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Parmelia saxatilis

Il lichene a scudo salato (Parmelia saxatilis (L.) Ach. 1803) è un lichene appartenente alla famiglia delle Parmeliaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Phylum Ascomycota,
Classe Lecanoromycetes,
Ordine Lecanorales,
Famiglia Parmeliaceae,
Genere Parmelia,
Specie P. saxatilis.
Sono sinonimi i termini:
– Lichen saxatilis L. (1753);
– Geissodea saxatilis (L.) J.St.-Hil. (1805);
– Platysma saxatile (L.) Frege (1812);
– Imbricaria saxatilis (L.) Körb. (1846).

Etimologia –
Il termine Parmelia proviene dal greco parme, fruttiera + -eileo, racchiuso, alludendo probabilmente agli apoteci lecanorini.
L’epiteto specifico saxatilis viene da sáxum sasso, pietra: delle pietraie.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Parmelia saxatilis è un lichene presente in varie zone del mondo come in nord America ed in Europa.
È diffuso in tutto il Nord America ed è comune in tutto il Pacifico nord-occidentale.
In Europa è presente soprattutto dalla fascia mesomediterranea, con vegetazione potenziale di boschi di latifoglie sempreverdi dominati da Quercus ilex, alla fascia alpina, con vegetazione potenziale di praterie alpine prive di alberi e tundre, fino al limite inferiore delle nevi perenni e alla linea di equilibrio dei ghiacciai.
Il suo habitat è quello delle rocce silicee, su cortecce, legni e detriti vegetali, fino a quote comunque elevate (in nord America oltre i 1.200 metri s.l.m..

Descrizione –
Parmelia saxatilis è un lichene con un tallo di colore da grigio verdastro a grigio bluastro che può diventare marrone in luoghi esposti e che si ritrova su roccia o, anche, su corteccia o legno.

Coltivazione –
Parmelia saxatilis è un lichene spesso raccolto allo stato naturale, principalmente sassicolo, presente in gran parte del mondo, che per secoli è stato considerato una specie ben delimitata. Recentemente, tuttavia, è stato riscontrato che alcuni esemplari morfologicamente devianti possono essere considerati specie distinte, come P. ernstiae, P. serrana e P. squarrosa.
In Europa è diffuso su tutto l’arco alpino.

Usi e Tradizioni –
Parmelia saxatilis fu descritta per la prima volta nel 1753 da Carlo Linneo con il nome di Lichen saxatilis. Fu Erik Acharius che lo trasferì al genere Parmelia nel 1803.
Studi filogenetici molecolari hanno dimostrato che la Parmelia saxatilis è un membro di un complesso di specie, un gruppo di specie morfologicamente simili ma geneticamente distinte. P. discordans, P. ernstiae, P. hygrophila, P. imbricaria, P. mayi, P. omphalodes, P. pinnatifida, P. serrana, P. submontana, P. sulymae e P. rojoi sono altri membri di questo complesso. Nel caso dei membri europei di questo complesso, non esiste un insieme affidabile di caratteristiche morfologiche e chimiche che possano essere utilizzate per distinguere tra queste specie, e quindi l’analisi del DNA è l’unico modo affidabile per identificarle. Questo è stato dimostrato da studi condotti sia in Scozia che in Italia.
La Parmelia saxatilis veniva utilizzata, soprattutto un tempo, per creare coloranti con colori rosso-marrone intenso e arancio ruggine.
In Scozia, era usato per tingere i tessuti tradizionali tra cui l’Harris tweed.
La Parmelia saxatilis, come altri licheni, è stata utilizzata anche nella medicina tradizionale per curare malattie come l’ittero, malattie polmonari, dello stomaco e del cranio. In uno studio gli estratti di acetone di alcuni licheni, tra cui anche la Parmelia saxatilis, sono stati testati per il loro potenziale antiossidante, antimicrobico e antitumorale.
Dei licheni testati, P. saxatilis ha avuto la più alta attività di rimozione dei radicali liberi (55,3% di inibizione). Inoltre, tutti gli estratti testati hanno mostrato un efficace potere riducente e l’eliminazione dei radicali dell’anione superossido. Sono state osservate forti relazioni tra il contenuto totale di fenoli e flavonoidi e gli effetti antiossidanti degli estratti testati. Lo studio conclude che gli estratti di licheni testati hanno mostrato forti effetti antiossidanti, antimicrobici e antitumorali. Ciò suggerisce che i licheni possono essere utilizzati come possibili agenti antiossidanti, antimicrobici e antitumorali naturali.
Dal punto di vista ecologico, nel 2021 la Parmelia saxatilis è stata sottoposta a valutazione per la Lista Rossa globale IUCN. Poiché il lichene è comune, abbondante e ampiamente distribuito con una popolazione stabile, è considerato a minima preoccupazione.

Modalità di Preparazione –
Della Parmelia saxatilis si utilizza l’intero tallo sia per estrarre coloranti con colori rosso-marrone intenso e arancio ruggine.
Il lichene trova impiego, anche se molto meno, in ambito medico utilizzando l’intero tallo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Parmelia saxatilis

The salted shield lichen or crottle (Parmelia saxatilis (L.) Ach. 1803) is a lichen belonging to the Parmeliaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Fungi,
Phylum Ascomycota,
Lecanoromycetes class,
Order Lecanorales,
Parmeliaceae family,
Genus Parmelia,
P. saxatilis species.
The terms are synonymous:
– Lichen saxatilis L. (1753);
– Geissodea saxatilis (L.) J.St.-Hil. (1805);
– Platysma saxatile (L.) Frege (1812);
– Imbricaria saxatilis (L.) Körb. (1846).

Etymology –
The term Parmelia comes from the Greek parme, fruit bowl + -eileo, enclosed, probably alluding to the lecanorini apothecia.
The specific epithet saxatilis comes from sáxum pebble, stone: of stony ground.

Geographic Distribution and Habitat –
Parmelia saxatilis is a lichen present in various areas of the world such as North America and Europe.
It is widespread throughout North America and is common throughout the Pacific Northwest.
In Europe it is mainly present from the mesomediterranean belt, with potential vegetation of evergreen broad-leaved woods dominated by Quercus ilex, to the alpine belt, with potential vegetation of alpine meadows without trees and tundra, up to the lower limit of perennial snows and to the equilibrium line. of glaciers.
Its habitat is that of siliceous rocks, on bark, wood and vegetable debris, up to however high altitudes (in North America over 1,200 meters above sea level.

Description –
Parmelia saxatilis is a lichen with a greenish-gray to bluish-gray thallus that can turn brown in exposed places and is found on rock or even bark or wood.

Cultivation –
Parmelia saxatilis is a lichen often collected in the natural state, mainly sassicolous, present in most of the world, which for centuries has been considered a well-defined species. Recently, however, it has been found that some morphologically deviant specimens can be considered distinct species, such as P. ernstiae, P. serrana and P. squarrosa.
In Europe it is widespread throughout the Alps.

Customs and Traditions –
Parmelia saxatilis was first described in 1753 by Charles Linnaeus with the name of Lichen saxatilis. It was Erik Acharius who transferred it to the Parmelia genus in 1803.
Molecular phylogenetic studies have shown that Parmelia saxatilis is a member of a species complex, a group of morphologically similar but genetically distinct species. P. discordans, P. ernstiae, P. hygrophila, P. imbricaria, P. mayi, P. omphalodes, P. pinnatifida, P. serrana, P. submontana, P. sulymae and P. rojoi are other members of this complex. In the case of the European members of this complex, there is no reliable set of morphological and chemical characteristics that can be used to distinguish between these species, and therefore DNA analysis is the only reliable way to identify them. This has been shown by studies conducted both in Scotland and in Italy.
Parmelia saxatilis was used, especially in the past, to create dyes with deep red-brown and rusty orange colors.
In Scotland, it was used to dye traditional fabrics including Harris tweed.
Parmelia saxatilis, like other lichens, has also been used in traditional medicine to treat diseases such as jaundice, lung, stomach and skull diseases. In one study, acetone extracts from some lichens, including Parmelia saxatilis, were tested for their antioxidant, antimicrobial, and anticancer potential.
Of the lichens tested, P. saxatilis had the highest free radical removal activity (55.3% inhibition). Furthermore, all the tested extracts showed an effective reducing power and the elimination of superoxide anion radicals. Strong relationships were observed between the total content of phenols and flavonoids and the antioxidant effects of the tested extracts. The study concludes that the lichen extracts tested showed strong antioxidant, antimicrobial and anticancer effects. This suggests that lichens can be used as possible natural antioxidant, antimicrobial and anticancer agents.
From an ecological point of view, in 2021 Parmelia saxatilis underwent evaluation for the IUCN Global Red List. Since lichen is common, abundant, and widely distributed with a stable population, it is considered to be of minimal concern.

Preparation Method –
Of Parmelia saxatilis, the entire thallus is used both to extract dyes with intense red-brown and rusty orange colors.
The lichen is used, albeit much less, in the medical field using the entire thallus.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Cetto B., 2008. Real mushrooms, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.



[:es]

Parmelia saxatilis

El liquen escudo de sal (Parmelia saxatilis (L.) Ach. 1803) es un liquen perteneciente a la familia Parmeliaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Hongos del reino,
Filo Ascomycota,
Clase de lecanoromicetos,
Orden Lecanorales,
Familia parmeliaceae,
Género Parmelia,
Especies de P. saxatilis.
Los términos son sinónimos:
– Liquen saxatilis L. (1753);
– Geissodea saxatilis (L.) J.St.-Hil. (1805);
– Platysma saxatile (L.) Frege (1812);
– Imbricaria saxatilis (L.) Körb. (1846).

Etimología –
El término Parmelia proviene del griego parme, frutero + -eileo, adjunto, probablemente aludiendo a la apotecia lecanorini.
El epíteto específico saxatilis proviene de sáxum sasso, piedra: de suelo pedregoso.

Distribución geográfica y hábitat –
Parmelia saxatilis es un liquen presente en diversas zonas del mundo como América del Norte y Europa.
Está muy extendido en América del Norte y es común en todo el noroeste del Pacífico.
En Europa está presente principalmente desde el cinturón mesomediterráneo, con vegetación potencial de bosques latifoliados siempreverdes dominados por Quercus ilex, hasta el cinturón alpino, con vegetación potencial de prados alpinos desprovistos de árboles y tundra, hasta el límite inferior de nieves perennes. ya la línea de equilibrio de los glaciares.
Su hábitat es el de rocas silíceas, sobre corteza, madera y restos vegetales, hasta grandes altitudes (en América del Norte por encima de los 1.200 metros sobre el nivel del mar.

Descripción –
Parmelia saxatilis es un liquen con un talo de color gris verdoso a gris azulado que puede volverse marrón en lugares expuestos y se encuentra en la roca o incluso en la corteza o la madera.

Cultivo –
Parmelia saxatilis es un liquen a menudo recolectado en estado natural, principalmente sásicolo, presente en la mayor parte del mundo, que durante siglos se ha considerado una especie bien definida. Sin embargo, recientemente se ha descubierto que algunos especímenes morfológicamente desviados pueden considerarse especies distintas, como P. ernstiae, P. serrana y P. squarrosa.
En Europa está muy extendido por los Alpes.

Costumbres y tradiciones –
Parmelia saxatilis fue descrita por primera vez en 1753 por Charles Linnaeus con el nombre de Lichen saxatilis. Fue Erik Acharius quien lo transfirió al género Parmelia en 1803.
Los estudios filogenéticos moleculares han demostrado que Parmelia saxatilis es miembro de un complejo de especies, un grupo de especies morfológicamente similares pero genéticamente distintas. P. discordans, P. ernstiae, P. hygrophila, P. imbricaria, P. mayi, P. omphalodes, P. pinnatifida, P. serrana, P. submontana, P. sulymae y P. rojoi son otros miembros de este complejo. En el caso de los miembros europeos de este complejo, no existe un conjunto confiable de características morfológicas y químicas que puedan usarse para distinguir entre estas especies y, por lo tanto, el análisis de ADN es la única forma confiable de identificarlas. Esto ha sido demostrado por estudios realizados tanto en Escocia como en Italia.
Parmelia saxatilis se utilizó, especialmente en el pasado, para crear tintes con colores rojo-marrón oscuro y naranja oxidado.
En Escocia, se utilizó para teñir tejidos tradicionales, incluido el tweed Harris.
Parmelia saxatilis, al igual que otros líquenes, también se ha utilizado en la medicina tradicional para tratar enfermedades como ictericia, enfermedades pulmonares, estomacales y del cráneo. En un estudio, se probaron extractos de acetona de algunos líquenes, incluida Parmelia saxatilis, para determinar su potencial antioxidante, antimicrobiano y anticancerígeno.
De los líquenes probados, P. saxatilis tuvo la mayor actividad de eliminación de radicales libres (inhibición del 55,3%). Además, todos los extractos probados mostraron un poder reductor efectivo y la eliminación de radicales aniónicos superóxido. Se observaron fuertes relaciones entre el contenido total de fenoles y flavonoides y los efectos antioxidantes de los extractos probados. El estudio concluye que los extractos de liquen probados mostraron fuertes efectos antioxidantes, antimicrobianos y anticancerígenos. Esto sugiere que los líquenes pueden usarse como posibles agentes antioxidantes, antimicrobianos y anticancerígenos naturales.
Desde un punto de vista ecológico, en 2021 Parmelia saxatilis se sometió a evaluación para la Lista Roja Global de la UICN. Dado que el liquen es común, abundante y está ampliamente distribuido con una población estable, se considera que es de mínima preocupación.

Método de preparación –
De Parmelia saxatilis, todo el talo se utiliza tanto para extraer tintes con colores rojo-marrón intenso como naranja oxidado.
El liquen se utiliza, aunque mucho menos, en el ámbito médico utilizando todo el talo.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Cetto B., 2008. Setas reales, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.



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