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Lonicera japonica

Il Caprifoglio giapponese (Lonicera japonica Thunb.) è una specie rampicante arbustiva appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Dipsacales,
Famiglia Caprifoliaceae,
Genere Lonicera,
Specie L. japonica
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Caprifolium chinense S.Watson ex Loudon;
– Caprifolium japonicum (Thunb.) Dum.Cours.;
– Caprifolium roseum Lam.;
– Lonicera brachypoda Siebold;
– Lonicera chinensis P. Watson;
– Lonicera fauriei H. Lév. & Vaniot;
– Lonicera shintenensis Hayata.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Lonicera japonica var. chinensis (P.Watson) Baker – presente in Cina a circa 800 metri;
– Lonicera japonica var. japonica – sottospecie presente ai margini delle foreste in Cina, Giappone e Corea;
– Lonicera japonica var. miyagusukiana Makino – presente in cima a scogliere calcaree esposte al vento nelle isole Ryukyus, in Giappone.[10]

Etimologia –
Il termine Lonicera del genere è stato dedicato da Linneo al medico e botanico tedesco Adam Lonitzer (latinizzato in Lonicerus, 1528-1586), autore di un trattato sulle erbe medicinali.
L’epiteto specifico japonica si riferisce a specie che hanno origine o distribuzione giapponese.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Lonicera japonica è una specie originaria dell’Asia orientale che viene spesso coltivata come pianta ornamentale, ma è diventata una specie invasiva in diversi paesi.
Questa specie è presente in diversi paesi dell’Asia del est, come Cina, Giappone, Corea ed è naturalizzata anche altrove come in Argentina, Australia, Brasile, Messico, Nuova Zelanda e in gran parte degli Stati Uniti, comprese le Hawaii, nonché in un certo numero di isole del Pacifico e dei Caraibi. È classificata come erbaccia nociva in Texas, Illinois e Virginia, ed è vietata nell’Indiana e nel New Hampshire. Inoltre viene elencata nel National Pest Plant Accord della Nuova Zelanda come specie indesiderate.
Il suo habitat naturale è quello dei boschetti delle colline e delle montagne del Giappone e dei boschi delle montagne e delle pianure della Corea.

Descrizione –
La Lonicera japonica è una specie arbustiva in forma di vite in grado di salire fino a 10 m di altezza o più sugli alberi.
Le foglie sono ovate, opposte e semplici, lunghe 3-8 cm e larghe 2-3 cm.
Quando i suoi steli sono giovani, sono di colore leggermente rosso e possono essere sfocati. Gli steli più vecchi sono marroni con la corteccia scrostata e sono spesso cavi all’interno.
I fiori sono a doppia lingua; quando si aprono sono di colore bianco ed hanno poi sfumature in giallo e profumano dolcemente di vaniglia.
Il frutto, che viene prodotto in autunno, è una bacca sferica nera di 3-4 mm di diametro contenente alcuni semi.
Si ricorda che mentre il nettare dei fiori può essere tranquillamente consumato dagli esseri umani, tutte le altre parti della pianta hanno il potenziale per essere tossiche.

Coltivazione –
Il Caprifoglio giapponese è una pianta principalmente della zona temperata, sebbene sia stata coltivata nei tropici. Le piante sono resistenti a circa -20 °C ed il fogliame può essere danneggiato in condizioni di forte vento gelido, ma la pianta di solito si riprende in primavera.
I frutti maturano solo dopo un’estate calda.
È una pianta che preferisce un buon terreno umido con le sue radici all’ombra e la parte epigea che va in cerca della luce.
Questa specie cresce in qualsiasi terreno in ombra parziale e le piante stabilizzate sono resistenti alla siccità.
La Lonicera japonica tende ad arrampicarsi, attorcigliandosi, ad altre piante e costituisce uno schermo eccellente per una recinzione esposta a nord o a est. Le piante dovrebbero essere distanziate di circa 1 metro l’una dall’altra.
Questa specie, comunque, può divenite una infestante ed invasiva ed è sfuggita alla coltivazione in Nord America dove può competere con le specie autoctone.
Esistono diverse varietà commercializzate per il loro valore ornamentale.
La propagazione avviene per seme con semina da effettuare subito dopo la raccolta. Il seme immagazzinato richiede 2 mesi di stratificazione a freddo.
Il trapianto va effettuato in tarda primavera o all’inizio dell’estate, dopo le ultime gelate previste.
Si può effettuare la propagazione anche tramite talee di legno semi maturo, di 7 – 10 cm, da fare nel mese di luglio – agosto in zona ombreggiata.
Oppure si possono preparare talee di legno maturo di 15 – 20 cm da fare nel mese di novembre in serra non riscaldata.

Usi e Tradizioni –
I fiori della Lonicera japonica sono commestibili per l’uomo e apprezzati per il loro nettare dal sapore dolce. I fiori possono anche essere una fonte significativa di cibo per cervi, conigli, colibrì e altri animali selvatici.
Nella medicina tradizionale cinese la Lonicera japonica è chiamata rěn dōng téng (忍冬藤); letteralmente “vite resistente all’inverno”) o jīn yín huā (cinese: 金銀花; letteralmente “fiore d’oro-argento” ). I nomi cinesi alternativi includono er hua (二花) e shuang hua (雙花), che significa fiori a doppio colore. In coreano, si chiama geumeunhwa.
Le foglie e i fiori essiccati sono impiegati nella medicina tradizionale cinese, essendo usati per trattare febbre, mal di testa legati al raffreddore, tosse, sete, alcune infiammazioni tra cui mal di gola, infezioni della pelle e necrosi tumorale.
Questa pianta ha un’azione antivirale legata al loniflavone, un composto presente nella Lonicera japonica, che è stato studiato in studi computazionali, in cui è stata dimostrata la capacità di questo composto di legarsi con elevata affinità alla proteina spike di SARS-CoV-2, un primo passo verso sviluppo di farmaci per la malattia causata dal virus.
La Lonicera japonica contiene, inoltre, metil caffeato, acido 3,4-di-O-caffeilchinico, metil 3,4-di-O-caffeilchinato, acido protocatechuico, acido metil clorogenico e luteolina. I due biflavonoidi, 3′-O-metil loniflavone e loniflavone, insieme a luteolina e crisina, possono essere isolati dalle foglie.
Altri composti fenolici presenti nella pianta sono l’iperoside, l’acido clorogenico e l’acido caffeico. I due glicosidi secoiridoidi, loniceracetalides A e B, possono essere isolati, insieme a 10 glicosidi iridoidi noti, dai boccioli dei fiori. La pianta contiene anche le saponine loniceroside A e B e l’antinfiammatorio loniceroside C.
Per uso medicinale, in generale, i fusti e i boccioli fiorali sono alterativi, antibatterici, antinfiammatori, antispasmodici, depurativi, diuretici, febbrifughi.
La pianta viene anche utilizzata per ridurre la pressione sanguigna.
Gli steli vengono utilizzati internamente nel trattamento dell’artrite reumatoide acuta, della parotite e dell’epatite.
Gli steli e i fiori sono usati insieme come infuso nel trattamento delle infezioni del tratto respiratorio superiore (compresa la polmonite) e della dissenteria.
L’infuso dei boccioli dei fiori viene utilizzato nel trattamento di un’ampia gamma di disturbi tra cui malattie sifilitiche della pelle e tumori, dissenteria batterica, raffreddore, enterite, dolore, gonfiore ecc..
Sperimentalmente, gli estratti di fiori hanno dimostrato di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e sono antibatterici, antivirali e tubercolo statici.
Per via esterna i fiori vengono applicati come un lavaggio per infiammazioni della pelle, eruzioni cutanee infettive e piaghe.
La pianta ha un’azione simile alla Forsythia suspensa ed è solitamente usata in combinazione con quella specie per ottenere un’azione più forte.
Tra gli altri usi della Lonicera japonica si ricordano quelli agroforestali.
È infatti una pianta rampicante molto vigorosa, è una buona pianta tappezzante densa dove trova spazio sul terreno, anche se tende a soffocare le altre piante.
Tra gli altri usi si dice che la pianta sia insetticida e gli steli sono stati usati per fare cesti.

Modalità di Preparazione –
Gli steli della Lonicera japonica vengono raccolti in autunno e in inverno e vengono essiccati per un uso successivo.
I fiori vengono raccolti al mattino presto prima che si aprano e vengono essiccati per un uso successivo.
Per uso commestibile le foglie sbollentate sono usate come verdura anche se si consiglia una certa cautela, per la tossicità di questa pianta descritta sopra.
I fiori vengono succhiati per il loro dolce nettare e usati come verdura o trasformati in sciroppo e budini.
Dalle foglie, dai germogli e dai fiori si prepara un tè.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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[:en]

Lonicera japonica

The Japanese honeysuckle  or golden-and-silver honeysuckle (Lonicera japonica Thunb.) is a shrubby climbing species belonging to the Caprifoliaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Order Dipsacales,
Caprifoliaceae family,
Genus Lonicera,
L. japonica species
The following terms are synonymous:
– Caprifolium chinense S.Watson ex Loudon;
– Caprifolium japonicum (Thunb.) Dum.Cours .;
– Caprifolium roseum Lam .;
– Lonicera brachypoda Siebold;
– Lonicera chinensis P. Watson;
– Lonicera fauriei H. Lév. & Vaniot;
– Lonicera shintenensis Hayata.
Within this species, the following subspecies are recognized:
– Lonicera japonica var. chinensis (P. Watson) Baker – present in China at about 800 meters;
– Lonicera japonica var. japonica – subspecies found on the edges of forests in China, Japan and Korea;
– Lonicera japonica var. miyagusukiana Makino – found atop windswept limestone cliffs in the Ryukyus Islands, Japan. [10]

Etymology –
The term Lonicera of the genus was dedicated by Linnaeus to the German physician and botanist Adam Lonitzer (latinized in Lonicerus, 1528-1586), author of a treatise on medicinal herbs.
The specific japonica epithet refers to species that have Japanese origin or distribution.

Geographic Distribution and Habitat –
Lonicera japonica is a species native to East Asia that is often grown as an ornamental plant, but has become an invasive species in several countries.
This species is present in several countries of East Asia, such as China, Japan, Korea and is also naturalized elsewhere such as in Argentina, Australia, Brazil, Mexico, New Zealand and in most of the United States, including Hawaii, as well as in a number of islands in the Pacific and Caribbean. It is classified as a noxious weed in Texas, Illinois and Virginia, and is banned in Indiana and New Hampshire. It is also listed in New Zealand’s National Pest Plant Accord as an undesirable species.
Its natural habitat is that of the thickets of the hills and mountains of Japan and the forests of the mountains and plains of Korea.

Description –
Lonicera japonica is a shrub species in the form of a vine capable of climbing up to 10 m in height or more in trees.
The leaves are ovate, opposite and simple, 3-8 cm long and 2-3 cm wide.
When its stems are young, they are slightly red in color and can be blurry. The older stems are brown with peeling bark and are often hollow inside.
The flowers are double-tongued; when they open they are white in color and then have shades of yellow and sweetly scent of vanilla.
The fruit, which is produced in autumn, is a spherical black berry of 3-4 mm in diameter containing some seeds.
Remember that while flower nectar can be safely consumed by humans, all other parts of the plant have the potential to be toxic.

Cultivation –
Japanese honeysuckle is a plant mainly from the temperate zone, although it has been grown in the tropics. Plants are hardy to around -20 ° C and foliage can be damaged in strong freezing winds, but the plant usually recovers in spring.
Fruits ripen only after a hot summer.
It is a plant that prefers a good moist soil with its roots in the shade and the epigeal part that goes in search of the light.
This species grows in any soil in partial shade, and established plants are drought tolerant.
The Lonicera japonica tends to climb up, by twisting, other plants and makes an excellent screen for a fence facing north or east. Plants should be spaced about 1 meter apart.
This species, however, can become an invasive weed and has escaped cultivation in North America where it can compete with native species.
There are several varieties marketed for their ornamental value.
Propagation occurs by seed with sowing to be carried out immediately after harvesting. The stored seed requires 2 months of cold stratification.
The transplant should be done in late spring or early summer, after the last frosts expected.
Propagation can also be carried out through semi-mature wood cuttings, 7 – 10 cm, to be done in the month of July – August in a shady area.
Or you can prepare mature wood cuttings of 15 – 20 cm to be done in November in an unheated greenhouse.

Customs and Traditions –
The flowers of the Lonicera japonica are edible for humans and appreciated for their sweet-tasting nectar. Flowers can also be a significant source of food for deer, rabbits, hummingbirds, and other wildlife.
In traditional Chinese medicine, Lonicera japonica is called rěn dōng téng (忍冬藤); literally “winter-resistant vine”) or jīn yín huā (Chinese: 金銀花; literally “gold-silver flower”). Alternative Chinese names include er hua (二 花) and shuang hua (雙 花), which means double-colored flowers. In Korean, it is called geumeunhwa.
The dried leaves and flowers are used in traditional Chinese medicine, being used to treat fever, cold-related headaches, coughs, thirst, certain inflammations including sore throats, skin infections, and tumor necrosis.
This plant has an antiviral action linked to loniflavone, a compound present in Lonicera japonica, which has been studied in computational studies, in which the ability of this compound to bind with high affinity to the spike protein of SARS-CoV-2 has been demonstrated , a first step towards developing drugs for the disease caused by the virus.
Lonicera japonica also contains methyl caffeate, 3,4-di-O-caffeylquinic acid, methyl 3,4-di-O-caffeylchinate, protocatechuic acid, methyl chlorogenic acid and luteolin. The two biflavonoids, 3′-O-methyl loniflavone and loniflavone, along with luteolin and chrysin, can be isolated from the leaves.
Other phenolic compounds present in the plant are hyperoside, chlorogenic acid and caffeic acid. The two secoiridoid glycosides, loniceracetalides A and B, can be isolated, together with 10 known iridoid glycosides, from flower buds. The plant also contains the saponins loniceroside A and B and the anti-inflammatory loniceroside C.
For medicinal use, in general, the stems and flower buds are alterative, antibacterial, anti-inflammatory, antispasmodic, purifying, diuretic, febrifuge.
The plant is also used to reduce blood pressure.
The stems are used internally in the treatment of acute rheumatoid arthritis, mumps and hepatitis.
The stems and flowers are used together as an infusion in the treatment of upper respiratory tract infections (including pneumonia) and dysentery.
The infusion of flower buds is used in the treatment of a wide range of ailments including syphilitic skin diseases and cancers, bacterial dysentery, colds, enteritis, pain, swelling etc.
Experimentally, the flower extracts have been shown to lower blood cholesterol levels and are antibacterial, antiviral and tuberculous static.
Externally the flowers are applied as a wash for skin inflammations, infectious rashes and sores.
The plant has a similar action to Forsythia suspensa and is usually used in combination with that species to achieve a stronger action.
Among the other uses of the Lonicera japonica we mention the agroforestry ones.
It is in fact a very vigorous climbing plant, it is a good dense ground cover plant where it finds space on the ground, even if it tends to suffocate other plants.
Among other uses the plant is said to be insecticidal and the stems were used to make baskets.

Preparation Method –
The stems of Lonicera japonica are harvested in the fall and winter and dried for later use.
The flowers are harvested early in the morning before they open and are dried for later use.
For edible use, the blanched leaves are used as a vegetable although some caution is advised, due to the toxicity of this plant described above.
The flowers are sucked for their sweet nectar and used as a vegetable or made into syrup and puddings.
A tea is made from the leaves, buds and flowers.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Lonicera japonica

La madreselva japonesa (Lonicera japonica Thunb.) es una especie trepadora arbustiva perteneciente a la familia Caprifoliaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Orden Dipsacales,
Familia Caprifoliaceae,
Género Lonicera,
Especies de L. japonica
Los siguientes términos son sinónimos:
– Caprifolium chinense S. Watson de Loudon;
– Caprifolium japonicum (Thunb.) Dum.Cours.;
– Caprifolium roseum Lam.;
– Lonicera brachypoda Siebold;
– Lonicera chinensis P. Watson;
– Lonicera fauriei H. Lév. & Vaniot;
– Lonicera shintenensis Hayata.
Dentro de esta especie, se reconocen las siguientes subespecies:
– Lonicera japonica var. chinensis (P. Watson) Baker – presente en China a unos 800 metros;
– Lonicera japonica var. japonica – subespecie que se encuentra en los bordes de los bosques en China, Japón y Corea;
– Lonicera japonica var. miyagusukiana Makino – encontrada en lo alto de acantilados de piedra caliza azotados por el viento en las islas Ryukyus, Japón. [10]

Etimología –
El término Lonicera del género fue dedicado por Linneo al médico y botánico alemán Adam Lonitzer (latinizado en Lonicerus, 1528-1586), autor de un tratado sobre hierbas medicinales.
El epíteto específico de japónica se refiere a especies que tienen origen o distribución japonesa.

Distribución geográfica y hábitat –
Lonicera japonica es una especie nativa del este de Asia que a menudo se cultiva como planta ornamental, pero se ha convertido en una especie invasora en varios países.
Esta especie está presente en varios países del este de Asia, como China, Japón, Corea y también está naturalizada en otros lugares como Argentina, Australia, Brasil, México, Nueva Zelanda y en la mayor parte de los Estados Unidos, incluido Hawai, así como en varias islas del Pacífico y el Caribe. Está clasificada como hierba nociva en Texas, Illinois y Virginia, y está prohibida en Indiana y New Hampshire. También figura en el Acuerdo Nacional de Plantas de Plagas de Nueva Zelanda como una especie indeseable.
Su hábitat natural es el de los matorrales de las colinas y montañas de Japón y los bosques de las montañas y llanuras de Corea.

Descripción –
Lonicera japonica es una especie de arbusto en forma de vid capaz de trepar hasta 10 m de altura o más en los árboles.
Las hojas son ovadas, opuestas y simples, de 3-8 cm de largo y 2-3 cm de ancho.
Cuando sus tallos son jóvenes, son de color ligeramente rojo y pueden verse borrosos. Los tallos más viejos son de color marrón con la corteza descascarada y, a menudo, están huecos por dentro.
Las flores son de doble lengua; cuando se abren, son de color blanco y luego tienen tonos amarillos y un dulce aroma a vainilla.
El fruto, que se produce en otoño, es una baya negra esférica de 3-4 mm de diámetro que contiene algunas semillas.
Recuerde que, si bien los humanos pueden consumir el néctar de flores de manera segura, todas las demás partes de la planta pueden ser tóxicas.

Cultivo –
La madreselva japonesa es una planta principalmente de la zona templada, aunque se ha cultivado en los trópicos. Las plantas son resistentes a alrededor de -20 ° C y el follaje puede dañarse con fuertes vientos helados, pero la planta generalmente se recupera en primavera.
Las frutas maduran solo después de un verano caluroso.
Es una planta que prefiere un buen suelo húmedo con sus raíces a la sombra y la parte epigea que va en busca de la luz.
Esta especie crece en cualquier suelo en sombra parcial y las plantas establecidas son tolerantes a la sequía.
La Lonicera japonica tiende a trepar, girando, otras plantas y es una excelente pantalla para una cerca orientada al norte o al este. Las plantas deben estar espaciadas aproximadamente a 1 metro de distancia.
Sin embargo, esta especie puede convertirse en una maleza invasora y ha escapado del cultivo en América del Norte, donde puede competir con las especies nativas.
Hay varias variedades comercializadas por su valor ornamental.
La propagación se produce por semilla y la siembra se lleva a cabo inmediatamente después de la cosecha. La semilla almacenada requiere 2 meses de estratificación en frío.
El trasplante debe realizarse a finales de primavera o principios de verano, después de las últimas heladas previstas.
La propagación también se puede realizar mediante esquejes de madera semidura, de 7 a 10 cm, a realizar en el mes de julio – agosto en una zona sombreada.
O puede preparar esquejes de madera madura de 15 a 20 cm para realizar en noviembre en un invernadero sin calefacción.

Costumbres y tradiciones –
Las flores de Lonicera japonica son comestibles para los humanos y apreciadas por su néctar de sabor dulce. Las flores también pueden ser una fuente importante de alimento para ciervos, conejos, colibríes y otros animales salvajes.
En la medicina tradicional china, Lonicera japonica se llama rěn dōng téng (忍冬藤); literalmente “vid resistente al invierno”) o jīn yín huā (chino: 金銀花; literalmente “flor de oro y plata”). Los nombres chinos alternativos incluyen er hua (二 花) y shuang hua (雙 花), que significa flores de dos colores. En coreano, se llama geumeunhwa.
Las hojas y flores secas se utilizan en la medicina tradicional china, y se utilizan para tratar la fiebre, los dolores de cabeza relacionados con el resfriado, la tos, la sed, ciertas inflamaciones que incluyen dolor de garganta, infecciones de la piel y necrosis tumoral.
Esta planta tiene una acción antiviral ligada a la loniflavona, un compuesto presente en Lonicera japonica, que ha sido estudiado en estudios computacionales, en los que se ha demostrado la capacidad de este compuesto para unirse con alta afinidad a la proteína pico SARS-CoV-2, un primer paso hacia el desarrollo de medicamentos para la enfermedad causada por el virus.
Lonicera japonica también contiene cafeato de metilo, ácido 3,4-di-O-cafeilquínico, 3,4-di-O-cafeilquinato de metilo, ácido protocatecuico, ácido metilclorogénico y luteolina. Los dos biflavonoides, 3′-O-metil loniflavona y loniflavona, junto con luteolina y crisina, se pueden aislar de las hojas.
Otros compuestos fenólicos presentes en la planta son el hiperósido, el ácido clorogénico y el ácido cafeico. Los dos glucósidos secoiridoides, loniceracetalides A y B, pueden aislarse, junto con 10 glucósidos iridoides conocidos, a partir de botones florales. La planta también contiene las saponinas loniceroside A y B y el antiinflamatorio loniceroside C.
Para uso medicinal, en general, los tallos y botones florales son alterativos, antibacterianos, antiinflamatorios, antiespasmódicos, depurativos, diuréticos, febrífugos.
La planta también se usa para reducir la presión arterial.
Los tallos se utilizan internamente en el tratamiento de la artritis reumatoide aguda, las paperas y la hepatitis.
Los tallos y las flores se utilizan juntos como infusión en el tratamiento de infecciones del tracto respiratorio superior (incluida la neumonía) y disentería.
La infusión de botones florales se utiliza en el tratamiento de una amplia gama de dolencias que incluyen enfermedades y cánceres sifilíticos de la piel, disentería bacteriana, resfriados, enteritis, dolor, hinchazón, etc.
Experimentalmente, se ha demostrado que los extractos de flores reducen los niveles de colesterol en sangre y son antibacterianos, antivirales y estáticos tuberculosos.
Externamente las flores se aplican como lavado para inflamaciones cutáneas, erupciones infecciosas y llagas.
La planta tiene una acción similar a la Forsythia suspensa y generalmente se usa en combinación con esa especie para lograr una acción más fuerte.
Entre los otros usos de Lonicera japonica están los agroforestales.
De hecho, es una planta trepadora muy vigorosa, es una buena planta de cobertura de suelo densa donde encuentra espacio en el suelo, incluso si tiende a asfixiar a otras plantas.
Entre otros usos, se dice que la planta es insecticida y los tallos se utilizaron para hacer cestas.

Método de preparación –
Los tallos de Lonicera japonica se cosechan en otoño e invierno y se secan para su uso posterior.
Las flores se cosechan temprano en la mañana antes de que se abran y se secan para su uso posterior.
Para uso comestible, las hojas blanqueadas se utilizan como verdura aunque se aconseja cierta precaución, debido a la toxicidad de esta planta descrita anteriormente.
Las flores se chupan por su dulce néctar y se utilizan como verdura o se hacen en almíbar y budines.
Se hace un té a partir de las hojas, los capullos y las flores.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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