Moringa peregrina

Moringa peregrina

L’albero di Ben (Moringa peregrina (Forssk.) Fiori) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Moringaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Capparales,
Famiglia Moringaceae,
Genere Moringa,
Specie M. peregrina.
Sono sinonimi i termini:
– Hyperanthera peregrina Forssk.;
– Moringa aptera Gaertn..

Etimologia –
Il termine Moringa proviene dal nome vernacolare locale di questa pianta: moringo nel Malabar, murunga in singalese e murungai in tamil.
L’epiteto specifico peregrina viene da esotico, forestiero o anche nel senso di vagante, errabondo, che si trova qua e là, senza una localizzazione preferenziale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Moringa peregrina è una pianta che si trova naturalmente nei paesi aridi o semi-aridi che si affacciano sul Mar Rosso, dalla Somalia e dallo Yemen, a Israele e alla Siria. Nell’Africa tropicale è segnalato da Sudan, Etiopia, Eritrea, Gibuti e Somalia. Viene riportata anche in Iran e Pakistan, ma la sua presenza ha bisogno di conferma.
Il suo habitat naturale è quello dei pendii rocciosi; boschi di Acacia e Commiphora, talvolta su roccia quasi nuda con apparato radicale fortemente ridotto, ad altitudini fino a 850 metri.

Descrizione –
La Moringa peregrina è un arbusto o piccolo albero alto fino a 10 m.
Il fusto ha una corteccia grigia, grigio porpora o marrone brillante.
I rami sono slanciati e presenta anche ramoscelli fragili.
Le foglie sono alterne, in grappoli all’estremità dei rami, lunghe 15-40 cm, bi-pennate, con 2-5 paia di pinne; foglioline opposte o alterne, obovate, oblanceolate o spatolate, 3–20 (35) mm × 2–10 (13) mm, con base da cuneata a arrotondata, apice arrotondato o dentellato, di colore grigio o verde ceroso.
L’infiorescenza è una pannocchia ascellare, lassa, molto ramificata, lunga 18-30 cm.
I fiori sono bisessuali, leggermente zigomorfi, 5-meri, di colore bianco con cuore porpora o arrossati, talvolta profumati; il pedicello è lungo 2-9 mm, articolato; i sepali sono liberi, da oblunghi a lanceolati, 7–9 mm × 1,5–3 mm, acuminati, pelosi su entrambe le facce; i petali sono liberi, strettamente oblunghi, obovati o spatolati, 8–15 mm × 2–5 mm, pelosi all’interno; stami 5, liberi, lunghi 4,5–7 mm, alternati a 5 staminodi, lunghi 4-5 mm; l’ovario è supero, a peduncolo corto, cilindrico, peloso, unicellulare, stilo slanciato.
Il frutto è una capsula allungata (10–)32–39 cm × (1–)1,5–1,7 cm, alquanto trigonometrica, leggermente ristretta tra i semi, con becco, glabra, deiscente con 3 valve. I semi sono da globosi a ovoidali o trigoni, 10-12 mm × 10-12 mm, di colore marrone.

Coltivazione –
La Moringa peregrina è una che viene raccolta allo stato selvatico per l’uso locale come fonte di un olio di alta qualità, che viene utilizzato principalmente a livello locale. È una pianta molto utile per purificare l’acqua ed è una fonte locale di carburante molto importante. L’uso dell’olio risale all’antichità ed è citato in antichi testi egizi e nella Bibbia.
La pianta viene coltivata come ornamentale in Arabia Saudita e in Medio Oriente e sebbene ci sia preoccupazione per il declino delle piante spontanee di Moringa peregrina, specialmente dove viene raccolta per legna da ardere, non è elencata nella Lista Rossa IUCN. È in pericolo nel Sinai in Egitto.
I primi frutti vengono prodotti circa 3 anni dopo la semina.
La pianta cresce rapidamente sia da semi che da talea; 3 – 4 metri di aumento annuale in altezza non sono insoliti quando è disponibile un’umidità adeguata.
Si consiglia la capitozzatura o la potatura successiva alla raccolta per favorire la ramificazione. Ciò aumenta la produzione di baccelli e facilita la raccolta poiché l’albero viene mantenuto ad un’altezza gestibile.
Un singolo albero può produrre fino a 1.000 baccelli all’anno.
La propagazione può avvenire per seme, meglio se seminato in un vivaio in ombra leggera e con trapianto di piantine di 5 mesi.
La pianta si può propagare anche per talee, prelevando rami lunghi 100 – 150 cm, che hanno un buon grado di radicazione e di attecchimento.

Usi e Tradizioni –
La Moringa peregrina è una pianta coltivata soprattutto per l’olio di semi, chiamato “ben oil”. L’uso dell’olio risale all’antichità ed è già citato in antichi testi egizi e nella Bibbia. L’olio viene utilizzato per cucinare, in cosmesi e in medicina. In Yemen l’olio viene utilizzato come lubrificante per piccoli macchinari. I semi sono anche usati come coagulanti per purificare l’acqua, ad es. in Sudan. Nel Sudan meridionale e nello Yemen la Moringa peregrina è una pianta utile alle api e le sue foglie vengono utilizzate come foraggio. I semi sono usati in medicina in Medio Oriente e in Sudan. L’olio è usato per trattare il dolore addominale. Il tubero della giovane pianta viene consumato in Yemen e Oman. La pianta viene coltivata come ornamentale in Arabia Saudita e in Medio Oriente. Il legno viene raccolto come combustibile nel sud del Sinai, ma ormai è diventato scarso.
Il seme di Moringa peregrina contiene circa il 50% di olio. È simile all’olio estratto dal seme di Moringa oleifera Lam. La composizione approssimativa in acidi grassi dell’olio è: acido palmitico 9%, acido stearico 4%, acido arachidico 2%, acido behenico 2%, acido oleico 71%, acido linoleico 1% e acido gadoleico 2%. L’olio contiene gli steroli campesterolo, stigmasterolo e -sitosterolo e i tocoferoli α-, γ- e δ-tocoferolo. Le proprietà depurative dell’acqua del seme sono dovute ad una proteina che coagula le particelle disperse.
L’olio è usato per cucinare.
Inoltre l’ olio ottenuto dal seme viene utilizzato in cosmesi.
I metodi tradizionali per estrarre l’olio, usati dai beduini, sono molto semplici ma producono poco olio. I semi vengono schiacciati, viene aggiunta acqua e i semi vengono bolliti. L’impasto viene lasciato per una notte per permettere all’olio di affiorare in superficie, da dove viene scremato. In un metodo più avanzato i semi vengono frantumati, viene aggiunta dell’acqua e la miscela viene riscaldata delicatamente per 10 – 15 minuti. L’olio viene quindi estratto utilizzando una pressa a vite o una pressa idraulica.
I semi sono usati come coagulante per purificare l’acqua.
Per la purificazione dell’acqua, i semi vengono macinati in una pasta. La pasta viene messa in una bottiglia e si aggiunge acqua. La miscela viene agitata per 5 minuti per attivare la proteina. La miscela viene quindi setacciata e la soluzione viene aggiunta ad acqua torbida. Dopo una lenta agitazione per 20 minuti, le particelle fini, compresi i batteri, coagulano, affondano e si depositano sul fondo. Dopo un’ora è possibile prelevare acqua pulita.
Per quanto riguarda altri usi, il legno è molto succulento e quindi non utilizzato per la costruzione ma viene raccolto come combustibile nel sud del Sinai, anche se ormai è diventato poco reperibile.
Dal punto di vista ecologico sono necessari interventi per la protezione della Moringa peregrina e del suo habitat vulnerabile. L’uso continuato del seme per la produzione di olio e la chiarificazione dell’acqua ne richiede l’addomesticamento e la coltivazione. I primi risultati degli esperimenti per raggiungere questo obiettivo sono promettenti.

Modalità di Preparazione –
La Moringa peregrina è una pianta che viene utilizzata sia da quelle che crescono allo stato spontaneo che da quelle coltivate.
Della pianta si utilizza un po’ tutto ma sono soprattutto i semi che svolgono un importante ruolo, sia per l’estrazione dell’olio, che ha utilizzi alimentari, in medicina e in cosmesi, sia per la depurazione dell’acqua.
I metodi per l’estrazione dell’olio sono sia di tipo tradizionale, a minore resa, che di tipo industriale con rese maggiori.
Per la depurazione dell’acqua vengono macinati in una pasta che viene messa in una bottiglia a cui si aggiunge acqua. Questa miscela viene agitata per 5 minuti per attivare la proteina e quindi setacciata e la soluzione aggiunta ad acqua torbida. Dopo una lenta agitazione per 20 minuti, le particelle fini, compresi i batteri, coagulano, affondano e si depositano sul fondo. Dopo un’ora è possibile prelevare acqua pulita.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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