Onopordum acanthium

Onopordum acanthium

L’onopordo tomentoso (Onopordum acanthium L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteracee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Asterales,
Famiglia Asteraceae,
Sottofamiglia Cichorioideae,
Tribù Cardueae,
Sottotribù Carduinae,
Genere Onopordum,
Specie O. acanthium.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Acanos spina Scop.;
– Acanthium onopordon Gueldenst.;
– Carduus acanthium (L.) Baill.;
– Onopordum acanthium var. acanthium;
– Onopordum ceretanum Sennen, 1929 (sinonimo della subsp. ceretanum);
– Onopordum gautieri Rouy, 1897 (sinonimo della subsp. gautieri);
– Onopordum ramosum Dulac, 1867;
– Onopordum viride Desf., 1815;
– Onopordum vulgare S.F. Gray, 1821.
All’interno di questa specie esiste una certa variabilità e sono presenti alcune sottospecie di cui quelle accettate sono:
– Onopordum acanthium subsp. acanthium; presente su gran parte del suo areale ed in Italia;
– Onopordum acanthium L. subsp. araneosotomentosum (Rech.f.) Parsa, 1980; presente in Iran;
– Onopordum acanthium L. subsp. ceretanum (Sennen) Arènes, 1942; presente in Francia;
– Onopordum acanthium L. subsp. gautieri (Rouy) Bonnier, 1923; presente in Spagna e Francia;
– Onopordum acanthium subsp. parnassicum (Boiss. & Heldr.) Nyman; presente in Grecia;
– Onopordum acanthium L. subsp. gypsicola G. González & al.; presente in Spagna.
Inoltre questa pianta tende a formare ibridi interspecifici, di cui ne riportiamo alcuni:
– Onopordum ×brevicaule G. González Sierra, 1992 – Ibrido con: Onopordum acaulon;
– Onopordum ×dumoulinii Stein – Ibrido con: Onopordum illyricum;
– Onopordum ×godronii Thell., 1912 – Ibrido con: Onopordum tauricum.

Etimologia –
Il termine Onopordum proviene dal greco ονος onos asino e da πορδη pordè peto, per i presunti effetti di turbolenza intestinale che la pianta procura agli asini che ne sono ghiotti.
L’epiteto specifico acanthium viene dal greco ἀκάνϑιον acánthion, nome di un piccolo cardo citato da Dioscoride.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’onopordo tomentoso è una pianta originaria dell’Europa e dell’Asia. La pianta è stata inoltre ampiamente introdotta alle medie latitudini in gran parte del Nord America.
Lo ritroviamo nelle Alpi con una distribuzione discontinua sia sul territorio italiano che oltre confine che può trovarsi in Francia (è presente in tutti i dipartimenti alpini), Svizzera (è presente nei cantoni Berna, Vallese e Grigioni), Austria (è presente nei Länder del Tirolo Settentrionale, Tirolo Orientale, Carinzia, Stiria e Austria Inferiore) e Slovenia. È, inoltre, presente sugli altri rilievi europei e la ritroviamo nel Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi.
Fuori dall’Europa si trova in Siberia, Asia mediterranea e media e Algeria.
In Italia questa specie si trova soprattutto al nord e al centro, ma è considerata rara.
Il suo habitat è quello dei luoghi con estati secche, come la regione mediterranea, crescendo al meglio in terreni sabbiosi argillosi e calcarei ricchi di sali di ammonio. Cresce nei luoghi ruderali, così come nei pascoli aridi e nei campi disturbati. I suoi habitat preferiti sono le aree naturali, i siti disturbati, i bordi delle strade, i campi e soprattutto i siti con terreni fertili, aree agricole, prati e pascoli, zone ripariali, valli e pianure di macchia, arbusti e corsi d’acqua.
Sono soprattutto la temperatura e l’umidità, piuttosto che le concentrazioni di nutrienti nel suolo, che determinano le prestazioni ecologiche delle specie di Onopordum.
La distribuzione altitudinale è fino a 1.500 m s.l.m..

Descrizione –
L’onopordo tomentoso è una pianta biennale con colorazione bianca grigio, tomentosa e con radice spessa e molto sviluppata.
Il fusto è largamente alato-spinoso di 150 -180 cm di altezza, che è percorso per tutta la sua lunghezza da più espansioni alari dentato-spinose irregolari; con spine irte di quasi 1 cm.
Le foglie basali sono sessili pennatopartite a divisione largamente triangolare, oblunghe, dentato-spinose, di colore grigio-azzurro, pubescenti ragnatelose, bianco-tomentose sotto, a margine fortemente spinoso; le cauline a lunga decorrenza fogliacea.
Le infiorescenze sono a capolini grossi, solitari o agglomerati di 3-5 cm di diametro, all’apice del fusto, circondati da un involucro globuloso-ragnateloso, rivestito da brattee con grandi aculei larghi alla base 2-3 mm max, lungamente attenuato-subulati all’apice (a forma di lesina). La corolla è di colore purpureo-violacea, con fiori tutti tubulosi ermafroditi.
La fioritura avviene da luglio ad agosto (settembre).
L’impollinazione avviene ad opera delle api.
I frutti sono acheni (cipsele) di 5-7 mm, di forma da obovoide a ellissoide compressi, con 4 coste, trasversalmente rugosi, di colore castano con macchie nerastre, sormontati da un pappo di setole, rosate o biancastre, scabre denticolate di 7-11 mm, connate alla base.

Coltivazione –
Onopordum acanthium è una pianta biennale che in varie parti viene raccolta allo stato naturale per l’uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali.
Questa pianta risulta facile da coltivare, in quanto cresce in molti tipi di terreno.
Tuttavia è meglio che il terreno sia ben drenato, preferibilmente in pieno sole sebbene tollera l’ombra leggera. Preferisce un terreno con pH leggermente alcalino. La pianta, cresce molto bene in terreni poveri, in condizioni di caldo secco e tollerando la siccità quando si è insediata.
È una pianta a crescita lenta che resistente a temperature minime di circa -15 °C e che fiorisce il secondo anno.
È una pianta che si propaga per auto semina potendo diventare anche invadente.
Tra l’altro le giovani piantine possono essere facilmente estirpate e trapiantate se vengono prelevate quando sono ancora piccole.
La propagazione va fatta tramite semina direttamente in pieno campo nel periodo della primavera. Tuttavia il seme può essere seminato anche in autunno.

Usi e Tradizioni –
L’ Onopordum acanthium può essere confuso con l’Onopordum illyricum (L.) – Onopordo maggiore, che cresce nella zona mediterranea a clima secco. Differisce dall’ Onopordum acanthium L. per le brattee del capolino (3-6 cm di diametro) verdi e rossastre in alto, a spina breve riflesse e dalle foglie bianco-tomentose sotto e sopra, a divisioni inciso-spinose e fusto grosso con ali spinosissime.
L’ Onopordum acanthium è, comunque, una pianta poco conosciuta, raramente inclusa fra le piante officinali ad uso domestico e poco utilizzata in cucina.
L’ Onopordum acanthium è chiamato anche Cardo di Scozia, in quanto è simbolo araldico di questa regione.
I primi re di Scozia introdussero questa pianta come emblema araldico, ma solo nel il 1503 venne riconosciuto quando William Dunbar scrisse una poesia “Il Cardo e la Rosa” per celebrare le nozze del re Giacomo III di Scozia con la principessa Margherita di Inghilterra.
Nel 1687 Giacomo II istituì l’ordine del Cardo, quale speciale ordine cavalleresco scozzese. Questo ordine è il più antico di tutti quelli presenti in Gran Bretagna, eccetto quello dell’Ordine della Giarrettiera.
Un tempo era credenza popolare, che le ragazze nubili della località di Milo, nella zona dell’Etna, desiderose di prendere marito, usassero le infiorescenze dell’Onopordo, per predire un eventuale imminente matrimonio; le giovani, la vigilia di San Giovanni, il 24 giugno, raccoglievano le infiorescenze premature di questa pianta e le riponevano sotto terra in un luogo segreto.
Il giorno successivo, all’alba, le dissotterravano per esaminarne il colore: se era bianco significava che il matrimonio era lontano, se era colorato il matrimonio doveva avvenire a breve o entro l’anno.
Il test del matrimonio dipendeva più o meno dalla tonalità del colore dell’infiorescenza.
Per quanto riguarda gli usi medicinali, questa pianta trova impiego in omeopatia dove è apprezzata per disturbi cardiocircolatori, mentre in erboristeria è riconosciuta per le sue proprietà aperitive, antinfiammatorie e diuretiche.
Può essere impiegata nelle malattie infiammatorie dello stomaco, dell’intestino, come la gastrite, la colite e può portare sollievo ad alcuni disturbi degli organi dell’apparato urinario.
L’ Onopordum acanthium viene utilizzato in alcuni medicinali per il cuore.
Il succo della pianta è stato utilizzato con buoni risultati nel trattamento di tumori e ulcere.
Un decotto della radice è astringente.
In cucina si possono utilizzare i ricettacoli carnosi dei capolini, come pure le grosse coste delle foglie, cotti lessati o stufati, sono edibili come i carciofi (Cynara cardunculus L.) Bisogna avere l’avvertenza di tagliare le parti commestibili, usando guanti adatti e si consiglia di lasciare avvizzire le foglie per poter liberare completamente le carnose coste mediane dalle spine e dalla parte fogliacea.
I semi al naturale sono tossici.
È un’ottima pianta mellifera che attira le api per il suo nettare abbondante.
In Inghilterra le fibre della pianta essiccata venivano usate per imbottire cuscini e materassi.
Per la caratteristica molto decorativa sia delle foglie che delle infiorescenze alcune varietà vengono coltivate come piante ornamentali nei giardini e nei parchi.
Tra gli altri usi si ricorda che un estratto di fiori, foglie e steli viene utilizzato nei prodotti cosmetici commerciali come balsamo per la pelle.
I peli dello stelo vengono talvolta raccolti e utilizzati per imbottire i cuscini.
Un ulteriore uso pratico un tempo ci veniva offerto dai suoi semi che, dopo la spremitura, fornivano olio ad uso alimentare e quale combustibile per le lampade.
Inoltre questa pianta, come detto, trova impiego nel giardinaggio. Questa specie è stata introdotta nei giardini europei verso 1640.
In alcune zone (come gli Stati Uniti) questa pianta è considerata infestante in quanto rovina i campi coltivati ma soprattutto i pascoli.

Modalità di Preparazione –
L’onopordo tomentoso, come visto, ha numerosi impieghi sia di natura medicinale che alimentare o per altri usi.
In cucina il ricettacolo carnoso del capolino è commestibile (ha un sapore dolce e gradevole simile al carciofo); mentre i suoi semi sono oleosi. I fiori (petali) servono per adulterare lo zafferano. Gli steli, raccolti prima della fioritura, levate le spine e la parte esterna più coriacea, possono essere mangiati come gli asparagi.
Le foglie e le giovani piante si possono consumare quindi cotte.
Si raccolgono prima che si sviluppino i fiori e le spine devono essere rimosse prima della cottura.
I petali, in alcune zone, vengono utilizzati come adulterante dello zafferano.
Dal seme si ottiene un olio commestibile di buona qualità.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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