Come si coltiva il Salicone

Come si coltiva il Salicone

Il salicone, conosciuto anche come salice delle capre o salcio di montagna (Salix caprea L., 1753) è una pianta della famiglia delle Salicaceae diffuso in un vasto areale che va dall’Europa al Giappone.
In Italia è presente in tutte le regioni, tranne in Sardegna, dal livello del mare alla fascia subalpina. È specie pioniera che colonizza i margini dei boschi. Vive soprattutto nella fascia collinare e montana, ma si trova anche in pianura.
È una pianta dioica con infiorescenze maschili in amenti ovoidali di 4 cm circa, ricoperti di peli argentei prima della fioritura e con stami gialli; le infiorescenze femminili sono simili ma più grandi; fiorisce in marzo-maggio. Il frutto è una piccola capsula conico-allungata sessile e liscia.

Coltivazione –
Per la coltivazione del salicone si tenga conto che è una pianta che si adatta bene a diversi tipi di terreno, purché non asfittici e sopporta bene una certa aridità estiva.
Come per altri salici è una pianta che ha bisogno di molta acqua per cui non bisogna mai lasciare seccare il suo substrato. Si tratta di una specie che cresce al meglio in un punto assolato alla mezz’ombra del giardino, con terreno normale ed inoltre ha una buona resistenza al freddo.
Il periodo di impianto ottimale di questa specie è la primavera e l’autunno. Prima dell’impianto bisogna realizzare una buca che deve essere larga e profonda il doppio della zolla con le radici. Una volta eliminato il vaso e inserita la pianta nella buca questa va riempita con terra, avendo cura di pressare bene, per contattare il terreno, e innaffiando abbondantemente.
Il Salix caprea è relativamente facile da curare. In primavera è consigliabile utilizzare concimi a rilascio lento, meglio se organici. I turni di irrigazione non devono essere frequenti ma abbondanti per far penetrare bene in profondità l’acqua di irrigazione. Dopo la fioritura si dovrà eseguire la potatura per togliere tutti i rami danneggiati o secchi.

Usi –
Il Salicone è una pianta che è stata impiegata come specie pionieristica negli interventi di rinaturalizzazione ambientale. Come gli altri salici, la sua corteccia contiene anche salicina, usata nell’industria farmaceutica.




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