Guaiacum sanctum

Guaiacum sanctum

Il Legno santo (Guaiacum sanctum L., 1753) è una piccola specie arborea appartenente alla famiglia delle Zygophyllaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Sapindales,
Famiglia Zygophyllaceae,
Genere Guaiacum,
Specie G. sanctum.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Guaiacum guatemalense Herb. Kew.;
– Guaiacum guatemalense Herb. Kew. ex Brigham;
– Guaiacum guatemalense Planch.;
– Guaiacum guatemalense Planch. ex Hemsl.;
– Guaiacum guatemalense Planch. ex Rydb. & Vail;
– Guaiacum multijugum Stokes;
– Guaiacum parvifolium Nutt.;
– Guaiacum sloanei Shuttlew.;
– Guaiacum sloanei Shuttlew. ex A.Gray;
– Guaiacum verticale A.Rich.;
– Guaiacum verticale Ortega;
– Guajacum sanctum L..

Etimologia –
Il termine Guaiacum deriva dallo spagnolo “guayaco” o “gayacan”, a sua volta derivato da un nome indigeno, “guaiac”.
L’epiteto specifico sanctum viene dal nome latino lignum sanctum legno santo, che molti botanici hanno attribuito a questa pianta per i suoi salutari effetti medicinali, come depurativo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Legno santo è una pianta originaria dell’America Centrale e, precisamente: Bahamas, Belize, Costa Rica, Cuba, Repubblica Dominicana, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico (Quintana Roo), Nicaragua, Panama, Porto Rico, Stati Uniti d’America (Florida).
Un tempo diffusa anche nello stato di El Salvador dove ora è estinta allo stato naturale.
Si tratta di una specie considerata prossima alla minaccia ed è rara in tutto il suo areale, soprattutto a causa della perdita del suo habitat e in alcuni paesi del taglio per ricavarne legno e medicinali. La specie è inserita nell’Appendice II della CITES ed il suo commercio è soggetto a controllo.
Il suo habitat è quello delle aree tropicali umide di pianura, dove si trova ad altitudini fino a 700 metri.

Descrizione –
Il Guaiacum sanctum è un piccolo albero sempreverde dalla crescita lenta che raggiunge i 12 m di altezza.
Il tronco, che può arrivare a 50 cm di diametro, di solito è multiplo.
Le foglie sono composte da foglioline lunghe 2,5–3 cm e larghe 2 cm.
I fiori sono di colore blu, con cinque petali e cinque sepali.
L’antesi avviene in modo copioso nel periodo primaverile.
I frutti sono di colore giallo, deiscenti, con una polpa ci colore rosso, all’interno della quale sono presenti dei semi neri.

Coltivazione –
Il Guaiacum sanctum è una pianta le cui popolazioni, allo stato naturale, sono diminuite a causa della raccolta indiscriminata e della rimozione della vegetazione naturale per scopi agricoli o per lo sviluppo dell’industria del turismo. Per questo motivo la pianta è classificata come ‘in pericolo di estinzione’ nella Lista rossa IUCN delle specie minacciate (2011).
Questa pianta cresce meglio nelle aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese tra 22 e 28 °C, ma può tollerare 20 – 34 °C, mentre non sopporta temperature di 1 °C o inferiori.
Preferisce precipitazioni medie annue comprese tra 700 e 1.500 mm, ma tollera tra 500 e 2.000 mm.
Può essere coltivata in pieno sole o ombra parziale su un’ampia varietà di terreni, compresi quelli alcalini.
Le piante tollerano facilmente il terreno umido o secco, il vento e il sale, rendendola una scelta ideale soprattutto per le piantagioni in riva al mare.
Cresce bene in terreni poco profondi, in particolare in zone calcaree, zone basse ben drenate, basse colline soggette a venti caldi e secchi e regioni rocciose calcaree, dove preferisce un suolo con pH compreso tra 5 e 7,5, tollerando 4,5 – 8.
I giovani alberi iniziano a fiorire quando hanno circa 6-8 anni.
Per quanto riguarda la propagazione questa viene effettuata per seme.
Il seme va posto a dimora non appena maturo; si consiglia di immergere i semi in acqua corrente (a 20 ° C) per 24 ore prima della semina, procedura che ne migliora la germinazione.
Il seme viene seminato a una profondità di 1 cm in contenitori di terriccio sabbioso. La germinazione inizia 6 – 8 giorni dopo la semina e termina in 16 – 20 giorni.
I semi freschi hanno una capacità germinativa del 40-60% in vivaio.
Quando le piantine sono alte 6 cm, vengono trasferite in sacchi da vivaio. Le piantine sono pronte per il trapianto 1 anno dopo la semina, quando raggiungono i 30 – 40 cm di altezza.
I semi possono essere conservati per 1 mese a 5 – 8 °C. Perdono vitalità in meno di 1 mese se conservati a temperatura ambiente e umidità.
Per il reperimento dei semi i frutti devono essere raccolti dal terreno molto presto al mattino per evitare la predazione dei semi da parte dei roditori. I frutti vengono posti a terra ed essiccati per 7 giorni all’ombra; successivamente il pericarpo del frutto viene rimosso con acqua corrente per estrarre i semi. I semi vengono poi essiccati all’ombra e conservati in contenitori ermetici.

Usi e Tradizioni –
Questa pianta, sebbene considerata meno utile del Guaiacum Officinale, sia il legno che la resina sono usati in medicina più o meno allo stesso modo.
Il legno, in particolare, viene utilizzato come blando lassativo e diuretico. Per la tonsillite viene somministrato in polvere. È particolarmente utile per il trattamento dell’artrite reumatoide, anche nei casi di reumatismi cronici e gotta, dove allevia il dolore e l’infiammazione tra gli attacchi e può diminuire la loro recidività se si continuano le dosi. Agisce come uno stimolante acre, aumentando il calore del corpo e favorendo la circolazione. Quando il decotto è preso caldo e il corpo è tenuto caldo, agisce come un diaforetico, e se freddo funziona come un diuretico. È anche ampiamente utilizzato per il trattamento della sifilide secondaria, delle malattie della pelle e della scrofola.
Le resine ottenute da legno, corteccia, foglie e fiori sono utilizzate in alcune preparazioni farmaceutiche.
La resina ottenuta dal durame è diuretica e leggermente lassativa.
Tra gli altri impieghi, dal durame si ottiene una resina da marrone a bruno-rossastra. Viene utilizzato per realizzare piccoli oggetti dove sono richiesti robustezza e pesantezza.
La resina contiene acido guaiaconico, acido guaiaretico, vanillina e giallo guaiaco.
La resina si ottiene forando longitudinalmente un tronco, quindi riscaldandolo in posizione inclinata. Questo fa sì che la resina si sciolga e fluisca dal tronco.
Il legno può anche essere tagliato e poi bollito in acqua, il che fa galleggiare la resina in superficie.
Le foglie sono talvolta usate come sostituto del sapone.
Si ricorda che dal Guaiacum sanctum si estrae un legno tra i più pesanti che affonda in acqua sotto il suo peso invece di galleggiare.
Il durame va da un colore marrone verdastro scuro a quasi nero, diventando ancora più scuro dopo l’esposizione all’aria e alla luce.
Si distingue facilmente dallo stretto alburno giallo pallido o color crema.
Il legno è estremamente duro e pesante; tessitura molto fine e uniforme con una grana molto intrecciata; oleoso, per un contenuto di resina (contenuto di guaiaco) che costituisce circa il 25% del peso secco; gira e modella bene e prende bene la lucidatura; inoltre è molto resistente all’attacco di funghi in decomposizione, termiti e piralidi.
A causa delle resine oleose presenti, il legno necessita di trattamenti superficiali speciali per avere un incollaggio soddisfacente. Non necessita di conservazione a causa del suo alto contenuto di resina guaiaca e dell’elevata densità del legno.
Il legno è utilizzato in cuscinetti, boccole, pulegge, mazze e lavori di torneria. Un tempo era popolare per l’uso nella produzione di palle da bowling. Il suo uso più noto è in cuscinetti e boccole per alberi di trasmissione delle navi a causa della sua autolubrificazione e durezza.
Può essere anche usato come legno per realizzare pipe.
Il Guaiacum sanctum è l’albero nazionale delle Bahamas.

Modalità di Preparazione –
Sia il legno che la resina del Guaiacum sanctum vengono impiegati in medicina.
Il legno, in particolare, viene utilizzato come blando lassativo e diuretico.
Si prepara un decotto, che preso caldo agisce come un diaforetico, mentre se freddo funziona come un diuretico. Viene anche ampiamente utilizzato per il trattamento della sifilide secondaria, delle malattie della pelle e della scrofola.
Le resine ottenute da legno, corteccia, foglie e fiori sono utilizzate in alcune preparazioni farmaceutiche.
La resina ottenuta dal durame è diuretica e leggermente lassativa.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Acquisto suggerito




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *