Cortinarius orellanus

Cortinarius orellanus

Il Cortinarius orellanus (Cortinarius orellanus Fr. 1838) è un fungo mortale appartenente alla famiglia delle Cortinariaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Phylum Basidiomycota,
Classe Basidiomycetes,
Ordine Agaricales,
Famiglia Cortinariaceae,
Genere Cortinarius,
Sottogenere Leprocybe,
Specie C. orellanus.
Sono sinonimi i termini:
– Cortinarius rutilans Quél. (1897);
– Dermocybe orellana (Fr.) (1915).

Etimologia –
Il termine Cortinarius proviende da cortina: con una cortina, per i caratteristici residui del velo parziale dall’orlo del cappello allo stipite.
L’epiteto specifico orellanus, secondo l’Autore Bruno Cetto, è dovuto al colore arancio-rossastro simile all’annatto, colorante ottenuto dal liquido secreto dalla Bixia orellana.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Cortinarius orellanus è un fungo mortale tardo autunnale, un po’ raro in Italia ma fedele ai luoghi di crescita. Questo fungo cresce da agosto a ottobre, a grandi gruppi ma anche solitario, sotto latifoglie, preferibilmente sotto Quercus e Fagus, si lega sovente anche al Nocciolo. Gli areali di crescita non sono equamente distribuiti nel territorio, comunque è sempre presente con abbondanza nelle stazioni di crescita abituali.

Riconoscimento –
Il Cortinarius orellanus si riconosce per avere un cappello di sottilissimo spessore, irregolarmente emisferico, poi piano ed infine depresso, con umbone ampio e poco rilevato di forma spesso irregolare e bitorzoluta; il diametro oscilla da 35 a 85 mm; margine involuto ed alla fine aperto, ondulato e variamente rilevato. Superficie finemente ricoperta da fibrille minute, con aspetto serico-opaco, color mattone o rosso-bruno alquanto omogeneo.
Le lamelle sono distanziate ed evidenti, adnato-uncinate, spesse e larghe intervallate da lamellule, color tabacco-cannella.
Il gambo si presenta mediamente slanciato, alto 50–120 mm per 7–13 mm di diametro, sodo e fibroso, ocra, ed ornato da fibrille di colore bruno rossiccio, più o meno affusolato alla base.
La carne ha un color paglierino con sfumature rossigne, mattone-ruggine sotto la cuticola, setosa e compatta nel gambo, assai sottile nel cappello, con odore di rapa, leggero ed incostante e sapore acidulo-dolciastro.
Al microscopio si riconoscono delle spore ellittiche, con minute e fitte verruche, di color ruggine in massa, 9-12,5 x 5,5-6,5 µm.

Coltivazione –
Il Cortinarius orellanus non è fungo coltivato per la sua velenosità.

Usi e Tradizioni –
Il Cortinarius orellanus era considerato fino ad alcuni decenni fa un fungo commestibile; si è rivelato solo di recente una specie mortale a causa di un avvelenamento di massa verificatosi in Polonia che ha causato numerosi decessi; ciò ha permesso di scoprire la presenza della tossina in esso contenuta, che è la orellanina, i cui effetti si ripercuotono sui reni e si manifestano anche dopo 14 giorni di incubazione.
Il fungo è pertanto responsabile, insieme a Cortinarius rubellus, della tristemente nota “Sindrome orellanica”.
A seguito dell’insufficienza renale acuta, può essere necessaria l’emodialisi (spesso permanente) oppure il trapianto del rene.
Si sottolinea che il Cortinarius orellanus contiene una quantità maggiore di orellanina rispetto a Cortinarius rubellus e per questo motivo è decisamente più velenoso.
Tra le specie simili si ricordano tutti i cortinari bruno rossicci di piccola e media grandezza (es. Cortinarius rubellus)

Modalità di Preparazione –
Il Cortinarius orellanus è un fungo che, per le sue caratteristiche, non deve essere consumato in nessun modo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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