[:it] Eugenia uniflora [:en] Eugenia uniflora [:es] Eugenia uniflora [:]

[:it]

Eugenia uniflora

La ciliegia di cayenna o pitanga (Eugenia uniflora L.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Myrtaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Rosidae,
Ordine Myrtales,
Famiglia Myrtaceae,
Genere Eugenia
Specie E. uniflora.
Sono sinonimi i termini:
– Eugenia arechavaletae Herter;
– Eugenia costata Cambess.;
– Eugenia dasyblasta (O.Berg) Nied.;
– Eugenia decidua Merr.;
– Eugenia indica Nicheli;
– Eugenia lacustris Barb. Rodr.;
– Eugenia michelii Lam.;
– Eugenia microphylla Barb. Rodr.;
– Eugenia myrtifolia Salisb.;
– Eugenia oblongifolia (O.Berg) Arechav.;
– Eugenia oblongifolia (O.Berg) Nied. nom. illeg.;
– Eugenia strigosa (O.Berg) Arechav.;
– Eugenia willdenowii (Spreng.) DC. nom. illeg.;
– Eugenia zeylanica Willd.;
– Luma arechavaletae (Herter) Herter;
– Luma costata (Cambess.) Herter;
– Luma dasyblasta (O.Berg) Herter;
– Luma strigosa (O.Berg) Herter;
– Myrtus brasiliana L.;
– Myrtus willdenowii Spreng.;
– Plinia pedunculata L.f.;
– Plinia petiolata L. nom. illeg.;
– Plinia rubra L.;
– Plinia tetrapetala L.;
– Stenocalyx affinis O.Berg;
– Stenocalyx brunneus O.Berg;
– Stenocalyx costatus (Cambess.) O.Berg;
– Stenocalyx dasyblastus O.Berg;
– Stenocalyx glaber O.Berg;
– Stenocalyx impunctatus O.Berg;
– Stenocalyx lucidus O.Berg;
– Stenocalyx michelii (Lam.) O.Berg;
– Stenocalyx nhampiri Barb. Rodr.;
– Stenocalyx oblongifolius O.Berg;
– Stenocalyx rhampiri Barb.Rodr.;
– Stenocalyx ruber (L.) Kausel;
– Stenocalyx strigosus O.Berg;
– Stenocalyx uniflorus (L.) Kausel;
– Syzygium michelii (Lam.) Duthie.

Etimologia –
Il termine Eugenia è stato dato in onore del principe Eugenio di Savoia Soissons (1663-1736) militare al servizio degli Asburgo dove raggiunse gli alti vertici del comando.
L’epiteto specifico uniflora viene da ūnus uno e da flos, flóris fiore: con un solo fiore o infiorescenza, al contrario di altre specie congeneri.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La pianta di Eugenia uniflora è un albero sempreverde originario della costa orientale del Sud America tropicale, che va dal Suriname, alla Guyana francese al Brasile meridionale, così come l’Uruguay e parti del Paraguay e dell’Argentina.
L’albero è stato introdotto nelle Bermuda per scopi ornamentali, ma ora è fuori controllo ed è elencato come specie invasiva. Inoltre è stato introdotto anche in Florida.
Il suo habitat naturale è quello dei margini delle foreste o lungo le rive dei fiumi formando dense boscaglie.

Descrizione –
L’ Eugenia uniflora è una pianta che cresce in forma di albero o di arbusto sempreverde fino a 6-8 m di altezza e che in coltivazione si mantiene anche più basso e molto ramificato.
Ha una chioma folta con foglie, su un picciolo lungo 0,2-0,4 cm, opposte, semplici, di forma ovata a ovato-lanceolata con margine intero, lunghe 2-5 cm e larghe 1-3 cm, inizialmente di colore bronzo rosato poi verde intenso lucido superiormente, più chiaro inferiormente, piuttosto coriacee e aromatiche. Durante l’inverno le foglie diventano rosse.
I fiori sono ascellari, bisessuali, solitari o fascicolati portati su un peduncolo lungo 1,5-3 cm, con calice persistente a 4 lobi retroflessi lunghi circa 0,4 cm, corolla con 4 petali bianchi obovati, lunghi circa 1 cm, effimeri, e numerosi stami lunghi 0,8 cm.
Il frutto è una bacca globosa di forma schiacciata ai due poli, generalmente ad 8 coste longitudinali, lunga 1,5 cm e larga 2-4 cm; questa è inizialmente di colore verde, poi arancio ed infine rosso a maturità, con buccia sottile e polpa rossa succosa, di sapore da dolce ad acidula, leggermente resinosa, contenente solitamente un seme globoso, raramente 2-3, di 0,5-1 cm di diametro.

Coltivazione –
La ciliegia di cayenna è una pianta che si riproduce generalmente per seme, che ha una germinabilità di breve durata, circa un mese, e germina in 3-4 settimane: la prima fioritura si ha dopo 2-4 anni nelle migliori condizioni di coltivazione. Si può riprodurre in misura minore per talea e margotta.
Si dissemina facilmente tramite gli uccelli e piccoli mammiferi ed in molte aree dei tropici è sfuggita alla coltivazione naturalizzandosi e diventando in qualche caso infestante.
Per la sua coltivazione richiede una esposizione in pieno sole, una temperatura che non deve mai scendere sotto i -5 °C per le piante adulte. Richiede un terreno morbido, drenante e mediamente organico e va innaffiata in maniera da tenere il terreno costantemente umido evitando i ristagni idrici.
Le piante ben radicate possono sopportare periodi di secco, ma con innaffiature regolari i frutti sono di dimensioni maggiori e meno aciduli.
Per le sue caratteristiche biologiche è coltivabile marginalmente anche nelle zone a clima di tipo mediterraneo.

Usi e Tradizioni –
L’ Eugenia uniflora è la più coltivata del genere nei paesi tropicali e subtropicali per le caratteristiche ornamentali, in particolare del fogliame, più che per i suoi frutti eduli, e l’adattabilità a una grande varietà di suoli. È una pianta di veloce crescita è spesso utilizzata per siepi, anche basse, e barriere di confine, sopportando bene le potature, anche drastiche.
I frutti, che deperiscono velocemente, vanno raccolti quando sono perfettamente maturi; i frutti freschi hanno pertanto un limitato consumo, spesso vengono consumati sotto forma di succhi, gelati, sciroppi, confetture e gelatine. In Brasile dal succo fermentato viene ricavata una bevanda alcolica. Le foglie sono utilizzate nella medicina tradizionale; la corteccia contiene circa il 20% di tannino, a volte utilizzata per la concia delle pelli.
Quando le foglie ed i rami vengono schiacciati o tagliati, emanano una fragranza resinosa speziata, che può causare disturbi respiratori in soggetti sensibili.
I frutti ricchi di vitamina C ed A e le foglie hanno proprietà medicinali.
In Brasile le foglie vengono sono sparse sui pavimenti di casa in modo che quando vengono calpestate sotto i piedi, emanano un odore che respinge le mosche.
Le foglie sono usate anche per il tè in certe parti del Uruguay.
Su questa pianta sono state fatte alcune ricerche. Secondo alcuni studi medici l’Eugenia uniflora ha diverse proprietà farmacologiche significative. Il suo olio essenziale è antipertensivo, antidiabetico, antitumorale e analgesico e ha mostrato, inoltre, attività antivirale e antimicotica.
In vitro si è visto che è efficace contro microrganismi come Trichomonas gallinae, Trypanosoma cruzi e Leishmania amazonensis.
Mostra anche significative proprietà antinfiammatorie, ed è ampiamente utilizzata come rimedio popolare in Sud America contro le malattie dello stomaco.

Modalità di Preparazione –
La ciliegia di cayenna ha vari impieghi sia in campo alimentare che medicinale.
I frutti possono essere consumati freschi e raccolti quando sono perfettamente maturi; i frutti freschi, a causa della veloce deperibilità, hanno un limitato consumo; spesso vengono consumati quindi sotto forma di succhi, gelati, sciroppi, confetture e gelatine.
In Brasile dal succo fermentato viene ricavata una bevanda alcolica. Le foglie sono utilizzate nella medicina tradizionale; la corteccia a volte viene utilizzata per la concia delle pelli.
In Brasile le foglie vengono utilizzate per la loro fragranza resionsa per profumer elocali e per tenere lontano gli insetti.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Eugenia uniflora

The pitanga o Suriname cherry, (Eugenia uniflora L.) is an arboreal species belonging to the Myrtaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Rosidae,
Order Myrtales,
Myrtaceae family,
Genus Eugenia
E. uniflora species.
The terms are synonymous:
– Eugenia arechavaletae Herter;
– Eugenia costata Cambess .;
– Eugenia dasyblasta (O.Berg) Nied .;
– Eugenia decidua Merr .;
– Eugenia indicates Nicheli;
– Eugenia lacustris Barb. Rodr .;
– Eugenia michelii Lam .;
– Eugenia microphylla Barb. Rodr .;
– Eugenia myrtifolia Salisb .;
– Eugenia oblongifolia (O.Berg) Arechav .;
– Eugenia oblongifolia (O.Berg) Nied. nom. illegally;
– Eugenia strigosa (O.Berg) Arechav .;
– Eugenia willdenowii (Spreng.) DC. nom. illegally;
– Eugenia zeylanica Willd .;
– Luma arechavaletae (Herter) Herter;
– Luma costata (Cambess.) Herter;
– Luma dasyblasta (O.Berg) Herter;
– Luma strigosa (O.Berg) Herter;
– Brazilian Myrtus L .;
– Myrtus willdenowii Spreng .;
– Plinia pedunculata L.f .;
– Plinia petiolata L. nom. illegally;
– Plinia rubra L .;
– Plinia tetrapetala L .;
– Stenocalyx affinis O.Berg;
– Stenocalyx brunneus O.Berg;
– Stenocalyx costatus (Cambess.) O.Berg;
– Stenocalyx dasyblastus O.Berg;
– Stenocalyx glaber O.Berg;
– Stenocalyx impunctatus O.Berg;
– Stenocalyx lucidus O.Berg;
– Stenocalyx michelii (Lam.) O.Berg;
– Stenocalyx nhampiri Barb. Rodr .;
– Stenocalyx oblongifolius O.Berg;
– Stenocalyx rhampiri Barb.Rodr .;
– Stenocalyx ruber (L.) Kausel;
– Stenocalyx strigosus O.Berg;
– Stenocalyx uniflorus (L.) Kausel;
– Syzygium michelii (Lam.) Duthie.

Etymology –
The term Eugenia was given in honor of Prince Eugene of Savoy Soissons (1663-1736), a soldier in the service of the Habsburgs where he reached the top of the command.
The specific uniflora epithet comes from ūnus uno and from flos, flóris fiore: with a single flower or inflorescence, as opposed to other congeneric species.

Geographic Distribution and Habitat –
The Eugenia uniflora plant is an evergreen tree native to the east coast of tropical South America, ranging from Suriname, French Guiana to southern Brazil, as well as Uruguay and parts of Paraguay and Argentina.
The tree was introduced to Bermuda for ornamental purposes but is now out of control and is listed as an invasive species. It has also been introduced in Florida.
Its natural habitat is that of the edges of forests or along the banks of rivers, forming dense thickets.

Description –
Eugenia uniflora is a plant that grows in the form of an evergreen tree or shrub up to 6-8 m in height and which in cultivation also remains lower and very branched.
It has a thick crown with leaves, on a 0.2-0.4 cm long petiole, opposite, simple, ovate to ovate-lanceolate with entire margin, 2-5 cm long and 1-3 cm broad, initially colored rosy bronze then glossy intense green above, lighter below, rather leathery and aromatic. During the winter the leaves turn red.
The flowers are axillary, bisexual, solitary or fasciculated carried on a 1,5-3 cm long peduncle, with persistent calyx with 4 retroflexed lobes about 0,4 cm long, corolla with 4 obovate white petals, about 1 cm long, ephemeral, and numerous stamens 0,8 cm long.
The fruit is a globular berry with a flattened shape at the two poles, generally with 8 longitudinal ribs, 1.5 cm long and 2-4 cm wide; this is initially green, then orange and finally red when ripe, with a thin skin and juicy red pulp, with a sweet to sour taste, slightly resinous, usually containing a globose seed, rarely 2-3, of 0.5-1 cm in diameter.

Cultivation –
Pitanga is a plant that generally reproduces by seed, which has a short-term germination capability, about a month, and germinates in 3-4 weeks: the first flowering occurs after 2-4 years in the best cultivation conditions. It can reproduce to a lesser extent by cutting and layering.
It spreads easily through birds and small mammals and in many areas of the tropics it has escaped cultivation, becoming naturalized and in some cases becoming a pest.
For its cultivation it requires exposure in full sun, a temperature that must never drop below -5 ° C for adult plants. It requires a soft, draining and moderately organic soil and should be watered in order to keep the soil constantly humid, avoiding water stagnation.
Well rooted plants can bear dry periods, but with regular watering the fruits are larger and less acidulous.
Due to its biological characteristics, it can also be marginally cultivated in areas with a Mediterranean climate.

Customs and Traditions –
Eugenia uniflora is the most cultivated of the genus in tropical and subtropical countries due to its ornamental characteristics, in particular its foliage, rather than its edible fruits, and its adaptability to a great variety of soils. It is a fast-growing plant and is often used for hedges, even low, and border barriers, as it tolerates pruning well, even if drastic.
The fruits, which wither quickly, must be harvested when they are perfectly ripe; fresh fruits therefore have a limited consumption and are often consumed in the form of juices, ice creams, syrups, jams and jellies. In Brazil, an alcoholic drink is made from fermented juice. The leaves are used in traditional medicine; the bark contains about 20% of tannin, sometimes used for the tanning of hides.
When the leaves and branches are crushed or cut, they give off a spicy resinous fragrance, which can cause respiratory distress in sensitive individuals.
The fruits rich in vitamins C and A and the leaves have medicinal properties.
In Brazil, the leaves are scattered on the floors of the house so that when they are trampled under the feet, they give off a smell that repels flies.
The leaves are also used for tea in certain parts of Uruguay.
Some research has been done on this plant. According to some medical studies, Eugenia uniflora has several significant pharmacological properties. Its essential oil is antihypertensive, antidiabetic, antitumor and analgesic and has also shown antiviral and antifungal activity.
In vitro it has been shown to be effective against microorganisms such as Trichomonas gallinae, Trypanosoma cruzi and Leishmania amazonensis.
It also displays significant anti-inflammatory properties, and is widely used as a folk remedy in South America for stomach ailments.

Preparation Method –
Pitanga has various uses in both food and medicine.
The fruits can be eaten fresh and picked when they are perfectly ripe; the fresh fruits, due to the quick perishable nature, have a limited consumption; therefore they are often consumed in the form of juices, ice creams, syrups, jams and jellies.
In Brazil an alcoholic drink is made from fermented juice. The leaves are used in traditional medicine; the bark is sometimes used for leather tanning.
In Brazil the leaves are used for their resinous fragrance for local perfumers and to keep insects away.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Eugenia uniflora

La ñangapiry o capulí o cereza de Cayena o pitanga (Eugenia uniflora L.) es una especie arbórea perteneciente a la familia Myrtaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Superdivisión de espermatophyta,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Rosidae,
Orden Myrtales,
Familia Myrtaceae,
Género Eugenia
Especies de E. uniflora.
Los términos son sinónimos:
– Eugenia arechavaletae Herter;
– Eugenia costata Cambess.;
– Eugenia dasyblasta (O.Berg) Nied.;
– Eugenia decidua Merr.;
– Eugenia indica Nicheli;
– Eugenia lacustris Barb. Rodr.;
– Eugenia michelii Lam.;
– Eugenia microphylla Barb. Rodr.;
– Eugenia myrtifolia Salisb.;
– Eugenia oblongifolia (O.Berg) Arechav.;
– Eugenia oblongifolia (O.Berg) Nied. nom. ileg .;
– Eugenia strigosa (O.Berg) Arechav.;
– Eugenia willdenowii (Spreng.) DC. nom. ilegalmente
– Eugenia zeylanica Willd.;
– Luma arechavaletae (Herter) Herter;
– Luma costata (Cambess.) Herter;
– Luma dasyblasta (O.Berg) Herter;
– Luma strigosa (O.Berg) Herter;
– Myrtus L brasileño;
– Myrtus willdenowii Spreng.;
– Plinia pedunculata L.f.;
– Plinia petiolata L. nom. ilegalmente
– Plinia rubra L.;
– Plinia tetrapetala L.;
– Stenocalyx affinis O.Berg;
– Stenocalyx brunneus O.Berg;
– Stenocalyx costatus (Cambess.) O.Berg;
– Stenocalyx dasyblastus O.Berg;
– Stenocalyx glaber O.Berg;
– Stenocalyx impunctatus O.Berg;
– Stenocalyx lucidus O.Berg;
– Stenocalyx michelii (Lam.) O.Berg;
– Stenocalyx nhampiri Barb. Rodr.;
– Stenocalyx oblongifolius O.Berg;
– Stenocalyx rhampiri Barb.Rodr.;
– Stenocalyx ruber (L.) Kausel;
– Stenocalyx strigosus O.Berg;
– Stenocalyx uniflorus (L.) Kausel;
– Syzygium michelii (Lam.) Duthie.

Etimología –
El término Eugenia se le dio en honor al príncipe Eugenio de Saboya Soissons (1663-1736), un soldado al servicio de los Habsburgo donde alcanzó la cima del mando.
El epíteto específico de uniflora proviene de ūnus uno y de flos, flóris fiore: con una sola flor o inflorescencia, a diferencia de otras especies congénitas.

Distribución geográfica y hábitat –
La planta Eugenia uniflora es un árbol de hoja perenne originario de la costa este de América del Sur tropical, desde Surinam, Guayana Francesa hasta el sur de Brasil, así como Uruguay y partes de Paraguay y Argentina.
El árbol se introdujo en las Bermudas con fines ornamentales, pero ahora está fuera de control y está catalogado como una especie invasora. También se introdujo en Florida.
Su hábitat natural es el de los bordes de los bosques o a lo largo de las orillas de los ríos formando densos matorrales.

Descripción –
Eugenia uniflora es una planta que crece en forma de árbol o arbusto de hoja perenne hasta 6-8 m de altura y que en cultivo también permanece más baja y muy ramificada.
Tiene una copa gruesa con hojas, sobre un pecíolo de 0,2-0,4 cm de largo, opuesto, simple, ovado a ovado-lanceolado con margen completo, de 2-5 cm de largo y 1-3 cm de ancho, inicialmente coloreado bronce rosado luego verde intenso brillante arriba, más claro abajo, bastante correoso y aromático. Durante el invierno las hojas se vuelven rojas.
Las flores son axilares, bisexuales, solitarias o fasciculadas llevadas sobre un pedúnculo de 1,5-3 cm de largo, con cáliz persistente con 4 lóbulos retroflexados de unos 0,4 cm de largo, corola con 4 pétalos blancos obovados, de aproximadamente 1 cm de largo, efímeros, y numerosos estambres de 0,8 cm de largo.
El fruto es una baya globular de forma aplanada en los dos polos, generalmente con 8 nervaduras longitudinales, de 1,5 cm de largo y 2-4 cm de ancho; esta es inicialmente verde, luego anaranjada y finalmente roja cuando está madura, con una piel fina y pulpa roja jugosa, con un sabor agridulce, ligeramente resinoso, generalmente contiene una semilla globular, raramente 2-3, de 0.5-1 cm de diámetro .

Cultivo –
La cereza de cayena es una planta que generalmente se reproduce por semilla, que tiene una capacidad de germinación a corto plazo, alrededor de un mes, y germina en 3-4 semanas: la primera floración ocurre a los 2-4 años en las mejores condiciones de cultivo. Puede reproducirse en menor medida mediante cortes y capas.
Se propaga fácilmente a través de aves y pequeños mamíferos y en muchas áreas del trópico ha escapado al cultivo, naturalizándose y en algunos casos convirtiéndose en una plaga.
Para su cultivo requiere exposición a pleno sol, temperatura que nunca debe bajar de -5 ° C para plantas adultas. Requiere un suelo blando, drenante y moderadamente orgánico y se debe regar para mantener el suelo constantemente húmedo, evitando el estancamiento del agua.
Las plantas bien enraizadas pueden soportar períodos secos, pero con riego regular los frutos son más grandes y menos ácidos.
Por sus características biológicas, también se puede cultivar marginalmente en zonas de clima mediterráneo.

Costumbres y tradiciones –
Eugenia uniflora es la más cultivada del género en países tropicales y subtropicales debido a sus características ornamentales, en particular su follaje, más que sus frutos comestibles, y su adaptabilidad a una gran variedad de suelos. Es una planta de rápido crecimiento y se usa a menudo para setos, incluso bajos, y barreras fronterizas, ya que tolera bien la poda, incluso si es drástica.
Los frutos, que se marchitan rápidamente, deben recogerse cuando estén perfectamente maduros; las frutas frescas, por tanto, tienen un consumo limitado y, a menudo, se consumen en forma de zumos, helados, jarabes, mermeladas y jaleas. En Brasil, una bebida alcohólica se elabora a partir de jugo fermentado. Las hojas se utilizan en la medicina tradicional; la corteza contiene aproximadamente un 20% de tanino, a veces utilizado para el curtido de pieles.
Cuando las hojas y las ramas se trituran o cortan, desprenden una fragancia resinosa picante, que puede causar dificultad respiratoria en personas sensibles.
Los frutos ricos en vitaminas C y A y las hojas tienen propiedades medicinales.
En Brasil las hojas se esparcen por los pisos de la casa para que cuando son pisoteadas, desprendan un olor que repele las moscas.
Las hojas también se utilizan para el té en ciertas partes de Uruguay.
Se han realizado algunas investigaciones sobre esta planta. Según algunos estudios médicos, Eugenia uniflora tiene varias propiedades farmacológicas importantes. Su aceite esencial es antihipertensivo, antidiabético, antitumoral y analgésico y también ha mostrado actividad antiviral y antifúngica.
In vitro se ha demostrado su eficacia contra microorganismos como Trichomonas gallinae, Trypanosoma cruzi y Leishmania amazonensis.
También muestra importantes propiedades antiinflamatorias y se usa ampliamente como remedio popular en América del Sur para las enfermedades del estómago.

Método de preparación –
La cereza de cayena tiene varios usos tanto en alimentos como en medicina.
Los frutos se pueden consumir frescos y recolectados cuando estén perfectamente maduros; las frutas frescas, debido a su carácter de rápida perecibilidad, tienen un consumo limitado; por lo tanto, a menudo se consumen en forma de jugos, helados, jarabes, mermeladas y jaleas.
En Brasil, una bebida alcohólica se elabora a partir de jugo fermentado. Las hojas se utilizan en la medicina tradicional; la corteza se utiliza a veces para el curtido del cuero.
En Brasil, las hojas se utilizan por su fragancia resion para los perfumistas locales y para mantener alejados a los insectos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.