Eleocharis palustris

Eleocharis palustris

La Giunchina comune (Eleocharis palustris (L.) Roem. & Schult.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Cyperaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Ordine Cyperales,
Famiglia Cyperaceae.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Eleocharis nebrodensis Parl.;
– Scirpus palustris L..

Etimologia –
Il termine Eleocharis proviene dal greco ἕλος hélos palude e da χᾰρις cháris grazia, bellezza, ornamento: pianta che abbellisce le paludi.
L’epiteto specifico palustris viene da pálus, palúdis palude: palustre, per l’habitat di crescita.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Eleocharis palustris è una pianta presente quasi tutte le zone del mondo, ma con lacune importanti: un continente, una zona climatica.
Il suo habitat è quello delle zone acquitrinose, paludose, laghi, fiumi e corsi d’acqua, fino ai 600 m. s.l.m..

Descrizione –
L’ Eleocharis palustris è una pianta con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno emette radici e fusti avventizi cilindrici, indivisi, spugnosi e compressibili, con più di 20 fasci vascolari, che crescono tra 20 e 60 cm.
I fusti sono di un colore verde brillante.
Le foglie radicali sono ridotte alla guaina avvolgente il fusto per pochi cm alla base, tronca, la superiore con linea scura al margine.
I fiori sono poco appariscenti ermafroditi; il perianzio è assente, sostituito da glume acute, circondate da 3-4 sete perigoniali brevi, stilo articolato sull’ovario con ingrossamento a bulbo.
Le infiorescenze sono spighe di colore marrone, che poi con la fioritura diventano bianche. Ogni infiorescenza è un’ unica spiga apicale ovale-lanceolata (10-20 mm), color giallo-paglierino (poi bruno), con 6 sete perigoniali più brevi della spiga (2-3 mm); brattea breve.
La fioritura è da maggio a settembre.
Il frutto è un achenio biconvesso (cipsela) di 1,2-2 x 1-1,5 mm dal contorno da obovato a piriforme, biconvessa, liscia o quasi, giallastra, dorata o verde scuro, opaca, con 20 o più fasci vascolari; stilopodio largo circa 1/2 dell’achenio e lungo circa altrettanto, obovato, spugnoso, deltoide o mammiforme; sete perigoniali 3-4 uguali o maggiori dell’achenio, brunastre, dorate o bianchastre.

Coltivazione –
L’ Eleocharis palustris è una pianta che preferisce terreni leggermente acidi, crescendo bene in acque poco profonde o terreni fangosi.
La propagazione può avvenire per seme con semina in superficie in primavera in vasi immersi in acque poco profonde. Quando sono abbastanza grandi da poter essere maneggiate, si possono trapiantare le singole piantine nei propri vasi.
L’impianto per laghetti o zone palustri o corsi d’acqua va fatto con una profondità tra rizoma e pelo dell’acqua di 0 a -20 cm.
Si consiglia una esposizione in pieno sole diretto per almeno 6 ore al giorno.
È una pianta che resiste a temperature molto rigide.

Usi e Tradizioni –
L’ Eleocharis palustris, come tutte le ciperacee è una pianta acquatica che cresce su substrati umidi, perciò si rinvengono facilmente negli stagni e nei terreni acquitrinosi. Può divenire una pianta infestante dei tappeti erbosi abbondantemente irrigati dove si distingue facilmente per il colore più chiaro, il portamento più compatto e le foglie coriacee.
Di questa pianta se ne faceva un tempo anche uso commestibile mangiando la sua linfa.
Tra gli altri usi questa pianta è stata usata come lettiera, imbottitura di cuscini e per fare cuscini su cui sedersi.

Modalità di Preparazione –
La Giunchina comune non ha oggi particolari impieghi per uso alimentare o medicinale mentre riveste una certa importanza come pianta per biopiscine ed impianti di fitodepurazione.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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