Mappa Geografica dello Zimbabwe

Mappa Geografica dello Zimbabwe

Lo Zimbabwe è uno Stato dell’Africa meridionale, situato tra il fiume Zambesi e il fiume Limpopo; non ha sbocchi sul mare e confina a nord con lo Zambia, a est con il Mozambico, a sud con il Sudafrica e a ovest con il Botswana. Fino al 1979 era noto come Rhodesia Meridionale o più semplicemente Rhodesia.
Questo Paese ha una popolazione di 12.576.742 abitanti (2003), e ha una superficie di 390.757 chilometri quadrati; la capitale è Harare, nota fino al 1980 con il nome di Salisbury, con una popolazione di 2.123.132 abitanti (2012).

Geografia –
Lo Zimbabwe appartiene alla regione dell’Africa Australe ed è compreso tra i fiumi Limpopo e Zambesi. Questo Paese, senza sbocchi sul mare, ha precipitazioni abbastanza frequenti ed acque interne abbondanti; con una discreta disponibilità di acqua e un clima favorevole all’insediamento, si può dire che il paese presenti caratteristiche geografiche più ospitali di quelle di tanti altri territori africani. Grazie alla speciale protezione riservata al prezioso e vario ambiente naturale e animale, lo Zimbabwe è sempre stato uno dei paesi più visitati dell’Africa.
Lo Zimbabwe ha un territorio piuttosto uniforme e consta in una parte dell’altopiano compreso tra il fiume Limpopo (Sud) e lo Zambesi (Nord). Le vette più alte, che si trovano a Nord e Nord-Est sulle dorsali Mavuradona e Inyangani, digradano in direzione del Mozambico senza mai superare i 2500-2600 metri di altitudine. Il territorio è diviso in tre fasce in base all’altitudine: basso Veld (0-700 metri), medio Veld (700-1200 metri), alto Veld (altitudini superiori). Il territorio dello Zimbabwe fa parte della zolla continentale dell’Africa meridionale e presenta masse cristalline archeozoiche ricoperte in seguito da sedimenti; a causa delle vicende tettoniche che interessano la porzione di zolla corrispondente al territorio dello Zimbabwe, si è sviluppata un’attività vulcanica la quale ha a sua volta provocato la formazione di giacimenti diamantiferi, numerosissimi in tutto il paese.
Per quanto riguarda l’idrografia il fiume principale è lo Zambesi, il quale funge da confine con il limitrofo Stato dello Zambia; esso alimenta il bacino idroelettrico di Kariba e dà vita alle cascate Vittoria. I suoi affluenti principali sono il Gwayi e il Sanyati. A sud il Limpopo, che nasce nell’Alto Veld, delimita il confine con la regione sudafricana del Transvaal.

Clima –
Il clima dello Zimbabwe è di tipo tropicale in quanto presenta due stagioni, una secca da aprile a ottobre (inverno australe), l’altra piovosa tra novembre e marzo (estate australe). La temperatura varia a seconda della fascia di altitudine, per cui si hanno escursioni termiche ridottissime nell’alto e nel medio Veld, mentre si ha un’accentuazione nello scarto tra temperatura invernale ed estiva nel basso Veld; la piovosità annua si tiene su una media di 700 mm.

Flora-
Nel 2005 il 14,5% del territorio era totalmente o parzialmente protetto. La vegetazione è per lo più costituita da rade foreste decidue (tree Veld) e nella parte con meno precipitazioni da savana nella quale prevalgono le acacie e i baobab. Lungo lo Zambesi si ha la foresta a galleria.
In questo Paese la protezione dell’ambiente è stata una caratteristica peculiare del governo rhodesiano sin dagli anni venti. Nel corso del tempo sono state istituite nove riserve e un parco nazionale (Hwange National Park, di 1.456.000 ettari, inaugurato nel 1949). In seguito anche le riserve furono trasformate in parchi nazionali. Nel 1975 fu approvata una nuova legge che istituì nuove tipologie di aree protette come le riserve botaniche, i santuari e le aree safari. In seguito agli sconvolgimenti socio-politici iniziati con gli anni ottanta, l’attività di cura e protezione dell’ambiente è passata in secondo piano. Le stesse strutture ricettive hanno subito una depressione, date le difficoltà di gestione ambientale. La gestione delle aree protette è affidata per legge al Ministero delle risorse naturali e del turismo.
I dieci parchi nazionali del paese sono:
– Chimanimani National Park;
– Chizarira National Park;
– Gonarezhou National Park;
– Hwange National Park;
– Kazuma Pan National Park;
– Mana Pools National Park;
– Matobo National Park;
– Matusadona National Park;
– Nyanga National Park;
– Zambesi National Parks (noto anche come Victoria Falls National Park).
Nello Zimbabwe il più bel rappresentante del regno vegetale è l’albero della salsiccia: questa pianta prende il nome dai suoi enormi frutti marroni, a forma appunto di salsiccia, che possono crescere fino a un metro di lunghezza e diciotto centimetri di diametro. Il frutto è molto apprezzato dalle antilopi, ma essiccato e trasformato in pasta è usato come unguento: la crema ottenuta da questo procedimento sta diventando molto nota a livello internazionale come cura per il carcinoma delle cellule basali, un tipo di cancro della pelle che insorge con l’invecchiamento e la prolungata esposizione al sole. Cercatelo nelle farmacie se vi sono spuntate delle macchie.
Nello Zimbabwe i bassipiani sono privi di vegetazione (detti ‘basso veld’). La vegetazione predominante è quella della prateria di montagna, con variazioni delle specie in funzione dell’altitudine. La caratteristica più peculiare dell’ecoregione è quella di presentare ampie macchie di foresta umida sempreverde, residuali dell’antica foresta montana che si estendeva nelle zone elevate dell’Africa dai Drakensberg fino alle foreste dell’Arco orientale e dipendenti dall’umidità apportata dalle precipitazioni: per questo motivo sono più frequenti sul versante orientale e nelle valli più profonde (monti Nyanga e Chimanimani). La canopia di queste foreste raggiunge i 40–55 m di altezza, con una nota eccezionalità rappresentata dal “big tree” della foresta di Chirinda: una Khaya anthotheca gigante che svetta a 65 metri di altezza. Un secondo tipo di foresta, montana e secca, è più diffuso nell’ecoregione: in questo caso la vegetazione dipende dall’umidità del sottosuolo e non solo dalle precipitazioni; si trova ad altezze maggiori, tra i 1.500.2.000 m e il livello superiore della canopia si ferma a 12–15 m. Le specie epifite e litofite sono onnipresenti. Occasionalmente si incontrano macchie di miombo, nelle zone più drenate delle pendici più alte della catena.
Purtroppo le valli fertili sono occupate in modo sempre più importante dall’avanzare degli insediamenti umani, alla ricerca di buone terre agricole.
L’area è molto a rischio, a seguito dell’espansione delle attività antropiche legate all’agricoltura: le valli sono molto fertili, ben irrigate e le pendici delle colline si prestano alla coltivazione del te e del caffè, oltre che per l’allevamento di bestiame da latte. Ai margini della zona forestata, alcune specie aliene invasive (Lantana camara, Caesalpinia decapetala, Acacia mearnsii e eucalipti) stanno conquistando sempre più spazio alle specie autoctone. Infine, il bracconaggio di alcune specie di erbivori e la raccolta abusiva di legna per la produzione di carbone vegetale completano il quadro dei rischi a cui è soggetta questa ecoregione. Nell’area dell’ecoregione sono comprese tre aree di conservazione: il parco nazionale Nyanga e il parco nazionale di Chimanimani in Zimbabwe e la riserva nazionale di Chimanimani in Mozambico.

Fauna –
Lo Zimbabwe è un paese ricco di fauna; tra questi ricordiamo: elefanti, bufali, leoni, ghepardi, iene, sciacalli, scimmie e antilopi e molti altri ancora che si aggirano nei parchi nazionali pascolando, masticando rumorosamente, accoppiandosi e oziando. Alcune di queste specie sono uniche oppure vivono in gruppi poco numerosi anche in altre parti del pianeta: tra queste meritano un cenno il raro nyala, il ghepardo reale e il cercopiteco dalla gola bianca. Lo Zimbabwe è anche uno degli ultimi paesi dell’Africa in cui si possano ancora avvistare i rinoceronti bianchi e neri, presenti in piccole mandrie.
L’ecoregione non presenta comunque particolari endemismi, ma piuttosto ospita specie rare, che una volta vivevano nel continuum della foresta montana africana mentre ora sono confinate nelle zone isolate che ancora presentano lo stesso habitat. Tra questi, il cercopiteco dal diadema (Cercopithecus mitis), la civetta delle palme africana (Nandinia binotata) e gli scoiattoli Heliosciurus mutabilis e Paraxerus palliatus. Si trova anche una specie poco comune di pipistrello fruttivoro, il Myonycteris relicta. Sono stati identificati anche esemplari di leopardo, che predano alcune specie di erbivori che vivono nelle praterie e nelle brughiere: il saltarupe (Oreotragus oreotragus), l’eland (Taurotragus oryx) e l’irace del Capo (Procavia capensis); tra di loro prolifera anche il babbuino giallo (Papio cynocephalus). Gli uccelli sono numerosi e presentano una buona differenziazione di specie dal bucero trombettiere (Bycanistes bucinator), al turaco verde del Sudafrica (Tauraco corythaix) e alle specie che ricordamo le galline faraone Guttera pucherani. Le farfalle sono abbondanti e caratteristiche dell’ecoregione, particolarmente dopo le piogge. Rettili e anfibi sono presenti con numerose specie che vivono nella foresta (serpenti, gechi, rane, rospi e lucertole), in alcuni casi (sei anfibi e otto rettili) sono endemici.

Guido Bissanti

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