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Parco nazionale degli Arches

Il parco nazionale degli Arches, il cui Codice WDPA è: 996 è un parco degli Stati Uniti situato nello Stato dello Utah, con una Superficie a terra di 30.900 Ha.
Questo parco è stato istituito con Atto del Congresso il 12-04-1929 ed è gestito come gli altri parchi degli Stati Uniti dal National Park Service.

Geografia –
Il parco nazionale degli Arches si trova nei pressi di Moab, nello Utah ed un’altitudine che varia tra i 1723 m e i 1245 m. questo parco in origine era stato designato come monumento nazionale e poi convertito in parco nazionale il 12 novembre 1971.

Geologia –
Il parco nazionale degli Arches è situato su un letto salino sotterraneo chiamato Bacino Paradox, responsabile della formazione di archi, spirali, rocce in equilibrio, pinne di arenaria e monoliti erosi. Si tratta di una zona che raggiunge uno spessore di alcune centinaia di metri e che si è formata per deposito più di 300 milioni di anni fa quando un mare sommerse la regione e probabilmente evaporò. Per milioni di anni i residui delle alluvioni, i venti e gli oceani che si formarono e scomparvero ricoprirono questa formazione. I detriti furono compressi e diventarono roccia, raggiungendo uno spessore di oltre 1,5 km.
Il sale sotto pressione non è stabile e il letto salino, sottoposto all’enorme pressione di detriti che lo sovrastavano, si spostò, si liquefece e si riposizionò spingendo gli strati di roccia sovrastanti verso l’alto (come cupole) e intere sezioni sprofondarono come cavità.
Successivamente le profonde fratture nella terra resero la superficie ancora più instabile, portando alla formazione di faglie che hanno contribuito allo sviluppo degli archi (tra cui il Landscape Arch, il Delicate Arch e il Double Arch). Lo spostamento del sottosuolo salino ha modellato la superficie e l’erosione ha scoperto gli strati di roccia più giovane. Le maggiori formazioni odierne sono l’Entrada Sandstone dal colore salmone la cui arenaria costituisce la maggior parte degli archi, e la Navajo Sandstone dal colore giallo pallido.
In un secondo momento l’acqua filtrò attraverso le crepe superficiali, le giunzioni e le cavità. Il ghiaccio formatosi nelle fenditure, espandendo e premendo sulla roccia, la fece esplodere in frammenti. Il vento successivamente eliminò questi detriti lasciando delle pinne scoperte, sottili muri isolati di arenaria. Gli agenti atmosferici aggredirono poi queste pinne erodendo la roccia. Molte di queste si frantumarono, altre più resistenti sopravvissero nonostante le sezioni mancanti. Queste ultime diventarono archi.

Clima –
Il parco nazionale degli Arches è caratterizzato da un clima della regione desertica in altura con elevate escursioni termiche, che possono anche superare i 20 °C al giorno.
In quest’area le stagioni temperate sono la primavera (aprile-maggio) e l’autunno (metà settembre-ottobre) quando le temperature medie massime di giorno variano fra i 15 °C e i 26 °C e le minime tra 0 °C e i 10 °C.
Le temperature estive possono superare i 37 °C e a fine estate i violenti temporali creano inondazioni. L’inverno è freddo con temperature medie massime tra 0 °C e i 10 °C e temperature medie minime tra -17 °C e i -7 °C, le nevicate sono però rare se non nelle vicine montagne e anche una piccola nevicata o formazione di ghiaccio può rendere impraticabili i sentieri.

Flora –
La vegetazione del parco nazionale degli Arches è quella tipica delle zone desertiche. Qui troviamo arbusti quali l’Ephedra viridis, anche conosciuto come il Tè dei Mormoni, che contiene efedrina e che veniva usata per decongestionare il naso o come uno stimolante in alternativa alla caffeina. Il Coleogyne ramosissima è un importante alimento invernale per i bighorn nonostante sia spinoso e l’Atriplex canescens. Il Celtis reticulata, l’acero americano (Acer negundo), l’olivello di Boemia (Eleagnus angustifoglia) e il pioppo di Freemont (Populus fremontii) crescono nell’area del parco. L’olivello di Boemia non è originaria della zona ma ha soppiantato specie di alberi natii e ha alterato lo sviluppo ambientale.
Nel parco nazionale degli Arches troviamo, inoltre, diverse specie di pino ed il ginepro dello Utah (Juniperus osteosperma) che sono diffusi in gran parte dell’area. Questi alberi crescono a gruppi e dominano il paesaggio asciutto e roccioso ad altitudini che vanno dai 1300 e i 1900 metri. Man mano che l’altitudine decresce, gli alberi diventano più radi e il ginepro prende il sopravvento a causa della sua maggiore resistenza all’ambiente arido. Le varie specie di Pinus che crescono in quest’area hanno il tronco contorto, la corteccia è rossastra e sono caratterizzati da una crescita molto lenta: alberi con un diametro di 10–15 cm e alti 3 m possono avere dagli 80 ai 200 anni. L’apparato radicale di questi alberi è particolarmente esteso e facilmente raggiunge le dimensioni dell’albero. Le pigne contengono semi gustosi e ricchi di proteine e fornivano un’importante fonte alimentare per i nativi americani. Il ginepro dello Utah è il classico albero del deserto, il suo essere contorto e i tanti rami secchi sottolineano la durezza delle condizioni di vita nell’ambiente arido. In assenza di umidità il ginepro interrompe il flusso di linfa nei rami più esterni per aumentare le probabilità di sopravvivenza. Altri adattamenti di questa pianta che le permettono di sopravvivere negli ambienti aridi sono le foglie squamate e i semi cerati.

Fauna –
Il parco nazionale degli Arches, anche se apparentemente desolato e desertico. È popolato da molte specie di uccelli, lucertole e roditori.
In tal senso gli animali del deserto hanno una serie di adattamenti che li rendono idonei a sopravvivere alle alte temperature e alla bassa umidità di questo ambiente. Molti sono notturni, questo è un adattamento sia alle alte temperature che alla predazione. Tra gli animali notturni possiamo citare il ratto canguro, il ratto dei boschi, la moffetta comune, il procione, la volpe grigia, la Vulpes macrotis, la lince rossa, il puma varie specie di pipistrelli e di rapaci notturni.
Alcuni animali sono notturni mentre altri crepuscolari. Tra gli animali crepuscolari possiamo citare il cervo mulo, il coyote, il porcospino, il coniglio del deserto, la lepre californiana.
Altri animali sono principalmente attivi durante il giorno, come ad esempio lo Spermophilus variegatus, l’Ammospermophilus leucurus, il Neotamia rufus, lucertole, serpenti, falchi e aquile. Molti animali sono attivi all’interno di una gamma di temperature, per cui cambiano le loro abitudini a seconda della stagione. Serpenti e lucertole vanno in uno stato di inattività durante l’inverno, sono attivi durante il giorno in primavera e all’inizio dell’autunno e diventano crepuscolari in piena estate. Insieme ai cactus e alle dune di sabbia, i rettili sono uno dei simboli del deserto. Gli unici rettili presenti all’interno del parco sono serpenti e lucertole, animali molto importanti per l’ecosistema di quest’ambiente in quanto regolano le popolazioni di insetti e roditori e sono a loro volta prede di uccelli e mammiferi.
Tutti i rettili sono a sangue freddo o ectotermi, cioè la loro temperatura corporea è regolata da quella dell’ambiente esterno e non dal metabolismo. Non avendo sistemi di dispersione del calore, non possono comunque resistere a lungo a temperature estremamente alte e non possono neppure sopravvivere a temperature sotto lo zero. Quando fa freddo i rettili vanno in ibernazione o entrano in uno stato di torpore letargico, il cibo accumulato come grasso nella coda aiuta le lucertole a sopravvivere a lunghi periodi di inattività, per cui perdere la coda potrebbe mettere a rischio la loro vita. Durante l’estate è molto facile vedere le lucertole, dopo gli uccelli questi rettili sono gli animali più attivi durante il giorno. Sono normalmente visibili mentre si scaldano sulle rocce o mentre cacciano e inseguono insetti.
Ma gli animali più facili da individuare all’interno del parco nazionale degli Arches sono gli uccelli.
Tra questi, anche nei giorni più caldi, si può osservare l’avvoltoio collorosso e il rondone golabianca che volano in circolo sopra le formazioni rocciose. In inverno lo Junco hyemalis e il passero capobianco vanno alla ricerca di cibo tra gli alberi e gli arbusti. Anche se il parco non può essere considerato il paradiso dei birdwatchers, sono state avvistate 273 specie di uccelli tra migratori e stanziali. Questa diversità di specie è dovuta agli habitat ripariani del fiume Colorado e del torrente Courthouse. Nel deserto, la vita degli animali tende a concentrarsi in queste aree grazie all’abbondanza di cibo, acqua e ripari. In primavera ed estate, è possibile ascoltare il canto di molti uccelli al mattino, tra cui il beccogrosso blu, la parulea pettogiallo, il toui orientale, lo scricciolo dei canyon. Si può inoltre vedere l’airone azzurro maggiore cacciare piccoli pesci in acque poco profonde, mentre lo sparviero di Cooper volteggia tra gli alberi della riva. Molti uccelli preferiscono l’altura dove sono dominanti erba, arbusti e alberi di piccole dimensioni.
Gli anfibi sono l’ultima cosa che si pensa possa vivere nel deserto, ciò nonostante il parco ospita una certa varietà di rane come la rana toro e la rana leopardo e la Hyla arenicola, rospi come il Bufo punctatus e il Bufo woodhousei, e una specie di salamandra l’Ambystoma tigrinum. Una conferma di queste presenze è offerta dall’incredibile spettacolo del canto dei rospi che riempie il canyon a volte anche per ore. Gli anfibi sono animali la cui vita è distinta in due fasi, una larvale acquatica e una adulta terrestre.

Guido Bissanti

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Arches National Park

Arches National Park, whose WDPA Code is: 996 is a United States park located in the State of Utah, with a land area of ​​30,900 Ha.
This park was established by Act of Congress on 12-04-1929 and is managed like other parks in the United States by the National Park Service.

Geography –
Arches National Park is located near Moab, Utah and at an altitude that varies between 1723 m and 1245 m. this park was originally designated as a national monument and then converted to a national park on November 12, 1971.

Geology –
Arches National Park is located on an underground salt bed called the Paradox Basin, responsible for the formation of arches, spirals, balanced rocks, sandstone fins and eroded monoliths. It is an area that reaches a thickness of several hundred meters and which was formed by deposit more than 300 million years ago when a sea submerged the region and probably evaporated. For millions of years the remnants of floods, winds and oceans that formed and disappeared covered this formation. The debris was compressed and turned into rock, reaching a thickness of over 1.5 km.
The salt under pressure is not stable and the salt bed, subjected to the enormous pressure of the debris above it, shifted, liquefied and repositioned itself pushing the overlying rock layers upwards (like domes) and entire sections sank as if cavity.
Subsequently the deep cracks in the earth made the surface even more unstable, leading to the formation of faults that contributed to the development of the arches (including the Landscape Arch, the Delicate Arch and the Double Arch). The displacement of the saline subsoil has shaped the surface and erosion has uncovered the younger rock layers. The major formations today are the salmon-colored Entrada Sandstone whose sandstone makes up most of the arches, and the pale yellow Navajo Sandstone.
Then the water seeped through the surface cracks, joints and cavities. The ice formed in the cracks, expanding and pressing on the rock, caused it to explode into fragments. The wind subsequently cleared this debris leaving fins exposed, thin isolated walls of sandstone. The atmospheric agents then attacked these fins, eroding the rock. Many of these shattered, others more resistant survived despite the missing sections. The latter became arches.

Climate –
The Arches National Park is characterized by a climate of the high-altitude desert region with high temperature variations, which can even exceed 20 ° C per day.
In this area, the temperate seasons are spring (April-May) and autumn (mid-September-October) when the average maximum temperatures during the day vary between 15 ° C and 26 ° C and the minimum between 0 ° C and 10 ° C.
Summer temperatures can exceed 37 ° C and violent thunderstorms create floods in late summer. Winter is cold with average maximum temperatures between 0 ° C and 10 ° C and average minimum temperatures between -17 ° C and -7 ° C, however snowfalls are rare except in the nearby mountains and even a small snowfall or formation of ice can make trails impassable.

Flora –
The vegetation of the Arches National Park is typical of desert areas. Here we find shrubs such as Ephedra viridis, also known as Mormon Tea, which contains ephedrine and was used to decongest the nose or as a stimulant as an alternative to caffeine. Coleogyne ramosissima is an important winter food for bighorn sheep despite being spiny and Atriplex canescens. Celtis reticulata, American maple (Acer negundo), Bohemian sea-buckthorn (Eleagnus angustifoglia) and Freemont’s poplar (Populus fremontii) grow in the park area. The Bohemian sea-buckthorn is not native to the area but has supplanted native tree species and altered environmental development.
In the Arches National Park we also find several species of pine and the Utah juniper (Juniperus osteosperma) which are widespread in much of the area. These trees grow in groups and dominate the dry and rocky landscape at altitudes ranging from 1300 to 1900 meters. As the altitude decreases, the trees become more sparse and the juniper takes over due to its greater resistance to the arid environment. The various species of Pinus that grow in this area have a twisted trunk, the bark is reddish and are characterized by a very slow growth: trees with a diameter of 10-15 cm and 3 m high can be between 80 and 200 years old. The root system of these trees is particularly extensive and easily reaches the size of the tree. Pine cones contain tasty, protein-rich seeds and provided an important food source for Native Americans. The Utah juniper is the classic desert tree, its twisted being and the many dry branches underline the harshness of living conditions in the arid environment. In the absence of humidity, juniper interrupts the flow of sap in the outermost branches to increase the chances of survival. Other adaptations of this plant that allow it to survive in arid environments are the scaly leaves and waxed seeds.

Fauna –
The Arches National Park, although apparently desolate and desert. It is populated by many species of birds, lizards and rodents.
In this sense, desert animals have a series of adaptations that make them suitable to survive the high temperatures and low humidity of this environment. Many are nocturnal, this is an adaptation to both high temperatures and predation. Among the nocturnal animals we can mention the kangaroo rat, the wood rat, the common skunk, the raccoon, the gray fox, the Vulpes macrotis, the bobcat, the puma, various species of bats and nocturnal raptors.
Some animals are nocturnal while others are crepuscular. Among the crepuscular animals we can mention the mule deer, the coyote, the porcupine, the desert rabbit, the Californian hare.
Other animals are mainly active during the day, such as Spermophilus variegatus, Amospermophilus leucurus, Neotamia rufus, lizards, snakes, hawks and eagles. Many animals are active within a range of temperatures, so they change their habits depending on the season. Snakes and lizards go into an inactive state during the winter, are active during the day in spring and early autumn, and become crepuscular in midsummer. Along with cacti and sand dunes, reptiles are one of the symbols of the desert. The only reptiles present in the park are snakes and lizards, very important animals for the ecosystem of this environment as they regulate the populations of insects and rodents and are in turn prey for birds and mammals.
All reptiles are cold-blooded or ectotherms, that is, their body temperature is regulated by that of the external environment and not by metabolism. Having no heat dispersion systems, they cannot withstand extremely high temperatures for a long time and cannot even survive temperatures below freezing. When it is cold, reptiles hibernate or go into a lethargic stupor, food accumulated as fat in the tail helps the lizards survive long periods of inactivity, so losing their tails could put their lives at risk. During the summer it is very easy to see lizards, after birds these reptiles are the most active animals during the day. They are normally seen warming up on rocks or hunting and chasing insects.
But the easiest animals to spot within the Arches National Park are birds.
Among these, even on the hottest days, you can see the red-necked vulture and the white-throated swift flying in a circle above the rock formations. In winter, the Junco hyemalis and the white-headed sparrow go in search of food among the trees and shrubs. Although the park cannot be considered a birdwatcher’s paradise, 273 species of migratory and resident birds have been sighted. This species diversity is due to the riparian habitats of the Colorado River and Courthouse Creek. In the desert, animal life tends to be concentrated in these areas thanks to the abundance of food, water and shelter. In spring and summer, you can hear the singing of many birds in the morning, including the blue grosbeak, yellow-bellied parulea, oriental toui, canyon wren. The great blue heron can also be seen hunting small fish in shallow water, while Cooper’s sparrow hawk hovers among the trees on the shore. Many birds prefer high ground where grass, shrubs and small trees are dominant.
Amphibians are the last thing thought to live in the desert, yet the park is home to a variety of frogs such as the bullfrog and leopard frog and Hyla arenicola, toads such as Bufo punctatus and Bufo woodhousei, and a salamander species Ambystoma tigrinum. A confirmation of these presences is offered by the incredible spectacle of the song of toads that fills the canyon sometimes even for hours. Amphibians are animals whose life is divided into two phases, an aquatic larval and a terrestrial adult.

Guido Bissanti





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Parque Nacional Arches

El Parque Nacional Arches, cuyo Código WDPA es: 996 es un parque de los Estados Unidos ubicado en el Estado de Utah, con una extensión territorial de 30,900 Ha.
Este parque fue establecido por Ley del Congreso el 12-04-1929 y es administrado como otros parques en los Estados Unidos por el Servicio de Parques Nacionales.

Geografía –
El Parque Nacional Arches se encuentra cerca de Moab, Utah y a una altitud que varía entre 1723 my 1245 m. Este parque fue designado originalmente como monumento nacional y luego convertido en parque nacional el 12 de noviembre de 1971.

Geología –
El Parque Nacional Arches está ubicado en un lecho de sal subterráneo llamado Cuenca Paradox, responsable de la formación de arcos, espirales, rocas balanceadas, aletas de arenisca y monolitos erosionados. Es un área que alcanza un espesor de varios cientos de metros y que se formó por depósito hace más de 300 millones de años cuando un mar sumergió la región y probablemente se evaporó. Durante millones de años los restos de inundaciones, vientos y océanos que se formaron y desaparecieron cubrieron esta formación. Los escombros se comprimieron y se convirtieron en roca, alcanzando un espesor de más de 1,5 km.
La sal bajo presión no es estable y el lecho de sal, sometido a la enorme presión de los escombros sobre él, se desplazó, licuó y reposicionó empujando las capas de roca suprayacentes hacia arriba (como cúpulas) y secciones enteras se hundieron como una cavidad.
Posteriormente, las profundas grietas en la tierra hicieron que la superficie fuera aún más inestable, lo que provocó la formación de fallas que contribuyeron al desarrollo de los arcos (incluido el Arco del Paisaje, el Arco Delicado y el Arco Doble). El desplazamiento del subsuelo salino ha dado forma a la superficie y la erosión ha descubierto las capas de roca más jóvenes. Las principales formaciones en la actualidad son la arenisca Entrada de color salmón, cuya arenisca forma la mayor parte de los arcos, y la arenisca Navajo de color amarillo pálido.
Luego, el agua se filtró a través de las grietas, juntas y cavidades de la superficie. El hielo que se formó en las grietas, expandiéndose y presionando la roca, hizo que estallara en fragmentos. Posteriormente, el viento limpió estos escombros dejando al descubierto las aletas, paredes delgadas y aisladas de arenisca. Los agentes atmosféricos luego atacaron estas aletas, erosionando la roca. Muchos de estos destrozados, otros más resistentes sobrevivieron a pesar de las secciones faltantes. Este último se convirtió en arcos.

Clima –
El Parque Nacional Arches se caracteriza por un clima de la región desértica de gran altitud con altas variaciones de temperatura, que incluso pueden superar los 20 ° C por día.
En esta zona, las estaciones templadas son primavera (abril-mayo) y otoño (mediados de septiembre-octubre) cuando las temperaturas medias máximas durante el día varían entre 15 ° C y 26 ° C y las mínimas entre 0 ° C y 10 ° C.
Las temperaturas de verano pueden superar los 37 ° C y las tormentas eléctricas violentas crean inundaciones a fines del verano. El invierno es frío con temperaturas máximas promedio entre 0 ° C y 10 ° C y temperaturas mínimas promedio entre -17 ° C y -7 ° C, sin embargo, las nevadas son raras excepto en las montañas cercanas e incluso una pequeña nevada o formación de hielo puede hacer Senderos intransitables.

Flora –
La vegetación del Parque Nacional Arches es típica de las zonas desérticas. Aquí encontramos arbustos como Ephedra viridis, también conocida como Mormón Tea, que contiene efedrina y se usaba para descongestionar la nariz o como estimulante como alternativa a la cafeína. Coleogyne ramosissima es un alimento de invierno importante para el borrego cimarrón a pesar de ser espinoso y Atriplex canescens. Celtis reticulata, arce americano (Acer negundo), espino amarillo de Bohemia (Eleagnus angustifoglia) y álamo de Freemont (Populus fremontii) crecen en el área del parque. El espino amarillo de Bohemia no es nativo de la zona, pero ha suplantado a las especies de árboles nativos y ha alterado el desarrollo ambiental.
En el Parque Nacional Arches también encontramos varias especies de pino y enebro de Utah (Juniperus osteosperma) que están muy extendidos en gran parte de la zona. Estos árboles crecen en racimos y dominan el paisaje seco y rocoso en altitudes que van desde 1300 a 1900 metros. A medida que disminuye la altitud, los árboles se vuelven más escasos y el enebro toma el relevo debido a su mayor resistencia al medio árido. Las diversas especies de Pinus que crecen en esta zona tienen un tronco retorcido, la corteza es rojiza y se caracterizan por un crecimiento muy lento: los árboles con un diámetro de 10-15 cm y 3 m de altura pueden tener entre 80 y 200 años. El sistema de raíces de estos árboles es particularmente extenso y alcanza fácilmente el tamaño del árbol. Los conos de pino contienen semillas sabrosas y ricas en proteínas y proporcionan una importante fuente de alimento para los nativos americanos. El enebro de Utah es el árbol clásico del desierto, su ser retorcido y las muchas ramas secas subrayan la dureza de las condiciones de vida en el ambiente árido. En ausencia de humedad, el enebro interrumpe el flujo de savia en las ramas más externas para aumentar las posibilidades de supervivencia. Otras adaptaciones de esta planta que le permiten sobrevivir en ambientes áridos son las hojas escamosas y las semillas enceradas.

Fauna –
El Parque Nacional Arches, aunque aparentemente desolado y desértico. Está poblado por muchas especies de aves, lagartijas y roedores.
En este sentido, los animales del desierto tienen una serie de adaptaciones que los hacen aptos para sobrevivir a las altas temperaturas y la baja humedad de este entorno. Muchos son nocturnos, esta es una adaptación tanto a las altas temperaturas como a la depredación. Entre los animales nocturnos podemos mencionar la rata canguro, la rata de bosque, la mofeta común, el mapache, el zorro gris, el Vulpes macrotis, el lince, el puma, varias especies de murciélagos y rapaces nocturnas.
Algunos animales son nocturnos mientras que otros son crepusculares. Entre los animales crepusculares podemos mencionar el venado bura, el coyote, el puercoespín, el conejo del desierto, la liebre californiana.
Otros animales son principalmente activos durante el día, como Spermophilus variegatus, Ammospermophilus leucurus, Neotamia rufus, lagartos, serpientes, halcones y águilas. Muchos animales están activos dentro de un rango de temperaturas, por lo que sus hábitos cambian según la temporada. Las serpientes y los lagartos entran en un estado inactivo durante el invierno, están activos durante el día en primavera y principios de otoño, y se vuelven crepusculares en pleno verano. Junto con los cactus y las dunas de arena, los reptiles son uno de los símbolos del desierto. Los únicos reptiles presentes en el parque son serpientes y lagartijas, animales muy importantes para el ecosistema de este entorno ya que regulan las poblaciones de insectos y roedores y a su vez son presa de aves y mamíferos.
Todos los reptiles son de sangre fría o ectotermos, es decir, su temperatura corporal está regulada por la del ambiente externo y no por el metabolismo. Al no tener sistemas de dispersión de calor, no pueden soportar temperaturas extremadamente altas durante mucho tiempo y ni siquiera pueden sobrevivir a temperaturas bajo cero. Cuando hace frío, los reptiles hibernan o entran en un estupor letárgico, la comida acumulada en forma de grasa en la cola ayuda a las lagartijas a sobrevivir largos períodos de inactividad, por lo que perder la cola podría poner en riesgo su vida. Durante el verano es muy fácil ver lagartijas, después de las aves estos reptiles son los animales más activos durante el día. Normalmente se les ve calentándose en las rocas o cazando y persiguiendo insectos.
Pero los animales más fáciles de detectar dentro del Parque Nacional Arches son las aves.
Entre estos, incluso en los días más calurosos, se puede ver al buitre de cuello rojo y al vencejo de garganta blanca volando en círculo sobre las formaciones rocosas. En invierno, el Junco hyemalis y el gorrión de cabeza blanca van en busca de alimento entre los árboles y arbustos. Aunque el parque no puede considerarse un paraíso para los observadores de aves, se han avistado 273 especies de aves migratorias y residentes. Esta diversidad de especies se debe a los hábitats ribereños del río Colorado y Courthouse Creek. En el desierto, la vida animal tiende a concentrarse en estas áreas gracias a la abundancia de comida, agua y refugio. En primavera y verano, puede escuchar el canto de muchos pájaros por la mañana, incluido el picogrueso azul, la parulea de vientre amarillo, el tui oriental y el reyezuelo del cañón. También se puede ver a la gran garza azul cazando peces pequeños en aguas poco profundas, mientras que el gavilán de Cooper se cierne entre los árboles en la orilla. Muchas aves prefieren terrenos elevados donde predominan la hierba, los arbustos y los árboles pequeños.
Los anfibios son lo último que se cree que vive en el desierto, sin embargo, el parque alberga una variedad de ranas como la rana toro y la rana leopardo y Hyla arenicola, sapos como Bufo punctatus y Bufo woodhousei, y una especie de salamandra Ambystoma tigrinum. Una confirmación de estas presencias la ofrece el increíble espectáculo del canto de los sapos que llena el cañón a veces incluso durante horas. Los anfibios son animales cuya vida se divide en dos fases, una larva acuática y una terrestre adulta.

Guido Bissanti





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