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Claviceps purpurea

La Claviceps purpurea (Claviceps purpurea (Fr.) Tul., 1853), conosciuta col nome comune francese ergot, è un fungo appartenente alla famiglia delle Clavicipitaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Divisione Ascomycota,
Sottodivisione Pezizomycotina,
Classe Sordariomycetes,
Sottoclasse Hypocreomycetidae,
Ordine Hypocreales,
Famiglia Clavicipitaceae,
Genere Claviceps.

Etimologia –
Il termine Claviceps proviene da clávus chiodo e dal suffisso -ceps (derivato da cáput) capo, testa: per la testa allargata in corrispondenza dei corpi fruttiferi.
L’epiteto specifico purpurea viene dal greco πορφύρεος porphýreos di colore rosso porpora.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Claviceps purpurea è un fungo ascomicete fitopatogeno che attacca una vasta gamma di piante appartenenti soprattutto alla famiglia delle Poaceae (più di 400 specie ospiti), molte delle quali economicamente importanti come segale, triticale, avena, orzo. Viene classificato come biotrofo, in quanto mantiene in vita le cellule vegetali per un periodo di tempo prolungato, influenzando i meccanismi di difesa della pianta.

Riconoscimento –
La Claviceps purpurea è un fungo in cui gli aschi assumono una forma tipica a sacco, e sono costituiti dalle cellule terminali delle ife del fungo. All’interno degli aschi, riuniti in strutture globose dette periteci, vengono prodotte spore aploidi dalla forma allungata, chiamate ascospore.
Con lo sviluppo del fungo si ha la formazione di uno sclerozio al posto della cariosside (nel caso dei semi dei cereali), struttura in cui avviene lo svernamento. Lo sclerozio si presenta solitamente con una forma allungata rispetto ai semi, di colore brunastro. Questo matura in 5 settimane, al termine delle quali si verifica la crescita degli aschi e il rilascio delle ascospore per la propagazione del fungo. Lo sclerozio è l’unica struttura contenente alcaloidi; secondo gli studi, il contenuto medio di queste molecole negli sclerozi di Claviceps purpurea è 0,26 mg/g.

Coltivazione –
L’ergot è un fungo con un ciclo di infezione che inizia in primavera, quando sugli sclerozi si formano i periteci, dove troviamo gli aschi in cui si originano le ascospore. Queste vengono trasportate dal vento e aderiscono sulla superficie del pistillo di un fiore. Le prime fasi di sviluppo del fungo “imitano” il processo di impollinazione e fecondazione che avviene in natura nelle piante: la spora aderisce alla superficie stigmatica del pistillo (come i granuli di polline), e penetra i tessuti con la produzione di ife, che crescono imitando lo sviluppo del tubo pollinico nello stilo fino all’ovario. È sufficiente una singola spora per il completamento dell’infezione.
Claviceps purpurea infetta solo piante con ovario giovane e non sterile. La mancanza di attivazione di difese da parte della pianta suggerisce che il fungo utilizzi specifici segnali simili a quelli dell’interazione polline-stigma per evitare di essere riconosciuto come patogeno. Solo dopo il raggiungimento dell’ovario da parte delle ife si verificano reazioni di difesa dell’ospite, come la deposizione di callosio per isolare il fungo.

Usi e Tradizioni –
La Claviceps purpurea è la specie più studiata e conosciuta per i suoi rilevanti effetti nella contaminazione di alimenti confezionati con cereali da essa attaccati. Gli speroni della segale cornuta sono corpi fruttiferi del fungo stesso contenenti diversi alcaloidi velenosi o psicoattivi del gruppo delle ergotine (tra cui l’acido lisergico) che presentano vari tipi di effetti sui soggetti che li assumono. Tali alcaloidi, essendo vasocostrittori, compromettono la circolazione; inoltre interagiscono con il sistema nervoso centrale, agendo in particolare sui recettori della serotonina.
Il fungo, come detto, si manifesta nella spiga con strutture chiamate sclerozi, che contengono alcaloidi. Questi sono tossici per i mammiferi (compreso l’uomo) e causano l’Ergot, malattia meglio conosciuta come Fuoco di S. Antonio. Da studi recenti è stato scoperto che questa malattia è dovuta ad un complesso di specie, composto da Claviceps purpurea, Claviceps arundinis, Claviceps humidiphila e Claviceps spartinae, e si ritiene che ve ne siano molte altre.
Vista l’elevata tossicità, l’UE ha stabilito i livelli massimi di contenuto di sclerozi nei mangimi e negli alimenti per l’alimentazione umana: un livello massimo di 1.000 mg/kg di sclerozi nei mangimi contenenti cereali non macinati (Direttiva 2002/32 / CE), ed un livello massimo di 0,5 g/kg di sclerozi nei i cereali non trasformati (ad eccezione di riso e mais) per alimentazione umana (Regolamento CE n. 1881/2006 della Commissione).
Tra i sintomi provocati dall’ingestione di questo fungo ricordiamo i disturbi circolatori agli arti, gangrena, allucinazioni, convulsioni, necrosi ischemica, ridotta alimentazione, riduzione della crescita, problemi riproduttivi. I più recenti focolai di Ergot nell’uomo si sono verificati negli anni ’70 in India, e negli anni 1978 e 2001 in Etiopia.
La diagnosi si basa principalmente su analisi angiografiche e radiografiche. Inoltre possono essere effettuate biopsie di pelle, muscoli e vasi, ed elettromiografie per valutare la velocità di conduzione nelle arterie.
I risultati denotano spesso restringimento delle arterie, per esempio quelle a livello inguinale, arteria poplitea, arteria iliaca e femorale, ma senza occlusione, che sono effetti vasocostrittivi tipici dell’ergotamina; questa vasocostrizione può verificarsi su entrambi gli arti. Nel caso il paziente lamenti mal di testa, è possibile effettuare radiografie del cranio per verificare l’assenza di cause intracerebrali.
Contro l’ergot non esiste una cura specifica e per questo motivo il medico provvede al trattamento dei singoli sintomi che presenta il paziente. A seconda dei casi, tra i farmaci che possono essere somministrati troviamo anticoagulanti, vasodilatatori, steroidi, inibitori di prostaglandine; l’angioplastica è una soluzione che viene presa in considerazione solo per i casi più gravi con rischio di necrosi e cancrena.
Il primo uso medico documentato risale al 1582 come medicinale ecbolico (per accelerare il parto). Il primo alcaloide ottenuto in forma chimica pura fu l’ergotamina, un rimedio emostatico in ostetricia e nella cura dell’emicrania. L’ergometrina viene utilizzata per prevenire l’emorragia post-partum. La bromocriptina è utilizzata nella cura del Parkinson e del diabete mellito di tipo 2. Acidi secalonici, ergoflavina ed ergocrisina sono noti per le loro proprietà antinfiammatorie, neuroprotettive, antitumorali. Uno scienziato che si occupò dello studio degli alcaloidi di Claviceps purpurea è Albert Hofmann, conosciuto soprattutto perché fu il primo a sintetizzare e testare su di sé gli effetti del dietilammide dell’acido lisergico (LSD- 25), scoperto per caso mentre cercava di isolare dagli sclerozi dei composti stimolanti gli apparati circolatorio e respiratorio.

Modalità di Preparazione –
La droga ottenuta da questo fungo rappresenta il punto di partenza per l’ottenimento dei singoli principi attivi dotati di attività farmacologica.
La segale cornuta non trova impieghi in fitoterapia come tale, ma dagli sclerozi si ottengono dei particolari alcaloidi (definiti alcaloidi dell’ergot) che vengono impiegati in campo medico.
Gli alcaloidi puri o i loro derivati, pertanto, sono disponibili come principi attivi contenuti all’interno di specialità medicinali che possono essere dispensate solo in presenza di ricetta medica. Tali molecole sono: l’ergotamina, la diidroergotamina, la diidroergotossina, l’ergonovina, la metisergide, la nicergolina, la cabergolina, la bromocriptina e il lisuride.
L’ergotamina e la diidroergotamina costituiscono il principio attivo di specialità medicinali aventi indicazioni per il trattamento delle cefalee e degli attacchi emicranici. Questi principi attivi contrastano il dolore emicranico attraverso l’interazione con i recettori della serotonina posti a livello dei vasi arteriosi cranici. Più nel dettaglio, l’ergotamina e la diidroergotamina esercitano un’attività agonista nei confronti dei recettori 5-HT1A, 5-HT1B, 5-HT1D e 5-HT1F, inducendo in questo modo una vasocostrizione che porta alla risoluzione del dolore cefalalgico ed emicranico.
La cabergolina e la bromocriptina, invece, costituiscono il principio attivo di medicinali impiegati nel trattamento di una grande varietà di disturbi, quali: morbo di Parkinson, iperprolattinemia, adenomi ipofisari secernenti prolattina, galattorrea, amenorrea prolattino-dipendente, disfunzioni mestruali, acromegalia, ipogonadismo e sindrome neurolettica maligna.
Il meccanismo d’azione con cui queste molecole esplicano la loro attività coinvolge i recettori dopaminergici di tipo 2 presenti nelle cellule luteotropiche dell’adenoipofisi (ossia nelle cellule responsabili del rilascio di prolattina) e i neuroni dopaminergici localizzati nell’area nigrostriatale dell’encefalo.
In passato, gli sclerozi della segale cornuta venivano utilizzati dalla medicina popolare come rimedio emostatico, emmenagogo e abortivo; oltre ad essere impiegati in caso di menorragia, metrorragia, atonia dell’utero ed emicrania.
Attualmente, l’unico impiego approvato della segale cornuta riguarda il suo utilizzo all’interno della medicina omeopatica, dove la si può trovare sotto forma di granuli, capsule, gocce orali e macerato glicerico.
In quest’ambito, la pianta viene utilizzata in caso di spasmi della muscolatura liscia uterina, paralisi, convulsioni, disturbi circolatori, emorragie, epistassi, mal di testa, vertigini, sonnolenza e stati confusionali.
La quantità di rimedio omeopatico da assumersi può variare da individuo a individuo, anche in funzione della tipologia di disturbo che si necessita trattare e in funzione del tipo di preparazione e di diluizione omeopatica che s’intende impiegare.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Claviceps purpurea

Claviceps purpurea (Claviceps purpurea (Fr.) Tul., 1853), known by the French common name ergot, is a mushroom belonging to the Clavicipitaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Domain Eukaryota,
Kingdom Fungi,
Ascomycota Division,
Subdivision Pezizomycotina,
Class Sordariomycetes,
Subclass Hypocreomycetidae,
Order Hypocreales,
Family Clavicipitaceae,
Genus Claviceps.

Etymology –
The term Claviceps comes from clávus nail and from the suffix -ceps (derived from cáput) head, head: for the enlarged head corresponding to the fruiting bodies.
The specific purpurea epithet comes from the Greek πορ specificρεος porphýreos of purple red color.

Geographic Distribution and Habitat –
Claviceps purpurea is a phytopathogenic ascomycete fungus that attacks a wide range of plants belonging mainly to the Poaceae family (more than 400 host species), many of which are economically important such as rye, triticale, oats, barley. It is classified as a biotroph, as it keeps plant cells alive for an extended period of time, influencing the plant’s defense mechanisms.

Recognition –
Claviceps purpurea is a fungus in which the ascus takes on a typical sac-like shape, and consists of the terminal cells of the hyphae of the fungus. Inside the rods, assembled in globular structures called perithecia, haploid spores with an elongated shape, called ascospores, are produced.
With the development of the fungus there is the formation of a sclerotium instead of the caryopsis (in the case of cereal seeds), the structure in which wintering takes place. The sclerosis usually has an elongated shape compared to the seeds, brownish in color. This matures in 5 weeks, at the end of which the growth of the rods occurs and the release of ascospores for the propagation of the fungus. The sclerotium is the only structure containing alkaloids; According to studies, the average content of these molecules in the sclerotia of Claviceps purpurea is 0.26 mg / g.

Cultivation –
Ergot is a fungus with a cycle of infection that begins in spring, when perithecia are formed on the sclerotia, where we find the ascus where ascospores originate. These are carried by the wind and adhere to the surface of the pistil of a flower. The first stages of development of the fungus “mimic” the pollination and fertilization process that occurs naturally in plants: the spore adheres to the stigmatic surface of the pistil (like pollen grains), and penetrates the tissues with the production of hyphae, which they grow imitating the development of the pollen tube in the stylus up to the ovary. A single spore is sufficient for completion of the infection.
Claviceps purpurea only infects plants with young, non-sterile ovaries. The lack of activation of defenses by the plant suggests that the fungus uses specific signals similar to those of the pollen-stigma interaction to avoid being recognized as a pathogen. Only after the hyphae reaches the ovary do host defense reactions occur, such as the deposition of callose to isolate the fungus.

Customs and Traditions –
Claviceps purpurea is the most studied and known species for its relevant effects in the contamination of packaged foods with attached cereals. Ergot spurs are fruiting bodies of the fungus itself containing several poisonous or psychoactive alkaloids from the ergotine group (including lysergic acid) that exhibit various types of effects on subjects who take them. These alkaloids, being vasoconstrictors, impair the circulation; they also interact with the central nervous system, acting in particular on the serotonin receptors.
The fungus, as mentioned, manifests itself in the ear with structures called sclerotia, which contain alkaloids. These are toxic to mammals (including humans) and cause Ergot, a disease better known as St. Anthony’s Fire. Recent studies have found that this disease is due to a complex of species, composed of Claviceps purpurea, Claviceps arundinis, Claviceps humidiphila and Claviceps spartinae, and it is believed that there are many others.
Given the high toxicity, the EU has established maximum levels of sclerotia content in feed and food for human consumption: a maximum level of 1,000 mg / kg of sclerotia in feed containing unground cereals (Directive 2002/32 / EC), and a maximum level of 0.5 g / kg of sclerotia in unprocessed cereals (except rice and maize) for human consumption (EC Regulation no. 1881/2006 of the Commission).
Symptoms caused by ingesting this fungus include circulatory disorders in the limbs, gangrene, hallucinations, convulsions, ischemic necrosis, reduced nutrition, reduced growth, reproductive problems. The most recent Ergot outbreaks in humans occurred in the 1970s in India, and in the years 1978 and 2001 in Ethiopia.
Diagnosis is mainly based on angiographic and radiographic analyzes. In addition, biopsies of skin, muscles, and vessels, and electromyographs can be done to evaluate conduction velocity in the arteries.
Results often denote narrowing of the arteries, such as groin, popliteal artery, iliac, and femoral artery, but without occlusion, which are typical vasoconstrictive effects of ergotamine; this vasoconstriction can occur on both limbs. If the patient complains of a headache, skull radiographs can be performed to check for the absence of intracerebral causes.
There is no specific cure for ergot and for this reason the doctor provides for the treatment of the individual symptoms that the patient presents. Depending on the case, the drugs that can be administered include anticoagulants, vasodilators, steroids, prostaglandin inhibitors; angioplasty is a solution that is considered only for the most severe cases with the risk of necrosis and gangrene.
The first documented medical use dates back to 1582 as an ecbolic medicine (to accelerate childbirth). The first alkaloid obtained in pure chemical form was ergotamine, a hemostatic remedy in obstetrics and in the treatment of migraine. Ergometrine is used to prevent postpartum hemorrhage. Bromocriptine is used in the treatment of Parkinson’s and type 2 diabetes mellitus. Secalonic acids, ergoflavine, and ergocrisine are known for their anti-inflammatory, neuroprotective, antitumor properties. A scientist who studied the alkaloids of Claviceps purpurea is Albert Hofmann, known mainly because he was the first to synthesize and test on himself the effects of lysergic acid diethylamide (LSD-25), discovered by chance while trying to isolate from the sclerotia of compounds stimulating the circulatory and respiratory systems.

Preparation Method –
The drug obtained from this fungus represents the starting point for obtaining individual active ingredients with pharmacological activity.
Ergot does not find uses in phytotherapy as such, but particular alkaloids (called ergot alkaloids) are obtained from the sclerotia, which are used in the medical field.
Pure alkaloids or their derivatives, therefore, are available as active ingredients contained in medicinal specialties that can only be dispensed with a medical prescription. These molecules are: ergotamine, dihydroergotamine, dihydroergotoxine, ergonovine, methysergide, nicergoline, cabergoline, bromocriptine and lisuride.
Ergotamine and dihydroergotamine constitute the active ingredient of medicinal products with indications for the treatment of headaches and migraine attacks. These active ingredients counteract migraine pain by interacting with the serotonin receptors located in the cranial arterial vessels. More in detail, ergotamine and dihydroergotamine exert an agonist activity against the 5-HT1A, 5-HT1B, 5-HT1D and 5-HT1F receptors, thus inducing vasoconstriction which leads to the resolution of headache and migraine pain. .
Cabergoline and bromocriptine, on the other hand, constitute the active ingredient of medicines used in the treatment of a wide variety of disorders, such as: Parkinson’s disease, hyperprolactinemia, prolactin-secreting pituitary adenomas, galactorrhea, prolactin-dependent amenorrhea, menstrual dysfunction, acromegaly, hypogonadism and neuroleptic malignant syndrome.
The mechanism of action with which these molecules carry out their activity involves type 2 dopaminergic receptors present in the luteotropic cells of the adenohypophysis (ie in the cells responsible for the release of prolactin) and the dopaminergic neurons located in the nigrostriatal area of ​​the brain.
In the past, ergot sclerotia were used in folk medicine as a hemostatic, emmenagogue and abortive remedy; as well as being used in cases of menorrhagia, metrorrhagia, uterine atony and migraine.
Currently, the only approved use of ergot is its use in homeopathic medicine, where it can be found in the form of granules, capsules, oral drops and glycerine macerate.
In this context, the plant is used in cases of uterine smooth muscle spasms, paralysis, convulsions, circulatory disturbances, bleeding, epistaxis, headaches, dizziness, drowsiness and confusion.
The amount of homeopathic remedy to be taken can vary from individual to individual, also according to the type of disorder that needs to be treated and according to the type of preparation and homeopathic dilution to be used.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Cetto B., 2008. Real mushrooms, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.



[:es]

Claviceps purpurea

Claviceps purpurea (Claviceps purpurea (Fr.) Tul., 1853), conocido por el nombre común francés ergot, es un hongo perteneciente a la familia Clavicipitaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio Eukaryota,
Reino de los hongos,
División Ascomycota,
Subdivisión Pezizomycotina,
Clase Sordariomycetes,
Subclase Hypocreomycetidae,
Orden Hypocreales,
Familia Clavicipitaceae,
Género Claviceps.

Etimología –
El término Claviceps proviene de clavus uña y del sufijo -ceps (derivado de cáput) cabeza, cabeza: para la cabeza agrandada correspondiente a los cuerpos fructíferos.
El epíteto específico purpurea proviene del griego πορ específicoρεος porphýreos de color rojo púrpura.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Claviceps purpurea es un hongo ascomiceto fitopatógeno que ataca a una amplia gama de plantas pertenecientes principalmente a la familia Poaceae (más de 400 especies hospedadoras), muchas de las cuales son económicamente importantes como el centeno, triticale, avena, cebada. Se clasifica como biotrofo, ya que mantiene vivas las células vegetales durante un período prolongado de tiempo, lo que afecta los mecanismos de defensa de la planta.

Reconocimiento –
Claviceps purpurea es un hongo en el que el ascus adquiere una forma típica de saco y está formado por las células terminales de las hifas del hongo. Dentro de las varillas, ensambladas en estructuras globulares llamadas peritecia, se producen esporas haploides de forma alargada, llamadas ascosporas.
Con el desarrollo del hongo se produce la formación de un esclerocio en lugar de la cariópside (en el caso de las semillas de cereales), estructura en la que se desarrolla la invernada. La esclerosis generalmente tiene una forma alargada en comparación con las semillas, de color pardusco. Esta madura en 5 semanas, al final de las cuales crece el ascus y las ascosporas son liberadas para la propagación del hongo. El esclerotio es la única estructura que contiene alcaloides; Según estudios, el contenido promedio de estas moléculas en los esclerocios de Claviceps purpurea es de 0,26 mg / g.

Cultivo –
El cornezuelo de centeno es un hongo con un ciclo de infección que comienza en primavera, cuando se forman peritecios sobre los esclerocios, donde encontramos el ascus en el que se originan las ascosporas. Estos son transportados por el viento y se adhieren a la superficie del pistilo de una flor. Las primeras etapas de desarrollo del hongo “imitan” el proceso de polinización y fertilización que ocurre naturalmente en las plantas: la espora se adhiere a la superficie estigmática del pistilo (como los granos de polen) y penetra los tejidos con la producción de hifas, que crecen imitando el desarrollo del tubo polínico en el estilete hasta el ovario. Una sola espora es suficiente para completar la infección.
Claviceps purpurea solo infecta plantas con ovarios jóvenes, no estériles. La falta de activación de las defensas por parte de la planta sugiere que el hongo utiliza señales específicas similares a las de la interacción polen-estigma para evitar ser reconocido como patógeno. Sólo después de que las hifas llegan al ovario se producen reacciones de defensa del huésped, como la deposición de calosa para aislar el hongo.

Costumbres y tradiciones –
Claviceps purpurea es la especie más estudiada y conocida por sus efectos relevantes en la contaminación de alimentos envasados ​​con granos adheridos. Las espuelas del cornezuelo de centeno son cuerpos fructíferos del propio hongo que contienen varios alcaloides venenosos o psicoactivos del grupo de la ergotina (incluido el ácido lisérgico) que presentan varios tipos de efectos en los sujetos que los ingieren. Estos alcaloides, al ser vasoconstrictores, perjudican la circulación; también interactúan con el sistema nervioso central, actuando en particular sobre los receptores de serotonina.
El hongo, como se mencionó, se manifiesta en el oído con estructuras llamadas esclerocios, que contienen alcaloides. Estos son tóxicos para los mamíferos (incluidos los humanos) y causan cornezuelo de centeno, una enfermedad más conocida como el fuego de San Antonio. Estudios recientes han encontrado que esta enfermedad se debe a un complejo de especies, compuesto por Claviceps purpurea, Claviceps arundinis, Claviceps humidiphila y Claviceps spartinae, y se cree que existen muchas más.
Dada la alta toxicidad, la UE ha establecido niveles máximos de contenido de esclerocios en piensos y alimentos para consumo humano: un nivel máximo de 1.000 mg / kg de esclerocios en piensos que contienen cereales sin moler (Directiva 2002/32 / CE) y un nivel máximo de 0,5 g / kg de esclerocios en cereales sin transformar (excepto arroz y maíz) para consumo humano (Reglamento CE nº 1881/2006 de la Comisión).
Los síntomas causados ​​por la ingestión de este hongo incluyen trastornos circulatorios en las extremidades, gangrena, alucinaciones, convulsiones, necrosis isquémica, nutrición reducida, crecimiento reducido, problemas reproductivos. Los brotes más recientes de cornezuelo de centeno en humanos se produjeron en la década de 1970 en la India y en los años 1978 y 2001 en Etiopía.
El diagnóstico se basa principalmente en análisis angiográficos y radiográficos. Además, se pueden realizar biopsias de piel, músculos y vasos, y electromiografías para evaluar la velocidad de conducción en las arterias.
Los resultados a menudo indican un estrechamiento de las arterias, como la ingle, la arteria poplítea, la arteria ilíaca y femoral, pero sin oclusión, que son los efectos vasoconstrictores típicos de la ergotamina; esta vasoconstricción puede ocurrir en ambas extremidades. Si el paciente se queja de dolor de cabeza, se pueden realizar radiografías de cráneo para comprobar la ausencia de causas intracerebrales.
No existe una cura específica para el cornezuelo de centeno y por ello el médico prevé el tratamiento de los síntomas individuales que presenta el paciente. Dependiendo del caso, los fármacos que se pueden administrar incluyen anticoagulantes, vasodilatadores, esteroides, inhibidores de prostaglandinas; la angioplastia es una solución que se considera solo para los casos más graves con riesgo de necrosis y gangrena.
El primer uso médico documentado se remonta a 1582 como medicamento ecbólico (para acelerar el parto). El primer alcaloide obtenido en forma química pura fue la ergotamina, un remedio hemostático en obstetricia y en el tratamiento de la migraña. La ergometrina se usa para prevenir la hemorragia posparto. La bromocriptina se usa en el tratamiento del Parkinson y la diabetes mellitus tipo 2. Los ácidos secalónicos, la ergoflavina y la ergocrisina son conocidos por sus propiedades antiinflamatorias, neuroprotectoras y antitumorales. Un científico que estudió los alcaloides de Claviceps purpurea es Albert Hofmann, conocido sobre todo porque fue el primero en sintetizar y probar en sí mismo los efectos de la dietilamida del ácido lisérgico (LSD-25), descubierta por casualidad al intentar aislarse de los esclerocios de los compuestos estimulantes de los sistemas circulatorio y respiratorio.

Método de preparación –
El fármaco obtenido de este hongo representa el punto de partida para la obtención de principios activos individuales con actividad farmacológica.
El cornezuelo de centeno no encuentra usos en la fitoterapia como tal, pero de los esclerocios se obtienen alcaloides particulares (llamados alcaloides del cornezuelo de centeno), que se utilizan en el campo médico.
Los alcaloides puros o sus derivados, por tanto, están disponibles como principios activos contenidos en especialidades medicinales que sólo pueden dispensarse en presencia de prescripción médica. Estas moléculas son: ergotamina, dihidroergotamina, dihidroergotoxina, ergonovina, metisergida, nicergolina, cabergolina, bromocriptina y lisurida.
La ergotamina y la dihidroergotamina constituyen el ingrediente activo de medicamentos con indicaciones para el tratamiento de dolores de cabeza y ataques de migraña. Estos ingredientes activos contrarrestan el dolor de la migraña al interactuar con los receptores de serotonina ubicados en los vasos arteriales craneales. Más en detalle, la ergotamina y la dihidroergotamina ejercen una actividad agonista contra los receptores 5-HT1A, 5-HT1B, 5-HT1D y 5-HT1F, induciendo así una vasoconstricción que conduce a la resolución del dolor de cabeza y dolor de migraña.
La cabergolina y la bromocriptina, por otro lado, constituyen el ingrediente activo de los medicamentos utilizados en el tratamiento de una amplia variedad de trastornos, tales como: enfermedad de Parkinson, hiperprolactinemia, adenomas hipofisarios secretores de prolactina, galactorrea, amenorrea dependiente de prolactina, disfunción menstrual, acromegalia, hipogonadismo y síndrome neuroléptico maligno.
El mecanismo de acción con el que estas moléculas realizan su actividad involucra a los receptores dopaminérgicos tipo 2 presentes en las células luteotrópicas de la adenohipófisis (es decir, en las células responsables de la liberación de prolactina) y las neuronas dopaminérgicas ubicadas en la zona nigroestriatal de la cerebro.
En el pasado, los esclerocios del cornezuelo de centeno se utilizaban en la medicina popular como remedio hemostático, emenagogo y abortivo; además de ser utilizado en casos de menorragia, metrorragia, atonía uterina y migraña.
Actualmente, el único uso aprobado del cornezuelo de centeno es su uso en medicina homeopática, donde se puede encontrar en forma de gránulos, cápsulas, gotas orales y macerado glicérico.
En este contexto, la planta se utiliza en casos de espasmos del músculo liso uterino, parálisis, convulsiones, alteraciones circulatorias, sangrado, epistaxis, dolores de cabeza, mareos, somnolencia y confusión.
La cantidad de remedio homeopático que se debe tomar puede variar de un individuo a otro, también de acuerdo con el tipo de trastorno que necesita ser tratado y de acuerdo con el tipo de preparación y dilución homeopática que se debe usar.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Cetto B., 2008. Hongos reales, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora daliaItalia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.



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