Come si coltiva lo Zenzero

Come si coltiva lo Zenzero

Lo zenzero (Zingiber officinale Roscoe, 1807) è una pianta erbacea della famiglia delle Zingiberaceae originaria dell’Estremo Oriente.
Questa pianta viene oggi coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale. Cina e India sono i maggiori produttori di zenzero.
Lo zenzero, in Italia, può essere coltivato sia in piena terra ma solo nelle regioni a clima più mite, oppure in vasi di dimensioni minime di 30 cm per ogni rizoma.
Lo zenzero è, infatti, provvisto di rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie porporine.
Questa pianta ha un ciclo vegetativo piuttosto lungo che inizia in primavera ed arriva fino all’autunno e si sviluppa lentamente, emettendo prima le foglie, poi i fiorellini bianchi e infine i piccoli frutti a forma di capsula.

Coltivazione –
Per la coltivazione della pianta dello zenzero è necessario, almeno in pieno campo, che la temperatura non scenda sotto i 15 °C, sotto la quale la pianta soffre e termina il suo ciclo vegetativo. Lo zenzero invece sopporta bene temperature superiori a 40 °C.
Se si ritiene di coltivarlo in vaso va ricoverato in serra calda o in casa da fine settembre a fine aprile come descritto nella seguente scheda.
Questa pianta ha bisogno, inoltre, di una esposizione soleggiata o , al massimo, a mezz’ombra.
Soprattutto per la coltivazione in pieno campo, dove non possiamo modificare di molto le caratteristiche pedologiche, bisogna scegliere un sciolto, profondo, ricco di sostanza organica e molto ben drenato; inoltre non vanno considerati suoli calcarei e compatti dove la pianta manifesterebbe vari problemi.
La propagazione dello zenzero avviene tramite i rizomi; questi devono essere prelevati da una pianta che abbia almeno 3 anni e che abbia già gli “occhi”, ovvero cenni di gemme ben sviluppate.
Nel caso in cui queste gemme non si siano ancora prodotte si può stimolare la loro emissione lasciando i rizomi in acqua per 12 ore prima della semina.
Il periodo della semina, nel sud Italia, si effettua nel periodo primaverile, quando le temperature ambientali sono di almeno 15 °C.
Si procede interrando i rizomi ad una profondità di circa 5 – 7 cm di profondità, con le gemme rivolte verso l’alto.
Tra un rizoma è l’altro si consiglia di lasciare una distanza di almeno 20-25 cm.

Lavorazioni del terreno –
Dopo l’impianto, nel periodo che va dalla primavera all’autunno, bisogna provvedere a tenere il terreno netto da erbe spontanee. Si interviene con delle zappettature evitando però di avvicinarsi troppo a ridosso delle piante per non rischiare di ferire i rizomi che si stanno sviluppando sotto terra.

Irrigazione –
Lo zenzero è una pianta che si avvantaggia notevolmente del regime irriguo senza però mai eccedere; inoltre si può integrare l’umidità del suolo con un sistema di fertirrigazione a base di macerato di ortica diluito, che apporta macro e microelementi.
Inoltre, per ottenere un prodotto di più elevata qualità, circa un mese prima della raccolta si devono sospendere gli apporti irrigui.

Prevenzione malattie –
Per ottenere un migliore stato sanitario dello zenzero si consiglia di coltivare lo zenzero non facendolo ritornare nello stesso appezzamento, se non dopo 3-4 anni, e di non irrigare mai per aspersione ma solo sotto chioma. Non concimare, inoltre, con azoto nitrico ma solo con sostanze organiche ben umificate da apportare in reimpianto.

Uso della pianta –
Lo Zenzero è una pianta impiegata sia in cucina che per fini medicinali.
Esistono in commercio forme diverse di radice di zenzero a seconda della presenza o meno della strato corticale (buccia) della stessa radice. La forma scorticata è prodotta in Giamaica e viene chiamata White Ginger, la forma con la buccia è chiamata Black Ginger e viene principalmente dalla Cina e dalla Sierra Leone.
In cucina si utilizzano i germogli, le foglie e le infiorescenze che vengono consumati crudi o cotti.
Si abbina con carne e cacciagione e pesce, crostacei e per preparare dolci secchi; si usa per aromatizzare bevande (ginger), salse (curry).
Tra le proprietà terapeutiche si ricordano: stomachiche, carminative, tonico-stimolanti, antisettiche; vitaminizzanti (ha un alto contenuto in vitamina C).

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