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Ilex paraguariensis

Il mate o matè (Ilex paraguariensis A. St. Hil., 1822) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Aquifoliaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Celastrales,
Famiglia Aquifoliaceae,
Genere Ilex,
Specie I. paraguariensis.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Ilex curitibensis Miers;
– Ilex domestica Reissek;
– Ilex mate A.St.-Hil.;
– Ilex parviflora Benth.;
– Ilex sorbilis Reissek;
– Ilex theaezans Bonpl. ex Miers.

Etimologia –
Il termine Ilex viene da ilex, nome latino del leccio (Quercus ilex), utilizzato da Linneo come nome generico dell’agrifoglio per le foglie simili; secondo alcuni autori forse derivato dal greco ὑλήεις hyléeis boscoso, selvoso.
L’epiteto specifico paraguariensis è in riferimento alla sua origine del Paraguay.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il mate è una pianta nativa del Sud America e presente in Argentina, Uruguay, Paraguay, Brasile meridionale, orientale e centrale.
Il suo Habitat è quello degli altopiani freschi, umidi e tropicali vicino a ruscelli e valli fluviali ad altitudini fino a 1.500 metri.

Descrizione –
L’Ilex paraguariensis è una pianta dapprima in forma arbustiva e che poi diviene, a maturità, albero, con altezze fino a 15 metri e con chioma densa e oblunga e con un tronco corto di 30-40 cm di diametro.
Le foglie sono sempreverdi, lunghe 7–110 millimetri e larghe 30–55 millimetri, con margini seghettati. Le foglie contengono caffeina (conosciuta in alcune parti del mondo come mateina) e relativi alcaloidi xantinici e vengono raccolti commercialmente.
I fiori sono piccoli e di colore bianco-verdastro con quattro petali.
Il frutto è una drupa rossa di 4-6 millimetri di diametro.

Coltivazione –
Il Mate è un piccolo albero sempreverde a crescita lenta che da centinaia di anni viene utilizzata come bevanda stimolante ed è una bevanda più comune del tè (Camellia sinsnsis) nel Sud America.
Questa pianta viene coltivata e raccolta allo stato selvatico nella sua nativa America del Sud; viene coltivata anche nella penisola iberica e viene venduto in Paesi di tutto il mondo.
Questa pianta delle regioni subtropicali e tropicali può essere coltivata anche nella zona temperata calda. Cresce meglio nelle aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese tra 17 e 26 °C, ma può tollerare 12 – 30 °C.
Le piante mature non sopportano temperature di -6 °C o inferiori, ma la crescita delle giovani piante può essere gravemente danneggiata a -1 °C.
Preferisce una piovosità media annua nell’intervallo 1.200 – 2.000 mm, ma tollera 700 – 2.500 mm, inoltre predilige una posizione soleggiata, riuscendo a crescere anche in ombra leggera ed in una vasta tipologia di terreni, purché ben drenati, anche se preferisce un terreno ricco, leggermente acido in ombra leggera con un pH compreso tra 6,5 e 7, tollerando 5,8 – 8.
Le giovani piante sono molto lente a stabilizzarsi quando vengono piantate; sono, inoltre piante dioiche per cui, se sono richiesti frutti e semi, devono essere coltivate sia la forma maschile che quella femminile.
La propagazione può avvenire per seme che germina in maniera molto lenta, impiegando 2-3 anni per germogliare.
Si consiglia di conservare il seme per 4-7 mesi in sabbia calda e umida per consentire al seme di terminare la maturazione prima di seminarlo. La semina va fatta in un letto di semina ombreggiato. La germinazione dovrebbe quindi avvenire entro pochi giorni.
Le piantine dovrebbero essere pronte per essere trapiantate nelle loro posizioni permanenti 10-11 mesi dopo.

Usi e Tradizioni –
Il mate fu consumato per la prima volta dagli indigeni Guaraní e si diffuse anche nel popolo Tupí che viveva nei dipartimenti di Amambay e Alto Paraná nel territorio del Paraguay.
Il suo consumo si diffuse durante la colonizzazione europea, in particolare nella colonia spagnola del Paraguay alla fine del XVI secolo, sia tra i coloni spagnoli che tra gli indigeni Guaraní, che l’avevano consumata in una certa misura prima dell’arrivo degli spagnoli. Questo consumo diffuso lo ha trasformato nella merce principale del Paraguay, al di sopra di altre merci, come il tabacco, e per raccogliere il prodotto dai boschi veniva utilizzato il lavoro delle popolazioni indigene.
A metà del XVII secolo, i gesuiti riuscirono ad addomesticare la pianta e stabilire piantagioni nelle loro zone indiane a Misiones, in Argentina, scatenando una forte concorrenza con i raccoglitori di popolamenti selvatici del Paraguay.
Da qui la pianta iniziò la sua incursione in altri territori non paraguaiani. Dopo la loro espulsione nel 1770, le loro piantagioni caddero in rovina, così come i loro segreti di addomesticamento.
Fu così che il Brasile divenne quindi il più grande produttore di mate. Nei progetti brasiliani e argentini, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, gli impianti furono nuovamente addomesticati, aprendo la strada ai sistemi di piantagione.
Quando gli imprenditori brasiliani hanno rivolto la loro attenzione al caffè negli anni ’30, l’Argentina, che era stata a lungo il primo consumatore, divenne il più grande produttore, resuscitando l’economia nella provincia di Misiones, dove un tempo i gesuiti avevano la maggior parte delle loro piantagioni. Per anni, lo status di maggior produttore si è spostato tra Brasile e Argentina.
Oggi, il Brasile è il maggior produttore, con il 53%, seguito dall’Argentina con il 37% e dal Paraguay con il 10%.
Per questa importante coltivazione e fonte di reddito nella città di Campo Largo, stato del Paraná, Brasile, c’è un parco storico Mate (portoghese: Parque Histórico do Mate), finanziato dal governo statale per educare le persone sui metodi di raccolta sostenibili necessari per mantenere l’integrità e la vitalità del più antiche foreste selvagge di mate nel mondo. Purtroppo a partire da giugno 2014, tuttavia, il parco è chiuso al pubblico.
L’ Ilex paraguariensis è una pianta dalle cui foglie si ricava, come detto, il mate, una bevanda molto popolare nel Cono Sud dell’America meridionale (Paraguay, Uruguay, Brasile, Argentina e Cile).
Con le foglie si prepara una bevanda stimolante; le foglie giovani vengono raccolte in modo simile al tè, quindi essiccate, macinate finemente e confezionate.
Tradizionalmente, le foglie vengono preparate in modo simile al tè, ma l’infuso viene bevuto direttamente dal beccuccio della teiera, o da una zucca o da un bicchiere usando un tubo noto come bombilla.
Questa pianta ha impieghi anche medicinali.
Le foglie sono ricche di minerali contengono derivati della xantina, tra cui circa l’1,5% di caffeina più teobromina e teofillina, e fino al 16% di tannini. Queste sono stimolanti, diuretiche, antireumatiche.
Si dice che abbiano il potere di aumentare la lucidità intellettuale e il vigore.
Le foglie sono utilizzate internamente nel trattamento di mal di testa, emicrania, dolori nevralgici e reumatici, affaticamento e depressione lieve; inoltre sono state utilizzate anche nel trattamento del diabete.
Tra gli altri usi, si ricorda che il legno è leggero, liscio, leggermente compatto, con scarsa durabilità naturale e viene utilizzato solo per la fabbricazione di scatole e per il carburante.

Modalità di Preparazione –
Le foglie del Ilex paraguariensis vengono raccolte quando le bacche sono mature, vengono riscaldate sul fuoco di legna, macinate in polvere e quindi conservate in sacchi per 12 mesi prima di essere utilizzate.
Con le foglie si prepara una bevanda stimolante ma questo infuso viene bevuto in maniera particolare, direttamente dal beccuccio della teiera, o da una zucca o da un bicchiere usando un tubo noto come bombilla.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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Ilex paraguariensis

The Yerba mate or Yerba-maté (Ilex paraguariensis A. St. Hil., 1822) is an arboreal species belonging to the Aquifoliaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Celastrales Order,
Aquifoliaceae family,
Genus Ilex,
Species I. paraguariensis.
The following terms are synonymous:
– Ilex curitibensis Miers;
– Ilex domestica Reissek;
– Ilex mate A.St.-Hil .;
– Ilex parviflora Benth .;
– Ilex sorbilis Reissek;
– Ilex theaezans Bonpl. ex Miers.

Etymology –
The term Ilex comes from ilex, the Latin name of the holm oak (Quercus ilex), used by Linnaeus as a generic name of holly for similar leaves; according to some authors it may be derived from the Greek ὑλήεις hyléeis wooded, woody.
The specific paraguariensis epithet refers to its origin in Paraguay.

Geographic Distribution and Habitat –
Yerba mate is a plant native to South America and found in Argentina, Uruguay, Paraguay, southern, eastern and central Brazil.
Its habitat is that of the cool, humid and tropical highlands near streams and river valleys at altitudes up to 1,500 meters.

Description –
Ilex paraguariensis is a plant at first in a shrub form and which then becomes, when ripe, a tree, with heights of up to 15 meters and with dense and oblong foliage and a short trunk of 30-40 cm in diameter.
The leaves are evergreen, 7–110 millimeters long and 30–55 millimeters wide, with serrated margins. The leaves contain caffeine (known in some parts of the world as matein) and related xanthine alkaloids and are harvested commercially.
The flowers are small and greenish-white with four petals.
The fruit is a red drupe 4-6 millimeters in diameter.

Cultivation –
Yerba mate is a small, slow-growing evergreen tree that has been used as a stimulant drink for hundreds of years and is a more common drink than tea (Camellia sinsnsis) in South America.
This plant is grown and harvested in the wild in its native South America; it is also grown in the Iberian Peninsula and is sold in countries all over the world.
This subtropical and tropical plant can also be grown in the warm temperate zone. It grows best in areas where annual daytime temperatures are between 17 and 26 ° C, but can tolerate 12 – 30 ° C.
Mature plants cannot tolerate temperatures of -6 ° C or lower, but the growth of young plants can be severely damaged at -1 ° C.
It prefers an average annual rainfall in the range of 1,200 – 2,000 mm, but tolerates 700 – 2,500 mm, it also prefers a sunny position, managing to grow even in light shade and in a wide range of soils, provided they are well drained, even if it prefers a soil rich, slightly acidic in light shade with a pH between 6.5 and 7, tolerating 5.8 – 8.
Young plants are very slow to stabilize when planted; they are also dioecious plants so, if fruits and seeds are required, both the male and the female form must be cultivated.
Propagation can take place by seed which germinates very slowly, taking 2-3 years to germinate.
It is advisable to store the seed for 4-7 months in warm, humid sand to allow the seed to finish ripening before sowing it. Sowing should be done in a shaded seedbed. Germination should therefore take place within a few days.
The seedlings should be ready to be transplanted to their permanent locations 10-11 months later.

Customs and Traditions –
Yerba mate was first consumed by the indigenous Guaraní and also spread to the Tupí people who lived in the departments of Amambay and Alto Paraná in the territory of Paraguay.
Its consumption spread during the European colonization, particularly in the Spanish colony of Paraguay at the end of the 16th century, both among the Spanish colonists and among the indigenous Guaraní, who had consumed it to some extent before the arrival of the Spaniards. This widespread consumption made it the main commodity of Paraguay, above other commodities, such as tobacco, and the labor of indigenous peoples was used to collect the product from the woods.
In the mid-17th century, the Jesuits succeeded in domesticating the plant and establishing plantations in their Indian areas in Misiones, Argentina, sparking fierce competition with Paraguay’s wild stand gatherers.
From here the plant began its foray into other non-Paraguayan territories. After their expulsion in 1770, their plantations fell into disrepair, as did their domestication secrets.
Thus it was that Brazil became the largest producer of mate. In Brazilian and Argentine projects, between the end of the 19th and the beginning of the 20th century, the plants were again domesticated, paving the way for planting systems.
When Brazilian entrepreneurs turned their attention to coffee in the 1930s, Argentina, which had long been the first consumer, became the largest producer, resurrecting the economy in the province of Misiones, where Jesuits once had most of their plantations. For years, the status of the largest producer has shifted between Brazil and Argentina.
Today, Brazil is the largest producer, with 53%, followed by Argentina with 37% and Paraguay with 10%.
For this important crop and source of income in the city of Campo Largo, state of Paraná, Brazil, there is a Mate Historical Park (Portuguese: Parque Histórico do Mate), funded by the state government to educate people on the sustainable harvesting methods needed. to maintain the integrity and vitality of the oldest wild mate forests in the world. Unfortunately, as of June 2014, however, the park is closed to the public.
Ilex paraguariensis is a plant from whose leaves we obtain, as mentioned, mate, a very popular drink in the Southern Cone of South America (Paraguay, Uruguay, Brazil, Argentina and Chile).
A stimulating drink is prepared with the leaves; young leaves are harvested in a tea-like way, then dried, finely ground and packaged.
Traditionally, the leaves are prepared in a similar way to tea, but the infusion is drunk directly from the spout of the teapot, or from a pumpkin or glass using a tube known as a bombilla.
This plant also has medicinal uses.
The leaves are rich in minerals and contain xanthine derivatives, including about 1.5% caffeine plus theobromine and theophylline, and up to 16% tannins. These are stimulants, diuretic, antirheumatic.
They are said to have the power to increase intellectual clarity and vigor.
The leaves are used internally in the treatment of headaches, migraines, neuralgic and rheumatic pains, fatigue and mild depression; they have also been used in the treatment of diabetes.
Among other uses, it should be remembered that wood is light, smooth, slightly compact, with little natural durability and is used only for making boxes and for fuel.

Preparation Method –
Ilex paraguariensis leaves are harvested when the berries are ripe, heated over a wood fire, ground into powder and then stored in bags for 12 months before being used.
With the leaves a stimulating drink is prepared but this infusion is drunk in a particular way, directly from the spout of the teapot, or from a pumpkin or a glass using a tube known as a bombilla.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.



[:es]

Ilex paraguariensis

La yerba mate o yerba de los jesuitas o yerba del Paraguay, (Ilex paraguariensis A. St. Hil., 1822) es una especie arbórea perteneciente a la familia Aquifoliaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Orden Celastrales,
Familia Aquifoliaceae,
Género Ilex,
Especie I. paraguariensis.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Ilex curitibensis Miers;
– Ilex domestica Reissek;
– Ilex compañero A.St.-Hil.;
– Ilex parviflora Benth.;
– Ilex sorbilis Reissek;
– Ilex theaezans Bonpl. ex Miers.

Etimología –
El término Ilex proviene de ilex, el nombre latino de la encina (Quercus ilex), utilizado por Linneo como nombre genérico de acebo para hojas similares; según algunos autores puede derivarse del griego ὑλήεις hyléeis boscoso, leñoso.
El epíteto específico de paraguariensis se refiere a su origen en Paraguay.

Distribución geográfica y hábitat –
La yerba mate es una planta originaria de América del Sur y se encuentra en Argentina, Uruguay, Paraguay, sur, este y centro de Brasil.
Su hábitat es el de las tierras altas frescas, húmedas y tropicales cerca de arroyos y valles de ríos a altitudes de hasta 1.500 metros.

Descripción –
Ilex paraguariensis es una planta en un principio en forma de arbusto y que luego, cuando madura, se convierte en árbol, con alturas de hasta 15 metros y con follaje denso y alargado y un tronco corto de 30-40 cm de diámetro.
Las hojas son de hoja perenne, de 7 a 110 milímetros de largo y de 30 a 55 milímetros de ancho, con márgenes dentados. Las hojas contienen cafeína (conocida en algunas partes del mundo como mateína) y alcaloides de xantina relacionados y se cosechan comercialmente.
Las flores son pequeñas y de color blanco verdoso con cuatro pétalos.
El fruto es una drupa roja de 4-6 milímetros de diámetro.

Cultivo –
La yerba mate es un pequeño árbol de hoja perenne de crecimiento lento que se ha utilizado como bebida estimulante durante cientos de años y es una bebida más común que el té (Camellia sinsnsis) en América del Sur.
Esta planta se cultiva y se cosecha en la naturaleza en su nativa América del Sur; también se cultiva en la Península Ibérica y se vende en países de todo el mundo.
Esta planta tropical y subtropical también se puede cultivar en la zona templada cálida. Crece mejor en áreas donde las temperaturas diurnas anuales están entre 17 y 26 ° C, pero puede tolerar 12-30 ° C.
Las plantas maduras no pueden tolerar temperaturas de -6 ° C o menos, pero el crecimiento de las plantas jóvenes puede verse gravemente dañado a -1 ° C.
Prefiere una precipitación media anual en el rango de 1.200 – 2.000 mm, pero tolera 700 – 2.500 mm, también prefiere una posición soleada, logrando crecer incluso en sombra ligera y en una amplia gama de suelos, siempre que estén bien drenados. incluso si prefiere un suelo rico, ligeramente ácido en tono claro con un pH entre 6,5 y 7, tolerando 5,8 – 8.
Las plantas jóvenes tardan mucho en estabilizarse cuando se plantan; también son plantas dioicas, por lo que, si se requieren frutos y semillas, se deben cultivar tanto la forma masculina como la femenina.
La propagación puede tener lugar por semilla que germina muy lentamente, tardando 2-3 años en germinar.
Es recomendable almacenar la semilla durante 4-7 meses en arena cálida y húmeda para permitir que la semilla termine de madurar antes de sembrarla. La siembra debe realizarse en un semillero sombreado. Por tanto, la germinación debería tener lugar en unos pocos días.
Las plántulas deben estar listas para ser trasplantadas a sus ubicaciones permanentes entre 10 y 11 meses después.

Costumbres y tradiciones –
La yerba mate fue consumido por primera vez por los indígenas guaraní y también se extendió al pueblo tupí que vivía en los departamentos de Amambay y Alto Paraná en el territorio de Paraguay.
Su consumo se extendió durante la colonización europea, particularmente en la colonia española de Paraguay a finales del siglo XVI, tanto entre los colonos españoles como entre los indígenas guaraní, que lo habían consumido en cierta medida antes de la llegada de los españoles. Este consumo generalizado lo convirtió en el principal producto básico del Paraguay, por encima de otros productos básicos, como el tabaco, y el trabajo de los pueblos indígenas se utilizó para recolectar el producto de los bosques.
A mediados del siglo XVII, los jesuitas lograron domesticar la planta y establecer plantaciones en sus áreas indígenas en Misiones, Argentina, lo que provocó una feroz competencia con los recolectores de masas silvestres de Paraguay.
A partir de aquí la planta inició su incursión en otros territorios no paraguayos. Después de su expulsión en 1770, sus plantaciones cayeron en mal estado, al igual que sus secretos de domesticación.
Así fue como Brasil se convirtió en el mayor productor de mate. En proyectos brasileños y argentinos, entre finales del siglo XIX y principios del XX, las plantas fueron nuevamente domesticadas, allanando el camino para los sistemas de plantación.
Cuando los empresarios brasileños centraron su atención en el café en la década de 1930, Argentina, que había sido durante mucho tiempo el primer consumidor, se convirtió en el mayor productor, resucitando la economía en la provincia de Misiones, donde los jesuitas tenían la mayoría de sus plantaciones. Durante años, el estatus del mayor productor ha cambiado entre Brasil y Argentina.
Hoy, Brasil es el mayor productor, con un 53%, seguido de Argentina con un 37% y Paraguay con un 10%.
Para este importante cultivo y fuente de ingresos en la ciudad de Campo Largo, estado de Paraná, Brasil, existe un Parque Histórico Mate (en portugués: Parque Histórico do Mate), financiado por el gobierno estatal para educar a la gente sobre los métodos de cosecha sostenibles necesarios. .Para mantener la integridad y vitalidad de los bosques de mate más antiguos del mundo. Desafortunadamente, a partir de junio de 2014, sin embargo, el parque está cerrado al público.
Ilex paraguariensis es una planta de cuyas hojas obtenemos, como se mencionó, el mate, bebida muy popular en el Cono Sur de América del Sur (Paraguay, Uruguay, Brasil, Argentina y Chile).
Se prepara una bebida estimulante con las hojas; las hojas tiernas se cosechan en forma de té, luego se secan, se muelen finamente y se empaquetan.
Tradicionalmente, las hojas se preparan de manera similar al té, pero la infusión se bebe directamente del pico de la tetera, o de una calabaza o vaso usando un tubo conocido como bombilla.
Esta planta también tiene usos medicinales.
Las hojas son ricas en minerales y contienen derivados de xantina, que incluyen aproximadamente un 1,5% de cafeína más teobromina y teofilina, y hasta un 16% de taninos. Estos son estimulantes, diuréticos, antirreumáticos.
Se dice que tienen el poder de aumentar la claridad y el vigor intelectuales.
Las hojas se utilizan internamente en el tratamiento de dolores de cabeza, migrañas, dolores neurálgicos y reumáticos, fatiga y depresión leve; también se han utilizado en el tratamiento de la diabetes.
Entre otros usos, conviene recordar que la madera es ligera, lisa, ligeramente compacta, con poca durabilidad natural y se utiliza únicamente para la fabricación de cajas y como combustible.

Método de preparación –
Las hojas de Ilex paraguariensis se cosechan cuando las bayas están maduras, se calientan sobre un fuego de leña, se muelen hasta convertirlas en polvo y luego se almacenan en bolsas durante 12 meses antes de usarse.
Con las hojas se prepara una bebida estimulante pero esta infusión se bebe de una forma particular, directamente del pico de la tetera, o de una calabaza o un vaso utilizando un tubo conocido como bombilla.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.



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