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Dracunculus vulgaris

La dragontea, dragonea o erba serpentaria (Dracunculus vulgaris Schott) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Araceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Sottoclasse Arecidae,
Ordine Alismatales,
Famiglia Araceae,
Sottofamiglia Aroideae,
Tribù Areae,
Genere Dracunculus,
Specie D. vulgaris.
È sinonimo il termine:
– Arum dracunculus L.

Etimologia –
Il termine Dracunculus è il diminutivo di dráco drago: piccolo drago, dragoncello.
L’epiteto specifico vulgaris viene da vúlgus volgo: molto comune, ordinario per la grande diffusione, banale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La dragontea è una specie con areale di diffusione tipicamente mediterraneo, limitato alle coste mediterranee e corrispondente all’ area dell’Olivo.
Questa specie, ampiamente diffusa, è nativa dei Balcani, Turchia sudoccidentale e varie isole del Mar Egeo, inclusa Creta; è stata poi introdotta in Francia, Italia, isole britanniche, Algeria nordorientale, Nuova Zelanda e Stati Uniti d’America, dove è una specie adattata.
In Italia è presente in quasi tutte le regioni, in alcuni casi come avventizia, ma è più comune in quelle mediterranee.
Il suo habitat di diffusione è quello delle foreste miste e di sclerofille e in ambienti di macchia mediterranea, gariga, uliveti, incolti erbosi e terreni secchi, dove si rinviene fino ad un’altitudine di 600 m s.l.m., al di sotto della fascia montana. Questa pianta colonizza anche aree densamente popolate, avendo quindi carattere opportunistico.

Descrizione –
La Dracunculus vulgaris è una pianta geofita, con radici tuberiformi, che può crescere fino ad 1,5 metri.
La pianta si sviluppa da un bulbo sotterraneo, spaccando il terreno con le sue punte leopardate.
L’infiorescenza voluminosa e di grandi dimensioni si forma tra aprile e maggio; questa è composta da una spata, di colore violaceo all’interno, e verde all’esterno, che può raggiungere l’ampiezza di 50 cm, contenente i fiori veri e propri, sia quelli maschili, sia quelli femminili.
L’odore del fiore aperto è simile alla carne in decomposizione, utile per attrarre molti insetti; l’insetto, una volta penetrato alla base della spata, rimane bloccato da due corone di petali rivolte verso il basso e si riempie di polline durante i tentativi di uscire.
Al termine della fioritura si formano i frutti, che sono delle piccole bacche obovoidi, rosso-arancio alla maturazione, di 3-5 x 4-7 mm, in numero di 60-80 nell’infruttescenza di 4-12 x 3-5 cm.
I semi sono ovoidi o globosi, compressi, di colore bruno pallido, con diametro di 3-4 mm.

Coltivazione –
La dragontea si può coltivare per scopo ornamentale. L’impianto va fatto a aprtire dai tuberi che vanno piantati ad una profondità di 15 cm in autunno o in primavera in un terreno ricco di humus e ben drenato che si secca in estate. Cresce meglio in pieno sole ma tollera l’ombra parziale. Si consiglia, inoltre, di proteggerla con un pacciame invernale asciutto. Cresce bene in radure aperte in boschi riparati o alla base di un muro soleggiato.
È bene comunque considerare l’odore sgradevole dei fiori durante l’ubicazione.
Questa pianta, nonostante sia stata inserita fra le specie vulnerabili in alcune regioni (come in Toscana), globalmente non desta particolari preoccupazioni riguardo alla sua conservazione; l’unico pericolo immediato è la raccolta di esemplari selvatici a scopi commerciali, ma il mercato di questa pianta è ancora piuttosto ridotto.

Usi e Tradizioni –
La Dracunculus vulgaris, conosciuta con svariati nomi, in funzione di dove cresce, è una pianta che, specie nelle parti fresche, è tossica per l’uomo e per gli animali che non si avvicinano ad essa.
Il medico greco, Dioscoride , riassunse nei suoi scritti la conoscenza umana dell’uso delle piante medicinali; notò, ad esempio, che il dracunculus, una pianta con un fusto “screziato come il ventre di un serpente”, controlla il cancro, è abortivo, cura la cancrena ed è buono per la vista.
È stata utilizzata, soprattutto nei tempi passati, in alcune medicine tradizionali.
Nella medicina popolare della Turchia, i frutti di questa pianta erano utilizzati per la cura dei reumatismi, e i semi per quella delle emorroidi.

Modalità di Preparazione –
Di questa pianta si possono utilizzare sia i rizomi che i frutti ed i semi per alcune applicazioni terapeutiche. Gli studi in merito sono comunque pochi e pertanto si sconsiglia un utilizzo senza un’attenta guida medica.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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Dracunculus vulgaris

The Dragon arum or voodoo lily (Dracunculus vulgaris Schott) is a perennial herbaceous species belonging to the Araceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Magnoliophyta Division,
Liliopsida class,
Subclass Arecidae,
Alismatales Order,
Araceae family,
Subfamily Aroideae,
Areae Tribe,
Genus Dracunculus,
D. vulgaris species.
The term is synonymous:
– Arum dracunculus L.

Etymology –
The term Dracunculus is the diminutive of dráco drago: small dragon, tarragon.
The specific epithet vulgaris comes from vúlgus vulgo: very common, ordinary due to its widespread use, banal.

Geographic Distribution and Habitat –
The Dragon arum is a species with a typically Mediterranean distribution range, limited to the Mediterranean coasts and corresponding to the olive tree area.
This widely distributed species is native to the Balkans, southwestern Turkey and various islands of the Aegean Sea, including Crete; it was then introduced in France, Italy, the British Isles, north-eastern Algeria, New Zealand and the United States of America, where it is an adapted species.
In Italy it is present in almost all regions, in some cases as an adventitia, but it is more common in the Mediterranean ones.
Its habitat of diffusion is that of mixed and sclerophyll forests and in environments of Mediterranean scrub, garrigue, olive groves, uncultivated grass and dry soils, where it is found up to an altitude of 600 m s.l.m., below the mountain belt. This plant also colonizes densely populated areas, thus having an opportunistic character.

Description –
Dracunculus vulgaris is a geophytic plant, with tuberiform roots, which can grow up to 1.5 meters.
The plant develops from an underground bulb, splitting the ground with its leopard-print tips.
The voluminous and large inflorescence forms between April and May; this is composed of a spathe, purplish inside, and green on the outside, which can reach a width of 50 cm, containing the real flowers, both male and female.
The smell of the open flower is similar to rotting meat, which is useful for attracting many insects; once the insect has penetrated the base of the spathe, it is blocked by two crowns of petals facing downwards and fills with pollen during attempts to get out.
At the end of flowering the fruits are formed, which are small obovoid berries, red-orange when ripe, of 3-5 x 4-7 mm, in number of 60-80 in the infructescence of 4-12 x 3-5 cm .
The seeds are ovoid or globose, compressed, pale brown in color, with a diameter of 3-4 mm.

Cultivation –
The Dragon arum can be grown for ornamental purposes. The plant should be done starting from the tubers that are planted at a depth of 15 cm in autumn or spring in humus-rich and well-drained soil that dries up in summer. It grows best in full sun but tolerates partial shade. It is also advisable to protect it with a dry winter mulch. It grows well in open clearings in sheltered woods or at the base of a sunny wall.
However, it is good to consider the unpleasant smell of the flowers during the location.
This plant, although it has been included among the vulnerable species in some regions (such as in Tuscany), globally does not raise particular concerns regarding its conservation; the only immediate danger is the collection of wild specimens for commercial purposes, but the market for this plant is still rather small.

Customs and Traditions –
Dracunculus vulgaris, known by various names, depending on where it grows, is a plant that, especially in the fresh parts, is toxic to humans and to animals that do not come close to it.
The Greek physician, Dioscorides, summarized in his writings the human knowledge of the use of medicinal plants; he noted, for example, that dracunculus, a plant with a stalk “mottled like the belly of a snake,” controls cancer, is abortive, cures gangrene, and is good for eyesight.
It has been used, especially in the past, in some traditional medicines.
In Turkish folk medicine, the fruits of this plant were used for the treatment of rheumatism, and the seeds for that of hemorrhoids.

Preparation Method –
Both the rhizomes and the fruits and seeds of this plant can be used for some therapeutic applications. However, there are few studies on this subject and therefore use without careful medical guidance is not recommended.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Dracunculus vulgaris

La Dragoneta (Dracunculus vulgaris Schott) es una especie herbácea perenne perteneciente a la familia Araceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
División Magnoliophyta,
Clase de liliopsida,
Subclase Arecidae,
Orden Alismatales,
Familia Araceae,
Subfamilia Aroideae,
Tribu Areae,
Género Dracunculus,
Especies de D. vulgaris.
El término es sinónimo:
– Arum dracunculus L.

Etimología –
El término Dracunculus es el diminutivo de dráco drago: pequeño dragón, estragón.
El epíteto específico vulgaris proviene de vúlgus vulgo: muy común, ordinario por su uso extendido, banal.

Distribución geográfica y hábitat –
La Dragoneta es una especie de distribución típicamente mediterránea, limitada a las costas mediterráneas y correspondiente a la zona del olivo.
Esta especie de amplia distribución es originaria de los Balcanes, el suroeste de Turquía y varias islas del mar Egeo, incluida Creta; luego se introdujo en Francia, Italia, las Islas Británicas, el noreste de Argelia, Nueva Zelanda y los Estados Unidos de América, donde es una especie adaptada.
En Italia está presente en casi todas las regiones, en algunos casos como adventicia, pero es más común en las mediterráneas.
Su hábitat de difusión es el de bosques mixtos y esclerófilos y en ambientes de matorral mediterráneo, garriga, olivar, pastos no cultivados y suelos secos, donde se encuentra hasta una altitud de 600 m s.l.m., por debajo del cinturón montañoso. Esta planta también coloniza áreas densamente pobladas, por lo que tiene un carácter oportunista.

Descripción –
Dracunculus vulgaris es una planta geofítica, con raíces tuberiformes, que puede crecer hasta 1,5 metros.
La planta se desarrolla a partir de un bulbo subterráneo, partiendo el suelo con sus puntas con estampado de leopardo.
La inflorescencia voluminosa y grande se forma entre abril y mayo; esta está compuesta por una espata, violácea por dentro y verde por fuera, que puede alcanzar una anchura de 50 cm, conteniendo las flores reales, tanto masculinas como femeninas.
El olor de la flor abierta es similar al de la carne podrida, que es útil para atraer muchos insectos; una vez que el insecto ha penetrado la base de la espátula, es bloqueado por dos coronas de pétalos hacia abajo y se llena de polen durante los intentos de salir.
Al final de la floración se forman los frutos, que son pequeñas bayas obovoides, de color rojo anaranjado en su madurez, de 3-5 x 4-7 mm, en número de 60-80 en la infrutescencia de 4-12 x 3-5 cm .
Las semillas son ovoides o globosas, comprimidas, de color marrón pálido, con un diámetro de 3-4 mm.

Cultivo –
La Dragoneta se puede cultivar con fines ornamentales. La planta debe realizarse a partir de los tubérculos que se plantan a una profundidad de 15 cm en otoño o primavera en un suelo rico en humus y bien drenado que se seca en verano. Crece mejor a pleno sol pero tolera la sombra parcial. También es recomendable protegerlo con un mantillo seco de invierno. Crece bien en claros abiertos en bosques protegidos o en la base de una pared soleada.
Sin embargo, es bueno considerar el olor desagradable de las flores durante la ubicación.
Aunque esta planta se ha incluido entre las especies vulnerables en algunas regiones (como en la Toscana), a nivel mundial no plantea preocupaciones particulares con respecto a su conservación; el único peligro inmediato es la recolección de especímenes silvestres con fines comerciales, pero el mercado de esta planta es todavía bastante pequeño.

Costumbres y tradiciones –
Dracunculus vulgaris, conocido por varios nombres, según donde crece, es una planta que, sobre todo en las partes frescas, resulta tóxica para los humanos y para los animales que no se le acercan.
El médico griego Dioscórides resumió en sus escritos el conocimiento humano del uso de plantas medicinales; señaló, por ejemplo, que el dracúnculo, una planta con un tallo “moteado como el vientre de una serpiente”, controla el cáncer, es abortivo, cura la gangrena y es bueno para la vista.
Se ha utilizado, especialmente en el pasado, en algunas medicinas tradicionales.
En la medicina popular turca, los frutos de esta planta se usaban para el tratamiento del reumatismo y las semillas para el de las hemorroides.

Método de preparación –
Tanto los rizomas como los frutos y semillas de esta planta pueden utilizarse para algunas aplicaciones terapéuticas. Sin embargo, existen pocos estudios sobre este tema y, por lo tanto, no se recomienda su uso sin una guía médica cuidadosa.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, declinamos toda responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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2 pensieri riguardo “[:it] Dracunculus vulgaris [:en] Dracunculus vulgaris [:es] Dracunculus vulgaris [:]

  • 9 Febbraio 2022 in 11:06
    Permalink

    Salve avrei bisogno di essenza di questa pianta,dove potrei acquistarla?
    Grazie
    Antonio Samà

    Rispondi
    • 9 Febbraio 2022 in 16:02
      Permalink

      Buongiorno,
      può vedere presso erboristerie assortite, magari chiedendo, se sono sprovviste, di poterla mandare a ritirare.

      Rispondi

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