Lepidium meyenii

Lepidium meyenii

La maca (Lepidium meyenii Walp.) è una specie erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Capparales,
Famiglia Brassicaceae,
Genere Lepidium,
Specie L. meyenii.
Sono sinonimi i termini:
– Lepidium affine Wedd.;
– Lepidium gelidum Wedd.;
– Lepidium marginatum Griseb.;
– Lepidium orbignyanum Wedd.;
– Lepidium peruvianum G.Chacón;
– Lepidium weddellii O.E.Schulz.

Etimologia –
Il termine Lepidium proviene dal greco λεπίδιον lepídion diminutivo di λεπίϛ lepís squama (di pesce), scaglia: per la forma delle siliquette simili a piccole scaglie.
L’epiteto specifico meyenii è stato attribuito in onore dell’ornitologo e botanico tedesco Franz Julius Ferdinand Meyen (1804-1840).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Maca è una pianta originaria del Sud America dove viene anche coltivata nelle Ande del Perù e del Cile come ortaggio.
In natura il suo habitat è quello delle steppe aride, tundra e pianure alpine, generalmente in terreni calcarei e argillosi, ad altitudini comprese tra 3.800 e 4.800 metri.

Descrizione –
Il Lepidium meyenii è una pianta erbacea perenne con fusti cadenti lunghi 12 – 20 cm che si estendono sul terreno e formano un tappeto di vegetazione.
Ha una radice che può essere di diversi colori: giallastro-dorata, biancastra, rossa, porpora, blu, verde o nera.
La radice assomiglia a una piccola pera sia per dimensioni che per forma ed ha un diametro fino a 8 cm.
Dalla parte basale della pianta si forma un’ampia foliazione a rosetta basale (le foglie esterne periferiche invecchiano e deperiscono al suolo, ma sono continuamente sostituite dalle nuove che si formano al centro).
La pianta produce poi uno stelo fiorale eretto, con infiorescenza a racemo con molti piccoli fiori bianchi o biancastri.
I frutti sono delle piccole silique ed i semi sono molto piccoli e colorati.

Coltivazione –
La maca è una pianta coltivata come ortaggio nelle Ande del Sud America ed è una specie probabilmente coltivata ad altitudini più elevate rispetto a qualsiasi altra coltura alimentare; viene infatti coltivata negli altopiani peruviani e boliviani a quota superiore di norma ai 3900–4100 m s.l.m., ma più frequentemente tra 4200 e 4500 m; ciò ne indica l’adattamento a un clima soleggiato ma, pur nella fascia equatoriale, piuttosto freddo, con modeste escursioni annuali.
La riproduzione è esclusivamente praticata per semi.
È comunque una pianta esigente, che esaurisce i suoli; i terreni sono abitualmente ben concimati con letame degli erbivori dell’altipiano e, di norma, nei luoghi di origine è praticata da millenni una conduzione dei suoli che lascia in riposo i campi dopo un limitato numero di anni d’uso.
La radice può essere di diversi colori: giallastro-dorata, biancastra, rossa, porpora, blu, verde o nera ed il colore delle radici trova relazione anche nel colore dei semi. Le piante con diversi colori di radice sono considerate varietà distinte, con caratteristiche distinte che sono attualmente in fase di più accurato accertamento.
Per le sue particolari caratteristiche di adattamento climatico, con un clima fresco se non freddo, massime +16/+18 °C, minime -5 °C, quindi con scarsità di parassiti e malattie legate al caldo, e il ciclo vitale di maturazione della radice, di almeno 8-9 mesi (analogo ad altre radici e tuberi di quell’ambiente, come l’Oca e l’Olluco), è problematica la coltivazione in climi diversi, cioè in clima più caldo, oppure con stagioni nette e distinte, che alternino temperature più calde ad altre molto più fredde.
Questa pianta preferisce un pH nell’intervallo 6.5 – 7.5, tollerando 6 – 8.5, richiede una posizione soleggiata e preferisce un terreno ben drenato con un impasto da medio a pesante.
Cresce meglio nelle aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese tra 12 e 18 °C, ma può tollerare 3 – 22 °C.
Le piante crescono in aree dove le gelate sono comuni durante la stagione di crescita e si dice che tollerino temperature fino ad almeno -10°, forse a -20°C se date un buon pacciame.
Inoltre preferisce una piovosità media annua nell’intervallo 600 – 800 mm, ma tollera 500 – 1.000 mm.
Si dice che la pianta impoverisce il terreno in cui viene coltivata. In Sud America viene coltivata con una rotazione di 10 anni, lasciando i campi incolti per i successivi nove anni per riprendersi prima del loro prossimo raccolto. È molto probabile che il problema risieda nei terreni poveri di nutrienti e fragili in cui la pianta viene solitamente coltivata, piuttosto che nell’avidità della pianta.
Le radici vengono solitamente raccolte 6 – 7 mesi dopo la semina del seme, anche se possono essere necessari 9 mesi per maturare. Sono possibili rese di 20 tonnellate per ettaro.

Usi e Tradizioni –
La maca è considerata una pianta alimentare e, tradizionalmente, pianta medicinale. In lingua spagnola e quechua ci si riferisce a questa pianta con i seguenti nomi: maca-maca, maino, ayak chichira, e ayak willku.
Alcuni storici, come il frate Antonio Vásquez de Espinoza in una descrizione dell’anno 1598, fanno menzione del consumo di questa pianta da parte delle popolazioni locali, così come posteriormente fece Cobo nel periodo che va dal 1603 al 1629. In seguito la descrivono minuziosamente altri botanici spagnoli, come ad esempio H. Ruiz nella sua Expedición Botánica al Virreinato del Perú.
La pianta viene coltivata per la sua radice commestibile (ipocotile). Oltre all’uso come cibo è utilizzata nella medicina popolare come ricostituente, per aumentare le facoltà fisiche e mentali. Le popolazioni andine dall’antichità la utilizzano anche per migliorare e risolvere problemi di fertilità e migliorare le prestazioni sessuali.
Recenti ricerche hanno chiarito che l’ipocotile, o radice, ha una significativa influenza sulla libido negli esseri umani, senza tuttavia modificare la quantità di testosterone circolante. Può inoltre contribuire a migliorare il tenore nutrizionale della dieta e supportare il vigore fisico e, in ultima analisi, il benessere in genere nelle attività umane; questo avviene, ovviamente, in caso di consistenti carenze alimentari dove, come è noto, le prime attività che sono compromesse sono quelle sessuali e riproduttive. Infatti la radice contiene fino la 60% di carboidrati e almeno il 10% in proteine, oltre che vitamine e una notevole gamma di microelementi.
Un altro possibile utilizzo della pianta è rappresentato dal contrasto della caduta dei capelli in menopausa. L’elevato contenuto di beta-sitosterolo, va ad inibire il DHT che è il principale responsabile dell’alopecia androgenetica.
Tra gli usi commestibili si utilizza la radice cotta che è dolce e piacevolmente aromatizzata.
Le radici oltre che cotte possono essere arrostite, essiccate e bollite o utilizzate per preparare succhi, porridge, marmellate, ecc..
Le radici, nella tradizione andina, dopo essere state essiccate, vengono cotte in acqua per fare una pappa dolce aromatica che in Sud America si chiama ‘mazamorra’.
Il valore nutritivo della radice di Maca essiccata è elevato, simile a cereali come mais, riso e grano. Ha il 60% di carboidrati, il 10,2% di proteine, l’8,5% di fibre e il 2,2% di lipidi. Ha, inoltre, una grande quantità di aminoacidi essenziali e livelli più elevati di ferro e calcio rispetto alle patate.
La maca contiene importanti quantità di acidi grassi compresi gli acidi linolenico, palmitico e oleico. È ricca di steroli e ha anche un alto contenuto di minerali.
La radice essiccata contiene circa il 13 – 16% di proteine ed è ricca di aminoacidi essenziali.
La radice fresca è insolitamente ricca di iodio e ferro e contiene anche piccole quantità di alcaloidi, tannino e saponine.
Per quanto riguarda gli utilizzi medicinali il Lepidium meyenii è un rimedio a base di erbe poco conosciuto e un alimento ad alta energia. Sta crescendo in popolarità grazie ai suoi effetti energizzanti, al miglioramento della fertilità e alle qualità afrodisiache. Altri usi tradizionali includono l’aumento di energia, resistenza e resistenza negli atleti, la promozione della chiarezza mentale, il trattamento dell’impotenza maschile e l’aiuto con le irregolarità mestruali e gli squilibri ormonali femminili tra cui la menopausa e la sindrome da stanchezza cronica.
Le radici sono antifatica, afrodisiache, nutritive, immunostimolanti, steroidee e toniche.
La maca, come tutte le crocifere, contiene glucosinolati e isotiocianati che hanno dimostrato di mostrare anticancerogenesi bloccando la formazione di cancerogeni endogeni o esogeni e prevenendo così l’inizio della cancerogenesi.
Gli isotiocianati naturali e sintetici sono tra gli agenti chemiopreventivi più efficaci conosciuti.
Un’ampia varietà di isotiocianati previene il cancro di vari tessuti tra cui polmone di ratto, ghiandola mammaria, esofago, fegato, intestino tenue, colon e vescica.
I dati, su cui deve essere ancora fatta una adeguata ricerca scientifica suggeriscono che la maca ha lo stesso effetto. Sorprendentemente, non esiste un apparente uso tradizionale della maca nel trattamento del cancro.
Nella medicina erboristica tradizionale peruviana, la Maca è utilizzata come immunostimolante e nel trattamento di anemia, tubercolosi, disturbi mestruali, msintomi dell’enopausa, cancro allo stomaco, sterilità e altri disturbi riproduttivi e sessuali, nonché per migliorare la memoria.
Un’analisi chimica condotta nel 1981 ha mostrato la presenza di isotiocianati aromatici biologicamente attivi, in particolare il p-metossibenzil isotiocianato, a cui si attribuiscono proprietà afrodisiache.
L’analisi iniziale della maca indica che gli effetti sulla fertilità sono il risultato dei glucosinolati. Sono presenti anche alcaloidi, ma non ancora quantificati.

Modalità di Preparazione –
Il Lepidium meyenii è una pianta utilizzata da tempi remoti nella tradizione alimentare e medicinale di alcuni popoli andini.
Le radici essiccate di questa pianta si conservano bene, tant’è che analisi su radici di 7 anni confermavano che queste avevano ancora il 9 – 10% di proteine.
Le radici essiccate sono marroni, morbide e dolci dal sapore muschiato, mantengono il loro sapore per almeno 2 anni.
Le radici vengano consumate cotte ma possono essere arrostite, essiccate e bollite o utilizzate per preparare succhi, porridge, marmellate, ecc..
Le radici, nella tradizione andina, dopo essere state essiccate, vengono cotte in acqua per fare una pappa dolce aromatica che in Sud America si chiama ‘mazamorra’.
Anche le foglie giovani possono essere consumate sia crude che cotte ed hanno un sapore piccante simile al crescione.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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