Riproduzione del Cedro dell’Himalaya

Riproduzione del Cedro dell’Himalaya

Il cedro dell’Himalaya (Cedrus deodara (Roxb. ex (D.Don) G.Don, 1830)) è una conifera originaria del versante occidentale dell’Himalaya, diffuso nella parte orientale dell’Afghanistan, nel nord del Pakistan, nel Kashmir, negli stati nordoccidentali dell’India, in Tibet e in Nepal.
Questa pianta fu introdotta anche in Europa all’inizio del XIX secolo.

Habitat idoneo di riproduzione –
Il Cedrus deodara, come detto, è una pianta presente in un areale che comprende: Afghanistan, Tibet, Nepal, Pakistan e India (Himachal Pradesh, Uttarakhand, Jammu-Kashmir) fino alla Cina sudoccidentale.
Il suo habitat è quello di una varietà di suoli quali soprattutto litosol alpini, in vari tipi di boschi, a volte formando pure formazioni nelle aree più aride dell’Himalaya, ad altitudini da 1.300 a 3.300 metri.

Propagazione –
Per la propagazione e coltivazione del Cedrus deodara si tenga conto che questa pianta, nel suo ambiente naturale, cresce tra 1.300 e 3.300 metri s.l.m. e fruttifica verso i 40 anni.
Anche se il suo habitat è quello himalaiano non è una pianta molto resistente al freddo, essendo in grado di tollerare brevi periodi con temperature fino a circa -10 °C quando è completamente dormiente.
La pianta, inoltre, vegeta bene sulla maggior parte dei terreni, essendo molto tollerante anche alla siccità quando si stabilisce; cresce in terreni molto calcarei, con tessitura argilla-sabbiosa in pieno sole.
Riesce a vegetare in zone calde e secche con meno di 400 mm di pioggia all’anno, ma anche in zone con estati fresche e fino a 2000 mm di pioggia.
Infine non ama l’inquinamento atmosferico ma è abbastanza resistente al vento.
Per la propagazione si può partire da seme.
I semi vanno raccolti dai coni in inverno e tenuti in una stanza calda finché non si aprono; la semina va effettuata il primo possibile al freddo.
Inoltre una breve stratificazione fredda di un mese migliora i tassi di germinazione.
Dopo la semina si consiglia di mantenere i vasi sempre umidi facendo attenzione a non bagnare le giovani piantine; vanno tenute pertanto in ambiente ventilato.
Non appena le piantine raggiungono una dimensione maneggiabile vanno poste in vasi singoli e coltivate in serra fredda per il loro primo inverno; il trapianto va poi effettuato in pieno campo in tarda primavera o all’inizio dell’estate. Si consiglia di dare una protezione alle piantine per il freddo invernale nei primi due anni di vita.
Un altro metodo di moltiplicazione può essere quello agamico tramite talee di germogli terminali che possono essere piantate in serra nel tardo autunno; tuttavia la percentuale di radicazione è bassa.

Ecologia –
Il cedro dell’Himalaya è una pianta che cresce nei suoli profondi e ben drenati. L’elevata umidità atmosferica è favorevole. Ad altitudini maggiori forma popolazioni forestali nella quale la pianta di C. deodara è associata ad una vasta gamma di conifere e ad alcune latifoglie. Le specie presenti possono essere Pinus wallichiana, Taxus baccata, Picea smithiana, Abies spectabilis e Abies pindrow, oltre a specie di Quercus, Rododendro, Acer, Corylus, Aesculus e Betula. Ad altitudini un po’ più basse e asciutte (precipitazioni inferiori a 1000 mm/anno, per lo più sotto forma di neve) si riscontrano formazioni comunemente con Pinus gerardiana , Quercus ilex e Juniperus excelsa subsp. polycarpos.




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