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Ganoderma lucidum

Il Reishi (Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst.1881) è un fungo parassita oppure saprofita appartenente alla famiglia delle Ganodermataceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Divisione Basidiomycota,
Classe Agaricomycetes,
Ordine Polyporales,
Famiglia Ganodermataceae,
Genere Ganoderma,
Specie G. lucidum.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Agarico-igniarium trulla Paulet (1793);
– Agaricus lignosus Lam. (1783);
– Agaricus pseudoboletus Jacq. (1778);
– Boletus castaneus Weber (1787);
– Boletus crustatus J.J. Planer (1788);
– Boletus dimidiatus Thunb. (1784);
– Boletus flabelliformis Leys (1761);
– Boletus laccatus Timm (1788);
– Boletus lucidus Curtis (1781);
– Boletus rugosus Jacq. (1774);
– Boletus verniceus Brot. (1804);
– Boletus vernicosus Bergeret (1783);
– Fomes japonicus (Fr.) Sacc. (1888);
– Fomes lucidus (Curtis) Cooke (1851);
– Ganoderma japonicum (Fr.) Sawada (1931);
– Ganoderma mongolicum Pilát (1940);
– Ganoderma nitens Lázaro (1916);
– Ganoderma ostreatum Lázaro (1916);
– Ganoderma pseudoboletus (Jacq.) Murrill (1902);
– Grifola lucida (Curtis) Gray (1821);
– Phaeoporus lucidus (Curtis) J. Schröt. (1888);
– Placodes lucidus (Curtis) Quél. (1888);
– Polyporus japonicus Fr. (1838);
– Polyporus laccatus (Timm) Pers. (1825);
– Polyporus lucidus (Curtis) Fr. (1821);
– Scindalma japonicum (Fr.) Kuntze (1898).

Etimologia –
Il termine Ganoderma proviene dal greco γάνος gános lucentezza, splendore e da δέρμα dérma pelle: con la pelle rilucente.
L’epiteto specifico lucidum viene da lucidus lucido, luminoso, brillante, chiaro: per l’aspetto generale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Ganoderma lucidum è generalmente un fungo saprofita che cresce in primavera inoltrata, estate ed autunno, su ceppi di latifoglie specialmente di quercia e di castagno, talvolta anche di olivo.

Riconoscimento –
Il Ganoderma lucidum si riconosce per avere un cappello del diametro fino a 15 cm, circolare, reniforme o a ventaglio, con gambo verticale od obliquo, superficie lucida-laccata oppure opaca in età molto avanzata, color bruno-rossastra, con orlo del cappello giallastro, spesso con striature concentriche che gli conferiscono un aspetto zonato.
I tubuli sono corti, alti 10-20 mm, bianchi e poi giallastri.
I pori sono piccoli, hanno un diametro di 0,2-0,3 mm, in numero di 4-5 per mm, rotondi-irregolari, bianco-giallastri.
Il gambo si presenta quasi sempre eccentrico, concolore al cappello o più scuro, di dimensione variabile 15-30 cm, noduloso, lucido, raramente assente.
La carne è elastica, poi coriacea, legnosa ma non troppo, quasi rugginosa, con odore leggero, gradevole, di tannino e sapore legnoso, tannico.
In età avanzata può essere soggetto all’attacco di tarli che lo riducono praticamente in polvere.
Al microscopio si riconoscono delle spore di colore brunastro in massa, ovoidali, con l’apice tronco, verrucose, 9-11,5 x 6-9 µm.
I basidi sono claviformi, tetrasporici.

Coltivazione –
Il Ganoderma lucidum è coltivato in Cina e in Giappone sin dall’antichità, essiccato e poi ridotto in polvere; è adoperato per la preparazione di decotti, unguenti, liquori oppure viene semplicemente trasformato in compresse.

Usi e Tradizioni –
Il Ganoderma lucidum è un fungo che non risulta essere immediatamente commestibile: agli scopi di cura, infatti, si utilizza una polvere essiccata.
Questo fungo viene definito il re della medicina erboristica e molti erboristi lo considerano superiore al ginseng.
Il nome con il quale il Reishi è conosciuto dà un’idea di quanto esso sia riverito in Cina e Giappone. Gli antichi cinesi lo chiamavano Ling zhi, che significa “pianta dello spirito”. È stato chiamato il “fungo dei mille anni”, “il fungo della potenza spirituale” e “il fungo dell’immortalità” perché si ritiene che favorisca la longevità. Reishi è il nome con il quale è conosciuto in occidente e deriva dal Giapponese.
Esistono notizie sul suo impiego in Cina fin da vari secoli prima di Cristo. Ha una storia documentata in Medicina Tradizionale Cinese e Giapponese di oltre 2000 anni, ma ci sono segni del suo utilizzo che risalgono ad oltre 4000 anni fa. La farmacopea del 16º secolo, Pen T’sao Kang Mu, così descrive gli usi del Reishi: ”… influisce positivamente sull’energia vitale, sul Qi del cuore …, aumenta la capacità intellettuale e potenzia la memoria …”. È stato chiamato il “re delle erbe medicinali” tanto che molti erboristi lo considerano superiore al leggendario ginseng.
Secondo la leggenda, i sacerdoti taoisti del primo secolo d.C. furono i primi a sperimentarlo. Sembra che lo includessero in pozioni magiche che assicuravano longevità, eterna giovinezza e immortalità. All’epoca, essi praticavano l’alchimia ed erano noti per lanciare incantesimi e preparare strane misure. Erano considerati maghi o stregoni; secondo gli standard moderni potrebbero essere definiti ciarlatani.
Ricordiamoci però che l’alchimia fu l’inizio della chimica, e gli sciamani, che curavano i malati evocando la forza della natura, furono i primi medici.
Il Reishi occupò il posto d’onore nel più antico trattato medico della Cina, il Classico sulle Radici di Erbe del Contadino Divino, compilato intorno al 200 d.C. In tipico stile cinese, il trattato divide i 365 ingredienti che descrive in tre categorie: superiori, medi e accettabili. Nella prima, il Reishi è in cima all’elenco, prima del ginseng. Per appartenere alla categoria superiore, un ingrediente deve avere potenti qualità medicinali e non produrre effetti nocivi o collaterali se assunti per lunghi periodi. Ecco quanto afferma il libro a proposito del Reishi: il gusto è amaro, la sua energia atmosferica neutra; non è tossico. Cura l’accumulo di fattori patogeni nel torace. È buono per il Qi della testa, incluse le attività mentali. Tonifica la milza, aumenta la saggezza, migliora la memoria, impedendoti di dimenticare. Se assunti per lunghi periodi alleggerisce il corpo, e tu non diventerai mai vecchio. Allunga gli anni. Ha potere spirituale e sviluppa lo spirito, rendendoti simile agli immortali.
La fama del Reishi come “fungo dell’immortalità” giunse all’orecchio dell’imperatore Ti della dinastia Chin circa 23 secoli fa. L’imperatore allestì una flotta di navi governate da 300 uomini forti e 300 bellissime donne, ai quali ordinò di dirigersi verso Oriente, dove si pensava che il Reishi crescesse, e tornare con il fungo. Le navi colarono a picco durante una tempesta. Secondo la leggenda, i naufraghi approdarono su un’isola, fondando una nuova nazione. Quell’isola, spiega la storia, è il Giappone.
Nel Pen T’sao Kang Mu (“La grande farmacopea”), un testo del XVI secolo, il compilatore Le Shih-chen dice del Reishi: “Influisce positivamente sull’energia vitale, o Qi del cuore, curando l’area del petto e giovando a coloro che hanno i muscoli del torace contratti. Assunto per molto tempo, l’agilità del corpo cesserà, e negli anni si allungheranno come quelli degli Esseri Immortali”.
Nell’arte cinese, il Reishi è simbolo di buona salute e lunga vita. Immagini del fungo si trovano su porte, architravi, arcate e ringhiere in tutte le residenze imperiali nella Città Proibita e nel Palazzo d’Estate. Spesso la storia parla di un Reishi inciso nello scettro usato nelle cerimonie ufficiali. Una veste di seta dell’imperatore mostra un pesco, nuvole e, in primo piano, un Reishi.
Per il popolo, l’immagine del fungo era usata come portafortuna o talismano. In disegni a inchiostro, arazzi e dipinti, a volte i soggetti indossano ornamenti o gioielli di giada a forma di Reishi. Kuan Yin, la dea cinese della guarigione e della compassione, è talvolta raffigurata con un Reishi in mano. Alcuni credono che la pianta della resurrezione della famosa fiaba del “Serpente Bianco” sia questo fungo. Nel racconto, noto a tutti i bambini cinesi e soggetto di opere liriche e canzoni, la Dama Bianca viaggia fino al lontano monte Kunlun per procurarsi la pianta e riportare in vita il marito. Dimostrando il suo amore per il defunto ottiene l’erba, e l’uomo risorge.
Questo fungo può presentarsi in sei colori:
– Rosso – akashiba;
– Bianco – shiroshiba;
– Blu – aoshiba;
– Nero – kuroshiba;
– Giallo – kishiba;
– Porpora – murasakishiba.
In funzione dei colori, secondo la tradizione, sono stati anche differenziati i possibili utilizzi, ma la specie con maggiore azione benefica sull’organismo è l’akashiba cioè quella rossa. In molti commercializzano prodotti contenenti Ganoderma lucidum, ma questi hanno una scarsa o nulla azione a livello fisiologico.
Dal punto di vista biochimico il Ganoderma lucidum contiene principalmente proteine, grassi, carboidrati e fibre. La varietà coltivata artificialmente ha un contenuto comunque simile al tipo selvatico. Diversi lavori scientifici, in modo concorde, hanno riportato la composizione del fungo estratto, espressa in % nel seguente modo: folin-positivo (68,9%), glucosio (11,1%), proteine (7,3%), elementi minerali (10,2%) (di cui potassio, magnesio e calcio sono i principali componenti). Tuttavia, vi sono differenze, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo, nella composizione chimica del fungo, che dipendono dal ceppo, dal processo di estrazione e dalle condizioni di coltura.
Dal corpo fruttifero di Ganoderma lucidum sono stati isolati circa 4000 composti bioattivi, tra cui circa 140 triterpeni/terpenoidi, oltre 200 tipi di polisaccaridi e glicoproteine, nucleotidi, cerebrosidi, ergosteroli, acidi grassi, proteine con specifiche attività, peptidi ed elementi in tracce. Tra i minerali è importante notare la presenza di Germanio in elevate quantità, che spiega molti dei suoi effetti sulla salute.
In generale contiene:
– Sali minerali: Ferro, Zinco, Rame, Manganese, Magnesio, Potassio, Calcio, Germanio;
– Vitamina B, in particolare folina;
– 17 amminoacidi tra cui tutti gli essenziali;
– Polisaccaridi costituiti da: glucosio, galattosio, mannosio con tracce di xilosio e fucosio;
– Beta-glucani e alfa-glucani;
– Steroli precursori ormonali;
– Sostanze ad attività anti istaminica;
– Adenosina;
– Triterpeni;
– Acido Lucidenico;
– Acido Ganoderico;
– Acido Genolucido;
– acido-ganodermico-c.
ricordiamo comunque che su questo fungo sono stati effettuati numerosissimi studi scientifici, sia preclinici che clinici, in quanto gli sono stati riconosciuti molteplici effetti farmacologici. A oggi tuttavia mancano studi clinici che permettano di attribuire una validità scientifica agli utilizzi del fungo e alla loro efficacia, ma ci si aspetta che, data la mole di studi in corso da parte della medicina occidentale, questa situazione cambi a breve.

Modalità di Preparazione –
Il Ganoderma lucidum è annoverato tra le 10 sostanze terapeutiche naturali più efficaci esistenti. In Cina e in Giappone viene considerato il fungo dell’immortalità. Viene utilizzato sotto forma di polvere, in decotti acquosi, in estratti alcoolici o in capsule, per le sue spiccate proprietà farmacologiche.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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Ganoderma lucidum

Reishi (Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst. 1881) is a parasitic or saprophytic fungus belonging to the Ganodermataceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Fungi,
Basidiomycota Division,
Agaricomycetes class,
Polyporales Order,
Ganodermataceae family,
Genus Ganoderma,
G. lucidum species.
The following terms are synonymous:
– Agaric-igniarium trulla Paulet (1793);
– Agaricus lignosus Lam. (1783);
– Agaricus pseudoboletus Jacq. (1778);
– Boletus castaneus Weber (1787);
– Boletus crustatus J.J. Planer (1788);
– Boletus dimidiatus Thunb. (1784);
– Boletus flabelliformis Leys (1761);
– Boletus laccatus Timm (1788);
– Boletus lucidus Curtis (1781);
– Boletus rugosus Jacq. (1774);
– Boletus paintus Brot. (1804);
– Boletus vernicosus Bergeret (1783);
– Fomes japonicus (Fr.) Sacc. (1888);
– Fomes lucidus (Curtis) Cooke (1851);
– Ganoderma japonicum (Fr.) Sawada (1931);
– Ganoderma mongolicum Pilát (1940);
– Ganoderma nitens Lázaro (1916);
– Ganoderma ostreatum Lázaro (1916);
– Ganoderma pseudoboletus (Jacq.) Murrill (1902);
– Grifola lucida (Curtis) Gray (1821);
– Phaeoporus lucidus (Curtis) J. Schröt. (1888);
– Placodes lucidus (Curtis) Quél. (1888);
– Polyporus japonicus Fr. (1838);
– Polyporus laccatus (Timm) Pers. (1825);
– Polyporus lucidus (Curtis) Fr. (1821);
– Scindalma japonicum (Fr.) Kuntze (1898).

Etymology –
The term Ganoderma comes from the Greek γάνος gános luster, radiance and from δέρμα dérma pelle: with shining skin.
The specific epithet lucidum comes from glossy, luminous, brilliant, clear lucidus: for the general appearance.

Geographic Distribution and Habitat –
Ganoderma lucidum is generally a saprophytic fungus that grows in late spring, summer and autumn, on broad-leaved trees, especially oak and chestnut, and sometimes even olive trees.

Recognition –
Ganoderma lucidum is recognized for having a hat up to 15 cm in diameter, circular, kidney-shaped or fan-shaped, with vertical or oblique stem, glossy-lacquered or opaque surface in very old age, reddish-brown color, with a yellowish edge of the hat, often with concentric streaks that give it a zoned appearance.
The tubules are short, 10-20 mm high, white and then yellowish.
The pores are small, have a diameter of 0.2-0.3 mm, 4-5 in number per mm, round-irregular, white-yellowish.
The stem is almost always eccentric, concolorous to the cap or darker, of variable size 15-30 cm, nodular, shiny, rarely absent.
The flesh is elastic, then leathery, woody but not too much, almost rusty, with a light, pleasant smell of tannins and a woody, tannic flavor.
In old age it can be subject to the attack of woodworms which practically reduce it to dust.
Under the microscope, spores of brownish color in mass, ovoid, with the truncated apex, warty, 9-11.5 x 6-9 µm, are recognized.
The basidia are claviform, tetrasporic.

Cultivation –
Ganoderma lucidum has been cultivated in China and Japan since ancient times, dried and then reduced to powder; it is used for the preparation of decoctions, ointments, liqueurs or is simply transformed into tablets.

Customs and Traditions –
Ganoderma lucidum is a mushroom that is not immediately edible: in fact, a dried powder is used for the purposes of treatment.
This mushroom is called the king of herbal medicine and many herbalists consider it superior to ginseng.
The name by which the Reishi is known gives an idea of ​​how much it is revered in China and Japan. The ancient Chinese called it Ling zhi, which means “spirit plant”. It has been called the “mushroom of a thousand years”, “the mushroom of spiritual power” and “the mushroom of immortality” because it is believed to promote longevity. Reishi is the name by which it is known in the West and derives from the Japanese.
There are reports of its use in China since several centuries before Christ. It has a documented history in Traditional Chinese and Japanese Medicine of over 2,000 years, but there are signs of its use dating back over 4,000 years. The 16th century pharmacopoeia, Pen T’sao Kang Mu, describes the uses of Reishi as follows: “… positively affects vital energy, heart Qi …, increases intellectual capacity and strengthens memory …”. It has been called the “king of medicinal herbs” so much so that many herbalists consider it superior to the legendary ginseng.
According to legend, the Taoist priests of the first century AD. they were the first to experience it. It appears that they included it in magical potions that ensured longevity, eternal youth and immortality. At the time, they practiced alchemy and were known for casting spells and preparing strange measures. They were considered wizards or sorcerers; by modern standards they could be called charlatans.
Let us remember, however, that alchemy was the beginning of chemistry, and the shamans, who treated the sick by evoking the force of nature, were the first doctors.
The Reishi occupied the place of honor in China’s oldest medical treatise, the Divine Farmer’s Classic on Herb Roots, compiled around 200 AD. In typical Chinese style, the treaty divides the 365 ingredients it describes into three categories: superior, medium and acceptable. In the first, Reishi is at the top of the list, before ginseng. To belong to the superior category, an ingredient must have potent medicinal qualities and produce no harmful or side effects when taken for long periods. Here is what the book says about the Reishi: the taste is bitter, its atmospheric energy neutral; it is not toxic. It treats the accumulation of pathogenic factors in the chest. It is good for head qi, including mental activities. Tones the spleen, increases wisdom, improves memory, preventing you from forgetting. If taken for long periods it lightens the body, and you will never get old. Extend the years. It has spiritual power and develops the spirit, making you similar to immortals.
The fame of the Reishi as a “mushroom of immortality” reached the ear of Emperor Ti of the Chin dynasty about 23 centuries ago. The emperor set up a fleet of ships ruled by 300 strong men and 300 beautiful women, who he ordered to head to the East, where the Reishi was thought to grow, and return with the mushroom. The ships sank during a storm. According to legend, the castaways landed on an island, founding a new nation. That island, the story explains, is Japan.
In Pen T’sao Kang Mu (“The Great Pharmacopoeia”), a 16th century text, the compiler Le Shih-chen says of the Reishi: “It positively affects the vital energy, or Qi of the heart, by healing the chest area. and benefiting those with contracted chest muscles. Taken for a long time, the agility of the body will cease, and over the years they will lengthen like those of the Immortal Beings “.
In Chinese art, Reishi is a symbol of good health and long life. Images of the mushroom can be found on doors, architraves, arches and railings in all the imperial residences in the Forbidden City and in the Summer Palace. Often the story speaks of a Reishi engraved on the scepter used in official ceremonies. An emperor’s silk robe shows a peach tree, clouds and, in the foreground, a Reishi.
For the people, the image of the mushroom was used as a good luck charm or talisman. In ink drawings, tapestries, and paintings, subjects sometimes wear Reishi-shaped jade ornaments or jewelry. Kuan Yin, the Chinese goddess of healing and compassion, is sometimes depicted holding a Reishi in her hand. Some believe that the resurrection plant from the famous tale of the “White Snake” is this mushroom. In the story, known to all Chinese children and the subject of operas and songs, the White Lady travels to the distant Kunlun Mountain to procure the plant and bring her husband back to life. By demonstrating her love for the deceased, she obtains the herb, and the man is resurrected.
This mushroom can come in six colors:
– Red – akashiba;
– White – shiroshiba;
– Blue – aoshiba;
– Black – kuroshiba;
– Yellow – kishiba;
– Purple – murasakishiba.
According to tradition, the possible uses have also been differentiated according to the colors, but the species with the greatest beneficial action on the organism is the akashiba, that is the red one. Many market products containing Ganoderma lucidum, but these have little or no physiological action.
From a biochemical point of view, Ganoderma lucidum mainly contains proteins, fats, carbohydrates and fibers. The artificially grown variety has a content however similar to the wild type. Several scientific papers, in agreement, have reported the composition of the extracted mushroom, expressed in% as follows: folin-positive (68.9%), glucose (11.1%), proteins (7.3%), elements minerals (10.2%) (of which potassium, magnesium and calcium are the main components). However, there are differences, both from a qualitative and quantitative point of view, in the chemical composition of the fungus, which depend on the strain, the extraction process and the culture conditions.
About 4000 bioactive compounds have been isolated from the fruiting body of Ganoderma lucidum, including about 140 triterpenes / terpenoids, over 200 types of polysaccharides and glycoproteins, nucleotides, cerebrosides, ergosterols, fatty acids, proteins with specific activities, peptides and trace elements. Among the minerals it is important to note the presence of Germanium in high quantities, which explains many of its effects on health.
In general it contains:
– Mineral salts: Iron, Zinc, Copper, Manganese, Magnesium, Potassium, Calcium, Germanium;
– Vitamin B, in particular folin;
– 17 amino acids including all the essentials;
– Polysaccharides consisting of: glucose, galactose, mannose with traces of xylose and fucose;
– Beta-glucans and alpha-glucans;
– Hormonal precursor sterols;
– Substances with anti-histamine activity;
– Adenosine;
– Triterpenes;
– Lucidene acid;
– Ganoderic acid;
– Genolucid acid;
– ganoderic-acid-c.
however, we remind you that numerous scientific studies, both preclinical and clinical, have been carried out on this mushroom, as many pharmacological effects have been recognized. To date, however, there are no clinical studies that allow us to attribute scientific validity to the uses of the mushroom and their effectiveness, but it is expected that, given the amount of studies underway by Western medicine, this situation will change soon.

Preparation Method –
Ganoderma lucidum is one of the 10 most effective natural therapeutic substances in existence. In China and Japan it is considered the mushroom of immortality. It is used in the form of powder, in aqueous decoctions, in alcoholic extracts or in capsules, due to its marked pharmacological properties.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Cetto B., 2008. Real mushrooms, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.



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Ganoderma lucidum

Reishi o pipa (Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst. 1881) es un hongo parásito o saprofito perteneciente a la familia Ganodermataceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Hongos del reino,
División Basidiomycota,
Clase Agaricomycetes,
Orden Polyporales,
Familia Ganodermataceae,
Género Ganoderma,
Especies de G. lucidum.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Agárico-igniarium trulla Paulet (1793);
– Agaricus lignosus Lam. (1783);
– Agaricus pseudoboletus Jacq. (1778);
– Boletus castaneus Weber (1787);
– Boletus crustatus J.J. Cepillo (1788);
– Boletus dimidiatus Thunb. (1784);
– Boletus flabelliformis Leys (1761);
– Boletus laccatus Timm (1788);
– Boletus lucidus Curtis (1781);
– Boletus rugosus Jacq. (1774);
– Boletus paintus Brot. (1804);
– Boletus vernicosus Bergeret (1783);
– Fomes japonicus (Fr.) Sacc. (1888);
– Fomes lucidus (Curtis) Cooke (1851);
– Ganoderma japonicum (Fr.) Sawada (1931);
– Ganoderma mongolicum Pilát (1940);
– Ganoderma nitens Lázaro (1916);
– Ganoderma ostreatum Lázaro (1916);
– Ganoderma pseudoboletus (Jacq.) Murrill (1902);
– Grifola lucida (Curtis) Gray (1821);
– Phaeoporus lucidus (Curtis) J. Schröt. (1888);
– Placodes lucidus (Curtis) Quél. (1888);
– Polyporus japonicus Fr. (1838);
– Polyporus laccatus (Timm) Pers. (1825);
– Polyporus lucidus (Curtis) P. (1821);
– Scindalma japonicum (Fr.) Kuntze (1898).

Etimología –
El término Ganoderma proviene del griego γάνος gános lustre, resplandor y de δέρμα dérma pelle: con piel brillante.
El epíteto específico lucidum proviene de lucidus brillante, luminoso, brillante y claro: para el aspecto general.

Distribución geográfica y hábitat –
Ganoderma lucidum es generalmente un hongo saprofito que crece a finales de primavera, verano y otoño, en árboles de hoja ancha, especialmente robles y castaños, y en ocasiones incluso en olivos.

Reconocimiento –
Ganoderma lucidum se reconoce por tener un sombrero de hasta 15 cm de diámetro, circular, en forma de riñón o en forma de abanico, con tallo vertical u oblicuo, superficie lacada brillante u opaca en edades muy avanzadas, de color marrón rojizo, con un amarillento borde del sombrero, a menudo con rayas concéntricas que le dan una apariencia dividida en zonas.
Los túbulos son cortos, de 10-20 mm de alto, blancos y luego amarillentos.
Los poros son pequeños, tienen un diámetro de 0.2-0.3 mm, 4-5 en número por mm, redondo-irregular, blanco-amarillento.
El tallo es casi siempre excéntrico, concoloreado con el sombrero o más oscuro, de tamaño variable 15-30 cm, nodular, brillante, raramente ausente.
La pulpa es elástica, luego correosa, amaderada pero no demasiado, casi oxidada, con un ligero y agradable olor a taninos y un sabor amaderado y tánico.
En la vejez puede sufrir el ataque de las carcoma que prácticamente la reducen a polvo.
Al microscopio se reconocen esporas de masa de color pardusco, ovoides, con el ápice truncado, verrugosas, 9-11,5 x 6-9 µm.
Los basidios son claviformes, tetraspóricos.

Cultivo –
Ganoderma lucidum se ha cultivado en China y Japón desde la antigüedad, se ha secado y luego se ha reducido a polvo; se utiliza para la preparación de decocciones, ungüentos, licores o simplemente se transforma en comprimidos.

Costumbres y tradiciones –
Ganoderma lucidum es un hongo que no es comestible de inmediato: de hecho, se usa un polvo seco para el tratamiento.
Este hongo se llama el rey de la medicina herbal y muchos herbolarios lo consideran superior al ginseng.
El nombre con el que se conoce al Reishi da una idea de cuánto es venerado en China y Japón. Los antiguos chinos la llamaban Ling zhi, que significa “planta espiritual”. Se le ha llamado el “hongo de los mil años”, “el hongo del poder espiritual” y “el hongo de la inmortalidad” porque se cree que promueve la longevidad. Reishi es el nombre con el que se le conoce en Occidente y deriva del japonés.
Hay informes de su uso en China desde varios siglos antes de Cristo. Tiene una historia documentada en la Medicina Tradicional China y Japonesa de más de 2.000 años, pero hay indicios de que su uso se remonta a más de 4.000 años. La farmacopea del siglo XVI, Pen T’sao Kang Mu, describe los usos del Reishi de la siguiente manera: “… afecta positivamente la energía vital, el Qi del corazón …, aumenta la capacidad intelectual y fortalece la memoria …”. Se le ha llamado el “rey de las hierbas medicinales” tanto que muchos herbolarios lo consideran superior al legendario ginseng.
Según la leyenda, los sacerdotes taoístas del siglo I d.C. fueron los primeros en experimentarlo. Parece que lo incluyeron en pociones mágicas que aseguraron la longevidad, la eterna juventud y la inmortalidad. En ese momento, practicaban la alquimia y eran conocidos por lanzar hechizos y preparar medidas extrañas. Fueron considerados magos o hechiceros; según los estándares modernos, podrían llamarse charlatanes.
Recordemos, sin embargo, que la alquimia fue el comienzo de la química, y los chamanes, que trataban a los enfermos evocando la fuerza de la naturaleza, fueron los primeros médicos.
El Reishi ocupó el lugar de honor en el tratado médico más antiguo de China, el Clásico del Granjero Divino sobre Raíces de Hierbas, compilado alrededor del año 200 d. C. Al estilo chino típico, el tratado divide los 365 ingredientes que describe en tres categorías: superior, medio y aceptable. En el primero, Reishi está en la parte superior de la lista, antes del ginseng. Para pertenecer a la categoría superior, un ingrediente debe tener potentes cualidades medicinales y no producir efectos nocivos o secundarios cuando se toma durante períodos prolongados. Esto es lo que dice el libro sobre el Reishi: el sabor es amargo, su energía atmosférica neutra; no es tóxico. Trata la acumulación de factores patógenos en el pecho. Es bueno para el qi de la cabeza, incluidas las actividades mentales. Tonifica el bazo, aumenta la sabiduría, mejora la memoria, evitando que se olvide. Si se toma durante períodos prolongados, aclara el cuerpo y nunca envejecerá. Extiende los años. Tiene poder espiritual y desarrolla el espíritu, haciéndote similar a los inmortales.
La fama del Reishi como “hongo de la inmortalidad” llegó a oídos del emperador Ti de la dinastía Chin hace unos 23 siglos. El emperador estableció una flota de barcos gobernada por 300 hombres fuertes y 300 mujeres hermosas, a quienes ordenó que se dirigieran al Este, donde se pensaba que crecía el Reishi, y regresaran con el hongo. Los barcos se hundieron durante una tormenta. Según la leyenda, los náufragos desembarcaron en una isla y fundaron una nueva nación. Esa isla, explica la historia, es Japón.
En Pen T’sao Kang Mu (“La Gran Farmacopea”), un texto del siglo XVI, el compilador Le Shih-chen dice del Reishi: “Afecta positivamente la energía vital, o Qi del corazón, curando el área del pecho .y beneficiando a aquellos con músculos del pecho contraídos. Tomados por mucho tiempo, la agilidad del cuerpo cesará, y con el paso de los años se alargarán como los de los Seres Inmortales ”.
En el arte chino, Reishi es un símbolo de buena salud y larga vida. Las imágenes del hongo se pueden encontrar en puertas, arquitrabes, arcos y barandillas en todas las residencias imperiales de la Ciudad Prohibida y en el Palacio de Verano. A menudo, la historia habla de un Reishi grabado en el cetro utilizado en las ceremonias oficiales. La túnica de seda de un emperador muestra un melocotonero, nubes y, en primer plano, un Reishi.
Para la gente, la imagen del hongo se utilizó como amuleto o talismán de buena suerte. En dibujos a tinta, tapices y pinturas, los sujetos a veces usan adornos o joyas de jade en forma de Reishi. Kuan Yin, la diosa china de la curación y la compasión, a veces se representa sosteniendo un Reishi en la mano. Algunos creen que la planta de la resurrección del famoso cuento de la “Serpiente Blanca” es este hongo. En la historia, conocida por todos los niños chinos y objeto de óperas y canciones, la Dama Blanca viaja a la lejana montaña Kunlun para adquirir la planta y devolverle la vida a su marido. Al demostrar su amor por el difunto, obtiene la hierba y el hombre se levanta de nuevo.
Este hongo puede venir en seis colores:
– Rojo – akashiba;
– Blanco – shiroshiba;
– Azul – aoshiba;
– Negro – kuroshiba;
– Amarillo – kishiba;
– Púrpura – murasakishiba.
Según la tradición, los posibles usos también se han diferenciado según los colores, pero la especie con mayor acción beneficiosa sobre el organismo es el akashiba, que es el rojo. Muchos productos comercializan que contienen Ganoderma lucidum, pero estos tienen poca o ninguna acción fisiológica.
Desde un punto de vista bioquímico, Ganoderma lucidum contiene principalmente proteínas, grasas, carbohidratos y fibras. Sin embargo, la variedad cultivada artificialmente tiene un contenido similar al del tipo salvaje. Varios trabajos científicos, concordando, han reportado la composición del hongo extraído, expresada en% de la siguiente manera: folina positiva (68,9%), glucosa (11,1%), proteínas (7,3%), elementos minerales (10,2%) (de cuyo potasio, magnesio y calcio son los componentes principales). Sin embargo, existen diferencias, tanto desde el punto de vista cualitativo como cuantitativo, en la composición química del hongo, que dependen de la cepa, el proceso de extracción y las condiciones de cultivo.
Se han aislado aproximadamente 4000 compuestos bioactivos del cuerpo fructífero de Ganoderma lucidum, incluidos aproximadamente 140 triterpenos / terpenoides, más de 200 tipos de polisacáridos y glicoproteínas, nucleótidos, cerebrósidos, ergosteroles, ácidos grasos, proteínas con actividades específicas, péptidos y oligoelementos. Entre los minerales es importante destacar la presencia de germanio en altas cantidades, lo que explica muchos de sus efectos sobre la salud.
En general contiene:
– Sales minerales: Hierro, Zinc, Cobre, Manganeso, Magnesio, Potasio, Calcio, Germanio;
– Vitamina B, en particular folina;
– 17 aminoácidos incluidos todos los esenciales;
– Polisacáridos constituidos por: glucosa, galactosa, manosa con trazas de xilosa y fucosa;
– Beta-glucanos y alfa-glucanos;
– Esteroles precursores hormonales;
– Sustancias con actividad antihistamínica;
– adenosina;
– Triterpenos;
– ácido lucideno;
– Ácido ganodérico;
– Ácido genolucido;
– ácido ganodérico-c.
no obstante, te recordamos que sobre este hongo se han realizado numerosos estudios científicos, tanto preclínicos como clínicos, ya que se han reconocido muchos efectos farmacológicos. Sin embargo, hasta la fecha no existen estudios clínicos que permitan atribuir validez científica a los usos del hongo y su efectividad, pero se espera que, dada la cantidad de estudios que está realizando la medicina occidental, esta situación cambie pronto.

Método de preparación –
Ganoderma lucidum es una de las 10 sustancias terapéuticas naturales más eficaces que existen. En China y Japón se considera el hongo de la inmortalidad. Se utiliza en forma de polvo, en decocciones acuosas, en extractos alcohólicos o en cápsulas, por sus marcadas propiedades farmacológicas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Cetto B., 2008. Setas reales, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.



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