat prolific and easy-to-grow tree, so reforestation efforts have shown some success.
This species is one of many that provide a red resin. This resin, often known as “Dragon’s Blood”, is often used as an external application to treat a variety of skin problems and injuries.
It also has food uses as its leaves are cooked and eaten as a vegetable.
Furthermore, the seeds can be consumed well cooked to avoid emetic or intoxicating effects.
Resin is mainly used for medicinal use, especially in traditional African medicine.
Some research has been done on the tree’s medicinal properties, many of which have confirmed traditional uses.
Bark exudate, which hardens rapidly after exposure to air, contains 30 – 80% quinotannic acid, which is a strong astringent. These extracts, in vitro, have shown antibacterial and antifungal activities against various human pathogens. In tests they blocked ovulation and the oestrus cycle through antigonadotropic activity.
Furthermore, a moderate antimalarial activity of the bark extract against Plasmodium falciparum strains has also been demonstrated.
The effectiveness of the cortex as a healing agent has been confirmed by tests and the activity can be explained by the presence of phenolic compounds that have an effect on the immune system.
The bark showed significant antioxidant activity. Extracts of water and methanol showed inhibitory activity in vitro against Mycobacterium smegmatis and Mycobacterium tuberculosis, the latter being an etiological agent of tuberculosis.
The resin, known as kino, is astringent and hemostatic. It is taken internally to treat diarrhea, dysentery, fever, gonorrhea and intestinal worm infections.
Externally it is used to treat eye disorders, ulcers and sores.
Other uses include agroforestry ones. Pterocarpus erinaceus, in its natural habitat, is in fact a pioneer species that readily colonizes uncultivated land. It fixes atmospheric nitrogen, although it grows quite slowly when young.
The tree can also be used as a live fence and is a good source of good quality nectar for bees.
The heartwood of this plant is used for various purposes, which has a color ranging from yellowish brown to reddish brown, often with purplish brown streaks; it is clearly demarcated by the sapwood 2 – 8 cm thick, yellowish or pale cream in color. Grain is straight to woven, fine to moderately coarse texture; fresh wood has an unpleasant odor. The wood is moderately heavy to very heavy; firm, very durable, being very resistant to fungi, dry wood xylophagous insects and termites; it is also resistant to freshwater organisms. It matures slowly but with very little risk of control or distortion; once dry it is stable.
The wood has a fairly high bevel effect and is rather difficult to saw and work, requiring considerable power; holds nails and screws well, but pre-drilling is required because it is fragile; the gluing properties are often poor due to the presence of exudates in the wood but it accepts easily takes the varnish and polishes well. Wood is highly prized for furniture and cabinet making, but is also used for heavy construction including aqueducts, parquet floors, stairs, tools, turning, carving and veneer. It is also suitable for joinery, interior finishing, mortars, pestles, house poles, mine props, ship and boat building, vehicle bodies, sporting goods, toys, novelties, musical instruments (eg Balafons) and precision equipment.
In addition, wood is suitable as a fuel and is used to make good quality charcoal which is highly valued by local blacksmiths.
From the heartwood of this plant, by staking it, a red substance is obtained that resembles the resin. This is rich in tannins and can be used as a red dye and medicinally as an astringent.
This red dye is used to dye fabrics, body or hair; it is pulverized and mixed with water, the fabric is dipped and dried and rubbed with shea oil or palm oil to produce a dark purple color.
The bark is occasionally used for tanning.
The decoctions of the leaves are used as insect repellents.
The roots become arches.

Preparation Method –
Pterocarpus erinaceus is a plant that in western and central Africa has had and still has, even if diminished due to exploitation, widely used for various uses.
In addition to food uses, in which the leaves are cooked and consumed as a vegetable and the very cooked seeds, it is widely used in the medicinal field.
Decoctions or infusions are prepared from the bark or roots which are used in the treatment of bronchial infections, toothache, dysentery, menstrual disorders, anemia, gonorrhea, postpartum bleeding, ringworm infections, leprosy, wounds, tumors and ulcers and as antiemetics, purgatives and tonics.
Root preparations are administered as an enema to treat STDs.
Also from the leaves are obtained decoctions used to treat fever, syphilis and are used as aphrodisiacs.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source: https://www.gbif.org/occurrence/1453218370

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Pterocarpus erinaceus

El kino africano (Pterocarpus erinaceus Poir.) es una especie arbórea perteneciente a la familia Fabaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
orden fabales,
familia de las fabáceas,
subfamilia Faboideae,
tribu Dalbergieae,
Género Pterocarpus,
Especies de P. erinaceus.
Los términos son sinónimos:
– Drepanocarpus senegalensis T.Nees & C.H.Eberm.;
– Echinodiscus erinaceus Benth.;
– Echinodiscus erinaceus Benth. ex Walp.;
– Lingoum erinaceum Kuntze;
– Pterocarpus adansonii DC.;
– Pterocarpus africanus Hook.;
– Pterocarpus senegalensis Vahl;
– Pterocarpus senegalensis Vahl ex DC..

Etimología –
El término Pterocarpus proviene del griego πτερóν pterόn ala y de carpos fruto: con frutos alados.
El epíteto específico erinaceus proviene de erícius the hedgehog: debido al aspecto acuulado, espinoso, picante de las plantas o carpóforos.

Distribución Geográfica y Hábitat –
African Kino es una planta en peligro de extinción originaria de la región del Sahel en África Occidental. Está presente en el África occidental tropical, desde Sierra Leona hasta la República Centroafricana.
Su hábitat es el de campo abierto, sabana arbolada, madera, incluso en el borde de densos bosques húmedos, a veces sobre suelos poco profundos, suelos cascajosos y lateríticos, a menudo al pie de las laderas; en altitudes entre 200 y 1.030 metros sobre el nivel del mar.

Descripción –
Pterocarpus erinaceus es un árbol de tamaño mediano que crece hasta 15 (máximo 25 m) de altura con una copa redondeada y abierta.
Las ramas tienen brotes largos que se doblan hacia abajo.
En buenas condiciones de crecimiento el tronco es recto, cilíndrico y sin ramas hasta 10 m de altura. En peores condiciones, el tronco suele estar retorcido, acanalado y poco ramificado. El tronco puede tener un diámetro de hasta 75 (-100) cm, ligeramente reforzado.
Tiene una superficie de corteza de color marrón grisáceo a negruzco, fisurada y escamosa. La corteza interior es en cambio de color marrón amarillento, con rayas rojizas, y en el corte de la cual emana una goma translúcida rojiza.
Las ramitas son densamente peludas cuando son jóvenes.
Tiene hojas alternas imparipinnadas formadas por (5-) 7- 11 (-15) folíolos. Las hojas se llevan en pecíolos de 3–7 cm de largo, con aletas peludas, (7-) 10-17 (-22) cm de largo. Los folíolos son a menudo de consistencia de papel, generalmente alternos, veteados, pilosos cuando son jóvenes, de forma ovada a elíptica, (4-) 6-11 cm de largo × (2-) 3-6 cm de ancho y de color pardusco.
La inflorescencia es una panícula axilar o terminal de 7-20 cm de largo. Las flores son bisexuales, de color amarillo dorado, papilionáceas, con un estandarte casi circular, de hasta 15 mm × 13 mm, alas de hasta 13 mm de largo y quilla de hasta 10 mm de largo.
El fruto es una vaina indehiscente, aplanada, circular, de color pajizo, con 1-2 semillas, de 4-7 cm de diámetro. La vaina tiene un ala parecida al papel, finamente nervada con un margen ondulado o entrelazado. La porción que contiene semillas tiene espinas. Las semillas son lisas, en forma de riñón, planas o ligeramente engrosadas, de 10 mm de largo × 5 mm de ancho, de color rojo a marrón oscuro.

Cultivo –
Pterocarpus erinaceus es un árbol que produce una de las maderas más valiosas en las regiones donde crece: la madera suele utilizarse localmente y comercializarse internacionalmente.
Es una de las tres especies principales utilizadas como madera aserrada Hongmu (madera roja), utilizada para la producción de muebles chinos de alta calidad siguiendo las tradiciones de las dinastías Ming y Quing.
El árbol también tiene una serie de usos medicinales y proporciona taninos y colorantes para la población local. La resina obtenida del árbol se exportaba a Europa para uso medicinal, pero ahora ha sido reemplazada por nuevos medicamentos.
Debido a estos usos, el árbol ha sido severamente sobreexplotado en el pasado, por lo que se ha intentado reforestar la sabana y crear rodales en las fincas.
También es una planta de gran interés ornamental; se cubre completamente con copiosos racimos de flores de color amarillo dorado brillante durante la estación seca, estas caen creando una alfombra dorada debajo de los árboles con las hojas nuevas que luego se producen para que la sombra se restaure rápidamente.
Para su cultivo se debe considerar que es una planta que se encuentra, en estado natural, en la sabana arbórea semiárida a subhúmeda de los trópicos, donde suele crecer en altitudes de hasta 600 metros, excepcionalmente hasta 1.200 metros.
Esta especie crece mejor en áreas con una temperatura media anual de 15 – 32 °C y prefiere una precipitación media anual de 600 – 1200 mm, pero puede tolerar una precipitación anual de hasta 1600 mm. Puede tolerar hasta 4.000 mm de lluvia.
Crece naturalmente en áreas con una larga estación seca de hasta 9 meses y requiere un lugar soleado.
Desde un punto de vista pedológico tolera la mayoría de los tipos de suelo, pero prefiere un suelo ligero a medio, con drenaje, con un pH entre 5 y 5,5, tolerando entre 4,5 y 6,5.
El árbol puede crecer bien incluso en suelos pobres y poco profundos, aunque el crecimiento a menudo se atrofia.
Los árboles responden bien al monte bajo, se recuperan bien y crecen más de 1 metro por año.
Cuando se utiliza para madera y forraje, se recomienda un monte bajo a una altura de 10 cm del suelo, pero también se recomienda una altura de 50 cm.
La propagación ocurre por semilla; el remojo previo en agua durante 12 a 24 horas o el tratamiento con ácido sulfúrico durante 30 a 60 minutos mejora las tasas de germinación del 50% al 70%.
Se logró una tasa de germinación del 100% mediante escarificación mecánica, siembra en agar al 1%, incubación a 21°C y con un fotoperíodo de 12 horas.
Las semillas se pueden sembrar en macetas o en macizos de flores a una distancia de unos 20 cm × 30 cm. La germinación es óptima a una temperatura de 25 – 35 °C, germinando las primeras semillas después de 6 – 10 días.
Las plántulas desarrollan una raíz pivotante larga y crecen lentamente y se pueden plantar en macetas o como plantas a raíz desnuda, ya sea como tocones o como plántulas enteras. La tasa de supervivencia es generalmente alta cuando las plántulas están protegidas del pastoreo de ganado y herbívoros salvajes.
Los chupones también se pueden utilizar para sistemas de reproducción y propagación por esquejes que han dado buenos resultados.

Costumbres y tradiciones –
Kino africano, conocido en varias áreas con los nombres de: kosso, barwood, muninga, vène o mukwa, es una planta tropical de África occidental y central que ha sido durante mucho tiempo una fuente importante de forraje y madera en su área de distribución nativa. Entre finales del siglo XX y principios del siglo XXI, la sobreexplotación de esta especie de lento crecimiento y la reducción de su hábitat, debido a la reconversión del terreno, supuso el importante declive de su antaño numerosa población. El árbol ahora ha desaparecido en algunas regiones y fue catalogado como especie en peligro de extinción en 2018. La tasa de explotación actual se considera insostenible y amenaza la supervivencia de la especie en la naturaleza (Barstow, 2018).
En su gama se utiliza para leña, con fines medicinales, como material para el procesamiento de la madera y es útil como planta fijadora de nitrógeno para mejorar los suelos agrícolas empobrecidos en nutrientes.
Pterocarpus erinaceus fue traído a Europa en el siglo XIX por el explorador escocés Mungo Park. Aunque amenazado debido a la sobreexplotación, la degradación ambiental y el cambio climático, es un árbol algo prolífico y fácil de cultivar, por lo que los esfuerzos de reforestación han tenido cierto éxito.
Esta especie es una de las muchas que proporcionan una resina roja. Esta resina, a menudo conocida como “Sangre de dragón”, se usa a menudo como una aplicación externa para tratar una variedad de problemas y lesiones de la piel.
También tiene usos alimentarios ya que sus hojas se cocinan y se comen como verdura.
Además, las semillas se pueden consumir bien cocidas para evitar efectos eméticos o intoxicantes.
La resina se utiliza principalmente para uso medicinal, especialmente en la medicina tradicional africana.
Se han realizado algunas investigaciones sobre las propiedades medicinales del árbol, muchas de las cuales han confirmado usos tradicionales.
El exudado de la corteza, que se endurece rápidamente después de la exposición al aire, contiene entre un 30 y un 80 % de ácido quinotánico, que es un fuerte astringente. Estos extractos, in vitro, han mostrado actividades antibacterianas y antifúngicas contra varios patógenos humanos. En las pruebas bloquearon la ovulación y el ciclo estral a través de la actividad antigonadotrópica.
Además, también se ha demostrado una actividad antipalúdica moderada del extracto de corteza contra cepas de Plasmodium falciparum.
La eficacia de la corteza como agente curativo ha sido confirmada por pruebas y la actividad puede explicarse por la presencia de compuestos fenólicos que tienen un efecto sobre el sistema inmunológico.
La corteza mostró una importante actividad antioxidante. Los extractos de agua y metanol mostraron actividad inhibidora in vitro contra Mycobacterium smegmatis y Mycobacterium tuberculosis, siendo este último agente etiológico de la tuberculosis.
La resina, conocida como kino, es astringente y hemostática. Se toma internamente para tratar la diarrea, la disentería, la fiebre, la gonorrea y las infecciones por lombrices intestinales.
Externamente se utiliza para tratar trastornos oculares, úlceras y llagas.
Otros usos incluyen los agroforestales. Pterocarpus erinaceus, en su hábitat natural, es de hecho una especie pionera que fácilmente coloniza tierras baldías. Fija nitrógeno atmosférico, aunque crece muy lentamente cuando es joven.
El árbol también se puede utilizar como cerca viva y es una buena fuente de néctar de buena calidad para las abejas.
El duramen de esta planta se utiliza para diversos fines, el cual tiene un color que va del marrón amarillento al marrón rojizo, a menudo con vetas de color marrón violáceo; está claramente delimitada por la albura de 2 – 8 cm de espesor, de color amarillento o crema pálido. El grano es recto a tejido, textura fina a moderadamente gruesa; la madera fresca tiene un olor desagradable. La madera es moderadamente pesada a muy pesada; firme, muy duradero, siendo muy resistente a los hongos, insectos xilófagos de la madera seca y termitas; también es resistente a los organismos de agua dulce. Madura lentamente pero con muy poco riesgo de control o distorsión; una vez seco es estable.
La madera tiene un efecto de bisel bastante alto y es bastante difícil de aserrar y trabajar, requiriendo una potencia considerable; sostiene bien clavos y tornillos, pero se requiere perforación previa porque es frágil; las propiedades de pegado son a menudo malas debido a la presencia de exudados en la madera pero acepta fácilmente el barniz y pule bien. La madera es muy apreciada para la fabricación de muebles y ebanistería, pero también se utiliza para la construcción pesada, como acueductos, pisos de parquet, escaleras, herramientas, torneado, tallado y enchapado. También es adecuado para carpintería, acabado de interiores, morteros, majas, postes de casas, puntales de minas, construcción de barcos y botes, carrocerías de vehículos, artículos deportivos, juguetes, novedades, instrumentos musicales (p. ej. balafones) y equipos de precisión.
Además, la madera es adecuada como combustible y se utiliza para hacer carbón vegetal de buena calidad, muy apreciado por los herreros locales.
Del duramen de esta planta, al retucarlo, se obtiene una sustancia roja que se asemeja a la resina. Este es rico en taninos y puede usarse como colorante rojo y medicinalmente como astringente.
Este tinte rojo se utiliza para teñir tejidos, cuerpo o cabello; se pulveriza y se mezcla con agua, la tela se sumerge, se seca y se frota con aceite de karité o aceite de palma para producir un color púrpura oscuro.
La corteza se usa ocasionalmente para curtir.
Las decocciones de las hojas se utilizan como repelentes de insectos.
Las raíces se convierten en arcos.

Método de preparación –
Pterocarpus erinaceus es una planta que en África occidental y central ha tenido y tiene, aunque disminuida debido a la explotación, ampliamente utilizada para diversos usos.
Además de los usos alimentarios, en los que las hojas se cocinan y se consumen como verdura y las semillas muy cocidas, es muy utilizada en el campo medicinal.
A partir de la corteza o raíces se preparan decocciones o infusiones que se utilizan en el tratamiento de infecciones bronquiales, dolor de muelas, disentería, trastornos menstruales, anemia, gonorrea, sangrado posparto, tiñas, lepra, heridas, tumores y úlceras y como antieméticos, purgantes y tónicos
Las preparaciones de raíz se administran como un enema para tratar las ETS.
También de las hojas se obtienen decocciones que se utilizan para tratar la fiebre, la sífilis y se utilizan como afrodisíacos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto: https://www.gbif.org/occurrence/1453218370

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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