Come si coltiva l’Acero riccio

Come si coltiva l’Acero riccio

L’Acero riccio o Acero platanoide (Acer platanoides L.) è una pianta della famiglia delle Sapindaceae, che cresce spontanea in molti boschi di latifoglie umidi e riparati. Si accompagna ad altri aceri, specialmente Acer pseudoplatanus (entrambi hanno portamenti simili), nelle forre mesofile centro-settentrionali.
Questa pianta è originaria dell’Europa centro-orientale, dal nord della Spagna alla parte meridionale della Scandinava, fino al Caucaso. In Italia si trova al centro-nord.
Le strutture riproduttive dell’ Acer platanoides sono dei fiori di colore giallastro o giallo verdastro, secondo le varietà, con 5 petali e sepali che fioriscono in aprile-maggio. I frutti sono samare ad ali divergenti di 160° con lungo peduncolo.
Questa pianta viene spesso coltivata a scopo ornamentale.

Coltivazione –
L’acero riccio è una pianta che preferisce i climi temperati freddi e temperati, essendo una specie in grado di sopportare temperature di parecchi gradi al di sotto dello zero; inoltre resiste anche ai forti venti ed alla salinità.
Nella scelta dell’esposizione si consigliano quella soleggiata anche se vegeta bene anche nelle aree parzialmente ombreggiate.
Dal punto di vista pedologico predilige terreni sciolti, fertili, freschi, profondi, anche argillosi ma ben drenati e ricchi di sostanza organica; inoltre cresce bene sia sui suoli subacidi che su quelli calcarei, mentre rifugge i terreni eccessivamente torbosi e compatti, quest’ultimi in quanto soggetti ai ristagni idrici.
Il suo habitat preferenziale in Italia è nelle regioni centro-settentrionali dalla pianura fino a 1200-1300 m di altitudine.
Questa pianta si propaga sia per seme che per talea.
L’impianto va fatto ad inizio autunno oppure a fine inverno-inizio primavera.
Per quanto riguarda la potatura questa tecnica consiste nell’eliminazione di rami secchi, danneggiati, dei polloni che si sono originati alla base del tronco e di eventuali rami posizionati in basso nel caso delle alberature stradali.
La concimazione va eseguita soprattutto durante l’impianto apportando del letame maturo. successivamente si interviene a fine inverno ponendo alla base delle piante, ed interrandola della sostanza organica.
Infine, per quanto riguarda l’irrigazione, questa si rende necessaria nei primi anni successivi all’impianto, l’albero adulto mostra una moderata tolleranza alla siccità, si interviene soltanto in caso di estati poco piovose.
Si ricorda che l’Acer platanoides viene coltivato a scopo ornamentale nei parchi pubblici, nei giardini come esemplare isolato e per la formazione di alberature stradali in quanto ha una buona tolleranza all’inquinamento atmosferico.
Nei parchi pubblici, viste le notevoli dimensioni che l’albero raggiunge in fase adulta, le piante devono essere distanziate tra loro almeno 8 m, in quanto le radici esplorano il terreno oltre le dimensioni della chioma. Una singola pianta messa a dimora in un giardino necessita di una porzione di terreno di almeno 10 mq per svilupparsi indisturbata.
All’interno dell’ Acer platanoides esistono differenti varietà che si distinguono in base al colore delle foglie, al portamento ed alla grandezza della pianta.
La scelta di esse va fatta soprattutto in funzione di particolari necessità ornamentali.

Usi –
L’Acer platanoides è spesso coltivato a scopo ornamentale nelle varietà a foglia color porpora.

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