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Bistorta officinalis

La Serpentaria o Poligono bistorta o Poligono medicinale o Bistorta medicinale (Bistorta officinalis Delarbre) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Polygonaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista officinale appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Caryophyllidae,
Ordine Polygonales,
Famiglia Polygonaceae,
Genere Bistorta,
Specie B. officinalis.
Sono sinonimi i termini:
– Bistorta abbreviata Kom.;
– Bistorta carnea (K.Koch) Kom. ex Tzvelev;
– Bistorta confusa (Meisn.) Greene;
– Bistorta ensigera (Juz.) Tzvelev;
– Bistorta lapidosa Kitag.;
– Bistorta major Gray;
– Bistorta officinalis japonica (H.Hara) Yonek.;
– Bistorta pacifica tomentella (Kom.) Tzvelev;
– Bistorta pacifica velutina Kitag.;
– Bistorta subauriculata Kom.;
– Bistorta ussuriensis (Regel) Kom.;
– Persicaria bistorta (L.) Samp.;
– Persicaria bistorta carnea (K.Koch) Greuter & Burdet;
– Persicaria regeliana (Kom.) Cubey;
– Persicaria ussuriensis (Regel) Nakai;
– Polygonum abbreviatum Kom.;
– Polygonum amoenum Salisb.;
– Polygonum ampliusculum Gand.;
– Polygonum bistorta L.;
– Polygonum bistorta pacificum (Petrov ex Kom.) Vorosch.;
– Polygonum bourdinii Gand.;
– Polygonum carneum K.Koch;
– Polygonum carthusianorum Gand.;
– Polygonum confusum Meisn.;
– Polygonum ensigerum Juz.;
– Polygonum lapidosum (Kitag.) Kitag.;
– Polygonum pacificum Petrov ex Kom.;
– Polygonum pilatense Gand.;
– Polygonum regelianum Kom.;
– Polygonum subauriculatum Petrov ex Kom..

Etimologia –
Il termine Bistorta viene dal prefisso bis- due volte e da tórtus ritorto (da torqueo torcere, ritorcere, avvolgersi): doppiamente contorto, riferimento all’aspetto della radice.
L’epiteto specifico officinalis viene da offícina laboratorio medioevale: in quanto pianta usabile in farmaceutica, erboristeria, liquoristica, profumeria e simili.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Serpentaria è una pianta originaria dell’Europa ma è presente anche in forma naturalizzata e coltivata nelle zone fredde e temperato-fredde dell’Europa, Asia e Nord America dove .
Il suo habitat è quello delle vaste distese nei prati umidi di montagna, soprattutto nei terreni ricchi di nitrati, boschi radi, luoghi paludosi, con una distribuzione altimetrica che va dagli 800 ai 3.000 m. s.l.m..

Descrizione –
La Bistorta officinalis è una pianta erbacea perenne che cresce tra 20 e 80 centimetri di altezza e 90 cm circa di larghezza.
Ha un portainnesto spesso e contorto.
Il fogliame è normalmente basale con poche foglie più piccole prodotte vicino all’estremità inferiore degli steli fioriti.
Le foglie sono generalmente glabre; quelle basali sono allungate-ovali con lunghi peduncoli alati e basi tondeggianti o cuoriformi; quelle superiori sono più rade e triangolari, affusolate e prive di picciolo. Alla base ci sono stipole che sono fuse in una guaina che circonda lo stelo. I piccioli sono ampiamente alati.
L’infiorescenza è una spiga con i singoli fiori di colore rosa con cinque segmenti di perianzio, otto stami, tre carpelli fusi e tre stili liberi.
L’antesi avviene tra giugno e luglio.
Il frutto è una noce (Diclesio) con l’antocarpo (achenio) parzialmente incluso nel perianzio, achenio trigono di 4(5) x 2(3) mm, bruno nerastro, brillante.

Coltivazione –
La Bistorta officinalis in alcune aree viene coltivata come pianta da giardino ornamentale e, soprattutto un tempo, anche come ortaggio e pianta medicinale.
È una pianta che, allo stato naturale, cresce in terreni umidi e in condizioni asciutte va in letargo, perdendo il fogliame fino a quando non si ripristina un’adeguata umidità.
A volte viene raccolta allo stato naturale per l’uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali.
È una pianta molto resistente al freddo, in grado di tollerare temperature fino a circa -25-30 °C quando è in stato di dormienza.
È una pianta che si propaga per seme con semina primaverile. La germinazione è generalmente abbondante. Se viene seminata in semenzaio le giovani piantine vanno poi poste in singoli vasi e trapiantate in tarda primavera o in estate.
Si può riprodurre anche per divisione sia in primavera che in autunno. Se si impiegano parti più grandi della pianta queste possono essere piantate direttamente in pieno campo.

Usi e Tradizioni –
La Bistorta officinalis è una pianta che un tempo trovava impiego sia per scopi alimentari che medicinali mentre attualmente è più impiegata per fini ornamentali.
Per uso commestibile si utilizzano le giovani foglie (di sapore amaro ma delicato) che vengono comunemente usate, cotte, come succedaneo degli spinaci o crude nelle insalate miste. La radice tostata, un tempo, si usava per fare il pane.
Nell’Inghilterra settentrionale le foglie sono un ingrediente di un budino amaro (pudding) quaresimale, chiamato Easter Ledger pudding, che si mangia in Quaresima.
Le foglie sono disponibili dalla fine dell’inverno nella maggior parte degli anni e possono essere mangiate fino all’inizio dell’autunno anche se diventano molto più dure con il progredire della stagione.
Le foglie sono una buona fonte di vitamine A e C.
Il seme è molto piccolo e piuttosto complicato da utilizzare.
Le radici si possono magiare crude o cotte e sono ricche di amido e tannino; vengono macerate in acqua e poi tostate per ridurre il contenuto di tannino.
Le radici sono state consumate anche dopo bollitura in zuppe e stufati e possono essere essiccate, quindi macinate in polvere e utilizzate, come detto, per fare il pane.
Le radici vengono mangiate anche in Russia e nell’Asia settentrionale.
La radice contiene il 30% di amido, l’1% di ossalato di calcio e il 15 – 36% di tannino.
Questa pianta può avere usi medicinali. È una delle erbe più fortemente astringenti ed è usata per contrarre i tessuti e fermare il flusso sanguigno.
La radice è potentemente astringente, demulcente, diuretica, febbrifuga, lassativa e fortemente emostatica.
È molto usata, sia internamente che esternamente, nel trattamento di emorragie interne ed esterne, diarrea, dissenteria, colera, ecc.
Viene assunta anche internamente nel trattamento di un’ampia gamma di disturbi tra cui catarro, cistite, sindrome dell’intestino irritabile, ulcera peptica, colite ulcerosa e mestruazioni eccessive.
Per via esterna viene impiegata come lavaggio per piccole ustioni e ferite, ed è usata per trattare faringiti, stomatiti, perdite vaginali, ragadi anali, ecc.
Si possono preparare anche collutori o gargarismi, usati per trattare le gengive spugnose, le ulcere della bocca e il mal di gola.
Le foglie sono astringenti e hanno un’ottima reputazione nel trattamento delle ferite.
Sebbene non sia stata fatta alcuna menzione specifica per questa specie, è stato segnalato che alcuni specie di questo genere possono causare fotosensibilità in persone sensibili.

Modalità di Preparazione –
Della Serpentaria se ne fa un uso sia alimentare che medicinale.
La radice si raccoglie all’inizio della primavera, quando le foglie iniziano appena a germogliare, e poi si secca.
Le foglie sono disponibili normalmente dalla fine dell’inverno nella maggior parte degli habitat dove cresce o viene coltivata.
Radici, foglie e giovani germogli, soprattutto un tempo, venivano cotti al vapore o bolliti.
Le radici sono state consumate anche dopo bollitura in zuppe e stufati e possono essere essiccate, quindi macinate in polvere e utilizzate, come detto, per fare il pane.
In ambito medicinale vengono preparati collutori o gargarismi e possono essere fatti lavaggi con estratti della pianta per vari fini.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Bistorta officinalis

The Bistort (Bistorta officinalis Delarbre) is a herbaceous species belonging to the Polygonaceae family.

Systematics –
From the officinal point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Caryophyllidae,
Polygonales Order,
Polygonaceae family,
Genre Bistorta,
B. officinalis species.
The terms are synonymous:
– Bistorta abbreviated Kom .;
– Bistorta carnea (K. Koch) Kom. formerly Tzvelev;
– Bistorta confusa (Meisn.) Greene;
– Bistorta ensigera (Juz.) Tzvelev;
– Kitag stoned bistorta .;
– Bistorta major Gray;
– Bistorta officinalis japonica (H.Hara) Yonek .;
– Bistorta pacifica tomentella (Kom.) Tzvelev;
– Bistorta pacifica velutina Kitag .;
– Bistorta subauriculata Kom .;
– Bistorta ussuriensis (Regel) Kom .;
– Persicaria bistorta (L.) Samp .;
– Persicaria bistorta carnea (K. Koch) Greuter & Burdet;
– Persicaria regeliana (Kom.) Cubey;
– Persicaria ussuriensis (Regel) Nakai;
– Polygonum abbreviatum Kom .;
– Polygonum amoenum Salisb .;
– Polygonum ampliusculum Gand .;
– Polygonum bistorta L .;
– Polygonum bistorta pacificum (Petrov ex Kom.) Vorosch .;
– Polygonum bourdinii Gand .;
– Polygonum carneum K. Koch;
– Polygonum carthusianorum Gand .;
– Polygonum confusum Meisn .;
– Polygonum ensigerum Juz .;
– Polygonum lapidosum (Kitag.) Kitag .;
– Polygonum pacificum Petrov ex Kom .;
– Polygonum pilatense Ghent .;
– Polygonum regelianum Kom .;
– Polygonum subauriculatum Petrov ex Kom ..

Etymology –
The term Bistorta comes from the prefix bis- twice and from tórtus ritorto (from torqueo to twist, twist, wrap): doubly twisted, referring to the appearance of the root.
The specific epithet officinalis comes from a medieval laboratory workshop: as a plant usable in pharmaceuticals, herbal medicine, liqueurs, perfumery and the like.

Geographic Distribution and Habitat –
The Bistort is a plant native to Europe but is also present in a naturalized form and cultivated in the cold and temperate-cold areas of Europe, Asia and North America where.
Its habitat is that of the vast expanses of humid mountain meadows, especially in soils rich in nitrates, sparse woods, marshy places, with an altimetric distribution ranging from 800 to 3,000 m. s.l.m ..

Description –
Bistorta officinalis is a perennial herbaceous plant that grows between 20 and 80 centimeters in height and approximately 90 cm in width.
It has a thick and twisted rootstock.
The foliage is normally basal with a few smaller leaves produced near the lower end of the flowering stems.
The leaves are generally hairless; the basal ones are elongated-oval with long winged peduncles and rounded or heart-shaped bases; the upper ones are more sparse and triangular, tapered and without petiole. At the base there are stipules which are fused into a sheath that surrounds the stem. The petioles are broadly winged.
The inflorescence is a spike with single pink flowers with five perianth segments, eight stamens, three fused carpels and three free styles.
The anthesis takes place between June and July.
The fruit is a walnut (Diclesio) with the anthocarp (achene) partially included in the perianth, a trine achene of 4 (5) x 2 (3) mm, blackish brown, brilliant.

Cultivation –
In some areas, Bistorta officinalis is cultivated as an ornamental garden plant and, especially in the past, also as a vegetable and medicinal plant.
It is a plant that, in its natural state, grows in humid soils and in dry conditions it hibernates, losing its foliage until adequate humidity is restored.
It is sometimes harvested in its natural state for local use as a food, medicine and source of materials.
It is a very cold hardy plant, able to tolerate temperatures down to around -25-30 ° C when in a dormant state.
It is a plant that propagates by seed with spring sowing. Germination is generally abundant. If it is sown in seedbeds, the young seedlings are then placed in individual pots and transplanted in late spring or summer.
It can also reproduce by division both in spring and autumn. If larger parts of the plant are used, these can be planted directly in the open field.

Customs and Traditions –
Bistorta officinalis is a plant that was once used for both food and medicinal purposes while currently it is more used for ornamental purposes.
For edible use, the young leaves (with a bitter but delicate taste) are used, which are commonly used, cooked, as a substitute for spinach or raw in mixed salads. The toasted root was once used to make bread.
In northern England, the leaves are an ingredient in a Lenten pudding called Easter Ledger pudding, which is eaten in Lent.
The leaves are available from late winter through most years and can be eaten until early autumn although they get much tougher as the season progresses.
The leaves are a good source of vitamins A and C.
The seed is very small and rather complicated to use.
The roots can be eaten raw or cooked and are rich in starch and tannin; they are macerated in water and then toasted to reduce the tannin content.
The roots have also been consumed after boiling in soups and stews and can be dried, then ground into powder and used, as mentioned, to make bread.
The roots are also eaten in Russia and North Asia.
The root contains 30% starch, 1% calcium oxalate and 15 – 36% tannin.
This plant can have medicinal uses. It is one of the strongest astringent herbs and is used to contract tissues and stop blood flow.
The root is strongly astringent, demulcent, diuretic, febrifuge, laxative and strongly haemostatic.
It is widely used, both internally and externally, in the treatment of internal and external bleeding, diarrhea, dysentery, cholera, etc.
It is also taken internally to treat a wide range of ailments including phlegm, cystitis, irritable bowel syndrome, peptic ulcer, ulcerative colitis, and excessive menstruation.
Externally it is used as a wash for small burns and wounds, and is used to treat pharyngitis, stomatitis, vaginal discharge, anal fissures, etc.
Mouthwashes or gargles can also be prepared, used to treat spongy gums, mouth ulcers, and sore throats.
The leaves are astringent and have an excellent reputation for treating wounds.
Although no specific mention has been made for this species, some species of this genus have been reported to cause photosensitivity in sensitive people.

Preparation Method –
The Bistort is used both for food and medicine.
The root is harvested in early spring, when the leaves are just starting to sprout, and then dries up.
The leaves are normally available from late winter in most habitats where it grows or is cultivated.
Roots, leaves and young shoots, especially once, were steamed or boiled.
The roots have also been consumed after boiling in soups and stews and can be dried, then ground into powder and used, as mentioned, to make bread.
In the medicinal field, mouthwashes or gargles are prepared and washes can be made with plant extracts for various purposes.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Bistorta officinalis

La bistorta (Bistorta officinalis Delarbre) es una especie herbácea perteneciente a la familia Polygonaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista oficial pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Caryophyllidae,
Orden Poligonales,
Familia Polygonaceae,
Género Bistorta,
Especies de B. officinalis.
Los términos son sinónimos:
– Bistorta abreviado Kom.;
– Bistorta carnea (K. Koch) Kom. anteriormente Tzvelev;
– Bistorta confusa (Meisn.) Greene;
– Bistorta ensigera (Juz.) Tzvelev;
– Kitag apedreado bistorta.;
– Bistorta mayor Gray;
– Bistorta officinalis japonica (H.Hara) Yonek.;
– Bistorta pacifica tomentella (Kom.) Tzvelev;
– Bistorta pacifica velutina Kitag.;
– Bistorta subauriculata Kom.;
– Bistorta ussuriensis (Regel) Kom.;
– Persicaria bistorta (L.) Samp.;
– Persicaria bistorta carnea (K. Koch) Greuter & Burdet;
– Persicaria regeliana (Kom.) Cubey;
– Persicaria ussuriensis (Regel) Nakai;
– Polygonum abbreviatum Kom.;
– Polygonum amoenum Salisb.;
– Polygonum ampliusculum Gand.;
– Polygonum bistorta L.;
– Polygonum bistorta pacificum (Petrov ex Kom.) Vorosch.;
– Polygonum bourdinii Gand.;
– Polygonum carneum K. Koch;
– Polygonum carthusianorum Gand.;
– Polygonum confusum Meisn.;
– Polygonum ensigerum Juz.;
– Polygonum lapidosum (Kitag.) Kitag.;
– Polygonum pacificum Petrov ex Kom.;
– Polygonum pilatense Gante.;
– Polygonum regelianum Kom.;
– Polygonum subauriculatum Petrov ex Kom ..

Etimología –
El término Bistorta proviene del prefijo bis- dos veces y de tórtus ritorto (de torqueo a torcer, torcer, envolver): doblemente retorcido, refiriéndose al aspecto de la raíz.
El epíteto officinalis específico proviene de un taller de laboratorio medieval: como planta utilizable en productos farmacéuticos, hierbas medicinales, licores, perfumería y similares.

Distribución geográfica y hábitat –
La bistorta es una planta originaria de Europa pero también está presente en forma naturalizada y cultivada en las zonas frías y templado-frías de Europa, Asia y Norteamérica donde.
Su hábitat es el de las vastas extensiones de prados húmedos de montaña, especialmente en suelos ricos en nitratos, bosques escasos, parajes pantanosos, con una distribución altimétrica que va de los 800 a los 3.000 m. s.l.m ..

Descripción –
Bistorta officinalis es una planta herbácea perenne que crece entre 20 y 80 centímetros de altura y aproximadamente 90 cm de ancho.
Tiene un patrón grueso y retorcido.
El follaje es normalmente basal con algunas hojas más pequeñas producidas cerca del extremo inferior de los tallos florales.
Las hojas son generalmente lampiñas; las basales son alargadas-ovaladas con largos pedúnculos alados y bases redondeadas o en forma de corazón; las superiores son más escasas y triangulares, cónicas y sin pecíolo. En la base hay estípulas que se fusionan en una vaina que envuelve el tallo. Los pecíolos tienen alas amplias.
La inflorescencia es una espiga con flores rosadas individuales con cinco segmentos de perianto, ocho estambres, tres carpelos fusionados y tres estilos libres.
La antesis tiene lugar entre junio y julio.
El fruto es una nuez (Diclesio) con el antocarpo (aqueno) parcialmente incluido en el perianto, un trígono aqueno de 4 (5) x 2 (3) mm, marrón negruzco, brillante.

Cultivo –
En algunas zonas, Bistorta officinalis se cultiva como planta ornamental de jardín y, sobre todo en el pasado, también como planta vegetal y medicinal.
Es una planta que, en su estado natural, crece en suelos húmedos y en condiciones secas hiberna, perdiendo su follaje hasta que se recupera la humedad adecuada.
A veces se cosecha en su estado natural para uso local como alimento, medicina y fuente de materiales.
Es una planta muy resistente al frío, capaz de tolerar temperaturas de hasta -25-30 ° C cuando está en estado latente.
Es una planta que se propaga por semilla con siembra primaveral. La germinación es generalmente abundante. Si se siembra en semilleros, las plántulas jóvenes se colocan en macetas individuales y se trasplantan a fines de la primavera o el verano.
También puede reproducirse por división tanto en primavera como en otoño. Si se utilizan partes más grandes de la planta, estas se pueden plantar directamente en campo abierto.

Costumbres y tradiciones –
Bistorta officinalis es una planta que alguna vez se usó con fines alimentarios y medicinales, mientras que en la actualidad se usa más con fines ornamentales.
Para uso comestible se utilizan las hojas tiernas (de sabor amargo pero delicado), que se utilizan comúnmente, cocidas, como sustituto de las espinacas o crudas en ensaladas mixtas. La raíz tostada se usó una vez para hacer pan.
En el norte de Inglaterra, las hojas son un ingrediente de un pudín de Cuaresma llamado pudín de Pascua, que se come en Cuaresma.
Las hojas están disponibles desde finales del invierno hasta la mayoría de los años y se pueden comer hasta principios de otoño, aunque se vuelven mucho más duras a medida que avanza la temporada.
Las hojas son una buena fuente de vitaminas A y C.
La semilla es muy pequeña y bastante complicada de usar.
Las raíces se pueden comer crudas o cocidas y son ricas en almidón y tanino; se maceran en agua y luego se tuestan para reducir el contenido de taninos.
Las raíces también se han consumido después de hervir en sopas y guisos y se pueden secar, luego se muelen en polvo y se usan, como se mencionó, para hacer pan.
Las raíces también se comen en Rusia y el norte de Asia.
La raíz contiene 30% de almidón, 1% de oxalato de calcio y 15-36% de tanino.
Esta planta puede tener usos medicinales. Es una de las hierbas astringentes más fuertes y se usa para contraer tejidos y detener el flujo sanguíneo.
La raíz es fuertemente astringente, demulcente, diurética, febrífuga, laxante y fuertemente hemostática.
Es muy utilizado, tanto a nivel interno como externo, en el tratamiento de hemorragias internas y externas, diarreas, disentería, cólera, etc.
También se toma internamente para tratar una amplia gama de dolencias que incluyen flema, cistitis, síndrome del intestino irritable, úlcera péptica, colitis ulcerosa y menstruación excesiva.
Externamente se utiliza como lavado de pequeñas quemaduras y heridas, y se utiliza para tratar faringitis, estomatitis, secreciones vaginales, fisuras anales, etc.
También se pueden preparar enjuagues bucales o gárgaras, que se utilizan para tratar las encías esponjosas, las úlceras bucales y los dolores de garganta.
Las hojas son astringentes y tienen una excelente reputación para tratar heridas.
Aunque no se ha hecho una mención específica para esta especie, se ha informado que algunas especies de este género causan fotosensibilidad en personas sensibles.

Método de preparación –
La bistorta se utiliza tanto como alimento como medicinal.
La raíz se cosecha a principios de la primavera, cuando las hojas apenas comienzan a brotar, y luego se seca.
Las hojas normalmente están disponibles desde finales del invierno en la mayoría de los hábitats donde crece o se cultiva.
Las raíces, las hojas y los brotes jóvenes, especialmente una vez, se cuecen al vapor o se hierven.
Las raíces también se han consumido después de hervir en sopas y guisos y se pueden secar, luego se muelen en polvo y se usan, como se mencionó, para hacer pan.
En el ámbito medicinal se preparan enjuagues bucales o gárgaras y se pueden realizar enjuagues con extractos de plantas para diversos fines.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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