Helicoverpa armigera

Helicoverpa armigera

La Nottua gialla del pomodoro (Helicoverpa armigera Hübner, 1808) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Noctuidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Superphylum Protostomia,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclasse Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Endopterygota,
Superordine Oligoneoptera,
Sezione Panorpoidea,
Ordine Lepidoptera,
Sottordine Glossata,
Infraordine Heteroneura,
Divisione Ditrysia,
Superfamiglia Noctuoidea,
Famiglia Noctuidae,
Genere Helicoverpa,
Specie H. armigera.
Sono sinonimi i termini:
– Chloridea armigera Hübner;
– Chloridea obsoleta Duncan & Westwood, 1841;
– Helicoverpa commoni Hardwick, 1965;
– Helicoverpa obsoleta Auctorum;
– Heliothis armigera Hübner, 1805;
– Heliothis conferta Walker, 1857;
– Heliothis fusca Cockerell, 1889;
– Heliothis pulverosa Walker, 1857;
– Heliothis rama Bhattacherjee & Gupta, 1972;
– Heliothis uniformis Wallengren, 1860;
– Noctua armigera Hübner, 1805;
– Noctua barbara Fabricius, 1794.
All’interno di questa specie si riconoscono, inoltre, due sottospecie:
– Helicoverpa armigera armigera, originaria e diffusa nell’Europa centrale e meridionale, nell’Asia temperata e in Africa;
– Helicoverpa armigera conferta, originaria dell’Australia e dell’Oceania.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Helicoverpa armigera è una falena molto polifaga, cosmopolita anche se risulta più dannosa nelle regioni calde e le cui larve si nutrono di una vasta gamma di piante, comprese molte importanti colture coltivate. È uno dei principali parassiti del cotone e una delle specie di parassiti più polifagi e cosmopoliti.
Questa specie con le due sottospecie: Helicoverpa armigera armigera e Helicoverpa armigera conferta svolge il suo ciclo biologico in un vasto areale che dall’’Australia ed Oceania, con la prima sottospecie che ha invaso il Brasile e da dove si è poi diffusa in gran parte del Sud America e ha raggiunto i Caraibi.
Questa specie è migratrice, in grado di raggiungere anche territori settentrionali.
È una specie altamente polifaga. Le piante ospiti più importanti sono il pomodoro, il cotone, il pisello, il cece, il riso, il sorgo e il fagiolo dall’occhio. Altri ospiti includono arachidi, gombo, piselli, favino, soia, erba medica, Phaseolus spp., altre leguminose, tabacco, patate, mais, lino, Dianthus, Rosa, Pelargonium, Chrysanthemum, Lavandula angustifolia, un certo numero di alberi da frutto, alberi da bosco e molte colture orticole.
Ad esempio, in Russia e nei paesi limitrofi, le larve popolano più di 120 specie di piante, favorendo i generi Solanum, Datura, Hyoscyamus, Atriplex e Amaranthus.

Morfologia –
La Nottua gialla del pomodoro si riconosce, allo stadio adulto, per avere un’apertura alare di circa 35 mm, con ali anteriori di colore bruno-ocraceo con sfumature verdastre: più scure nel maschio, più chiare e giallastre nella femmina.
Inoltre sulle ali anteriori è presente una striatura trasversale brunastra.
Le larve hanno colori molto variabili che vanno dal giallo-rosato, al verdastro, al bruno grigiastro con bande laterali di colore giallo-biancastro; a maturità raggiungono la lunghezza di 40 mm circa.
Le uova sono sferiche e da 0,4 a 0,6 di diametro ed hanno una superficie a coste; sono bianche e poi diventano verdastre.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Helicoverpa armigera è una farfalla che sverna nel terreno allo stadio di crisalide.
Gli adulti sfarfallano nel periodo di piena primavera, nel mese di maggio, e dopo essersi accoppiati ovidepongono sui germogli apicali, sui fiori o sui frutti; la deposizione avviene con diverse centinaia di uova, distribuite su varie parti della pianta. In condizioni favorevoli, le uova possono schiudersi e divenire larve entro tre giorni e l’intero ciclo vitale può essere completato in poco più di un mese.
Il danno, causato dalle larve neonate, si manifesta sulle foglie, sui fiori ma soprattutto sui frutti; esso è provocato dalle larve che attaccano tutti gli organi aerei della pianta. Sulle foglie e sui fiori la larva provoca delle erosioni atipiche; sui frutti (come nel pomodoro) scava delle gallerie nella polpa, passando da un frutto all’altro, provocando anche gravi danni.
In un anno compie da 2 a 3-4 generazioni.
Le larve sono piuttosto aggressive, occasionalmente carnivore e possono persino cannibalizzarsi a vicenda. Se disturbate, cadono dalla pianta e si accartocciano a terra.
Le pupe si sviluppano all’interno di un bozzolo di seta per 10-15 giorni nel terreno a una profondità di 4-10 centimetri o in capsule di cotone o spighe di mais.
Questo lepidottero è una specie con abitudini migratorie, come peraltro molti altri.

Ruolo Ecologico –
La Nottua gialla del pomodoro, nel caso di popolazioni consistenti, può provocare particolari danni ad alcune colture quali: cotone, pomodori, mais, ceci, erba medica e tabacco. Nelle colture di cotone, i fiori che sono stati attaccati possono aprirsi prematuramente e rimanere infruttuosi. Quando le capsule sono danneggiate, alcune cadranno e altre non produrranno o produrranno cotone di qualità inferiore. Le infezioni secondarie da funghi e batteri sono comuni e possono portare alla decomposizione dei frutti. Lesioni alle punte in crescita delle piante possono disturbare il loro sviluppo, la maturità può essere ritardata e i frutti possono cadere.
Fino ad oggi la lotta contro questo lepidottero è stata di tipo chimico e ha seguito i criteri della lotta guidata ed integrata. Gli interventi diretti si eseguono tempestivamente, ai primi attacchi, seguendo il volo degli adulti. La tecnica di lotta prevede l’installazione di trappole sessuali ad imbuto (es.: Mastrap) o a rete; le trappole devono essere installate nel periodo di fine aprile-maggio, a seconda degli ambienti climatici, con la densità di una trappola per ambiente. Questo monitoraggio è importante per stabilire i momenti a rischio e la consistenza della popolazione. Più è tempestivo l’intervento, cioè quanto più si tratta all’inizio della schiusa delle uova, tanto migliori saranno i risultati. È possibile, inoltre, attivare interventi di lotta biologica utilizzando il Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki.
Altre misure di controllo prevedono la coltivazione di varietà resistenti, diserbo, coltivazione interfilare, rimozione dei residui colturali, aratura autunnale profonda, irrigazione invernale per distruggere le pupe, l’uso di insetticidi o il controllo biologico attraverso il rilascio di entomofagi come Trichogramma spp. e Habrobracon hebetor.
A queste, negli ultimi tempi, si vanno aggiungendo o integrando tecniche di organizzazione delle coltivazioni agroecologiche (aumento delle consociazioni, rotazione, biodiversità, ecc.).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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