Grus grus

Grus grus

La gru cenerina o gru eurasiatica (Grus grus Linneo, 1758) è un uccello appartenente alla famiglia delle Gruidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Aves,
Ordine Gruiformes,
Famiglia Gruidae,
Genere Grus,
Specie G. grus.
È sinonimo il termine:
– Grus turfa Portis, 1884.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Gru è un uccello che si riproduce nell’Europa centrale, settentrionale e orientale, dai Balcani alla Russia, fino a Mongolia e Asia minore. Torna sui cieli italiani in autunno, raramente per fermarsi a svernare. Più spesso per raggiungere l’Africa settentrionale e orientale, dove questa specie trascorre l’inverno. In Italia, i pochissimi individui svernanti sono stati censiti in Sardegna occidentale, Sicilia e sulla media costa tirrenica.
La gru è uccello migratore (con l’eccezione di alcune aree molto particolari), capace di percorrere lunghissime distanze con i classici stormi a V. Le aree di svernamento si estendono, in modo frammentato, dalla Cina meridionale fino al bacino del Nilo e a tutta la regione mediterranea (compresi il Nordafrica e la Penisola Iberica).

Descrizione –
Grus grus è un uccello di grandi dimensioni con un’altezza totale fino a 120 cm, un’apertura alare di 180–240 cm, per un peso fino a 7 kg.
Si riconosce per avere un colore prevalente del piumaggio grigio, con il collo bianco e nero e una macchia rossa sulla testa. La coda ha una forma a pennacchio.
Gli occhi degli adulti sono rossi mentre nella fase giovanile il colore è dapprima brunastro per diventare anno per anno sempre più rosso.
Ha zampe lunghissime, robuste e massicce, fornite di dita molto allungate e provviste di forti unghie, zampe adatte a camminare su terreni sconnessi ed allagati, caratteristici degli ambienti frequentati.
Il becco è massiccio, appuntito e molto robusto che la gru usa con forza come un vero piccone per scavare il suolo alla ricerca di radici.
I giovani hanno una livrea molto meno appariscente e senza le particolarità degli adulti. Hanno una colorazione giallo ocracea su tutto il corpo e mancano della tipica coda nera a chignon. Gradualmente nei primi tre anni le giovani gru modificano il loro aspetto assomigliando sempre di più agli adulti fino ad arrivare alla tipica livrea cenerina. Le gru sono soggette ogni due anni, ad una drastica muta delle remiganti primarie che le rendono incapaci al volo per alcune settimane. In questo periodo, che precede il movimento migratorio, questi uccelli si riuniscono in gruppi anche numerosi, in luoghi inaccessibili ove possono nascondersi e sfuggire ai predatori terrestri.

Biologia –
La gru cenerina, al di fuori del periodo riproduttivo si muove quasi esclusivamente in stormi composti anche da decine, a volte centinaia di individui e, sempre “in branco”, si posa sulle aree umide, per riposarsi o rifocillarsi.
La fase di riproduzione di questo uccello inizia a partire dal mese di marzo e fino a tutto maggio; i singoli individui iniziano a ritornare ai loro quartieri di nidificazione, situati fino all’estremo nord del continente euroasiatico. La tundra e le vaste aree paludose all’interno della taiga sono le sue aree di nidificazione preferite.
Le coppie, giunte sui territori di nidificazione, si disperdono cercando luoghi isolati dove collocare il nido mentre i giovani e gli adulti non nidificanti rimangono uniti in piccoli gruppi continuando una vita sociale assidua.
Il nido viene posto su un terreno appena affiorante dal livello dell’acqua e costruito portando erbe secche, falaschi e rametti fino a formare una piattaforma che garantisca un isolamento dall’acqua. A volte lo stesso nido viene usato anche negli anni successivi mostrando quindi un forte attaccamento al territorio natio.
Le coppie sono stabili per molti anni ed i cambi di partner avvengono raramente. Il legame di coppia è comunque sempre mantenuto attraverso le famose parate di corteggiamento che vengono eseguite tutto l’anno anche al di fuori del periodo nuziale. Salti ad ali aperte, inchini e corse, piroette e ondeggiamenti del collo, il tutto corredato dal solito rauco, terribile ed abituale schiamazzo emesso da entrambi i partner.
Vengono deposte normalmente due uova (occasionalmente 3 o 4), di colore crema con ampie macchie marroni e la cova è quasi esclusivamente effettuata dalla sola femmina, con il maschio sempre appostato nei dintorni in difesa del nido.
La cova dura circa 30 giorni ed i piccoli rimangono incapaci al volo per almeno dieci settimane anche se il nido viene immediatamente abbandonato dopo alcune ore dalla nascita. Dopo un solo giorno i piccoli sono in grado di seguire i loro genitori nella ricerca del cibo nascondendosi alla necessità sul terreno, aiutati dalla loro livrea fortemente mimetica. In questo periodo le gru adulte effettuano quella particolare muta che le rende inadatte al volo restando con i piccoli celati nell’ambiente circostante.
I loro nemici naturali sono gabbiani e cornacchie e grandi uccelli di rapina (Aquile, Poiane ed Albanelle), nonchè mustelidi e volpi. Tutti gli animali e gli uccelli vengono coraggiosamente affrontati direttamente, con lotte molto accanite e spesso vittoriose, solo nel caso dell’uomo si limitano a semplici schiamazzi e grida di allarme.
Le famiglie migrano insieme e trascorrono il primo inverno nei quartieri africani unendosi ai folti stormi migratori. La maturità viene raggiunta dopo i 3 anni ma anche oltre e la specie può vivere più di 30 anni. Per questo motivo e per il buon numero di esemplari presenti nelle diverse popolazioni, la specie non è considerata, al momento, a rischio.

Ruolo Ecologico –
La gru cenerina è un uccello migratore che ha un areale estivo nelle parti settentrionali del continente euroasiatico ed alcuni areali invernali più a sud nelle aree più calde.
Anche in Italia ci sono gru svernanti, in particolare nei dintorni di Pisa e in Sicilia, mentre gli avvistamenti invernali di gru (sia svernanti che di passo) sono attualmente intorno a 1500 all’anno, in crescita e distribuiti in tutte le regioni.
Negli ultimi anni sono stati avvistati anche in Italia stormi che, secondo alcune stime, sarebbero stati composti di oltre 1000 individui.
Questo uccello si nutre di insetti, pesciolini, ma anche cereali e vegetali. La dieta della Gru è piuttosto varia, e differisce sensibilmente tra quella tipica dei siti di riproduzione – paludi e acquitrini – e quella scelta nelle aree di sosta o svernamento, dove la specie si spinge, per alimentarsi, fino ai campi coltivati.
Tra le misure di conservazione si ricorda che è elencata in Allegato I della Direttiva Uccelli (79/409/CEE). Inoltre è una specie oggetto di tutela secondo l’Articolo 2 della Legge 157/92.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.

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