Plantago afra

Plantago afra

Lo Psillio o Piantaggine pulicaria (Plantago afra L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantæ,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Plantaginales,
Famiglia Plantaginaceae,
Genere Plantago,
Specie P. afra.
Sono sinonimi i termini:
– Plantago afra subsp. stricta (Schousb.) Zangh.;
– Plantago agrestis Salzm. ex Steud.;
– Plantago cynops L.;
– Plantago cynopsidea Schult.;
– Plantago divaricata Zuccagni;
– Plantago eriocarpa Viv. ex Coss.;
– Plantago garganica hort. ex Decne.;
– Plantago hirsuta Kit. ex Steud.;
– Plantago parviflora Desf.;
– Plantago pseudo-psyllium Desf.;
– Plantago psyllia St. Lag.;
– Plantago psyllium L. (1762), nom. illeg.;
– Plantago psyllium var. zwierleinii;
– Plantago rugosa Hochst.;
– Plantago sicula Presl;
– Plantago squalida Salisb.;
– Plantago stricta Schousb.;
– Psyllium afrum Mirb.;
– Psyllium annuum Mirb.;
– Psyllium erectum Jaume St. Hil.;
– Plantago parvi flora Desf.;
– Psyllium parviflorum Mirb.;
– Psyllium squalidum (Salisb.) Soják.
In Italia sono presenti le sottospecie:
– Plantago afra L. subsp. afra;
– Plantago afra subsp. zwierleinii (Nicotra) Brullo.

Etimologia –
Il termine Plantago viene da plánta, pianta del piede: simile alla pianta del piede, riferimento alle dimensioni delle foglie della piantaggine maggiore.
L’epiteto specifico afra viene da Afri gli abitanti dell’Africa: africano.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Lo Psillio è una pianta che cresce principalmente nell’Europa del sud, in Nordafrica e in Medio Oriente e, comunque, diffusa nel bacino del Mediterraneo.
Nel dettaglio è presente in Eritrea, Etiopia, Sudan, Egitto, Tanzania, Arabia Saudita, Yemen, Isole Canarie, bacino del Mediterraneo e verso est fino al Pakistan.
È presente in Italia con due sottospecie, in Liguria e in tutte le regioni dell’Italia centrale, meridionale e insulare.
Il suo habitat è quello dei pascoli e degli incolti aridi, a volte nelle radure di boschi aperti, su suoli generalmente sabbiosi, aridi d’estate, dal livello del mare a 900-1.150 m circa, con optimum nella fascia mediterranea.

Descrizione –
La Plantago afra è una pianta annua erbacea, più o meno ramificata, che presenta peli ghiandolari e pubescente particolarmente nella parte superiore.
Le foglie sono opposte, da lineari a lineari-lanceolate, di 1,5–8 x 0,1–0,5 cm, intere o con pochi denti.
Le infiorescenze sono presenti all’ascella superiore delle foglie; i peduncoli sono lunghi 1–6 cm; punte lunghe 0,5-1,5 cm; brattee più o meno strettamente ovate, lunghe 3,5–5(–8) mm, pubescenti. I lobi del calice sono uguali, lunghi 3-4 mm. la corolla presenta un tubo lungo 3,5-4 mm.
Il periodo di fioritura è da gennaio a giugno.
Il frutto è secco e deiscente (pissidio) di 3-4 x 1,8-2,2 mm, glabro, con 2 semi di 2,5-2,7 x 1,2-1,7 mm, a navetta, canalicolati nella faccia interna, lisci, bruno-rossastri.

Coltivazione –
La Plantago afra è una pianta che cresce allo stato spontaneo o che viene coltivata principalmente per i suoi semi che costituiscono un efficace ed innocuo lassativo naturale.
È una pianta che cresce su suoli sabbiosi ed aridi ma che si avvantaggia di condizioni di fertilità migliori ed in zone soleggiate.
La propagazione avviene per seme.

Usi e Tradizioni –
La Plantago afra è una pianta che viene coltivata principalmente per i suoi semi che costituiscono un efficace ed innocuo lassativo naturale. I semi, piccoli, di colore nero, insapori e inodori, contengono una mucillagine che al contatto con l’acqua si rigonfia e aumenta di volume. Il gel che in questo modo si genera nell’intestino aumenta il volume della massa fecale, ne ammorbidisce il contenuto e stimola meccanicamente la peristalsi facilitando lo svuotamento e la defecazione.
I semi erano già noti agli antichi, che contengono sali potassici e mucillagini, venivano utilizzati come lassativo lasciandoli gonfiare per macerazione nell’acqua.
Il principio attivo principale di questa pianta è il glicoside aucubina, ma contiene anche polifenoli, polisaccaridi mucillagini, vitamina C, silice, potassio e zinco.
La mucillagine ha inoltre proprietà antinfiammatorie e lenitive sulla mucosa, è quindi indicata nelle coliti e nel colon irritabile. I semi di Plantago afra vengono generalmente indicati per le stipsi croniche e non hanno effetti collaterali noti. Se assunti in contemporanea con altri farmaci possono ostacolarne l’assorbimento. I semi (anche sotto forma di cuticola) sono l’unica parte della pianta in commercio, mentre nella medicina familiare se ne utilizzano anche le foglie, con funzioni analoghe a quella delle congeneri Plantago major e Plantago media. Possono essere utilizzate come rimedio esterno di punture di insetti e lievi ustioni.

Modalità di Preparazione –
Dello Psillio si utilizzano i semi che, essendo ricchi di mucillagine, al contatto con l’acqua si rigonfiano e aumentano di volume. Si ottiene così un gel che nell’intestino aumenta il volume della massa fecale.
Prima dell’uso i semi vanno lasciati gonfiare per macerazione nell’acqua. A contatto con l’acqua, infatti i semi si aprono completamente, aumentano di volume fino a di 30 volte il rispetto alla loro forma secca.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto: http://www.freenatureimages.eu/plants/flora%20o-r/Plantago%20afra/index.html

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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